il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

Amicus Plato, sed magis amica veritas



giovedì 9 agosto 2012

...il Mio Canto Libero...


I prodromi c'erano tutti, la musica intesa come emancipazione, un modo di essere, di vivere la società, di contestare la società. La rottura con quel melodico che edulcorava i conflitti, la consapevolezza che “fuori” da quegli schemi tanto cari al potere c'erano i carcerati, c'erano di disoccupati, c'era chi con una cartolina in mano avrebbe dovuto raggiungere un “fronte” e forse non sarebbe neppure tornato.
Era stato il mio personale approccio alla politica, una chitarra, la voce stonata, provare Dylan e più caserecciamente Guccini di Auschwitz o il “C'era un ragazzo che...” di Marco Lusini.
Col 68 e dopo passare a Della Mea, Trincale o il Canzoniere delle Lame fu solo una logica conseguenza.
Cambiano i suoni, gli stili e cambiano anche gli strumenti, ma lo spirito resta sempre quello: attraverso la musica continuare ad esprimere da quale parte del mondo e con quali genti stiamo.
Non sono un estimatore della musica dark, forse per un problema generazionale, oggi però non posso che sentirla più vicina e soprattutto più mia perchè attraverso quella musica le PUSSY RIOThanno manifestato il loro personale dissenso all'”amico Putin”.
Una contestazione dal prezzo estremamente salato nella democratica e post-comunista Russia, dove le ragazze “Pussy Riot”, rischiano 7 anni di internamento in quei campi descritti nel passato da scrittori come Soljenitsyne o dagli eterni evocatori dal naso tappato di casa nostra che oggi non disdegano gli “affari” con l'ex funzionario del KGB : l' “amico Putin”.
Restiamo tutti con gli occhi pertanto rivolti verso Mosca, vicini a queste ragazze che consapevoli del prezzo della libertà hanno messo in gioco gli anni migliori della loro vita.
Loris

Liberta' Per Le Pussy Riot




Come eravamo

martedì 7 agosto 2012

AIAB E COOP 29 GIUGNO SGOMBERANO LA CITTA' DELL'ALTRA ECONOMIA



7 agosto 2012

Questa mattina alle ore 6 le forze dell'ordine hanno compiuto un blitz entrando di forza nei locali della CAE, presidiata da giorni da cittadini e cittadine, attivisti, rappresentanti di organizzazioni sociali, sindacati e associazioni che lavorano da oltre un anno e mezzo per ridare nuova vita alla Citta' dell'Altra Economia.
Questa azione avviene all'indomani di un incontro tra gli occupanti e tre rappresentanti della cordata vincitrice del bando: Salvatore Buzzi della coop. 29 giugno, Enrico Erba e Andrea Ferrante dell'AIAB.
L'incontro era stato favorito dal consigliere Andrea Alzetta ed era volto a iniziare un percorso di dialogo con gli occupanti.
Durante questo incontro è stata riconosciuta agli occupanti la legittimità a proseguire le attività e le progettualità portate avanti in questi anni alla CAE. Questa apertura ha portato a definire un ulteriore incontro per oggi per continuare una eventuale trattativa.
Nonostante questo percorso, oggi siamo stati buttati fuori dal presidio e dieci persone sono state denunciate per occupazione abusiva.
Dopo neanche un'ora si sono presentati alla CAE, Francesco Coccia (Comune di Roma), Enrico Erba (AIAB), Andrea Ferrante (AIAB) e Carlo Patacconi (Agricoltura Nuova) che con aria tronfia hanno preso
possesso dei locali. 
L'azione di questa mattina dimostra la connivenza tra realtà che si dichiarano altroeconomiche e pratiche aggressive ed antidemocratiche che nulla hanno a che vedere con il dialogo e la mediazione.
Ribadiamo che la CAE appartiene a tutti i cittadini e le cittadine di Roma come spazi, esperienza e portato, e chiediamo una volta di piu' che ci sia garantito di proseguire il percorso avviato da tempo, che restituirebbe alla citta' un luogo di socialita', economia altra, elaborazione, formazione.
Denunciamo all'opinione pubblica cittadina, alla forze politiche e alle forze sociali quanto sta avvenendo e affermiamo che continueremo nella battaglia per la costruzione di spazi di progettazione di altreconomia vera, partecipata e democratica.
La mobilitazione proseguirà per veder garantita a questa città un luogo per l'economia solidale vero. Roma non ha bisogno di un altro centro commerciale della green economy.
Appuntamento per tutte e tutti alle ore 09.00 alla CAE.


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Monica Di Sisto - Vice presidente
[FairWatch] Commercio Equo, Sostenibilità, Comunicazione

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