il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

Amicus Plato, sed magis amica veritas



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lunedì 16 aprile 2012

Benvenuti in Palestina - Ecco i pacifisti che hanno, nonostante tutto messo piede in Palestina (video)



Ecco la testimonianza di chi ha superato i servizi di sicurezza Israeliani ed oggi si trova in Cisgiordania.
Potrei scrivere fiumi di parole, ma questa breve testimonianza è ciò contro cui il governo israeliano si è inutilmente scagliato ricattando o comprando la complicità delle compagnie aeree Europee e un po di tutto il mondo.
Sicuramente il nostro attivista sarà nelle prossime black-list come la signora di più di 80 anni arrivata con lui in Cisgiordania ma l'obiettivo di arrivare in Palestina è stato raggiunto.


ps. forse i servizi di sicurezza israeliani si sono distratti mentre erano alla ricerca di Vauro travestito da Orsolina

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domenica 15 aprile 2012

Benvenuti in Palestina - Welcome to Palestine

Ecco una prima rassegna di foto di "Benvenuti in Palestina". Volutamente le fonti sono i social-network, perchè attraverso la rete passa l'informazione e la denuncia di quanto sta accadendo agli attivisti internazionali in arrivo all'areoporto  Ben Gurion di Tel Aviv diretti in Palestina.
Sulla colonna di destra del blog l'aggiornamento twitter di "Benvenuti in Palestina".
Questo post sarà volutamente in progress.
info da:

















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lunedì 25 luglio 2011

Lettera aperta ai cittadini israeliani



Cittadini di Israele,
noi siamo Cittadini d'Italia ma, insieme a voi e ai Cittadini di qualunque altro Paese, siamo cittadini del mondo.
E' in qualità di Cittadini del Mondo che desideriamo parlarvi.
I confini geografici possono essere una necessità ma limitano il riconoscersi tutti nel comune sentire di semplici Esseri Umani, ognuno con le proprie paure, le proprie fragilità, i propri sogni.
"Siamo tutti sulla stessa barca", diciamo in Italia.
Sarà per questa simbologia, forse, che siamo tanto legati alla Freedom Flotilla. Ne avete, sicuramente, sentito parlare; magari, vi avranno detto che i suoi passeggeri sono cattivi, terroristi, che vogliono la vostra fine.
Non è così!
Chi si imbarca su quelle navi è convinto che tutti i Cittadini del Mondo debbano vivere liberi, da assedi e da paure, e decidere da sé come vogliono essere governati. È convinto che nessuna "ragione di Stato" può essere una giustificazione per togliere ad altri la libertà e la dignità.
"Dignità" è anche il nome di una piccola barca che, stamattina, si è diretta a Gaza.
Il vostro Governo l'ha bloccata con mezzi militari e ha costretto i suoi passeggeri ad andare al porto di Ashdod.
A questo punto del racconto, vogliamo farvi riflettere con noi su alcuni particolari:
l'anno scorso il vostro Governo ha assalito la Mavi Marmara, facente parte della prima Freedom Flotilla, uccidendo 9 persone e ferendone molte altre. Da quasi tutti i Governi del Mondo si sono levate voci di critica. Anche l'ONU ha condannato l'atto, dichiarandolo illegale, sia perché svoltosi in acque internazionali sia per la brutalità dell'esecuzione.
Quest'anno, il vostro Governo non ha avuto bisogno di uccidere nessuno. Ha, semplicemente, comprato altri Governi (compreso il nostro). Alcuni li ha comprati economicamente, altri politicamente. Il risultato non cambia. Sapete questo cosa significa per un Cittadino del Mondo? Che, se domani, un qualunque Governo riuscisse a comprarsene altri, nessuno di noi sarebbe più libero di muoversi. Noi come voi.
Il vostro Governo ha abbordato la piccola Dignité e ha condotto i suoi passeggeri nel porto di Ashdod, dove verranno interrogati e rimandati nei rispettivi Paesi oppure processati per "essere entrati, illegalmente, in Israele". Vi possiamo assicurare che i passeggeri della Dignité non avevano intenzione di entrare in Israele. La loro destinazione era Gaza, come da sempre dichiarato e riportato da tutti i media del Mondo. D'altronde, non è proprio per questo che Israele si è data tanto da fare per impedirglielo, annunciando al Mondo che nessuno entrerà mai a Gaza, via mare, e che avrebbe usato qualunque mezzo per fermarli? E dunque, non suona schizofrenico costringere chi voleva andare a Gaza ad andare a Ashdod e, poi, accusarlo di essere entrato illegalmente in Israele?
Il vostro Governo giustifica qualunque sua azione con la motivazione di doversi difendere. Continua a bombardare Gaza, a togliere da vivere a un altro Popolo, impedendo ai pescatori di pescare e ai contadini di coltivare i loro campi. Per farlo, non esita a sparare su persone inermi. E bombarda voi, il suo Popolo, con la propaganda sul complotto per distruggervi.
Siete tutti terrorizzati, Palestinesi e Israeliani, chi per un motivo chi per un altro.
Siete tutti rinchiusi dal muro che il vostro Governo ha eretto, intorno alla vostra dignità, vostra e dei vostri fratelli Palestinesi.
Vi chiediamo: se il vostro Governo ha talmente paura da impedire anche a chi non ha armi di esprimere il proprio dissenso e di impegnarsi perché le regole che chi governa il Mondo ci sta imponendo, bypassando leggi nazionali e internazionali, conquistate in decenni di lotte civili dai nostri genitori, in quale modo possiamo evitare, noi semplici Cittadini del Mondo, di essere ridotti, di nuovo, in schiavitù?
La recente legge anti boicottaggio vi imbavaglia. Non sentite il bavaglio stringere sulle vostre bocche e sulle vostre anime?
Non siete liberi, non siamo liberi.
Indignatevi, insieme a noi. I Governi, il vostro, il nostro, non hanno paura delle armi, sulle quali, tra l'altro, fanno grandi affari. Una sola cosa temono: l'opinione pubblica.
Usano la paura, creata ad arte, per renderci deboli e timorosi di reagire.
Facciamo capire loro che, invece, non abbiamo paura della propaganda.
Indigniamoci, insieme! Diciamo al Mondo che i nostri Paesi sono migliori di chi ci governa e che vogliamo vivere insieme, mettendo insieme le nostre emozioni, i nostri bisogni, le nostre paure, le nostre fragilità, i nostri sogni.
Diciamogli che ci sentiamo tutti sulla stessa barca.





(English version)

Citizens of Israel,
we are Italian citizens but, as you are and as all the people from any other country are, we are also citizens of the
world.
And as citizens of the world we want to address you.
Geographical boundaries may be necessary but they also hinder us from identifying ourselves as human beings, with common feelings, and our own individual fears, weaknesses, and dreams.
There's an adage in Italy that goes: “We are all in the same boat”. Maybe it's because of this image that we feel so bonded to the Freedom Flotilla. You've certainly heard of it. Maybe you've been told that its passengers are bad people, terrorists, that they want your demise.
This is not true!
The people who embarked on those ships believe that all the citizens of the world should live free from sieges and fears, and should decide for themselves how their country is ruled. They think that no “reason of state” may be invoked as a justification to deprive anybody of their freedom and dignity.
“Dignity” is also the name of a small ship that sailed this morning, bound for Gaza.
Your Government blocked it with military boats and forced its passengers to go to Ashdod port.
Before saying more, let us bring your attention to some details: last year your Government attacked the Mavi Marmara ship, which was part of the first Freedom Flotilla, killing 9 people and injuring many more. Critical voices came from almost all the governments in the world. Even the UN condemned this action, and declared it illegal, both because it took place in international waters, and because of its brutality.
This year, your Government hasn't needed to kill anyone, but simply bribed other Governments (ours included). Some were bribed with monetary rewards, others with political favors. The outcome is the same.
Can you imagine what this means for a Citizen of the World? It means that if tomorrow whatever country were able to bribe other governments, none of us would any longer be free to go around. Neither us nor you.
Your Government boarded the small Dignité and took its passengers to Ashdod port, where either they will be interrogated and sent back to their own countries or they will be put on trial for “illegally entering Israel”. We can assure you that the Dignité passengers had no intention of entering Israel. Their destination was Gaza, as it has always been declared by them and reported by mass media all over the world. After all, isn't this what Israel has been trying so hard to prevent, by announcing to the World that nobody will ever be allowed to enter Gaza by sea and that it would use any means to stop those who tried? So, doesn't it sound schizophrenic to force people headed for Gaza to go to Ashdod and then incriminate them for entering Israel illegally?
Your Government justifies all its actions as measures of self-defense.
It keeps on bombing Gaza, taking off that people's means of support, by preventing fishermen to fish and farmers to farm their fields. To reach its aim it isn't backward about shooting at defenseless people. And it bombards you, its people, with its propaganda about a conspiracy to destroy you.
You are all terrified, both Palestinians and Israelis, for one reason or another.
You are all trapped inside the wall that your Government built around your and your Palestinian brothers' dignity.
We ask you: if your Government is so frightened that it forbids even unarmed people from expressing their dissent and acting against the rules that world leaders are imposing on us – ignoring national and international laws that are the outcome of our fathers' civil struggles in the past decades – how can we, common citizens of the worlds, save ourselves from being reduced to slavery again?
The new anti-boycott law is gagging you. Can't you feel that gag on your mouths and souls?
You're not free, we're not free.
Get indignant, as we are. These Governments, your Government and our Government, are not afraid of weapons, in which they do a roaring trade, incidentally. They are afraid only of one thing: public opinion.
They use the fears they instill on purpose to make us weak and afraid to take action
Let's make them understand, instead, that we're not impressed by their propaganda.
Let's get indignant together! Let's tell all the world that our peoples are better than our leaders and that we want to live together, sharing our emotions, our needs, our fears, our weaknesses, our dreams
Let's tell them that we feel we are all in the same boat.




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mercoledì 20 luglio 2011

Coordinamento Verso Genova2011 con la Dignitè per la legalità internazionale e la fine del blocco intorno a Gaza



Genova 20 luglio 2011 

La Marina israeliana abborda gli attivisti umanitari diretti a Gaza in acque internazionali
Il Coordinamento Verso Genova 2011 è per il rispetto del diritto internazionale e il diritto alla vita degli abitanti della Striscia

E' di poche ore fa la notizia dell'abbordaggio della Marina israeliana al primo battello della Freedom Flottilla 2, il convoglio umanitario che partito dalle coste greche cerca di avvicinare la Striscia di Gaza dal mare, portando aiuti umanitari e medicinali e denunciando una situazione oramai che ha superato i limiti della civiltà. 
La nave era stata l'unica ad aver superato il blocco greco, ma a poco più di un centinaio di chilometri, ancora in acque internazionali, è stata bloccata da unità della Marina israeliana che l'hanno abbordata ed hanno preso il controllo dell'imbarcazione in spregio alle norme del diritto internazionale, secondo l'emittente internazionale Al Jazeera i militari israeliani starebbero scortando la nave nel porto israeliano di Ashdod. L'abbordaggio pare sia avvenuto senza incidenti mentre i volontari umanitari hanno dichiarato di voler fare solamente restistenza pacifica e passiva. 
La "Dignité - Al Karama" era riuscita a salpare da Kastellorizo ai confini con la Turchia la scorsa domenica, mentre le altre componenti del convoglio sono rimaste bloccate per presunti problemi burocratici. 
La situazione degli abitanti di Gaza ha superato ogni limite, centinaia di migliaia di persone imprigionate nella loro terra da una politica disumana e illegale. Il blocco ancora in acque internazionali,dimostra come si usino troppo spesso due pesi e due misure nel conflitto israelopalestinese e come il governo israeliano passi sopra persino ai più basici diritti dell'uomo, come quello ad alimentarsi ed a curarsi, pur di imporre le proprie politiche. 
Esprimiamo vicinanza alla popolazione di Gaza e solidarietà ai volontari umanitari della Freedom Flottilla,l'impegno per un mondo diverso non può esulare dal rispetto dei diritti umani e da un diritto internazionale basato sui concetti di giustizia e rispetto dei diritti dell'uomo e non sulla volontà di potenza e la guerra permanente. 


Il Coordinamento Verso Genova 2011 


Porto di Gaza
"Interrompi L'assedio"



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mercoledì 6 luglio 2011

La Flotilla è inarrestabile


Ultime da Perama, Grecia, 5 luglio 2011 ore 1:48pm
Oggi la nave Juliano, delegazione greco norvegese della Freedom Flotilla 2, sabotata la scorsa settimana, è stata riparata, giudicata atta alla navigazione , ispezionata e con tutte le carte in regola per riprendere il mare dalle autorità portuali . Dopo che il capitano aveva richiesto l’autorizzazione a partire per Fokaia, città portuale in Attica, 10 miglia a est, dal momento che la barca era stata invitata dal Sindaco per un evento in onore della Flotilla, l’autorità portuale HA NEGATO la partenza dichiarando che ordini nuovi vietavano alla nave di muoversi completamente.
Dopo questo divieto totalmente illegale , la gente ha iniziato ad affluire presso le autorità portuali di Perama chiedendo di lasciar partire la Juliano. In questo momento ci sono decine di persone oltre ad un Parlamentare Greco all’interno dell’edificio portuale che stanno chiedendo al capitano di porto di lasciare libera la Juliano. Nello stesso momento si discuteva la questione all’assemblea in piazza Syntagma.
Vicino alla Juliano ci sono ora un incrociatore e uno zodiac e la banchina piena di giornalisti che riportano e filmano la scena.
La barca Usa, Audacity of Hope, e quella Canadese , Tahrir, con le carte perfettamente in regola, avevano tentato di partire nei giorni scorsi, ma sono state bloccate e armi puntate costrette a ritornare in porto.
Vi ricordiamo che c’è una barca francese, la Dignitè, sfuggita abilmente al controllo della Grecia, in acque internazionali in attesa delle sorelle per puntare verso Gaza.
La flotilla è inarrestabile perché rappresenta la battaglia dei cittadini del mondo che uniti chiedono giustizia per Gaza, per la Palestina e lo fanno con la determinazione e la forza di tutti i movimenti di popolo che hanno sempre cambiato la storia.
Il morale degli attivisti in Grecia, dopo giorni estenuanti è ancora alto.
Forza, da terra, continuiamo la pressione sul governo Greco che ha svenduto la propria sovranità e agisce per conto di Israele.

FREE GAZA, FREE GREECE


ai nomi delle barche sono linkati i twitter con aggiornamenti in tempo reale





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sabato 2 luglio 2011

Il Mediterraneo non è proprietà di Israele

Freedom Flotilla Italia – Comunicato stampa 1 luglio 2011
La nave Statunitense “Audacity of Hope” ha deciso di tenere fede al proprio nome ed è salpata, per essere bloccata dopo un quarto d’ora di navigazione dalle autorità portuali greche che hanno intimato agli attivisti di tornare in porto ad Atene minacciando l’equipaggio ed i passeggeri con le armi. Stesso tentativo e stesso esito per la nave canadese Taharir. Intanto una nota del Ministero per la sicurezza interna greco mostra tutta la subalternità del governo di Papandreou alle politiche israeliane, dichiarando che la Grecia vieta alle barche della Freedom Flotilla 2 di salpare per Gaza. Nel mare greco, in queste ore, si sta giocando un vero e proprio braccio di ferro tra i sostenitori del diritto internazionale e quelli del diritto di Israele, diritti che come è dimostrato sin dalla nascita dello Stato di Israele non fanno che confliggere. Come ignora Gianni Letta che risponde alla sollecitazione della Freedom Flotilla Italia con un comunicato dove dice che non è in grado di garantire la sicurezza degli italiani diretti a Gaza “…trattandosi di iniziative in violazione della vigente normativa israeliana”. “Non immaginavamo che tutto il Mediterraneo fosse proprietà di Israele” hanno commentato dalla FF2 gli attivisti internazionali determinati a portare a termine la missione, non solo umanitaria, ma soprattutto politica di fare approdare le navi a Gaza. L’obiettivo è quello di rompere un assedio che si protrae da troppo tempo ai danni di una popolazione che subisce una punizione collettiva, laddove sono proprio il diritto internazionale, le convenzioni e i trattati, nati per salvaguardare le popolazioni oppresse, ad affermare che tutto questo oltre a essere inumano, è fuorilegge.





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domenica 26 giugno 2011

Bisogna essere israeliani per definire terrorista la non-violenza

"Ho notato — e non sono il solo — la reazione del governo israeliano di fronte al fatto che ogni venerdì i cittadini di Bil'in si recano al muro contro il quale protestano senza lanciare pietre, senza ricorrere alla forza. Le autorità hanno definito questa marcia «terrorismo non-violento». Niente male... Bisogna essere israeliani per definire terrorista la non-violenza. E bisogna soprattutto essere imbarazzati per l'efficacia della non-violenza, dovuta al fatto che suscita il sostegno, la comprensione, il favore di tutti coloro che nel mondo si oppongono all'oppressione."
tratto da "Indignatevi" di Stèphane Hessel



... ho già parlato di Bil'in, villaggio della Cisgiordania che pratica la Resistenza non violenta contro l'infamia del muro con cui Israele segrega la popolazione palestinese impedendogli, fin troppo spesso, di accedere a quelle che sono state le fonti naturali di sostentamento per secoli.(archivio a-sinistra)
Mi viene naturale, accostare la forma di lotta dei palestinesi di Bil'in agli amici, compagni, fratelli che stanno navigando alla volta di Gaza sulla Freedom Flotilla.
Mi spiace non rilevare nelle parole del Portavoce del nostro ministero per gli affari esteri, Maurizio Massari “Flotilla 2 può ostacolare il processo di pace” quell'imbarazzo a cui fa riferimenti Hessel sul libro "Indignatevi", riferendosi agli israeliani. Ma questo, quello italiano, è un governo che non conosce vergogne in grado di riportare legalità internazionale a quella giusta considerazione, a salvaguardia dei rapporti tra stati. Questo è il governo che paga i killer libici al fine di impedire le migrazioni verso l'Italia, e non esita a baciare le mani di dittatori considerati terroristi fino a pochi anni prima, per poi iniziare dei bombardamenti intelligenti per risolvere il problema libico. Divorzio all'italiana, verrebbe da dire scherzosamente se non ci fosse la tragicità della guerra e della morte di civili come risultato inevitabile e tangibile.
Ricordo che a Genova, nel decennale che portò a Genova centinaia di migliaia di giovani e meno giovani armati dalla speranza che "un altro mondo sarebbe stato possibile" parleremo nuovamente di Bil'in e di Vittorio Arrigoni con documentazioni fotografiche e dibattiti. Genova2001-2011

Loris


Lascio a Vauro la testimonianza di chi è e sarà a bordo della Freedom Flotilla



Questa foto insieme ad altre sarà esposta in una mostra fotografica sulla resistenza non violenta palestinese in occasione del decennale di Genova2001-2011. La mostra che è dedicata a Vittorio Arrigoni, avrà una sezione a lui dedicata. (lo striscione "interrompete l'assedio" steso sulla facciata di un edificio davanti al porto di Gaza ha come protagonista Vittorio, che attraverso quei due fori sul fondo dello striscione, con un mazzo di fiori accoglie chi arriva dal mare e porta gli aiuti al popolo di Gaza)
Abbiamo la convinzione che anche questa volta Vittorio sarà ad attendere la Freedom Flotilla
Restiamo Umani






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sabato 25 giugno 2011

E’ PARTITA LA PRIMA BARCA DELLA FREEDOM FLOTILLA 2

La flottiglia è in mare. Partita dalla Corsica la missione Stay Human.

“Dignité – Al Karama” questo il nome della prima imbarcazione scesa in mare stamattina poco dopo le 11.E’ partita dal porto corso di Ile-Rousse e non da Marsiglia, come precedentemente comunicato, e dove i pacifisti francesi nei giorni scorsi hanno organizzato una straordinaria manifestazione. Alla Dignitè-Al Karama si uniranno la prossima settimana le altre imbarcazioni. La scelta del nome, trattandosi di nave francese, non poteva essere più appropriata: dignità, in francese e in arabo. “Noi speriamo di fare una breccia nel blocco” ha dichiarato Omeya Seddik, cittadino francese di origine tunisina. “Questa flottiglia s’inserisce nella scia naturale delle rivoluzioni per la libertà e la democrazia” ha poi aggiunto imbarcandosi. Ora sta alla comunità internazionale garantire la sicurezza dei passeggeri e il loro arrivo col carico di aiuti umanitari (5 mila tonnellate di materiali) da consegnare alla popolazione di Gaza.


fonte freedomflotilla
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giovedì 23 giugno 2011

APPELLO PER LA PROTEZIONE DELLA FREEDOM FLOTILLA

Questo blog come ho già avuto modo di scrivere appoggia la Freedom Flotilla nel tentativo di interrompere il criminale assedio di Gaza. L'informazione sulla Freedom Flotilla nel viaggio verso Gaza sarà uno strumento essenziale per proteggere l'incolumità dei volontari e per aumentare la possibilità di riuscita dell'impresa.


La famiglia di Vittorio Arrigoni, Moni Ovadia, Luigi de Magistris, Padre Alex Zanotelli, Leoluca Orlando, Luisa Morgantini, Vincenzo Vita ed altre personalità lanciano un appello per la protezione della Freedom Flotilla 2.

CON LA FREEDOM FLOTILLA STAY HUMAN

Dal 2006 la popolazione della Striscia di Gaza vive sotto assedio. Questo assedio, illegale secondo il diritto internazionale, è una punizione collettiva di tutta la popolazione, privata dei suoi diritti fondamentali: libertà di movimento, diritto alla salute, diritto all’educazione ed al lavoro. La situazione è stata resa ancora più insostenibile dall’attacco israeliano «Piombo fuso» che, due anni fa, ha fatto di Gaza un grande campo di rovine, con più di 1.400 morti e migliaia di feriti.
Nel maggio 2010, con un’iniziativa non violenta ed umanitaria, la Freedom Flotilla ha cercato di rompere l’assedio, ma l’esercito israeliano ha attaccato i battelli in acque internazionali, uccidendo 9 passeggeri e ferendone molti altri. 
Questa «violazione grave dei diritti dell’uomo» secondo il Consiglio dei Diritti dell’Uomo dell’ONU, ha provocato le proteste dei governi e dei popoli del mondo. Sotto la pressione internazionale, il governo israeliano ha finto di alleggerire il blocco di Gaza, ma sia l’ONU che le agenzie umanitarie confermano che la situazione è sempre gravissima.
Proseguendo nell’impegno di far cessare l’assedio di Gaza, migliaia di associazioni della società civile internazionale si sono unite per allestire una nuova Freedom Flotilla, che partirà alla fine di questo mese verso Gaza. Dalla nuova Freedom Flotilla, che ha assunto il nome Stay Human in omaggio alla memoria di Vittorio Arrigoni, farà parte una nave italiana, la «Stefano Chiarini». La coalizione italiana che sostiene la «Stefano Chiarini» è formata da quasi duecento fra associazioni, comitati di solidarietà, forze politiche e sindacali. 
Noi, rappresentanti dei cittadini, personalità politiche ed intellettuali, denunciamo la situazione umanitaria ed umana drammatica imposta ai Palestinesi di Gaza non a causa di una catastrofe naturale ma da una politica illegale di imprigionamento e di azioni militari. Questa politica non sarebbe stata possibile senza la passività della comunità internazionale e dei governi dell’Unione Europea, che hanno condannato l’assedio di Gaza soltanto a parole, senza fare nulla per farlo cessare. Oggi è urgente agire per la fine di questo assedio.
Nella nostra diversità di approcci, risolutamente attaccati al diritto internazionale ed alla sua applicazione piena ed intera così come prevista dalla Carta delle Nazioni Unite, facciamo appello a sostenere l’iniziativa non violenta dei passeggeri che prenderanno il mare fra poche settimane e chiediamo alle autorità italiane di garantire la vita, l’incolumità e la sicurezza dei nostri connazionali impegnati in una missione umanitaria e non violenta.
Chiediamo alle cittadine ed ai cittadini italiani di mobilitarsi in solidarietà con i volontari della Freedom Flotilla Stay Human, per la fine dell’assedio di Gaza e per una pace giusta e duratura in Medio Oriente, attraverso il riconoscimento del diritto del popolo palestinese alla vita, alla terra ed alla libertà. 
Per firmare: appelloff2@libero.it

Ettore Arrigoni, Egidia Beretta e Alessandra Arrigoni
Moni Ovadia
Dario FoFranca RameLidia Ravera - scrittrice
Edda Boletti – Presidente Associazione Le Girandole (Milano)
Giovanna Marini, Scuola di Musica Popolare di Testaccio
Luigi de Magistris
 – Sindaco di NapoliVincenzo Vita – Senatore gruppo PD
Silvana Amati – Senatrice gruppo PD
Giuseppe Giulietti – Senatore gruppo Misto
Paolo Nerozzi - Senatore gruppo PD
Roberto Di Giovan Paolo - Senatore gruppo PD
Luisa Morgantini, già Vice Presidente del Parlamento Europeo, Associazione per la pace
Padre Alex Zanotelli – Missionario Comboniano
Lucio Manisco, ex parlamentare europeo
Raffaella Bolini – Presidenza Nazionale ARCI
Vittorio Agnoletto, ex parlamentare europeo
Nandino Capovilla, Pax Christi Italia
On. Prof. Leoluca Orlando – Presidente Commissione Errori Sanitari – Portavoce IDV
Angelo Bonelli, Presidente della Federazione dei Verdi
Giulio Cavalli
, Consigliere Regione Lommbardia dell’Italia dei ValoriAlessandra Mecozzi – Responsabile internazionale Fiom-Cgil
Domenico Gallo (magistrato)
Fabio Marcelli, primo ricercatore Istituto studi giuridici internazionali del CNR, dirigente dei Giuristi Democratici
Giulietto Chiesa – Presidente del Laboratorio Politico “Alternativa”
Miriam Marino – Rete Ebrei contro l’Occupazione (ECO)
Marco Ramazzotti Stockel, ECO – Rete Ebrei contro l’Occupazione e EJJP – European Jews for a Just peace
Albino Bizzotto, Beati i costruttori di pace
Ciro Pesacane - Presidente nazionale associazione Forum Ambientalista
Patrizia Cecconi – Presidente Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese
Stefano Leoni – Presidente WWF
Santos Martini – Pax Christi Italia
Giorgio Cremaschi –  Fiom
Maurizio Musolino, responsabile Medio oriente Pdci- Fds
Marco Furfaro – Responsabile Movimenti, Presidenza nazionale Sinistra Ecologia Libertà
Francesco Francescaglia – Responsabile Esteri Partito dei Comunisti Italiani –Fds
Toni Esposito – musicista
Andrea Satta – Tetes du Bois
Massimiliano Casacci – Subsonica
Andrea  Frova – Fisico, Professore Emerito presso l’Università La Sapienza di Roma
Mariapiera Marenzana, scrittrice saggista
Giorgio Parisi – Docente di Fisica Teorica presso l’Università La Sapienza di Roma
Loretta Mussi, Presidente di Un ponte per…
Antonia Sani-presidente della WILPF Italia
Valerio Barbini – Coordinatore Provinciale Sinistra Ecologia Libertà – Genova
Elena Tagliani – Resp. Comunicazione SEL Bologna
Gennaro Carotenuto, docente all’Università di Macerata
Milò Bertolotto, Provincia di Genova, Assessora al Personale, Sistemi Informativi, Carceri, Iniziative per la Pace
Maria Enrica Palmieri (docente AND, AFAM)
Bice Parodi e Paolo Palazzo
 – Associazione Senza Paura Genova
Maria Carla Biavati e Maurizio Cucci – Berretti Bianchi onlus
Ornella Clementi – Donne in nero Milano
Corinna Vicenzi, Donne in Nero Grosseto
Luisa Randi, Donne in nero Ravenna
Alessandro Bocchero (ass. Italia-Nicaragua, Livorno)
Renata Rusca Zargar – Presidente Associazione Culturale Savonese Zacem
Bruno Fini (Associazione per la Pace)
Alessandro Capuzzo – Comitato pace, convivenza e solidarietà “Danilo Dolci” – Trieste
Alfredo Simone, giornalista e operatore Arci
Mario Gazzano – Produzioni Mediterranea
Franco Ragusa – www.riforme.info
Dr. Barbara Capone – Computational Physics, Universität Wien
Giovanni Forte – Coordinatore Verdi per la Pace e Lista civica Monterotondo (Roma)
Giuliano Girlando – Blogger Fatto Quotidiano
Susanna Casali – ANPI Comitato Provinciale del Lodigiano
Nunzia Scano – Associazione Sardegna Palestina
Elisabetta Filippi – Associazione Zaatar Onlus
Nicoletta Crocella – Edizioni Stelle Cadenti
Paolo Gulfi – poeta e cantante
Mara Bottini, giornalista, caposervizio Casamica
Raffaello Bolzoni - Medico Veterinario
Don Luigi Consonni, prete operaio milanese in pensione, operatore tra i migranti di Pioltello MI
Angelo Calianno, scrittore e reporter free lance
Emanuela Risari, cantastorie
Fulvio A.T. Renzi – Coordinamento Restiamo Umani – Meeting & Art festival 2011
Stefania Fusero, Centro per la Pace e la Nonviolenza Rachel Corrie
Ilaria Brusadelli – Presidente dell’associazione ¡NO MÁS!Rosalba Calabretta – Associazione “Solidarité Nord-Sud”
Rita Fontanella – Donne in Nero Savona
Loris Viari – blogger http://a-sinistra.blogspot.com/

Questa foto insieme ad altre sarà esposta in una mostra fotografica sulla resistenza non violenta palestinese in occasione del decennale di Genova2001-2011. La mostra che è dedicata a Vittorio Arrigoni, avrà una sezione a lui dedicata. (lo striscione "interrompete l'assedio" steso sulla facciata di un edificio davanti al porto di Gaza ha come protagonista Vittorio, che attraverso quei due fori sul fondo dello striscione, con un mazzo di fiori accoglie chi arriva dal mare e porta gli aiuti al popolo di Gaza)
Abbiamo la convinzione che anche questa volta Vittorio sarà ad attendere la Freedom Flotilla
Restiamo Umani



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