il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

Amicus Plato, sed magis amica veritas



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giovedì 13 giugno 2013

La Camera voti lo stop agli F35


Pubblichiamo l’appello promosso da Ascanio Celestini, Luigi Ciotti, Riccardo Iacona, Chiara Ingrao, Gad Lerner, Savino Pezzotta, Roberto Saviano, Cecilia Strada, Umberto Veronesi e Alex Zanotelli in vista della discussione alla Camera dei Deputati della mozione – sostenuta da 158 deputati SEL, PD e M5S) – che chiede la cancellazione della partecipazione italiana al programma dei cacciabombardieri F-35.

"Nei prossimi giorni la Camera dei Deputati discuterà una mozione di 158 parlamentari di Sel, Pd e M5S che chiede la cancellazione della partecipazione italiana al programma dei cacciabombardieri F-35 Joint Strike Fighter.

In linea con le richieste e indicazioni della campagna «Taglia le ali alle armi» (che dal 2009 si batte contro i caccia) sosteniamo questa nuova iniziativa parlamentare e tutte quelle che si renderanno necessarie per bloccare una scelta così sbagliata.

Spendere 14 miliardi di euro per comprare (e oltre 50 miliardi per l'intera vita del programma) un aereo con funzioni d’attacco, capace di trasportare ordigni nucleari, mentre non si trovano risorse per il lavoro, la scuola, la salute e la giustizia sociale è una scelta incomprensibile che il Governo deve rivedere.

Per questo chiediamo a tutti i Deputati di sostenere questa mozione e tutte le iniziative parlamentari tese a fermare il programma degli F35 e a ridurre le spese militari a favore del lavoro, dei giovani, del welfare e delle misure contro l’impoverimento dell’Italia e degli italiani".

Ascanio Celestini, Luigi Ciotti, Riccardo Iacona, Chiara Ingrao, Gad Lerner, Savino Pezzotta, Roberto Saviano, Cecilia Strada, Umberto Veronesi, Alex Zanotelli

* * *

Dopo le dichiarazioni critiche sul progetto in campagna elettorale (provenienti dalla stragrande maggioranza dei gruppi politici), dopo che la campagna “Taglia le ali alle armi” aveva sottolineato l’esistenza in linea di principio di una maggioranza parlamentare per il “NO” al progetto Joint Strike Fighter, sono oggi dieci personalità di rilievo nazionale a lanciare un appello che si allinea alle richieste del movimento che si oppone ai caccia F-35.

Un appello diffuso in vista della discussione alla Camera dei Deputati di una mozione (sostenuta da 158 deputati SEL, PD e M5S) che chiede la cancellazione della partecipazione italiana al progetto di costruzione ed acquisto dei caccia di quinta generazione.

Esponenti dell’informazione e della cultura come Gad Lerner, Roberto Saviano, Ascanio Celestini e Riccardo Iacona e personalità del mondo della Pace come Cecilia Strada e Chiara Ingrao; personaggi di rilievo pubblico (e primi firmatari di mozioni contro gli F-35 nella scorsa legislatura) come Umberto Veronesi e Savino Pezzotta e due figure importanti del mondo dell’impegno cattolico come padre Alex Zanotelli e don Luigi Ciotti. Tutti insieme per chiedere al nostro Parlamento una scelta di responsabilità su questo tema particolare e su quello delle spese militari in generale.

“Ci troviamo di fronte ad un passo importante per far sentire con forza ai nostri Deputati come sia davvero necessario che il Parlamento riprenda in carico questo tema” afferma Francesco Vignarca coordinatore di Rete Italiana per il Disarmo. Se è vero infatti che è oggi il Governo – a seguito di tutti i passaggi di autorizzazione previsti dalla legge – a poter decidere autonomamente sull’acquisto dei caccia F-35, è anche vero che la situazione è molto cambiata dal 2009 (data dell’ultima votazione parlamentare a riguardo) e nell’ottica della difficile situazione del paese su più fronti non si può certo tirare dritto come se nulla fosse mutato. “Va poi detto che da più parti (anche da chi non vuole subito una cancellazione del programma, e perfino dallo stesso nuovo Ministro della Difesa) si è sottolineata la necessità di avere sugli F-35 una franca e piena discussione in Parlamento” conclude Vignarca.

Nel testo dell’appello si sottolinea come la scelta di continuare ad acquisire i cacciabombardieri con capacità nucleare sia “incomprensibile” vista l’attuale mancanza di risorse “per il lavoro, la scuola, la salute e la giustizia sociale”.

“Quella degli F-35 è una gran brutta storia che fa male agli italiani e alla nostra democrazia” commenta Flavio Lotti coordinatore della Tavola della Pace. “Gli F-35 fanno male agli italiani perché sottraggono preziose risorse che attendono di essere utilizzate per combattere la disperazione e la disoccupazione di molte donne e uomini del nostro paese. Gli F-35 fanno male alla nostra democrazia perché attorno a queste armi si muove un complesso reticolo di interessi politici, economici e militari che stanno inquinando e minando in profondità le istituzioni del nostro paese. Per questo è bene che il nuovo Parlamento si pronunci chiaramente.”

La campagna “Taglia le ali alle armi” ha già sottolineato con preoccupazione le recenti parole del Ministro Mauro che ha descritto il caccia F-35 come uno “strumento per la pace” da utilizzarsi in ottica di proiezione anche per interventi lontani dall’Italia.

“Il Parlamento ha un'ottima occasione per riavvicinarsi a un'ampia parte della popolazione, che è sicuramente contro gli F3-5 ­ sottolinea Grazia Naletto co-portavoce della campagna Sbilanciamoci! - Non possiamo mantenere anche su un tema delicato come questo la grande distanza tra le richieste e le convinzioni delle italiane e degli italiani e le scelte della nostra politica. In tal senso giudichiamo positivamente la presentazione di analoghi documenti per il NO agli F35 anche al Senato, auspicando che a breve possa avvenire anche in tale ramo del Parlamento una discussione approfondita” 

La campagna “Taglia le ali alle armi” ribadisce, come già detto nei giorni scorsi, che la discussione alla Camera può diventare l’occasione per far crescere la consapevolezza che l’acquisto dei caccia F-35 non può essere condotto e deciso sulla base di dati parziali e non corretti, come invece è stato fatto in tutti questi anni. Le stime diffuse dalla nostra Campagna da tempo dimostrano come i dati del Ministero della Difesa riguardo ai costi, ai tempi, e alle ricadute occupazionali e tecnologiche siano assolutamente falsate e non corrispondano a verità. Il costo di acquisto dei 90 caccia previsti si attesterà su 14 miliardi di euro mentre il costo “di vita” dell’intero programma supererà i 50 miliardi di euro. 

(13 giugno 2103)

sabato 27 aprile 2013

gli scariolanti - un secolo di Resistenza

In attesa della registrazione e pubblicazione della prima parte ecco la parte restante della narrazione musicale degli scariolanti






martedì 11 dicembre 2012

"Arancione" per rispondere al pensiero unico



L’evolversi della situazione politica ci impone delle riflessioni che investono inevitabilmente anche la politica locale, e credo che mai come in questo momento sia evidente come scelte importanti per Genova rischiano di essere prese in altri luoghi.
Il successo delle “primarie”, anche se giocato sull’equivoco “desiderio di partecipare” e “partecipazione” è comunque evidente, come è pure evidente che non sono uscite mai da una logica di “primarie del PD” senza mai entrare in una logica di “primarie di coalizione”, relegando la candidatura di Vendola ad una comprimarietà inadeguata, insufficiente e fortemente riduttiva delle aspettative di chi guarda ad una “sinistra arancione” fatta di cittadinanza attiva, associazionismo e mondo del volontariato.
Qualcosa più di un semplice rischio è che al termine della tornata elettorale nella sfera di influenza del “centrosinistra” ci si trovi di fronte ad un “pensiero unico” con una affermazione (salvo imprevisti di percorso) del PD importante ed una rosa di presenze di seconda fila relegati a frustranti quanto inutili testimonianze.
Localmente la depotenzializzazione dei risultati ottenuti alle precedenti amministrative diventerebbe evidente, e scelte e obiettivi importanti che hanno caratterizzato l’ala sinistra all’interno dell’attuale maggioranza cittadina difficilmente troverebbero sponda e sostenibilità. A rischio quindi, qualsiasi discussione su Gronda, mobilità cittadina privatizzazioni o ciclo dei rifiuti.
Genova, ancor più delle altre città come Milano o Napoli ha dato un segnale preciso verso la volontà di quell’ “arancione” all’interno del centro sinistra che possa determinare un cambio di marcia nel fare e concepire la politica. All’interno, e non alternativo al centrosinistra in quanto non l’ambizione ma il dovere è quello di governare. Governare per poter dare delle risposte a coloro che sono stati estromessi dai cicli produttivi o che hanno subito la precarizzazione del lavoro, risposte per la scuola che urla una dispnea culturale e risposte per tutti coloro che hanno visto tagliare sanità, pensioni e diritti ben oltre il limite di un paese che vuole definirsi civile.

Credo pertanto che il tentativo di unificare questo percorso da parte di tutte quelle componenti che sono già oggi presenti nel centrosinistra, includendo ulteriormente quelle realtà associative e di volontariato che fondano i valori e la propria azione nell’ambientalismo, nella solidarietà e nel pacifismo debba essere un dovere da percorrere per dare voce a coloro ai quali le politiche prima berlusconiane e poi di Monti, hanno tolto la possibilità di futuro, a Genova come al resto del paese.
Loris

giovedì 25 agosto 2011

Dichiarazione di indipendenza all'ONU della Palestina

Cari amici,

Fra 24 ore il Consiglio di Sicurezza dell'ONU si riunirà di nuovo per discutere la dichiarazione d'indipendenza della Palestina, che si candida a diventare il 194° stato nel mondo.

Già 700.000 di noi hanno aderito a questa campagna. Ma abbiamo bisogno di più forze per convincere i paesi chiave a votare a favore.

Avaaz ha prodotto un video breve ed efficace, che racconta la vera storia e spiega perché questa è la migliore opportunità che abbiamo per ottenere la pace.

Clicca per guardarlo e invialo a tutti quelli che conosci - raggiungiamo il traguardo di 1 milione di firmatari adesso:




La nostra campagna per lo stato palestinese sta montando, con quasi 700.000 persone tra noi che hanno risposto alla chiamata nel giro di pochi giorni! La campagna è stata sulle prime pagine dei principali giornali, citata all’interno del Consiglio di Sicurezza dell'ONU e diffusa via Twitter dal Presidente palestinese in persona. Il Consiglio di Sicurezza discuterà nuovamente la questione questa settimana, ma alcuni governi chiave non hanno ancora preso posizione.

Alti diplomatici hanno dichiarato ad Avaaz che l’opinione pubblica gioca un ruolo chiave per incanalare il sostegno all’indipendenza. Molte persone però hanno la sensazione di non comprendere a fondo la situazione tanto da attivarsi. Avaaz ha prodotto un nuovo breve video, che racconta la vera storia del conflitto. Se saremo in tanti a vedere il video e a firmare la petizione, potremo creare un’ondata di pressione enorme e influenzare così il voto.

Troppo spesso i media non ci dicono veramente quello che abbiamo bisogno di sapere per agire. Quasi 10 milioni di persone stanno ricevendo questa e-mail e potranno guardare questo video. Se lo inoltriamo ora a un numero notevole di persone, DIVENTIAMO noi stessi i media, e possiamo determinare l’opinione pubblica. Clicca in basso per vedere il video, firma la petizione se non lo hai già fatto, e inoltra questa e-mail a ogni tuo contatto, specialmente nei paesi europei ancora incerti – raggiungiamo l’obiettivo di 1 milione di firmatari prima che si tenga l’incontro dell'ONU questa settimana:

http://www.avaaz.org/it/middle_east_peace_now/?vl

Lo scorso mese i Palestinesi hanno presentato la loro dichiarazione d'indipendenza al Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Più di 120 paesi li sostengono, ma gli Stati Uniti respingono la proposta e hanno mandato un chiaro messaggio ai loro alleati europei: il sostegno alla legittima dichiarazione palestinese si ripercuoterà duramente nelle relazioni bilaterali. Ora tocca a noi far capire ai principali leader europei che l’opinione pubblica è in favore di questa spinta diplomatica nonviolenta e che dovremmo essere noi la base per le scelte politiche, non importa se questo farà “arrabbiare gli americani”.

Mentre la maggioranza dei palestinesi e degli israeliani vuole la soluzione del conflitto basata sui due stati, il governo estremista israeliano continua ad appoggiare la costruzione degli insediamenti nelle aree contese. E nonostante i ripetuti sforzi, i decenni spesi in negoziati di pace patrocinati dagli Stati Uniti non sono riusciti a frenare le violenze da entrambe le parti e a far raggiungere un accordo.

Proprio adesso questa dichiarazione d'indipendenza potrebbe rivelarsi la migliore opportunità che abbiamo per superare lo stallo, evitare un’altra spirale di violenza e spianare il campo da gioco tra le due parti per favorire i negoziati. La nostra campagna sta esplodendo in tutto il mondo – assicuriamoci che arrivi alle orecchie dei principali leader europei il cui appoggio è di cruciale importanza. Clicca in basso per vedere il video, firma la petizione se non lo hai già fatto e inoltra questa e-mail a ogni tuo contatto – raggiungiamo il traguardo di 1 milione di firmatari:

http://www.avaaz.org/it/middle_east_peace_now/?vl

C’è molta disinformazione sul conflitto israelo-palestinese e molti di noi non se la sentono di partecipare in prima persona. Ma questo breve video spiega la situazione in modo chiaro e può cambiare le cose. In quanto network globale di quasi 10 milioni di persone sparse in ogni paese del mondo, noi abbiamo l’opportunità d'influenzare un voto che potrebbe ribaltare una situazione di decenni di violenza. Tutto quello che dobbiamo fare è condividere questo filmato e incoraggiare le persone che conosciamo a unirsi a questa campagna fondamentale per la pace.

Con speranza,

Alice, Pascal, Emma, Ricken, David, Rewan e il team di Avaaz.

info utili:
Battaglia (diplomatica) per la Palestina (La Repubblica)

I palestinesi presenteranno la dichiarazione d'indipendenza all'Assemblea generale dell'ONU, in inglese (Guardian)

Il ministro israeliano: Tagliate tutti i rapporti con i palestinesi, in inglese (Associated Press)

L'ONU chiede a Israele di non costruire nuovi insediamenti a Gerusalemme est, in inglese (Ha'aretz)

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mercoledì 27 luglio 2011

DICHIARAZIONE FINALE COMUNE - GENOVA 2011 “Loro la crisi – Noi la speranza” Assemblea internazionale 24 luglio


DICHIARAZIONE FINALE COMUNE

GENOVA 2011 “Loro la crisi – Noi la speranza”
Assemblea internazionale 24 luglio

La rete italiana verso il FSM nel Maghreb-Mashrek si incontra il 4 settembre a Roma


Noi, partecipanti a Genova 2011 “Loro la crisi- Noi la speranza” riuniti nell’assemblea internazionale del 24 luglio, dopo la grande manifestazione di ieri, ci impegniamo a costruire insieme il percorso che ci porterà al Forum Sociale Mondiale del 2013 che si terrà nella regione Maghreb-Mashrek.
Per la prima volta, i movimenti, gli attori sociali, gli attivisti e le comunità di tutto il mondo si riuniranno nella nostra comune regione mediterranea, ospiti delle rivoluzioni della dignità.
Il Forum e il suo processo di costruzione ci offrono una straordinaria occasione di convergenza nazionale e internazionale per rafforzare il campo di forze e delle alleanze necessari a una vera alternativa alla crisi globale, fondata sulla radicalizzazione della democrazia e dei diritti, sul rifiuto di ogni guerra, su un altro modo di produrre, di vivere, di consumare, di convivere, capace di respingere al mittente le devastanti ricette anticrisi imposte dai poteri dominanti.
Ci impegniamo a costruire insieme due importanti appuntamenti internazionali in Italia:
-        Nei prossimi mesi, un seminario aperto per la ricostruzione di uno spazio pubblico europeo pubblico e partecipato dagli attori sociali che nel nostro continente fanno vivere le lotte, le vertenze, le alternative, le buone pratiche per una Europa diversa.
-        Nel 2012, decennale del FSE di Firenze del 2002, un evento Forum mediterraneo, un grande incontro dei movimenti europei con i protagonisti e le protagoniste delle rivoluzioni della dignità nella riva sud .
Organizzeremo la partecipazione alle manifestazioni contro il G20 a Nizza in novembre, per la giustizia climatica a Durban a dicembre e in Brasile in occasione della conferenza Onu sullo sviluppo sostenibile Rio+20, nel Forum Mondiale Alternativo per l’Acqua a marzo 2012 a Marsiglia. Ci mobiliteremo per la giornata di azione dei migranti il 18 dicembre del 2011.
La “rete italiana verso il FSM” sarà una rete orizzontale e partecipata, capace di socializzare e democratizzare al massimo le relazioni internazionali altermondialiste, e di assicurare la massima partecipazione degli attori sociali, delle comunità, dei territori.
L’Assemblea della Rete Italiana FSM si riunirà il 4 settembre ore 10.30 a Roma alla sede nazionale dell’Arci V. Monti di Pietralata 16 per programmare il proprio lavoro.
Sarà anche l’occasione per discutere le possibili convergenze di azione sul livello nazionale di mobilitazione, nell’autunno caldo di lotte e di resistenze che tutti e tutte stiamo preparando nel nostro paese.




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martedì 29 marzo 2011

APPELLO COORDINAMENTO 2 APRILE - gli appuntamenti del 2 aprile nelle diverse città

APPELLO COORDINAMENTO 2 APRILE

Le persone, le organizzazioni e le associazioni che in questi giorni hanno sentito la necessità,
attraverso appelli, prese di posizioni e promozione di iniziative, di levare la propria voce

·         CONTRO LA GUERRA E LA CULTURA DELLA GUERRA

·         PER SOSTENERE LE RIVOLUZIONI E LE LOTTE PER LA LIBERTÀ E LA DEMOCRAZIA DEI POPOLI MEDITERRANEI E DEI PAESI ARABI

·         PER L'ACCOGLIENZA E LA PROTEZIONE DEI PROFUGHI E DEI MIGRANTI

·         CONTRO LE DITTATURE, I REGIMI, LE OCCUPAZIONI MILITARI, LE REPRESSIONI IN CORSO,

·         PER IL DISARMO, UN'ECONOMIA ED UNA SOCIETÀ GIUSTA E SOSTENIBILE

CHIEDONO

LO STOP AI BOMBARDAMENTI E IL CESSATE IL FUOCO IN LIBIA
per fermare la guerra, la repressione
ed aprire la strada a una soluzione politica coerentemente democratica.

IL 2 APRILE 2011 SARÀ UNA GRANDE GIORNATA DI MOBILITAZIONE E PARTECIPAZIONE ATTIVA
A ROMA E IN TANTE PIAZZE D'ITALIA.
A partire da quella data ci impegniamo a dar vita ad un percorso diffuso sul territorio
di mobilitazioni, iniziative, informazione, assemblee,
incontri e solidarietà con i movimenti dei paesi arabi.


Prime adesioni:


Arci, Action, Associazione Ya Basta Italia, Associazione Mediterranea,
Associazione per il rinnovamento della sinistra, Associazione per la pace,
Associazione Senzaconfine, A Sud, Attac Italia, AteneinRivolta,
Comitato Fiorentino Fermiamo la guerra, Cobas, Democrazia Chilometro Zero, Donne in nero, Emergency, ESC, FIOM–CGIL, Gruppo Abele, Horus Project, Lega diritti dei Popoli, Legambiente, Libera, Lunaria, Rete@Sinistra, Rete della Conoscenza,
Rete Romana Solidarietà al Popolo Palestinese, Rete Studenti Medi, Sinistra Euromediterranea, Stryke-Yomigro, UDU, Un ponte per, Forum Ambientalista, Altraagricoltura, IPRI, ASCIA,
Comunità Somala Lazio, Amig@s Sem Terra, Associazione Obiettori Nonviolenti, Punto Rosso, Senzaconfine, Rete Antirazzista Firenze, Gruppo Sconfinate, Terre del Fuoco,
Iniziativa Femminista Europea

FedS, FGCI, GC, PCL, PdCI, Prc, Sinistra Critica, SeL

Altre adesioni:

Rete Nazionale Radiè Resh, Associazione Donne Brasiliane in Italia,
Associazione Sopra i ponti Bologna, WILPF, associazione Ecoinformazioni, perUnaltracittà-Firenze, Centro ligure di documentazione per la pace, Rete controg8 per la globalizzazione dei diritti, comitato intercomunale per la Pace nel Magentino, Movimento Nuovi Profili,
Collettivo Byzantium Onlus, associazione Spirit Romanesc,
Coordinamento Donne contro il razzismo - Casa Internazionale delle Donne di Roma,
Rete Internazionale delle Donne per la Pace, Associazione Casa Rossa – Spoleto,
Convergenza delle Culture – Milano, Rete delle donne Anti Violenza onlus – Perugia,
comitato Piazza Carlo Giuliani Onlus, Comitato Internazionale di Educazione per la Pace – Ciep, Servizio Civile Internazionale, Consorzio Città dell'Altraeconomia, Reorient Onlus,
Associazione Trama di terre – Imola, Centro di Solidarietà Internazionalista Alta Maremma, Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, Associazione "Periferie al Centro" - Fuori Binario, Associazione Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese, Associazione Convergenze,
Il Cavatappi - Rivista Online, Comunità in Resistenza – Empoli,
comitato "Lo sbarco della nave dei diritti di Genova", Freedom Flotilla Italia,
Rete Nazionale Radié Resh, Chiama l’Africa, Presidio No Dal Molin –Vicenza,
CISDA - Coordinamento italiano sostegno donne afghane, Associazione Dimensioni Diverse Onlus, Osservatorio Europa, Collettivo studentesco universitario Napoli,
Centro Francescano di Ascolto – Rovigo, Comitato per la Pace Rachel Corrie” – Genova,
il Popolo Viola – Genova, Unione Inquilini, Associazione Campania Europa Mediterraneo,
Assemblea studenti del corso di laurea in scienze per la pace – Università di Pisa, Genova laica, Fabbrica di Nichi – Genova, a-sinistra.blogspot.com, U.S. Citizens for Peace & Justice – Rome,
Casa per la Pace Milano, Laboratorio politico Alternativa, Dna Altomilanese, Altragricoltura,
Cgil Genova, Cipax, Associazione Ayusya, Associazione Usciamo dal Silenzio – Genova,
Tavolo della Cooperazione Internazionale –Empoli, ACS Associazione di Cooperazione e Solidarietà, Tavolo Interventi Civili di Pace, USB – Unione Sindacale di Base, Anpi provinciale Roma e Lazio, Fundacion Gentes de Yilania, Mondo Senza Guerre e Senza Violenza – Firenze,
Csp-Csu (Comitato in difesa della Scuola Pubblica - Coordinamento Studentesco Universitario)





Adesioni individuali:

Silvana Amati, Enrico Gasbarra, Giuseppe Giulietti, Paolo Nerozzi, Sabina Rossa, Vincenzo Vita, Grazia Scuccimarra, Luciano Muhlbauer, Lido Giampaoli, Barbara Ferrazzo, Tiberio Tanzini,
Gian Carlo Bandinelli, Renata Lovati, Simone Lepore, Franco Russo, Agostino Giordano,
Francesca Fabbri, Loris Viari, Francesco Cassotti, Paolo Limonta, Mimmo Pantaleo,
Maria Silvia Parolin, Franco Origoni, Anna Steiner, Paola Manduca, Moreno Biagioni, Bruno Roveda, Giorgio Nebbia, Angelo Giampietri, Angela Mary Pazzi, Giovanni Capuzzi, Barbara Accetta,
Mario Cocco, Maria Carolina Oro


APPUNTAMENTI: 
ANCONA
2 aprile, ore 17,  manifestazione in Piazza Roma


ANDRIA (BT)
2 aprile, in mattinata, volantinaggio in Viale Crispi


AREZZO
2 aprile, ore 16, manifestazione in piazza Guido Monaco


AVIANO (PN)
2 aprile, ore 16, manifestazione davanti alla base americana


BOLOGNA
2 aprile, ore 13, presidio davanti al CIE in via Mattei
ore 16, manifestazione in Piazza Nettuno


CAGLIARI
2 aprile, ore 17 manifestazione con partenza da piazza Piazza Garibaldi


COMO
2 aprile, ore 11.30,  presidio delle Donne in nero in Piazza San Fedele


EMPOLI
2 aprile, ore 17, manifestazione in piazza della Vittoria


FERRARA
2 aprile, ore 16,30 presidio in piazza Trento Trieste


FIRENZE
2 aprile, ore 16, manifestazione cittadina con corteo
Partenza da Piazza Repubblica verso i Ponti sull’Arno


GENOVA
2 aprile, ore 16.30, manifestazione con corteo da Piazza de Ferrari al comando militare di zona, in largo Zecca. Alla fine simulazione di morte.


GRADISCA D’ISONZO (GO)
2 aprile, ore 16, presidio davanti al Cie


L’AQUILA
1 aprile, ore 18.30, presidio in Piazza Duomo “Contro ogni guerra, contro ogni regime”


MAGENTA (MI)
2 aprile, ore 14, manifestazione in Piazza Liberazione


MANDURIA (TA)
2 aprile, ore 15.30,  manifestazione in Piazza Garibaldi e corteo fino al Campo profughi (CAI) con flash mob "Stop war! Welcome migrants"


MANTOVA
2 aprile, ore 16, manifestazione in piazza Broletto


MASSA
2 aprile, ore 16.30, Tavola Rotonda "Venti di libertà: un altro Nord Africa è possibile?" alla Casa delle Culture (ex Pomario Ducale)


MATERA
2 aprile, ore 18, “Spiazziamo la guerra” in piazza Vittorio Veneto


MILANO
2 aprile, ore 16 – 19, presidio in Piazza Fontana: Parole, Musica e interventi contro la guerra


MODENA
2 aprile, ore 16, corteo contro la guerra con partenza da Piazza San Domenico


NOVARA
2 aprile, in mattinata, volantinaggio al mercato comunale


PALERMO
2 aprile , ore 16, sit-in Per la Pace, “La guerra non si può umanizzare, si può solo abolire”,  Piazza Verdi (Teatro Massimo)


PARMA
2 aprile, ore 15, partita di calcio antirazzista al campo sportivo di San Prospero


PERUGIA
2 aprile, ore 16.30, flash mob per la pace in piazza della Repubblica


PISA
2 aprile, ore 15, presidio in Piazza XX Settembre


PISTOIA
2 aprile, ore 17, sit-in in piazza Gavinana


RIMINI
2 aprile, ore 18, presidio cittadino in piazza Cavour


ROMA
2 aprile, ore 15, manifestazione a piazza Navona
Interventi e letture di Moni Ovadia, Vauro Senesi, Amanda Sandrelli, Frankie Hi Energy, Dario Vergassola, Militant A degli Assalti Frontali, Blas Roca Rey, Massimo Zucchetti, Edi Angelillo sulle riflessioni di Bertolt Brecht, Albert Einstein, Bertrand Russell, Kurt Vonnegut, Hannah Arendt, Don Lorenzo Milani, Norberto Bobbio, Salvatore Quasimodo, Gianni Rodari


SASSARI
2 aprile, ore 17, manifestazione in Piazza Castello


SIGONELLA – MINEO
3 aprile, ore 9,30, presidio di fronte alla base militare di Sigonella
ore 11,30, sit-in di fronte al Villaggio degli Aranci -Mineo
ore 15,30, assemblea a Mineo


SUPINO (FR)
2 aprile, ore 20, Hotel Bompiani, proiezione di THIS IS MY LAND: HEBRON, Primo Premio al Festival dei Popoli di Firenze. Partecipano Luisa Morgantini, i registi del film Giulia Amati e Stephen Natanson


TORINO
2 aprile, ore 11, Incontro alla “Fabbrica delle e”. Partecipa don Luigi Ciotti


TRENTO
2 aprile, ore 16, presidio in piazza Pasi


TREVISO
1 aprile, ore 18, presidio in Piazza Giosuè Carducci (Loggia dei Cavalieri)


TRIESTE
2 aprile, ore 17, presidio in Piazza Sant'Antonio


TUNISIA
Dal 1 al 4 aprile, una delegazione di diverse organizzazioni italiane sarà in Tunisia per una visita di conoscenza e solidarietà con la rivoluzione tunisina. La visita è promossa dalle organizzazioni tunisine che partecipano al Forum Sociale Maghreb-Mashrek. Si terranno incontri a Tunisi, Kasserine, Sidi Bouzid e si raggiungerà la frontiera con la Libia, dove sono stati accolte decine di migliaia di profughi


VENTIMIGLIA (IM)
2 aprile, ore 15, presidio in Piazza della Stazione


VERONA
2 aprile, ore 17,30, manifestazione in via Roma di fronte a Palazzo Carli


VICENZA
2 aprile, ore 14.00, concentramento in Piazzale Bologna di fianco Stazione dei treni


é stato attivato un blog specifico del coordinamento 2 aprile con l'elenco delle iniziative all'indirizzo web

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