il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

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lunedì 6 maggio 2013

Come ridare dignità alla sinistra italiana


Pubblicato su azionecivile.net

Ormai tutti sono concordi che quella che attraversiamo è una crisi di sistema. La crisi della politica è di fatto l’esito di un fallimento di quello spazio pubblico in cui i cittadini, attraverso le proprie rappresentanze , sarebbero chiamati a partecipare.

La modalità che ha portato alla rielezione il Capo dello Stato e la successiva formazione del Governo sono l’evidente immagine di questo processo di distacco della politica dal sentimento comune del Paese Reale.
Chi sta pagando il prezzo più alto di questa rappresentatività è quella porzione di cittadini che prima di ogni altra cosa, per condizione sociale poi per cultura sono la “ base “ della sinistra.

Riuscire a rendere rappresentanza politica a strati sociali fondamentali per la crescita e lo sviluppo di un paese diventa pertanto un dovere al fine di garantire attuazione alla Costituzione nel richiamo alla sovranità popolare dell’art.1.

Sono due le strade da percorrere per ridare dignità e autorevolezza politica alla sinistra italiana :

- una proposta politica capace di galvanizzare le istanze che oggi vengono espresse in miriadi di gruppi, comitati, partiti e movimenti .

- l’attivazione e la facilitazione a tutti quei processi di democrazia partecipativa istituzionalizzati dove allargare la base del consenso attraverso la cittadinanza attiva diventa il miglior strumento facilitatore per una mai attuata autoriforma dei partiti.

Oggi sono diverse le proposte di soggettività nuove a sinistra, tutte sicuramente pregevoli e a cui dedicare tutte le attenzioni possibili. Ma, se questi processi che provengono da contesti disaggreganti, come il PD del governo Letta o la sconfitta elettorale di Rivoluzione Civile non intraprendono percorsi di contaminazione culturale e rimescolamenti delle classi dirigenti non per unire “debolezze” ma per ricostruire un modello politico di una Sinistra nuova, gli sforzi rischiano di essere inutili.

La necessità è di una Sinistra di governo che intercetti le diverse forme in cui si affacciano le problematiche legate al lavoro nel rispetto della sostenibilità e che ci dia le motivazioni per rimanere in una Europa dei diritti e del lavoro in antitesi all’Europa delle banche e del fiscal compact.

Processi quindi, di ricostruzione inclusivi senza “primati” della proposta o volontà egemoniche del percorso.

Non strategie unificanti dal fiato corto, ma un vero e proprio progetto di un soggetto politico in grado di ridare voce a un popolo della sinistra portatore di un valore antico di solidarietà e di lotta ; moderno nel captare le mutazioni sociali e l’esigenza di fornire risposte adeguate sul piano dei diritti, della solidarietà e della legalità.

Loris Viari

lunedì 13 giugno 2011

Un viaggio della dignità


…Dopo essere stato il primo a depositare le schede referendarie al seggio numero 85 di Genova, salgo su un intercity per Roma. 
Mai un viaggio in treno, come quello di ieri, si rivelerà uno spaccato di società italiana da riflessioni profonde e grandi speranze. 
E’ leggendo la citazione su Repubblica, su Andreotti sul “…meglio tirare a campare che tirare le cuoie” che tra i miei compagni di viaggio inizia lo scambio di parole. 
Un ragazzo di Pisa, forse qualche anno più di mio figlio, maglietta nera con disegni dark, che rientra a casa per correre a votare, non ha esitazioni se andare al mare o meno, sicuramente la priorità è il voto. 
Una signora, più sulla mia fascia di età, si racconta e racconta dalla sua esperienza che rimbalza tra italia e Brasile nel campo dell’imprenditoria “…non se ne può più di bunga bunga,….abbiamo delle eccellenze e dobbiamo saperle valorizzare…” sta rientrando a Civitavecchia per correre a votare. 
Un Signore, con evidente accento straniero, conferma le parole della signora, sottolineando quanto sia squalificato il nostro paese dal piduista di Arcore. 
Nei viaggi lunghi è inevitabile l’avvicendamento dei compagni di viaggio, non nego un certo impaccio nel momento in cui nello scompartimento prendono posto una suora e un insegnante di scuola media che viaggiano assieme. L’imbarazzo si scioglie subito, questa minuta suora dichiara pubblicamente che ha ritenuto opportuno andare subito a compiere il “suo dovere”, votando ai referendum, e soprattutto votando quattro si, perché “…l’acqua è un bene comune” e “…non se ne può più di un premier che si crede l’unto del signore ed è la vergogna per tutti”. 
L’insegnante, di Campobasso, parla della comunità cristiana a cui appartiene e che tutta compatta andrà a votare i quattro si. Non si parla però solo di referendum, si parla di educazione alla legalità, dei danni che la cultura berlusconiana ha prodotto nella società italiana e i modelli che ha prodotto nell’educazione dei giovani.
In quello scompartimento viaggiava la dignità degli italiani, la dignità di lavoratori come i due ragazzi napoletani costretti a trasferirsi a Nord per fare quadrare un proprio bilancio economico sempre al limite del collasso.
In quello scompartimento viaggiava il meglio dell’ Italia che non merita il cialtronismo di legislatori che camuffano la loro inettitudine e malafede nella prerogativa del diritto di non andare a votare ai referendum.
Fanno le leggi e non hanno neanche la dignità e l’onestà di difenderle di fronte alla richiesta popolare di sottoporle a referendum, quell’espressione popolare che li ha designati quali rappresentanti politici nelle istituzioni.
…..Con alcuni ci siamo dati un appuntamento….oggi in piazza del Popolo a Roma…indovinate un po a far che?
Loris
ps. l'appuntamento è dalla Bocca della Verità dove è stato allestito un palco.

un omaggio a Reggio Emilia per la percentuale di votanti alle 22 di ieri sera  54,60%

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domenica 27 febbraio 2011

Parole di un'insegnante della scuola pubblica per Berlusconi

Qualsiasi risposta avessi provato a dare alle esternazioni, di ieri, del piduista che siede a palazzo Chigi, non avrebbe potuto essere migliore di questa lettera aperta postata da una insegnante, tra i miei contatti di facebook (Loris)

 Presidente Berlusconi,
sono un'insegnante della scuola pubblica. Cerco di trasmettere ai miei studenti quei valori che sono propri di una societa' civile e democratica. La solidarieta', la comprensione, la tolleranza, la liberta' di pensiero. Cerco di formare cittadini e non sudditi, cerco di sviluppare nei ragazzi la capacita' critica, la capacita' di interpretare cio' che accade, il mondo nel quale vivono. La scuola statale, la scuola pubblica e' la scuola di tutti, e' la scuola democratica dove esiste il confronto e in questo momento e' l'argine alla deriva antidemocratica alla quale Lei sembra mirare. Il disegno del Suo Governo e del Ministro dell"Istruzione e' chiaro, le Leggi di riforma che avete votato  mirano a dequalificare sempre piu' la scuola pubblica, a non garantire il diritto Costituzionale di una scuola di qualita' garantita a tutti e per tutti.
Sono orgogliosa di insegnare nella Scuola statale, sono fiera di poter trasmettere quei valori che sono scritti nella nostra Costituzione, nata dalla Resistenza e dalla cultura antifascista. E' evidente che si discostano molto da cio' che Lei rappresenta. Io insegno l'importanza della coerenza, della dignita', della sincerita', dell'impegno come condizione necessaria per conseguire gli obiettivi che ognuno di noi si pone. Continuero' a farlo Presidente, con l'impegno di sempre e con la consapevolezza che solo in questo modo noi insegnanti potremo fermare il vostro disegno di formare sudditi e non cittadini consapevoli.
Abbia un sussulto di dignita' e non venga, proprio Lei, a parlare di "valori", di famiglia.
Rispetti il lavoro di chi, per poco piu' di mille euro al mese, fa di tutto per dare ai giovani di questo Paese cultura, dignita', consapevolezza e onesta'.

La saluto nella speranza di avere al piu' presto un nuovo Presidente del Consiglio che possa  essere preso come esempio dai giovani, un Presidente del Consiglio che non sia lo zimbello di tutto il mondo e che favorisca nel Paese una rinascita culturale, dopo lo scempio fatto in questi anni
Monica Fontanelli

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