il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

Amicus Plato, sed magis amica veritas



giovedì 25 giugno 2015

La nostra storia – 30 giugno 1960 - L'appello






Venerdì 24 giugno 1960

L’APPELLO
DEL CONSIGLIO FEDERATIVO
DELLA RESISTENZA



Il Consiglio Federativo Ligure della Resistenza si è in questi giorni riunito più volte per considerare gli sviluppi della situazione in rapporto al deprecato progetto del MSI di tenere a Genova il prossimo congresso nazionale.

Il Consiglio federativo della Resistenza ha preso atto delle unanimi reazioni della cittadinanza; essa non può infatti dimenticare tutte le distruzioni ed i lutti che furono conseguenza della nefasta politica fascista di cui il MSI raccoglie, vantandosene, l’eredità.

In particolare si compiace della ferma posizione assunta dal Consiglio provinciale di Genova, dalle organizzazioni sindacali delle diverse tendenze, dai vecchi dirigenti del CLN, dagli ambienti giovanili e dai circoli intellettuali, che sono tutti un fervore di iniziative per riaffermare l’anima antifascista di Genova.

Tale stato d’animo è stato riconfermato al suo più alto grado nelle numerose riunioni di ex partigiani di tutte le fedi politiche e dalla parola fervida di esponenti e associati delle diverse organizzazioni di ex combattenti della libertà, dall’ANPI alla FIVL e alla FIAP.

Messaggi da ogni parte d’Italia, giunti al Consiglio Federatìvo Ligure della Resistenza attestano che il progettato raduno dei neo-fascisti a Genova non è soltanto un motivo di turbamento della opinione pubblica locale, ma di tutti gli ambienti nazionali per i quali i principi della Costituzione repubblicana non sonoparole vane, ma imperativi inderogabili all’azione. Basta in proposito citare il nobile messaggio che, fedele al suo passato di membro del CLNAI, è stato inviato ai dirigenti della Resistenza genovese dal Senatore Giorgio Bo.

Sono parole alte e responsabili che significano come le file della democrazia italiana si stanno oggi rinsaldando come nei giorni più duri della lotta di Liberazione.

E questo ripetono con vari accenti ma con eguale spirito i molti messaggi delle città decorate al valormilitare, del Comitato “Cuneo brucia ancora”, nonché di coloro che come il parroco del montano paesello ligure di
Barbagelata hanno vissuto le giornate tragiche dei rastrellamenti delle SS naziste e dei loro complici italiani in camicia nera.

Stupisce pertanto come, di fronte a questa unanime mobilitazione degli spiriti, le Autorità non ricorrano al solo provvedimento che in simile caso parrebbe logico, quello cioè di contenere le velleità degli squallidi continuatori delle gesta del nazifascismo, e si accaniscono invece contro coloro che, non tradendo i valori della Resistenza, si dimostrano i più fedeli cittadini dello Stato. Sequestri di manifesti, divieti di manifestazioni, protestando la necessità dell’osservanza di norme mai prima di oggi applicate, dicono di una singolare incomprensione da parte di chi è preposto alla tutela dell’ordine pubblico, dello stato d’animo e dei diritti stessi di una popolazione, che non può tradire se stessa e venire meno ad una secolare tradizione di libertà.

Constatando questi fatti, il Consiglio federativo ligure della Resistenza richiama ancora una volta chi di dovere a considerare la situazione nella sua concreta realtà, ricordando che con la forza non si può contenere la cosciente espressione dello spirito di democrazia e di libertà, il solo in grado di assicurare ai popoli il loro pacifico divenire.

fonte “Le giornate di Genova” di Anton Gaetano Parodi

venerdì 29 maggio 2015

31 maggio in Liguria vai a votare

…Avere oggi la volontà di fare politica riscoprendo il senso etico di tale azione non è una cosa scontata. Riscoprire i concetti di Comunità e intercettare quelli che sono i bisogni collettivi per migliorare le condizioni di vita e dello stare insieme, ritengo sia quanto il singolo dovrebbe richiedere alla politica e a quanti partecipano alla pubblica amministrazione.
Con queste premesse in questa campagna elettorale per l’elezione del Governatore e del nuovo Consiglio Regionale Ligure ho sostenuto la candidatura come consigliere di ENRICO PIGNONE nella lista di rete a sinistra e a sostegno di LUCA PASTORINO Governatore.

Il 31 maggio pertanto voterò e invito a votare ENRICO PIGNONE con la modalità descritta nel fac-simile allegato.

Loris

domenica 24 maggio 2015

APPELLO - i “giovani” della FGCI genovese anni ’70, ma non solo.


Questo appello è di un gruppo di persone che è stata iscritta alla FGCI ed è rivolto a chi è stato iscritto alla FGCI, Federazione Giovanile Comunista Italiana, negli anni ’70, persone che oggi hanno 50-60 anni.

Non solo a loro, però: alle loro figlie e figli e ai tanti che sono cresciuti in una cultura politica, quella della tradizione comunista e democratica italiana.

Ci sono alcuni i valori che, propri di quel mondo, sono ancora fondanti una visione del far politica: la solidarietà, l’attenzione ai problemi delle persone più sfruttate e svantaggiate, la tensione ideale che guarda ad un mondo più giusto e a lottare per ottenerlo, l’internazionalismo, l’antifascismo, il rispetto della Costituzione nata dalla Resistenza, della Repubblica e delle sue Istituzioni.

Questi sono i valori che a vent’anni hanno caratterizzato l’agire dei firmatari e che, con modi e coinvolgimenti differenti, hanno caratterizzato il loro agire sino ad oggi.

C’è un elemento di unità significativo in questi percorsi differenti, quello di considerare la politica con uno spirito di servizio per la collettività, senza tornaconti e arricchimenti personali, un modo per interrogare e cambiare sé stessi e il mondo attorno.

Pensiamo che oggi il mondo lo si debba cambiare partendo da valori quali il rispetto del territorio, la tutela dei beni comuni e dei servizi essenziali che devono essere e rimanere pubblici, la difesa del pluralismo e l’ampliamento della democrazia partecipativa. Valori propri della sinistra e ripresi fortemente dai movimenti giovanili e no global contemporanei.

Siamo coscienti che le grandi trasformazioni hanno tempi lunghi e che richiedono movimenti e coinvolgimenti ampi, ma pensiamo anche che il nostro vivere quotidiano e la quotidiana amministrazione pubblica, espressa nei suoi livelli istituzionali debba cambiare profondamente, riportando i cittadini al centro del discorso amministrativo e politico.

Ecco perché ci sentiamo coinvolti e ci sentiamo “partigiani” di fronte all’imminente scadenza elettorale per l’elezione del Presidente della Regione Liguria.

Il nostro coinvolgimento, che non può che essere anche nell’espressione di voto e nel contributo alle discussioni ed elaborazioni di linee di buona politica, si indirizzerà a sostenere Luca Pastorino e le liste a lui collegate che attualizzano e rendono contemporanei quei valori che negli anni ’70 condividemmo e che ancora oggi sono fondamentali per lasciare ai nostri figli un mondo più giusto, equo e solidale di quello che si sta delineando e che si prova a imporre.

Primi firmatari
Nello Agosta, Pietro Alfano, Liviana Benedetti, Patrizia Bigatti, Massimo Bisca, Mariuccia Cadenasso, Angelo Casali, Marzia Chiantore, Paolo Cortigiani, Pasquale Costa, Danilo Costanzo, Gian Paolo Di Salvo, Giuseppe Fragalà, Monica Gatti, Adriana Gazzola, Agostino Gianelli, Roberto Grassi, Mara Lai, Nello Locci, Gianluca Lombardi, Edmea Mariotti, Paola Marsullo, Giovanni Massone, Fulvio Moscatelli, Iole Murruni, Massimo Orsi, Lucio Ottino, Alberto Panetta, Domenico Parisi, Bice Parodi, G.B. Pastorino, Sandro Pederzolli, Enrico Pedrazzi, Ernesto Podeschi, Benedetto Portale, Maurizio Pozzobon, Paola Repetto, Wilma Ricci, Patrizia Salvan, Patrizia Salvatori, Roberto Tafuro, Vittoria Traverso, Daniele Turatti, Carlo Viano, Loris Viari, Rita Zuccolini

L'appello si firma a questo link : APPELLO

venerdì 22 maggio 2015

Elezioni regionali liguri e compagni in direzione ostinata e contraria



...Da un pò di tempo il blog segna il passo. Non mancano sicuramente gli elementi su cui intervenire, anzi, forse è il sovrannumero di avvenimenti e di evoluzioni politiche che creano problemi sulla riflessione. Dal Jobs-act all'Italicum, dalla "buona scuola" ai rimborsi ai pensionati, dalle primarie agli impresentabili. E' la politica renziana della "velocità" che sembrerebbe dettare l'agenda, quasi non si volesse dar modo alle persone dei cambiamenti sostanziali che ci vengono imposti.

Mi soffermerò pertanto, sulle cose che sono a me più vicine, con sentimento di partigianeria, per non lasciare adito ad equivoci e con l'intento di riattivare pure attraverso il blog la "missione" del blog stesso, ovvero il tentativo di ricostruzione di uno spazio a sinistra.

Inizio con una lettera aperta di una coppia di compagni con i quali in epoca giovanile condivisi parte del mio percorso politico e che a circa quarant’anni di distanza ci ritroviamo a condividere una ipotesi di futuro politico a sinistra
Loris


Sono un semplice elettore di sinistra, non sono un personaggio di rilievo, ma vista la discussione in atto nella sinistra chiedo un po’ di spazio in considerazione del fatto che noi elettori diventiamo importanti e contesi solo al momento del voto. Vorrei allora poter esprimere la mia modesta opinione se me lo consentite.
Nel P.D. Ligure volano gli stracci e la colpa di chi è? Di chi dissente, di chi non nasconde la testa sotto la sabbia? Di chi non si vuole turare il naso?

Anch’io, come Gambolato e Macaluso, ero migliorista ma non sono mai stato iscritto né ai D.S. né al P.D.. Avevo pensato di aderire al P.D. ma quando Rutelli, opponendosi alla richiesta di D’Alema di far aderire il Partito al gruppo del P.S. Europeo, ha liquidato l’ipotesi con uno sferzante:” non voglio morire socialista” ho pensato bene di lasciar perdere. Io non sarei morto Democristiano.

Non venite a dirmi che mi sbagliavo perché il P.D. è altra cosa!

Parole come “tradimento”, “cosa incredibile” e frasi del tipo “ votando Pastorino si aiuta Toti” o peggio “per votare Pastorino tanto vale votare Toti” segnano un livello del dibattito politico sceso a livelli infimi, a proposito, mai raggiunto nella D.C..

L’unica frase che mi sento di condividere è: “si usano le elezioni regionali sulla testa dei Liguri”. La condivido perché è vera, vera non per Pastorino, ma per tutti coloro che usano le elezioni per propri scopi di potere e non per tutelare gli interessi dei cittadini dei quali, appunto, ci si ricorda solo al momento delle campagne elettorali.

Per quanto riguarda poi il “salvarsi la coscienza” mi fa piacere che qualcuno si ricordi di avere una coscienza, ma mi preferirei che avessero anche un po’ di memoria. Soprattutto coloro che un attimo prima erano Bersaniani e subito dopo sono diventati Renziani. I malevoli potrebbero interpretare questo come trasformismo, ma io, riconoscendo la folgorazione sulla via di Damasco, voglio credere all’adesione ad un progetto di tipo riformista.

Vorrei solo capire di quale progetto si sta parlando e, soprattutto, di quale riformismo: quello dell’Italia che cambia verso? Ecco il verso che ha preso proprio non mi piace! E’ una direzione contraria a quella nella quale ho sempre creduto e per la quale ho lottato. I più ( mi sembrano un po’ meno) la sembrano condividere, io no! Sbaglierò, mi è già successo, ma voterò Pastorino.

Non ritengo che se la sig.ra Paita ed il P.D. dovessero perdere la responsabilità debba essere scaricata su quanti la pensano come me. Forse farebbero meglio ad interrogarsi sulle proprie responsabilità, ai tanti errori commessi, al livello di dibattito e di democrazia del P.D. – di cui il “modello” di primarie è figlio – al tipo di democrazia che si sta per dare al Paese, dove i corpi sociali (tranne Confindustria) sono ignorati.

Cari compagni io non sono un traditore piuttosto mi sento un tradito!

Silvio Fassone

P.S. Questa lettera è sottoscritta anche da mia moglie che pur essendo stata iscritta al PCI-PDS-DS e fino al 2009 al PD, ne condivide i contenuti.

Laura Ceravolo

sabato 28 marzo 2015

Non siamo nel 1956, ma soprattutto il segretario non è Togliatti.


...è stato con un certo stupore che ho appreso a mezzo stampa dell’anatema lanciato dal presidente della commissione di garanzia del PD nei confronti degli iscritti che non appoggiano la candidatura di Raffaella Paita o “ancor peggio” sono intenzionati ad appoggiare candidati alternativi.
Da non iscritto la cosa potrebbe anche non interessarmi, ma un’osservazione, da vecchio militante del PCI non posso esimermi dal farla: in un partito “leggero”, dove le diverse anime dovrebbero poter coesistere, richiamarsi a un “centralismo democratico bulgaro” non rappresenta forse una contraddizione, nonché un fallimento di una politica che nella regia delle correnti o zefiri ne esalta la modernità e l’adeguatezza nei tempi?
Vorrei ricordare a codesti notabili piddini, che non siamo nel 1956, ma soprattutto che il segretario non è Togliatti.
Da non iscritto del PD, ma come votante nelle primarie e quindi iscritto al registro dei votanti alle primarie del centro-sinistra, considerando che il presidente del comitato di garanzia, in questo ruolo mi coinvolge al pari di un iscritto, qualche osservazione mi permetto e anche se non fosse concesso la faccio.
Come vi siete permessi di accumunare il mio voto dando pari dignità al voto di esponenti della destra, estranei non solo alla cultura di sinistra, ma anche del centro-sinistra?
Perché non cacciate con infamia chi ha permesso questo tipo di commistione, che non è evidentemente solo un incidente ligure, avendo partecipato e vinto alle primarie di Agrigento un esponente di Forza Italia allievo politico di Dell’Utri?
Non voglio entrare nel merito delle polemiche in cui in 13 seggi per irregolarità è stato annullato il voto delle primarie in Liguria, perché il problema non risiede nella conta degli abusi consumati nel corso delle primarie, ma nella più evidente indecente disinvoltura con cui il PD ritiene di doversi rivolgere al proprio elettorato.
Se nella nostra Carta Costituzionale « Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato » (art 67) al fine di garantire la libertà di espressione ai parlamentari, ancor di più la libertà di espressione va garantita all’elettore iscritto o no a un partito.
Rigetto pertanto ogni tipo di anatema, invitando a rifiutare sciocchi e arroganti ricatti al fine di garantire chi ha deciso di rinnegare, pur nelle diversità, una storia comune che proviene da lontano e che un qualsiasi “presidente di commissione di garanzia” del PD non potrà cancellare con la caccia alle streghe e conseguenti roghi.
Loris

BEGIN

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