il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

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domenica 5 gennaio 2014

La Mafia è una montagna di merda

sessantasei anni fa a Cinisi nasceva Peppino Impastato, ucciso dalla mafia a 30 anni il 9 maggio 1978 perchè contro la mafia e la sua cultura.









trent'anni fa il 5 gennaio 1984, a Catania veniva ucciso dalla mafia Giuseppe Fava perchè contro la mafia e la sua cultura










Peppino Impastato
CSD Giuseppe Impastato

Giuseppe Fava


mercoledì 1 maggio 2013

Buon 1 Maggio - Al lavoro e alla lotta


...Sarebbe quasi imbarazzante "festeggiare" la festa dei lavoratori in un paese che manifesta attraverso la sua classe dirigente e i suoi governi la completa sudditanza al mercato della finanza globale e alla traccottanza del sistema bancario.
Resta pertanto una giornata di lotta, una coerente memoria che riafferma che non si può derogare dalla propria storia che è fatta si di lavoro ma anche di lotte per i diritti, per l'emancipazione per la costruzione di una società più giusta e più equa.
La costruzione della nostra democrazia passa attraverso pagine dolorose della nostra storia, dove pezzi dello Stato giocano inesorabilmente ruoli ambigui.
Non possiamo oggi, pertanto, non ricordare il 1 maggio del 1947 a Portella della Ginestra, col suo tributo di sangue e con i suoi intrecci politico-mafiosi, senza riportare la nostra memoria alla stagione delle stragi culminate con l'assassinio di Falcone e Borsellino e alla trattativa Stato-mafia su cui le volontà tombali dell'apparato politico sono sempre più evidenti e, queste si veramente imbarazzanti.
Buon primo maggio
Al lavoro e alla lotta
Loris


In questo filmato lo storico Francesco Renda spiega la strage di Portella della Ginestra



Il filmato seguente è estratto da "Segreti di Stato" che ha potuto usufruire della documentazione desecretata degli archivi dei servizi americani. I nomi pertanto non sono nomi di fantasia ma tutti riconducibili a protagonisti nel bene e nel male della storia italiana dal dopoguerra ad oggi.

martedì 30 aprile 2013

Pio La Torre 31 anni dopo - Contro il cancro della Mafia - la proposta di legge Ingroia-La Torre

Pio La Torre - Palermo24 dicembre 1927 – Palermo30 aprile 1982
Nei giorni dei grandi compromessi e dei minimi profili della politica e dell'arroganza del potere voglio ricordare una di quelle persone che ha pagato con la vita la sua onestà, la sua coerenza e la sua determinazione nella lotta per debellare il sistema mafioso.
Attraverso il fumetto viene raccontata la storia di Pio La Torre
cliccando sull'immagine si accede al fumetto







La proposta di legge Ingroia-La Torre


Nel nostro Paese sono circa 180 i miliardi di euro annui fatturati da mafie, grande evasione fiscale e corruzione. Il tempo medio che passa oggi tra il sequestro e la confisca di un bene, da parte della magistratura, è di 730 giorni, due anni. Con la nuova legge Ingroia-La Torre, che verrà proposta da Rivoluzione Civile in Parlamento, il tempo effettivo passerà a 120 giorni, quattro mesi. Per raggiungere questo obiettivo verrà creato l’Alto commissariato per l’acquisizione dei beni di provenienza criminale. L’Alto commissariato verrà istituito come sezione speciale della Procura generale della Suprema Corte di Cassazione, mentre l’Alto Commissario sarà nominato dal Consiglio Superiore della Magistratura, su proposta del ministro della Giustizia. Alle dirette dipendenze dell’Alto Commissario ci saranno: 38 Pubblici ministeri, in forza all’ufficio centrale e 52 dislocati invece presso le 26 Direzioni Distrettuali Antimafia, una task force composta da 600 agenti (divisi equamente fra Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza), con funzioni di polizia giudiziaria. Le stesse funzioni verranno estese anche ai dirigenti dell’Agenzia delle Entrate.

I pubblici ministeri dell’Alto Commissariato agiranno singolarmente e/o in coordinamento con i colleghi che operano nelle varie Direzioni Distrettuali Antimafia e anche in collaborazione con i Pm del resto del Paese. Qualora questi ultimi, nel corso di un’indagine, sospettino che ci siano beni o capitali riconducibili a un mafioso, grande evasore o corrotto-corruttore, dovranno trasmettere senza ritardo la comunicazione ai colleghi specializzati dell’Alto Commissariato presso le Direzioni Distrettuali Antimafia.

Il primo controllo sul provvedimento di sequestro dei beni spetterà al Tribunale per i patrimoni illeciti,che dovrà pronunciarsi entro 60 giorni. Tale tribunale andrà a sostituire l’attuale sezione di prevenzione antimafia. Il secondo e ultimo controllo sarà invece effettuato da 20 magistrati di una sezione giudicante specializzata della Corte Suprema di Cassazione. La sezione si pronuncerà sull’eventuale confisca definitiva entro 60 giorni.

I capitali confiscati confluiranno in un conto gestito dalla Banca d’Italia, mentre la gestione dei beni rimarrà di competenza della ANBFC, l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità.

Sarà poi compito della legge ridefinire le categorie dei destinatari (enti pubblici e privati nonché società pubbliche e altri soggetti collettivi) a cui affidare in proprietà e locazione i beni immobili confiscati. Le assegnazioni ai privati e le alienazioni dei beni confiscati devono essere effettuate dopo rigorose verifiche sul profilo di moralità, rettitudine e dei loro precedenti penali e giudiziari.

La novità rivoluzionaria di questa proposta di legge consiste nel destinare i beni e i capitali sottratti all’illegalità per politiche di interesse pubblico e sociale. Tali risorse verranno dirottate verso gli ospedali pubblici, le residenze sanitarie per i non autosufficienti, per il trattamento di patologie non coperte dal Servizio sanitario nazionale e per la messa in sicurezza delle scuole. Beneficiari saranno inoltre asili eludoteche, centri di accoglienza, case rifugio e alloggi per gli studenti fuori sede.

Le risorse recuperate con la legge Ingroia-La Torre verranno impiegate a favore del lavoro con l’accesso agli ammortizzatori sociali per i lavoratori che denunciano illegalità, con incentivi per i datori di lavoro che assumono gli ex dipendenti delle aziende confiscate e per il reinserimento nel lavoro di soggetti svantaggiati: donne e minori vittime di tratta, ex detenuti, persone con disabilità, ecc.

A godere dei benefici economici derivanti dalle confische operate dall’Alto Commissariato saranno anche gli interventi per le bonifiche dei siti industriali inquinati, i bacini idrogeologici compromessi dalla cementificazione e dall’abusivismo, la reindustrializzazione di aree dismesse.

Lo snodo istituzionale per la destinazione e l’utilizzo dei beni confiscati sarà la Conferenza Stato-Regioniche, entro 60 giorni dal conferimento di tali beni individuati dall’Alto Commissariato, indicherà i progetti operativi, le iniziative, i luoghi e i tempi entro cui devono svilupparsi.

Ulteriore compito dell’Alto Commissario sarà quello di vigilare sui tempi di realizzazione dei progetti operativi, sulle iniziative e i luoghi dove devono svilupparsi. Promuoverà inoltre l’azione penale in caso di inadempienze e inottemperanze. I pubblici funzionari, gli incaricati di pubblico servizio, gli amministratori pubblici che non ottemperino al loro dovere saranno considerati responsabili di omissione di atti d’ufficio, sospesi per due anni dai pubblici uffici con la perdita dello stipendio e passibili di ammenda fino a 250.000 euro.

A livello internazionale l’Alto Commissario sarà il referente italiano delle istituzioni europee di coordinamento nella lotta alla criminalità, costituite da EUROPOL, OLAF, RETE GIUDIZIARIA EUROPEA ed EUROJUST, in ciascuna delle quali designerà un proprio rappresentante. In accordo con il Procuratore Nazionale Antimafia, e in base alla Decisione Quadro del Consiglio Europeo n.2002/465/GAI/ del 13.06.2002, promuoverà la costituzione di Squadre investigative comuni sovranazionali per la lotta alla criminalità organizzata, alla corruzione, alle attività finanziarie illecite, nonché all’evasione fiscale.

Ma quanto peserà sulle casse dello Stato questa nuova lotta alle mafie, alla grande evasione fiscale e alla corruzione? I 600 uomini delle forze dell’ordine costeranno 60 milioni di euro, mentre per i 110 magistrati la spesa sarà di 80 milioni. Altri 6 milioni saranno necessari per una Banca dati centrale e 3 per la struttura. L’ammontare sarà quindi di 149 milioni di euro che saranno spalmati nei prossimi tre anni.

Se si pensa che un cacciabombardiere F-35 costa 159 milioni, l’operazione di recupero dei beni e dei capitali illeciti costerà ai cittadini italiani ben 10 milioni in meno di un solo aereo militare.




mercoledì 20 marzo 2013

RETE CENTO PASSI - petizione on line






sono uno dei firmatari di questa petizione, credo che la memoria su Peppino Impastato passi anche nella conservazione del luogo dove fu assassinato. Pure io invito non solo a firmare ma a diffondere attraverso i vostri contatti questa petizione on-line.
Copio e incollo il contenuto di una mail a me indirizzata.
Loris








Ciao, approfittiamo per ringraziare tutti coloro che stanno sostenendo l'iniziativa, siamo già ad oltre 21.000 adesioni, più quelle arrivate direttamente alla nostra mail. Un buon traguardo sarebbero le 100.000 firme. 

Aiutaci a raggiungere l'obiettiettivo. Fai girare il link tra i tuoi amici. GRAZIE. 
Rete 100 passi 
Danilo Sulis - Giovanni Impastato

mercoledì 23 maggio 2012

GIOVANNI FALCONE EROE DEL NOSTRO TEMPO

A Sinistra vuole rendere omaggio a Giovanni Falcone attraverso la sua voce, attraverso le sue parole.
Altro sarebbe superfluo.
 C'è però un dovere per chi non è perito a Capaci: la lotta al fine di estirpare qualsiasi forma di cultura mafiosa dall'Italia. 
E' un dovere di tutti Noi.
Loris


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