il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

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domenica 16 novembre 2014

Alluvioni e politica : da dove si riparte?


Gli eventi di ieri in Liguria credo che impongano più di una riflessione. Mai, credo, ci siamo sentiti così fragili e rassegnati all'evolversi dei capricci degli Dei falsi e bugiardi.
A sera resta la lettura del bollettino di guerra che parla di un morto, di sfollati, di famiglie isolate di miriadi di smottamenti e frane, nonché della paura che resta nei confronti di rivi e torrenti dal comportamento imprevedibile.
Se la pioggia c'é sempre stata nella storia dell'umanità, compresi gli eventi alluvionali, è anche vero che l'uomo ha imparato la convivenza con questi eventi curando argini e rispettando le aree in cui le acque sfogavano la loro irruenza.

Da un po troppi anni in virtù di una cultura “sviluppista” si è preteso di costruire in modo indiscriminato su un territorio sicuramente difficile come quello Ligure, tombando, deviando ma soprattutto impermeabilizzando con colate di cemento praticamente pressoché tutto il territorio regionale.
L'effetto di questa politica sono che in presenza di eventi a volte eccezionali, ma in virtù anche delle evidenti mutazioni climatiche, sempre più frequenti, il territorio Ligure reagisce con immancabili disastri con conseguente conta dei danni e purtroppo anche di vite umane.

E' evidente che questo sistema non regge più.

La risposta viene affidata alla politica, perché è la politica che determina come rapportarsi col territorio: se spremerlo come un limone sino alle estreme conseguenze o se, considerando che è un bene comune, risanarlo e utilizzarlo rispettosi delle sue dinamiche e delle sue esigenze.
La politica delle “Grandi opere” e della cementificazione selvaggia ha miseramente fallito e sicuramente serve un cambio di passo, una inversione di tendenza se l'obbiettivo è quello di restituire alle generazioni future un territorio in cui vivere, crescere, studiare e lavorare in sicurezza.

Nei giorni scorsi la novità che si è presentata nel quadro politico ligure è la candidatura di Sergio Cofferati. Novità in quanto dalle sue dichiarazioni la Liguria è in una situazione emergenziale a cui vanno date risposte che chi ha governato sino ad ora è impossibilitato a dare, risposte che ci riportino a “sicurezze” che oggi non ci sono evidentemente più.
Non essendo contenute all'interno di un “programma politico” le considerazioni di Cofferati restano sul piano delle enunciazioni che, per quanto significative, restano al momento attuale prive dei contenuti specifici sui quali confrontarsi, sui quali dissentire o condividere.

Penso che oggi esprimerci nei confronti di questa candidatura in termini di tifoseria, favorevoli o contrari, sarebbe un cattivo servizio al territorio al quale teniamo e a cui vorremmo dare un futuro diverso dal presente attuale, e, credo che ad oggi, la candidatura Cofferati possa rappresentare una risorsa nel momento in cui dipanati i contenuti, la visione futura possa indirizzarsi al riassetto idrogeologico, la messa in sicurezza e il rilancio del lavoro su tutto il territorio Ligure. Un patto sul territorio.


Questi sono gli elementi su cui oggi abbiamo il potere di ragionare e che come “Sinistra” dobbiamo avere il coraggio di affrontare “laicamente” senza preconcetti e senza interessate accondiscendenze.
Loris

venerdì 17 ottobre 2014

Quegli schizzi di fango...dettati dal partito del cemento



Ad oggi non esiste nessuna candidatura Sansa per le Regionali.
Sicuramente il gerundio presente (Burlando) in maniera preventiva cerca di spianare il campo spruzzando fango a possibili concorrenti alla candidata Raffaella Paita designata alla successione dell'attuale governatore.
L'ignobile attacco all'ex sindaco di Genova Adriano Sansa, addossandogli responsabilità sulla mancata realizzazione dello scolmatore del Fareggiano e conseguentemente la responsabilità delle vittime causate dalla sua esondazione è la coda di paglia di chi ha governato una regione cementificando selvaggiamente prediligendo le "grandi opere" a discapito delle tante "piccole opere" atte a risanare il territorio e a mettere in sicurezza rivi e torrenti in modo sistematico.
Non a caso l'amministrazione Sansa è ricordata come una esperienza non piegata ai "poteri forti" e ai condizionamenti di quello che allora era il precursore del PD, ne a quelle di autentici venti di cementificazioni di quando soffia il "Maestrale" , intesa come quella fondazione alla quale partecipano sia Burlando che Scajola. 
Sull'eventualità poi di una eventuale candidatura di Ferruccio Sansa penso sarebbe una ventata di novità ma con radici profonde non intaccabile dagli schizzi di fango da qualunque parte provengano.

BEGIN

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