il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

Amicus Plato, sed magis amica veritas



venerdì 31 ottobre 2008

L'ONDA CHE AVANZA

..Un po provocatoriamente un po per la stanchezza avevo postato un pezzo in cui chiedevo solo di commentare i propri 30 ottobre nelle diverse realtà. A mente più fresca mi rendo conto che era come scoprire l'acqua calda e, fortunatamente non avendo ricevuto commenti l'ho rimosso.
La giornata di ieri è stata ovunque, su tutto il territorio Italiano un successo di partecipazione che è andato anche al di la delle aspettative. A Genova si è trattato di una delle più grandi e imponenti manifestazioni del mondo della scuola da quando ne ho memoria. A Roma molti che erano andati da tutta Italia alla manifestazione non sono riusciti neppure a vedere piazza del Popolo dove c'era il comizio dei sindacati e per ore tutta la città è stata paralizzata da 4 cortei che cercavano di muoversi. Che la questura, che i l governo, dica poche o qualcuna di più migliaia di partecipanti penso non ce ne possa importare assolutamente nulla. Gli occhi e le orecchie le abbiamo.
Come ho già sintetizzato in altre occasioni è a mio parere la prima volta dopo il 75 che un movimento che nasce all'interno delle problematiche della scuola riesce a coinvolgere tutte le componenti e tutte le sue ricadute sulla società.
Quello che è successo in questi giorni in parte smentisce le interpretazioni post-elettorali che ci hanno fatto dire che il successo delle destre era dovuto a una disaffezione nei confronti della politica. Le rivendicazioni di questi giorni non sono solo di salvaguardia di posti di lavoro ma, anche di salvaguardia di valori sullo sviluppo culturale e democratico nel nostro paese.
Sarebbe comunque un errore pensare che a questo punto il rapporto della sinistra con il suo popolo di riferimento si sia risaldato, anzi, abbiamo un dovere più forte ad approfondire la conoscenza delle cose e diventare riferimenti alle sollecitazioni che provengono dalla nostra realtà senza avere l'arroganza e la presunzione di metterci il "cappello sopra".
"L'onda" ci sta in questo momento insegnando qualche cosa cerchiamo tutti di farne tesoro.

mercoledì 29 ottobre 2008

DOMANI E' UN ALTRO GIORNO,... DOPODOMANI UN'ALTRA LOTTA

…Poche considerazioni e forse anche messe giù un po troppo di fretta. La scuola ha giustamente catalizzato un po’ la scena politica : domani l’epilogo del decreto, dopodomani lo sciopero generale della scuola con la manifestazione a Roma che si preannuncia con una partecipazione di studenti e lavoratori imponente . Abbiamo il dovere di dare delle risposte sul piano concreto a questi studenti e questi lavoratori, e, senza avere la presunzione e l’arroganza di mettere il cappello su qualche cosa cercare di essere la sponda politica a questo movimento che come ho gia detto, ha a mio parere aspetti che possono caratterizzare un movimento di lungo respiro .
Non possiamo comunque pensare di slegare questo movimento da quello che è l’altro problema di questi giorni: la crisi finanziaria e le ripercussioni sulla nostra economia .Molti di questi giovani che oggi manifestano saranno al termine di quest’anno scolastico di fatto estromessi dall’accesso all’università , comunque per problemi economici, il mercato del lavoro subirà stando così le cose a mio parere un ulteriore imbarbarimento sul profilo della precarietà, e, le aziende specialmente manifatturiere subiranno l’inevitabile crisi creditizia per cui risulteranno difficili i normali sviluppi industriali e le ripercussioni sull’occupazione sarà inevitabile.
Sull’occupazione si ripercuoterà anche lo stop ad alcune aziende che operano a livello internazionale su commesse nei paesi attualmente considerati “emergenti”; penso agli impianti siderurgici in costruzione o in fase progettuale in India, Cina, Malesia ecc. che essendosi bloccate le linee di credito e non avendo più un mercato di acquirenti perché in crisi (vedi mercato dell’auto) non avrebbero ragione di restare in essere.
Siamo al fallimento di un liberismo drogato tra il mercato e gli aiuti di stato, un liberismo che ha considerato di fatto il lavoro con tutte le sue valenze e valori un optional.
A questi giovani che oggi cercano di difendere non solo un legittimo diritto allo studio ma anche un diritto al sapere è necessario dare delle risposte su quello che noi intendiamo nella prospettiva di una società più giusta e più equa. Come ci ha sollecitato sia la Rossanda sia Bertinotti dobbiamo interpretare e rispondere in maniera adeguata al fallimento di questo sviluppo economico-sociale.

Solo così potremo considerarci “La sinistra”

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