il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

Amicus Plato, sed magis amica veritas



martedì 4 agosto 2009

INNSE - "la difesa del posto di lavoro"




Sarà perché sono nato e cresciuto in uno di quei quartieri operai che hanno fatto la storia del nostro paese, storia che ha voluto dire la difesa delle fabbriche dall’occupante nazista, storia sempre più dimenticata che ha voluto dire deportazioni proprio di quel movimento operaio forte,generoso e determinato, sarà per queste e per mille altre ragioni che oggi non posso fare a meno di essere con gli operai della INNSE di Milano.
Le immagini che riporto sono di per se esaustive e non necessitano di ulteriori commenti, ma alcune osservazioni necessariamente vanno fatte.
Che il bliz sia stato fatto furbescamente ad agosto è evidente . Che sia di monito per tutti quei lavoratori che rispondendo alla pancia hanno trovato nel partito del ministro degli interni la loro rappresentanza. Ai bisogni dei lavoratori già il fascismo aveva risposto col manganello come del resto i governi degli anni cinquanta appoggiati dalla destra.
Credo che tra poco , a settembre con la ripresa delle attività, i bleff del governo dovranno fare i conti con i numeri spropositati della cassa integrazione e della mobilità, che altro non vuol dire che “in mezzo a una strada”.
Non sarà un “autunno caldo”, prevedo una vera “guerra” per difendere l’occupazione, i posti di lavoro e qualsiasi fonte di reddito per quanto precaria.
Mi auguro che non avvengano le scelleratezze dello scorso anno e che il movimento di lotta che uscirà dalla scuola trovi i mezzi per contaminarsi con le lotte delle fabbriche, ma anche le lotte di tutte quelle realtà produttive che oggi trovano fonte di vita attraverso un becero sfruttamento dei lavoratori sempre più precari.
Facciamo si pertanto che i lavoratori della INNSE oggi non restino isolati, esprimiamo la nostra solidarietà con la lotta.per la difesa del posto del lavoro

Genova Sestri P.
Loris
ps. Non solo la solidarietà deve andare alle situazioni ahimè che acquistano visibilità. Segnalo il link all'eco dell'appennino il cui autore sta in prima persona conducendo una battaglia insieme ad altri 100 lavoratori, sempre in difesa del posto di lavoro (clicca qui)
Segnalo anche quest'altro "Giornalismo Partecipativo" che tratta della ripresa d'autunno.




domenica 2 agosto 2009

Dove va Sinistra e Libertà?

Proviamo una valutazione “laica” dei fatti pugliesi, fuori da livori, o da posizioni preconcette.
Sinistra e Libertà e ancor prima la mai costituita Associazione per la sinistra sulla persona di Nichi Vendola ha puntato molto. Senza dubbio il suo è stato un carisma politico che ha raccolto specialmente nel Sud importanti conferme ma, è spesso sembrato il paravento a figure che sono rimaste per scelta o per incapacità in posizione di retroguardia all’interno del cartello elettorale.
La capacità affabulatoria di Vendola col culto della narrazione troppo spesso ha lasciato in secondo piano l’assenza di un progetto politico di ampio respiro esponendo l’operato dell’amministratore come l’unguento miracoloso alla soluzione di tutte le problematiche italiane e quelle di risposta alla crisi internazionale.
Sicuramente l’ultimo anno e mezzo è stato per Vendola una sovraesposizione tra campagne elettorali congressi e progetti politici lasciati appesi, che lo hanno sicuramente distratto in quello che era il suo mandato in qualità di Governatore della Puglia e quindi pure l’immagine di buon amministratore si è pericolosamente incrinata.
Non voglio entrare in quanto non è mio compito ne ho elementi per farlo nella vicenda giudiziaria pugliese. Credo che comunque sarebbe realmente da ingenui pensare che un sistema così radicato non avesse già avuto un consolidamento ben prima del governatore Vendola, ciò non toglie che nel momento in cui è stato accettato che lo scontro politico è sull’immagine e non sui contenuti, questa figura di leader ha trovato uno stop da cui difficilmente potrà liberarsi, sia da parte ovviamente dei suoi avversari politici, sia dai suoi stessi alleati, sempre che non vengano chieste contropartite a livello politico forse troppo elevate.
A questo punto però il quadro che si presenta in quell’ambito della sinistra viene rimesso a mio parere nuovamente in discussione. Il fatto che sino ad ora abbiano potuto sbandierare più o meno assembramenti più attenti alle alchimie politiche che non ai contenuti esponendosi anche a pericolose contraddizioni nei territori a questo punto è dimostrato che non paga, e, il più o meno coinvolgimento anche se incolpevole di quello che a tutti gli effetti doveva essere il leader di tale raggruppamento nelle vicende pugliesi fa si che il tutto si ritrovi orfano ancor prima di nascere. Forse se nasceva prima, magari all’Ambra Jovinelli di Roma il 13 dicembre e senza troppi bilancini ma con qualche contenuto in più sarebbe stato diverso? Ai posteri l’ardua sentenza.
Credo che a questo punto ci ritroveremo da una parte i sinistri del PD (Bersani Dalema ecc.) più isolati e una buona fetta di questa sinistra extraparlamentare più disponibile ad una normalizzazione con un passaggio proprio in quel PD da cui non hanno mai voluto prendere le distanze in maniera netta rivendicando una autonomia di pensiero e di percorso politico.
Non è che da questo altri nella sinistra extraparlamentare ne potranno giovare, perché chi ha fatto scelte che rimangono soprattutto a difesa della propria identità, rifiutando di fatto analisi dinamiche della nostra società e quindi la stessa risposta a questa crisi globale, non troveranno quei consensi attraverso i quali una sinistra può essere di lotta e nel contempo di governo.
Loris




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