martedì 9 febbraio 2010

Memoria Alternata, Cultura di regime



Ho ritenuto inopportuno scrivere le cose che seguiranno in prossimità del “Giorno della memoria” al fine di evitare inutili, e assolutamente non volute, polemiche.

Identificando l’Olocausto , esclusivamente, con lo sterminio del popolo Ebraico, non viene sufficientemente ricordato, ma oserei più sottilmente affermare,viene, in realtà, colpevolmente omesso, quel dato reale e storico che ci racconta come la follia nazista sterminò tra i 13 ed i 17 milioni di persone appartenenti a “categorie ” inconcepibili per la visione del mondo nazista.

Voglio, quindi, qui soffermarmi su alcune di queste “categorie”, in quanto, a 55 anni di distanza dalla fine di quell’immane ecatombe, ho la netta sensazione che, almeno da un punto di vista culturale, la questione non sia ancora definita e conclusa.

Durante l’Olocausto furono sterminati tra i 220 mila e i 500 mila Rom e Sinti.
Al di là di quello che è un problema di “sicurezza”, diventa difficile pensare che intere etnie siano “criminali”.
Viene, quindi, da riflettere sul trattamento riservato, recentemente, a numerose di queste comunità presenti sul nostro territorio nazionale.
Continue azioni di sgombero dei campi, con inevitabile interruzione dei processi di integrazione avviati con l’inserimento a scuola dei bambini Rom.
Questo è avvenuto a Centocelle a Roma, o a Sesto Fiorentino dove l’intera comunità è stata abbandonata sulla strada, neonati compresi, dopo aver raso al suolo l’insediamento.
Chissà se l’assessore che ha condotto l’operazione ha sparso poi il sale come fecero i romani sulle rovine di Cartagine affinché non risorgesse.
A quelli che chiamiamo genericamente zingari in tutti questi anni non è stata donata una terra.
Nel “giorno della memoria”, in molti vorrebbero dimenticarli per sempre, non accettando, in assoluto, alcun confronto con quella cultura.
Oggi, in questa Italia, non ci saranno le camere a gas, ma sicuramente i 55 anni che ci separano dall’”Olocausto”, da un punto di vista culturale e discriminatorio, è come non fossero mai trascorsi.


Durante l’Olocausto, furono sterminati un numero imprecisato di omosessuali, stimato tra i 5mila e i 15mila.
Certo, un numero che potrebbe parere “esiguo” rispetto all’enormità numerica dell’Olocausto, ma dobbiamo qui rammentare, che furono perseguitati “unicamente” gli omosessuali di nazionalità germanica, colpevoli, viste le loro preferenze sessuali, di non permettere la crescita demografica della pura popolazione ariana.

Oggi, in questa Italia, a quei tedeschi dai costumi sessuali “anomali” sarebbe negato, il paradiso:
"Trovo la pratica omosessuale aberrante, come la legge sulla omofobia che di fatto incoraggia questo vizio contro natura. Lo ribadisco: all'omosessuale praticante e conclamato non va amministrata mai la comunione, quando si presenta davanti, il ministro abbia il coraggio di tirare avanti."( Monsignor Giacomo Babini, Vescovo di Grosseto).
"La pratica omosessuale e la ostentata e dichiarata omosessualità impediscono l'amministrazione della comunione, secondo quanto dice la Chiesa e nessuno sicuramente é in grado di contraddire questo precetto. L'omosessualità, in quanto tale, è un disordine".( Vescovo Emerito di Pistoia Monsignore Simone Scatizzi.)

Voglio, anche ricordare come la Chiesa cattolica, nel contesto delle Nazioni Unite ha espressamente richiesto la non depenalizzazione del reato di omosessualità, laddove è perseguita ancora penalmente, e in alcuni casi, anche con la pena di morte.
Anche in questo caso, è come se 55 anni non fossero passati, con “l’aggravante” di aver globalizzato il problema.

Durante l’Olocausto, perirono dai 2 ai 3 milioni dii prigionieri di guerra sovietici, figli di quel regime “Comunista” che fu il muro invalicabile all’espansione ad est del Nazismo.

C’è chi recentemente alla Knesset (Parlamento Israeliano) ha ricordato come la guerra di Liberazione (intendo con questo termine la II° Guerra Mondiale) , sia stato un passaggio indispensabile per arrivare allo stato di Israele e alla riconquista della democrazia in Europa.
Ancora una volta, il venditore di padelle, l’imbonitore televisivo, utilizzava strumentalmente solo quella parte della Storia che risultava più congeniale al suo discorso e alla sua levatura politica, omettendo tutte quelle componenti e categorie “scomode”, come se non appartenessero a quel percorso.

Qualcuno ha detto che senza memoria non c’è futuro.
Vero, ma anche “la memoria alternata” fatta di mezze verità e di omissioni, ci sta portando verso un regime che, manipolando e strumentalizzando cultura e storia, rende servi tutti coloro a cui, ormai, è stato sottratto ogni strumento culturale.
Loris

fonte di questa tabella è "Wikipedia"



lunedì 8 febbraio 2010

Al di là del muro - Viaggio nei centri per migranti in Italia.

Al di là del muro
Viaggio nei centri per migranti in Italia.
Gennaio 2010







Questo è il secondo rapporto di Medici Senza Frontiere sulle condizioni
dei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE)
e dei Centri di Accoglienza (CARA e CDA).
clicca sull'immagine per accedere al file in formato PDF
Già molti blog hanno pubblicato questo rapporto. Ritengo importante replicarlo pure su "a sinistra" per offrire al maggior numero di persone la possibilità di documentarsi sulle condizioni di questi Centri dove lo Stato Italiano è troppo spesso latitante nel riconoscimento dei basilari diritti umani.

mercoledì 3 febbraio 2010

"Giusta reazione su Gaza" Berlusconi vergognati!

…Solo ieri ho scritto delle emozioni che ho provato leggendo il libro di Gino Strada “Pappagalli Verdi”, dove i brevi racconti parlano soprattutto di bambini . Bambini violati nella loro integrità fisica, amputati agli arti, resi ciechi e sordi, vittime di una cultura consolatoria incapace di depennare le atrocità della guerra come strumento per risolvere conflitti tra stati, etnie ed economie.
Normalmente mi disinteresso dei deliri del premier Berlusconi per non fare, nel contesto mediatico a lui congeniale, da grancassa alla sua politica, MA OGGI LE SUE ESTERNAZIONI AL PARLAMENTO ISRAELIANO MERITANO UNA PRESA DI DISTANZA, non tanto come avversario politico, ma come italiano che non solo non si sente rappresentato da questo premier, ma non vuole sentirsi neanche complice o alleato di una politica che ha massacrato scientemente civili e bimbi nella striscia di Gaza un anno fa e continua con una politica segregazionista tendente ad impedire gli approvvigionamenti a tutta la popolazione della striscia di Gaza.
Il problema non è ne Hamas ne l’Apn, l’obiettivo è la volontà di estirpare da quei territori la genia palestinese partendo dall’annullamento culturale (embargo sul materiale didattico come i quaderni) a quello fisico ,dalla compromissione dell’approvvigionamento idrico, impedendo la manutenzione, all’attacco militare nei confronti di contadini e pescatori.
Presidente Berlusconi, nel ritenere “GIUSTA LA REAZIONE SU GAZA” lei ha pubblicamente giustificato un crimine contro ciò che non è patrimonio di un popolo ma di tutta l’umanità : I BAMBINI, i nostri figli in qualunque parte del mondo siano.
Sono diversi giorni che si parla di “Memoria”, ma la sua è sicuramente intermittente, cogliendo solo e unicamente la parte che più l’accomoda, incurante del disagio e della disapprovazione di molti italiani.
In molti le vorrebbero rivolgere molte domande, dai giornalisti ai giudici, io solo una : NON LE SALE UN SENSO DI VERGOGNA pensando ai bambini di Gaza sventrati, bruciati dal fosforo bianco, non pensa che un silenzioso rispetto sarebbe stato più degno per un presunto uomo di stato?
Non crede che una inequivocabile CONDANNA sarebbe stata, in quel contesto, il gesto di un autentico Uomo di Stato?

A questa domanda, signor presidente, non ho dubbi sul fatto che non risponderà!



Cliccando sulla foto si accede a un ricco reportage fotografico su Gaza fatto da un palestinese. Ho voluto presentarlo con l'immagine di questa bambina palestinese sorridente perchè questo è senza se e senza ma il patrimonio da difendere.

link alla galleria fotografica http://picasaweb.google.com/sameh.habeeb

ps. in questo post le lettere maiuscole o minuscole non sono casuali ma non garantisco sugli errori.

martedì 2 febbraio 2010

Pappagalli Verdi - Gino Strada


…Succede che leggendo un libro o guardando un film, a un certo punto, gli occhi si inumidiscano colti da commozione per l’emozione che riesce a trasmettere il libro o il film in quel preciso momento.
Non nascondo che gli occhi mi si sono inumiditi diverse volte leggendo “Pappagalli Verdi” di Gino Strada, scritto verso la fine degli anni 90. Non era commozione la mia, ma , autentica rabbia e manifesta impotenza rispetto ai drammi che venivano raccontati con la semplicità di chi li aveva vissuti realmente senza bisogno di aggiunte superflue o lezzi letterari.
Ad ogni latitudine e in ogni continente la guerra raccoglie i suoi tragici frutti, e più la povertà dei posti è evidente e più il raccolto è ricco di atrocità e vittime innocenti.
Cito solo due cose del libro : “I più prestigiosi istituti di ricerca del mondo concordono nell’affermare che nei conflitti odierni, dalla metà del secolo in poi più del 90 per cento delle vittime di guerra sono civili.” ….”Allora ho incominciato a capire le analisi del Peace Research Insitute di Oslo. Raccogliendo i dati su oltre quattromila pazienti che abbiamo operato a Kabul, ne ho avuto la conferma : il novantatrè per cento erano civili, il trentaquattro per cento bambini sotto i quattordici anni”
Non voglio aggiungere altro auspicando che chi non lo avesse ancora letto possa essere sollecitato da questo mio post all’acquisto e alla lettura, ricordando, che i diritti d’autore del libro vanno interamente a Emergency.
Grazie Gino!

giovedì 28 gennaio 2010

Epifani al Comitato Direttivo, sciopero 12 marzo su crisi, fisco e immigrazione

Tre importanti obiettivi al centro della mobilitazione della CGIL. Per il Segretario Generale il quadro determinato dalle diverse crisi industriali è preoccupante, soprattutto sul piano occupazionale. Necessario intervenire subito per alleggerire intollerabile carico fiscale. Fatti Rosarno un segnale grave della profonda esasperazione di lavoratori sfruttati
26/01/2010
Una terapia d’urto per fronteggiare la crisi economica e i suoi pesanti effetti sull’occupazione, una riforma fiscale che attraverso interventi immediati alleggerisca il carico sui lavoratori dipendenti e sui pensionati, un urgente cambio di marcia nelle politiche sull’immigrazione. Sono questi i motivi al centro della mobilitazione promossa dalla CGIL e che culminerà con lo sciopero generale del 12 marzo - con quattro ore di sciopero e manifestazione in tutta Italia -, così come ha spiegato oggi il Segretario Generale della CGIL, Guglielmo Epifani, nel corso della relazione d’apertura del Comitato Direttivo Nazionale dell’Organizzazione.

Partendo dai temi dettati dalla crisi, Epifani ha osservato come sia “preoccupante il quadro determinato dalle diverse crisi industriali, dall’ALCOA alla FIAT nel Mezzogiorno, da Omega-Eutelia a Porto Marghera: quest’anno e anche il 2011 si segnalano come molto difficili per l’occupazione”. Una prospettiva difficile sul piano occupazionale che, per il leader della CGIL, “senza un piano complessivo di politica industriale, non solo per i diversi settori ma anche territoriale, sarà molto difficile trovare una soluzione”. Ma dal governo non sembra arrivare nessun segnale in questo senso e il peso più grave si avverte nel Mezzogiorno “dove - ha detto - in intere aree sta diventando molto concreto il rischio di desertificazione industriale”. Nessun piano di intervento concreto per il Sud ma progetti come il ponte sullo Stretto che “mostra sempre più di non avere alcun senso, a cominciare dal rapporto costi-benefici. Molto più utile sarebbero interventi di riqualificazione e messa insicurezza del territorio e di politiche ambientali miranti al risparmio energetico”.



Crisi - Il primo obiettivo dello sciopero generale, dunque, è la richiesta al governo di mettere in campo, oltre che un programma complessivo di politica industriale, nel quale considerare le diverse aree di crisi, politiche di sostegno del reddito che vadano dal prolungamento e rafforzamento della cassa integrazione, all’allungamento dei massimali della disoccupazione, a interventi a favore di quei lavoratori precari che hanno perso il lavoro. Ma Epifani ha richiamato al senso di responsabilità anche il sistema delle imprese affinché, ha affermato, “non usino questa crisi, e in qualche caso sta avvenendo, come pretesto per licenziare ed abusare della mobilità”.
Fisco - Secondo obiettivo è il riequilibrio del prelievo fiscale. “Nel governo in questo momento c’è una grande confusione - ha osservato il numero uno della CGIL - sul fatto di intervenire o meno sul fisco e nessuna risposta è arrivata alla nostra lettera sul tema. Non si può aspettare che un gruppo di studio esamini il problema, come dice il ministro Tremonti”. Secondo Epifani, di fatti, “è necessario intervenire subito perché il carico fiscale pesa in modo ormai intollerabile prevalentemente sul lavoro dipendente e sulle pensioni e se non si cambia rotta, per effetto del drenaggio fiscale a fine legislatura il lavoro dipendente registrerà un aumento di tre punti del prelievo”. La questione fiscale è un grande elemento redistributivo: “Non si tratta solo di tagliare le tasse in sé - ha spiegato Epifani al Direttivo - ma di riequilibrare in modo più equo la distribuzione, soprattutto in una fase di grande difficoltà economica come questa, perché da 30 anni è in atto un processo che sposta il peso del prelievo dalla rendita ai redditi da lavoro”. In questo senso l’ipotesi allo studio del governo, cioè quella di spostare il prelievo fiscale dalle imposte dirette a quelle indirette intervenendo sull’IVA, “è poco convincente: non è sbagliata in sé ma in questa fase potrebbe pesare sui consumi popolari e riaccendere anche qualche spirale inflazionistica e non affronterebbe, comunque, il tema centrale di una più equa distribuzione”.
Immigrazione - Terzo importante obiettivo dello sciopero sono le politiche sull’immigrazione. “Dopo i gravi fatti di Rosarno - ha sottolineato il Segretario Generale CGIL -, che sono stati un segnale grave della profonda esasperazione di quei lavoratori sfruttati, terremo in Calabria due iniziative, una di categoria e una confederale. Faremo pressioni a tutti i livelli per riprendere l’iter di una legge sulla cittadinanza e per arrivare a correggere gli aspetti più gravi dalle leggi di questo governo sugli immigrati. E’ tema centrale dello sciopero generale perché penso - ha detto Epifani - che sia una questione da affrontare unitariamente”. Per questi motivi Epifani non condivide la protesta dei soli migranti: “Trovo sbagliato uno sciopero di soli migranti: non credo sia la strada migliore usare uno strumento che isola e contrappone e questa è anche l’opinione di tanti lavoratori migranti ascoltati in questi giorni. E’ bene - ha concluso - che crescano soggettività e unità, trovo migliori le lotte che uniscono”.

lunedì 25 gennaio 2010

DIPENDENTI PUBBLICI O DELATORI? ECCO LA NUOVA PRETESA DEL GOVERNO


LA DIFESA DEI DIRITTI E’ UN NOSTRO DOVERE


“Nelle scuole di Caserta c'è grande agitazione, per la "caccia" agli studenti immigrati e con genitori senza permesso di soggiorno. Non è fantapolitica. E' la pura realtà da rigurgito leghista. L'Ufficio scolastico per la Campania ha "ordinato" la schedatura degli studenti stranieri. E per giunta dando anche un ultimatum ai presidi: la riconsegna del "censimento-monitoraggio" entro e non oltre il 25 gennaio. Una strana mossa, visto che l'Usp ha agito per "ordine" della Prefettura che di norma si occopa di sicurezza e non di certo di dispersione scolastica.[leggi tutto l’articolo sull’UNITA’…..]”

Nel mese di maggio questo blog si occupò due volte del problema delle schedature e delle possibili discriminazioni di carattere razziale, che potevano prendere corpo all’interno del tessuto scolastico. [STUDENTI CLANDESTINI EVASORI FISCALI] [Studenti "clandestini": i nomi sulla lavagna]
Il tutto era documentato da una subdola circolare del ministero della Pubblica Istruzione che, se non erro, fu, in seguito, lievemente modificata, al solo fine di prevenire possibili e probabili difficoltà da parte di qualche dipendente pubblico, che poteva mostrarsi riottoso a rivestire il ruolo di delatore.
Otto mesi fa, quei fatti, determinarono, anche in concomitanza con il problema legato ai respingimenti, una reazione di indignazione collettiva,a cui la politica non seppe rispondere adeguatamente, troppo presa dalla tornata elettorale per il Parlamento Europeo.

Subito dopo la pubblicazione del mio post, una deputata del PD mi contattò per avere ragguagli sulla questione, al fine di presentare una interrogazione parlamentare.
Non ne ho saputo più nulla.

La notizia di oggi, da cui parte questa riflessione, riguarda Caserta, all’indomani della visita di Maroni, all’indomani della legge che prevede un tetto di presenze del 30% di allievi extracomunitari in ogni classe, voluto dalla Gelmini. All’indomani dei fatti di Rosario, dove sempre più si coglie il ruolo di chi controlla in maniera criminosa il territorio, e quella che è stata una assenza non casuale dello Stato.

Tutti questi episodi ed accadimenti vedono protagoniste le comunità extracomunitarie, sia regolari che clandestine, e voglio qui sottolineare che “generiche manifestazioni di solidarietà”, contrapposte ad una cultura dominante, espressione del governo di centro-destra con derive razziste, possono solo trovare lo spazio del respiro stesso in cui si manifestano,senza altra prospettiva di sviluppo.
Infatti, trovo che lasciare agli extracomunitari stessi l’iniziativa di una risposta come quella dello “sciopero di 24 ore degli immigrati”, costituisce un velleitarismo le cui conseguenze e le cui eventuali ritorsioni, verrebbero pagate solo dalle vittime stesse di questi soprusi.
Credo che, quello che non dobbiamo perdere mai d’occhio, è l’obbiettivo reale contro il quale la destra si scaglia e continua a scagliarsi:la società dei diritti.
Dobbiamo rivendicare con forza, insieme ai lavoratori extracomunitari, il diritto al lavoro, secondo le regole che abbiamo saputo darci in anni di lotte sindacali, contro il caporalato e contro qualsiasi forma di sfruttamento, perché ogni giorno ci sarà sempre un soggetto più debole a cui il signorotto di turno, e/o camorrista o mafioso cercherà di imporre le proprie regole.
A Caserta è in atto un grave attacco al diritto, sancito dalla Costituzione, all’istruzione (così come preannunciato-ahimè- nel mio post di maggio) e l’abbassamento di fatto dell’obbligo scolastico, proposto in sede legislativa pochi giorni fa e camuffato come facilitazione all’inserimento al lavoro, dimostra che l’aggressione ai diritti costituzionali, è, ormai, generalizzata e non ha colore, se non strumentalmente , nel tentativo di far credere che i problemi degli uni non sono gli stessi degli altri, e nel tentativo di dividere, per esercitare, con più disinvoltura, i loro comodi.

Per queste ragioni torno a chiedere al sindacato, ed in particolare alla CGIL, quindi al soggetto che è stato il principale motore delle lotte sindacali per i diritti di tutti i lavoratori, anche se attualmente in fase precongressuale, di trasformare lo sciopero generale del 12 marzo sul fisco, anche in sciopero per i diritti di tutti, facendo aprire i cortei o le manifestazioni dai lavoratori extracomunitari, trasformando la giornata del primo marzo in una grande mobilitazione civile e collettiva per la conoscenza e l’approfondimento dei temi sul razzismo, sull’’integrazione e sul lavoro. E tutto questo, senza pretendere che qualcuno, in una situazione di gravi discriminazioni razziali, e di costante attacco alle libertà individuali, rischi la propria permanenza nel nostro paese.


Loris


venerdì 22 gennaio 2010

Berlusconi mantiene le promesse e non mette le mani nelle tasche degli italiani. Gli porta via direttamente i pantaloni!!!


Ho ancora a distanza di anni nelle orecchie il suono onomatopeico di Bossi che ripeteva che è tutto un “magna magna” e che non poteva esserci mediazione con la “Roma ladrona”.
Evidentemente, senza voler mancare di rispetto, il proverbio che è “l’occasione a fare l’uomo ladro” trova una volta di più riscontro.
Ovviamente non stiamo parlando di assalti a portavalori, a banche o assicurazioni, ma più semplicemente di come avendo in mano il potere legislativo le cose le si può gestire “al meglio” semplicemente legiferando, emendando e gestendo il potere al di fuori di ogni fastidioso controllo.
Dal momento che non voglio perdermi nelle parole, lascio spazio ai numeri, avvalendomi di tre articoli comparsi sull’Unità e sull’Espresso che trattano tre argomenti diversi e quindi “voci di bilancio” da sommare e non da comparare.
Iniziamo con la “gestione del potere” (fonte l’Espresso “Silvio quanto ci costi”) dove si apprende di una proliferazione degli organici a palazzo Chigi con un esubero di circa 1400 unità e con carriere strepitose di segretarie quali quella di Berlusconi e quella di Letta. Affitti di materiale informatico per un giorno quasi al prezzo dell’acquisto del nuovo.
Per una inaugurazione all’Aquila di alcune case, la macchina scenica spende 300 mila euro, in quanto la cura delle immagini e sua pubblicizzazione è data in appalto a una ditta privata: la "D and di lighting & truck".
L’Espresso si sofferma inoltre sul capitolo “missioni” e sulle consulenze sia dell’ammazza-fannulloni Brunetta e della Carfagna che a capo dipartimento del suo ministero ha nominato per 165 mila euro Isabella Rauti, moglie dell’attuale sindaco di Roma.
Altro capitolo riguarda gli sprechi (fonte l’Espresso “Spreconi.it”). Duemila anni fa Cristo moltiplicava i pani e i pesci, oggi “l’unto dal signore” moltiplica i voli di stato, e tutto a spese del contribuente.
Dal momento che sicuramente sono più interessanti gli articoli originali mi limito solo a segnalare le immani risorse sperperate in quel risanamento mai avvenuto di Bagnoli e per non perdere di vista i “Padani” i 30 milioni di dollari spesi per produrre il film “Barbarossa”, di cui la contribuzione pubblica ammonta a circa 12 milioni.
Il “Bingo” finale porta tra i primi firmatari Gasparri e Quagliarello ed è il ddl conosciuto come “Processo breve” che sanerebbe, ovviamente ai danni dello Stato, una cifra pari a 500 miloni di euro, ovviamente beneficiando corruttori, corrotti malversatori e quant’altro. (fonte l’Unità “Processo-breve per lui, 500 mln per loro. L'Anm: «È una resa alla criminalità»”).
Credo che le cifre che sono in ballo più che un libro come fu “La Casta” di Rizzo e Stella abbisognerebbero di una Enciclopedia, magari da 12 volumi, ma, la riflessione più immediata è che non ha avuto bisogno, questo governo, di infilare le mani nelle tasche degli italiani. Strappandogli violentemente i pantaloni di dosso ha ottenuto il risultato di portarsi via direttamente le tasche perché tutti questi euro sprecati, dirottati, alzati, appartengono a noi contribuenti!
Anche a quelli padani!!!