il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

Amicus Plato, sed magis amica veritas



venerdì 6 novembre 2009

E SE IL GRANDE FRATELLO LO FACESSIMO IN UNA FABBRICA OCCUPATA?

….Ecco perché non dobbiamo stupirci se :
1) Berlusconi è al governo
2) Brunetta è un ministro della Repubblica
3) La Carfagna è ministro…e delle pari opportunità
4) Marrazzo va con i trans (e si fa beccare)
5) La Binetti continua a restare nel PD
6) ……………
7) ……………





....Come forse direbbe Totti...These Dicks!!!!
La possibilità di incidere sul livello culturale di un paese che fa arrivare alla decima edizione trasmissioni come il grande fratello, rischia di essere pari a zero.
Il problema non è perchè uno è disoccupato, precario o cassaintegrato , ma che non ha più gli strumenti per capire perchè è in quelle condizioni.
Esisteva una maggior coscienza di classe nelle masse operaie e contadine di inizio 900 con gli scarsi mezzi di comunicazione che esistevano, che nell'era di internet nella miriade di lavoratori precari.
Riprendiamoci la nostra coscienza!

martedì 3 novembre 2009

“Quando si sogna da soli è un sogno, quando si sogna in due comincia la realtà” **

Oggi avrei voluto scrivere sulle ultime dichiarazioni del Presidente Napolitano sul “Sionismo”, ma visto l’attenzione che ha riscontrato l’ultimo post sulla striscia di Gaza la riflessione voglio farla più ampia, perché mi sembra evidente che alla così detta “blogosfera” non frega una beata mazza di niente se a Gaza si continua a morire e di morte lenta. Non ci sono le fotografie dei massacri o i filmati da esibire come a gennaio. Oggi evidentemente il problema “Gaza” non offre richiamo sul proprio blog e quindi meglio rincorrere l’ennesima cazzata su Berlusconi o su qualche episodio che tratti magari di tette trans o cose affini. Ad intristire ulteriormente il fatto che in questa logica perdente dal punto di vista politico e inutile culturalmente parlando, stanno la maggior parte dei blogger di sinistra. L’assurdo diventa regola nel momento in cui tutti rincorrono una notizia prodotta normalmente da un quotidiano, si prodigano in giudizi e fin troppo spesso non offrono neanche in minima parte possibilità di soluzioni a quel determinato problema.
In quanti dopo aver scritto a gennaio su Gaza è riuscito concretamente a metter 20 minuti del suo tempo (il tempo per scrivere un post) a disposizione di una delle tante iniziative sui soccorsi umanitari per Gaza?
In quanti dopo essersi pianti abbondantemente addosso sul problema più che reale del lavoro e del precariato hanno sentito l’esigenza di confrontarsi e trovare una possibile , magari anche sbagliata , soluzione al problema del precariato, del posto fisso o della ben più grave perdita del lavoro?
I nani e i giocolieri appartenevano a ben altro clima politico, l’emergenza democratica non è una invenzione di pochi facinorosi estremisti, l’impossibilità di creare il supporto per i nostri figli come fecero i nostri padri è devastante dal punto di vista sociale.
La blogosfera non è il luogo preposto per fare azione politica ma sicuramente può essere un mezzo per parlare e confrontarsi con la politica. Attualmente è un videogame dove i più scopiazzano articoli di giornali diventando di fatto strilloni di qualcuno senza magari neanche comprenderne il significato.
Sono profondamente convinto che nel momento in cui quella capacità di indignarsi per una ingiustizia nei confronti dei più deboli, degli ultimi, si affievolisce, muore e si trasforma in un mezzo di autopromozione narcisista il percorso verso una società diversa e migliore si perde, perdendo quindi anche la speranza, togliendo di fatto la speranza a chi non per scelta è ultimo.

I miei ultimi post hanno trattato temi come il lavoro e il precariato, diritti umani in Grecia e a Gaza, infine uno mezzo ironico (il contenuto era da piangere in realtà) su Berlusconi e la scoperta dell’acqua calda da tanto che era ovvio.
A parte alcuni, pochi, interventi su quello del lavoro qualificati, i post sono stati disertati come se il problema non esistesse. Quelli sui diritti umani praticamente ignorati e quello su Berlusconi in circa 24 ore forse 1500 visite.

A diversità dei post precedenti questo lo linkerò solo sul mio profilo su facebook non postandolo sugli aggregatori, lascio ad altri se riterranno giustificate le mie parole fare girare il post dove riterranno opportuno.
Voglio ringraziare chi anche senza commentare ha mostrato sempre un apprezzamento sulle cose che ho scritto provenendo anche da blog assai differenti come genere lasciando inevitabilmente traccia sulle statistiche.
Loris
(**E. Che Guevara)

Vent'anni fa iniziava un percorso accidentato della sinistra. Rompere alcune catene ha richiesto coraggio e coerenza, chi però ha voluto rompere le catene senza sapere dove andare ha distrutto e consegnato la sinistra al revisionismo storico e all'imbarbarimento politico.

BEGIN

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