il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

Amicus Plato, sed magis amica veritas



giovedì 6 novembre 2008

Orwell scrisse 1984 nel 1948 noi oggi che data dovremmo scrivere?

…A volte una semplice telefonata fa riaffiorare ricordi che in maniera inquietante si sovrappongono alla realtà di oggi.
Ero al telefono con “Snoopy” (entrambi militavamo nella FGCI genovese nei primi anni 70) e mi sottolineava la sfrontatezza dei fascisti odierni in quella gazzarra che è stata l’incursione alla RAI per aver smascherato le loro carognate alla manifestazione degli studenti di Roma.
Sono entrati e sono usciti in modo assolutamente indisturbato e, non mi pare neanche, che ad oggi ci siano persone ufficialmente indagate e men che mai arrestate per quell’episodio.
Tra il 7 e l’8 dicembre 1970 gruppi fascisti e un reparto della guardia forestale inizia di fatto una insurrezione a Roma con obbiettivo immediato l’occupazione della RAI delle centrali telefoniche, ministero della difesa, ministero dell’interno. Iniziano in poche parole le manovre per quello che tutti noi conosciamo essere un “Golpe”. Una telefonata ricevuta poi dal “principe nero” Junio Valerio Borghese, ex comandante della X Mas durante la notte ,mette misteriosamente fine alle operazioni.
La Rai è da sempre considerata (perché da li si diffondono le notizie ufficiali dello stato) uno dei luoghi simbolo della tenuta dello stato democratico, al pari di Ministeri e Presidenze.
L’indifferenza che, a parte la RAI stessa, ha circondato questo episodio è intollerabile.
Le nostre libertà sono in pericolo.
Se domani , il mio, ma non solo ovviamente il mio blog dovesse oscurarsi, dovessero chiudersi delle emittenti radiofoniche o televisive locali, in quanti comprenderebbero cosa sta succedendo?

PS. Per info sul golpe borghese :

martedì 4 novembre 2008

Cossiga denunciato

Comunicato stampa Comunità delle Piagge - Firenze Via Lombardia 1p Firenze - 055/373737 - ilmuretto@libero.it

Cossiga denunciato per istigazione a delinquere e apologia di reato Cinque cittadini si rivolgono alla Procura di Roma per le dichiarazioni rilasciate al Quotidiano Nazionale.
Un prete, un avvocato, una grafologa e due ex insegnanti - cinque semplici cittadini - hanno denunciato stamattina alla Procura della Repubblica di Roma il senatore a vita Francesco Cossiga per istigazione a delinquere e apologia di reato. La denuncia nasce dopo le dichiarazioni rilasciate dall'ex Presidente della Repubblica al Quotidiano Nazionale su come infiltrare e strumentalizzare, con il fine ultimo di liquidare, il vasto movimento popolare nato nelle ultime settimane in difesa della scuola pubblica e del diritto allo studio garantito dalla Costituzione.
Per Cossiga il movimento è da: «Infiltrare con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri […] Le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano».
«Chiediamo pertanto che si proceda penalmente a carico del senatore Francesco Cossiga per i reati suddetti e per tutti quelli che potranno essere ravvisati – ha dichiarato Piero Leone, ex nsegnante che stamane si è recato alla Procura di Roma. Si tratta di dichiarazioni molto gravi in quanto provengono da un personaggio che ha ricoperto i ruoli più elevati nelle istituzioni della Repubblica Italiana. Con questa denuncia vogliamo semplicemente difendere la democrazia e la Costituzione del nostro paese.»
Per Alessandro Santoro, prete fiorentino della Comunità delle Piagge: «E' assurdo che queste dichiarazioni passino sotto silenzio. Sono un invito alla violenza e ricordano, purtroppo, le modalità tipiche della strategia della tensione. Auspichiamo che la Procura proceda speditamente nel suo lavoro, perché è assurdo che un senatore a vita, ex Presidente della Repubblica, e quindi garante dei principi costituzionali si ponga all'attenzione per dichiarazioni che non esitiamo a definire fasciste.»
I reati ravvisati dai denuncianti nell'intervista del 23 ottobre scorso (oggi disponibile sulla rassegna stampa del governo http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=32976406) sono: istigazione a delinquere - commessa pubblicamente come richiesto dalla legge per la sua punibilità - rivolta sia al ministro dell'interno Maroni sia agli stessi organi di polizia preposti all'ordine pubblico (art. 414 CP) sia ai militari, i Carabinieri, a disobbedire alle leggi e a violare il giuramento compiuto sulla Costituzione (art. 266 CP). Si ravvisa infine la colpa di apologia di reato (ancora art. 414 CP) in relazione ai reati da lui commessi all'epoca in cui era ministro dell'interno e solo ora confessati.
«Sappiamo che anche altri stanno muovendosi per denunciare Francesco Cossiga - ha concluso Piero Leone. Chi volesse aderire alla denuncia può contattarci all'indirizzo mail piero.leone@gmail.com


la notizia è stata diffusa su questo sito
http://www.anpi.rimini.it/notizie.php?id=311

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