il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

Amicus Plato, sed magis amica veritas



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mercoledì 26 dicembre 2012

La fine del silenzio: servono scelte coraggiose



Genova 26-12-12

La fine di questa legislatura impone un salto di qualità nella risposta politica e nella qualifica di chi sarà chiamato a dare risposte.
Abbiamo assistito a vere e proprie mistificazioni del concetto di “partecipazione”, in quanto a qualcuno volutamente sfugge che la prima cosa partecipata devono essere le regole, e se le regole vengono scritte nelle cerchie ristrette delle direzioni o segreterie, il processo conseguente non può che essere maledettamente falsato. I listini “garantiti” sono l’ulteriore riprova che gli eterni cooptati non hanno assolutamente voglia di rischiare un comodo posto al sole. Per queste ragioni le consultazioni primarie e tutti gli eccessi che ne derivano hanno rappresentato una grande aspettativa di partecipazione, ma assolutamente pilotata e dagli esiti volutamente controllati.
Le deprimenti schermaglie delle quali siamo stati resi edotti dalle pagine locali dei quotidiani, e che attraversano formazioni diverse, è una evidente condizione affinchè “tutto cambi per non cambiare niente”.

In questo desolante panorama l’unico reale elemento di novità è il così detto “Movimento Arancione”, che nulla ha a che vedere con lo spirito monacale o con una ibridazione del rosso con del giallo.
C’è un tentativo tutt’altro che semplice e dagli esiti non scontati di attivare quella “società civile” fatta di associazionismo, di ambientalismo e di volontariato solidale che quotidianamente è attivo nelle nostre città.
Non è un’operazione semplice in quanto per una sua conformazione quest’ambito di società è più avezzo a “fare” materialmente le cose, che non filosofeggiare sul come e sul perché.

In una conversazione su facebook Cecilia Strada smentendo l’eventuale candidatura del padre a questa tornata elettorale, evidenziava come prorio la qualità del far bene possa diventare insostenibile con il fare politica. Penso che abbia ragione, non riuscirei a concepire un Gino Strada lontano dalle sale operatorie, come non riuscirei a vedere un Don Gallo o un Don Ciotti fuori dalle rispettive comunità per entrare nelle “Camere” della politica. Resto però convinto che Emergency, come la comunità di San Benedetto, o Libera, o il movimento per l’acqua o altra economia o ARCI o Paxchristi, Lega ambiente o……. sarebbero in grado di esprimere nei collegi elettorali dei nomi, fuori dalle logiche di partito, in grado di portare avanti le istanze della “società civile” che rappresentano, fuori da logiche autoreferenziali.

Le persone si aspettano questo tipo di rinnovamento, una democrazia rappresentativa delle istanze primarie della nostra società in attesa, se mai ci sarà di una autoriforma dei partiti che li rimetta in sintonia con quella rappresentanza che gli affidò la nostra Costituzione 65 anni fa. Disattendere queste richieste vuol dire aprire agli interessi privati di gruppi di potere e perdere sovranità mentre sempre più forte è una legittimazione di una antipolitica dannosa per qualsiasi Democrazia.

Questa riflessione non ha tempi lunghi, facciamo si di prendere coscienza rapidamente per rispondere a tutti coloro che il cambiamento lo attendono veramente.
Loris 

martedì 11 dicembre 2012

"Arancione" per rispondere al pensiero unico



L’evolversi della situazione politica ci impone delle riflessioni che investono inevitabilmente anche la politica locale, e credo che mai come in questo momento sia evidente come scelte importanti per Genova rischiano di essere prese in altri luoghi.
Il successo delle “primarie”, anche se giocato sull’equivoco “desiderio di partecipare” e “partecipazione” è comunque evidente, come è pure evidente che non sono uscite mai da una logica di “primarie del PD” senza mai entrare in una logica di “primarie di coalizione”, relegando la candidatura di Vendola ad una comprimarietà inadeguata, insufficiente e fortemente riduttiva delle aspettative di chi guarda ad una “sinistra arancione” fatta di cittadinanza attiva, associazionismo e mondo del volontariato.
Qualcosa più di un semplice rischio è che al termine della tornata elettorale nella sfera di influenza del “centrosinistra” ci si trovi di fronte ad un “pensiero unico” con una affermazione (salvo imprevisti di percorso) del PD importante ed una rosa di presenze di seconda fila relegati a frustranti quanto inutili testimonianze.
Localmente la depotenzializzazione dei risultati ottenuti alle precedenti amministrative diventerebbe evidente, e scelte e obiettivi importanti che hanno caratterizzato l’ala sinistra all’interno dell’attuale maggioranza cittadina difficilmente troverebbero sponda e sostenibilità. A rischio quindi, qualsiasi discussione su Gronda, mobilità cittadina privatizzazioni o ciclo dei rifiuti.
Genova, ancor più delle altre città come Milano o Napoli ha dato un segnale preciso verso la volontà di quell’ “arancione” all’interno del centro sinistra che possa determinare un cambio di marcia nel fare e concepire la politica. All’interno, e non alternativo al centrosinistra in quanto non l’ambizione ma il dovere è quello di governare. Governare per poter dare delle risposte a coloro che sono stati estromessi dai cicli produttivi o che hanno subito la precarizzazione del lavoro, risposte per la scuola che urla una dispnea culturale e risposte per tutti coloro che hanno visto tagliare sanità, pensioni e diritti ben oltre il limite di un paese che vuole definirsi civile.

Credo pertanto che il tentativo di unificare questo percorso da parte di tutte quelle componenti che sono già oggi presenti nel centrosinistra, includendo ulteriormente quelle realtà associative e di volontariato che fondano i valori e la propria azione nell’ambientalismo, nella solidarietà e nel pacifismo debba essere un dovere da percorrere per dare voce a coloro ai quali le politiche prima berlusconiane e poi di Monti, hanno tolto la possibilità di futuro, a Genova come al resto del paese.
Loris

martedì 13 novembre 2012

Sciopero generale e mobilitazione europea

14 NOVEMBRE 2012

Sciopero generale e mobilitazione europea




Diritti e Servizi Pubblici

Un futuro per l'Europa



PER IL LAVORO E LA SOLIDARIETA'
NO ALL'AUSTERITA'
L'AUSTERITA' NON FUNZIONA!


Da molti anni il movimento sindacale europeo deplora le misure di austerità. Esse trascinano l'Europa nella stagnazione economica, fino alla recessione. Il risultato: blocco della crescita e disoccupazione in continuo aumento. I tagli a salari e protezione sociale sono attacchi al modello sociale europeo e aggravano disuguaglianze ed ingiustizia sociale.

Gli “errori di valutazione” del Fondo monetario internazionale (FMI) hanno avuto un impatto incalcolabile sulla vita quotidiana dei lavoratori e cittadini europei. Tutto ciò rimette in gioco l'intera base delle politiche di austerità. Il FMI si deve scusare. La Troika deve rivedere le sue richieste.

L'Europa ha un debito sociale, non esclusivamente monetario. E' stata promessa una ripresa che non è mai avvenuta. 25 milioni di europei non hanno lavoro. In alcuni paesi il tasso di disoccupazione giovanile oltrepassa il 50%. Il senso di ingiustizia è diffuso e lo scontento sociale sta crescendo.

E' NECESSARIO UN CAMBIO DI ROTTA VERSO UN PATTO SOCIALE EUROPEO

I sindacati europei chiedono un cambiamento di rotta. Le misure applicate non stanno funzionando, stanno invece distruggendo I nostri lavori e il nostro patrimonio sociale.

La Ces chiede un patto sociale per l'Europa, con un vero dialogo sociale, una politica economica che stimoli occupazione di qualità, la solidarietà tra paesi e la giustizia sociale.

I lavoratori stanno pagando a caro prezzo crisi e misure di austerità, mentre il mondo della finanza e gli speculatori continuano a prosperare.

Poniamo fine alla frode fiscale, ai paradisi fiscali e alla competizione fiscale tra paesi. La tassa sulle transazioni finanziarie deve contribuire a riparare I danni del capitalismo senza regole.

PER IL LAVORO E LA SOLIDARIETA' NO ALLE DISUGUAGLIANZE SOCIALI

Noi rifiutiamo:

- lo smantellamento della protezione sociale;

- l'aumento della flessibilità del mercato del lavoro;

- la privatizzazione dei servizi pubblici;

- la pressione al ribasso sui salari;

- la diminuzione delle pensioni;

- la deregolamentazione degli standard sociali;

- l'esclusione sociale;

- la crescita delle disuguaglianze;

- l'attacco alla contrattazione collettiva e al dialogo sociale.

Noi proponiamo:

- una governance economica al servizio della crescita sostenibile e occupazione di qualità;

- giustizia economica e sociale attraverso politiche di redistribuzione, tassazione e protezione sociale;

- una garanzia occupazionale per i giovani;

- un'ambiziosa politica industriale europea orientata verso un'economia verde e a basse emissioni di carbonio e verso settori rivolti al futuro, con opportunità di occupazione e crescita;

- l'intensificazione della lotta contro il dumping sociale e salariale;

- la condivisione del debito attraverso gli Eurobond;

- l'effettiva applicazione di una tassa sulle transazioni finanziarie per combattere la speculazione e agevolare politiche di investimento;

- l'armonizzazione della base fiscale con un tasso minimo per le imprese in Europa;

- uno sforzo determinato per combattere l'evasione e la frode fiscale;

- il rispetto per la contrattazione collettiva e il dialogo sociale;

- il rispetto dei diritti sociali e sindacali fondamentali.










martedì 7 agosto 2012

Comunicando, anche il nostro disagio per la lunga marcia verso le barbarie culturali





...Ci sono due cose sulle quali oggi per me è necessaria una riflessione profonda: la prima è una notizia di una gravità inaudita di cui sono venuto a conoscenza su facebook . La morte di un ragazzino quattordicenne che stava lavorando col padre in una si presume ristrutturazione di una casa a Lecce.

Dopo una non facile e immediata ricerca in rete, ecco la stringata notizia sulla Repubblica di Bari (leggi l'articolo).
Ho dovuto imbattermi casualmente su una cosa postata su fb, per sapere che in questo paese anche il diritto a crescere per un bambino può essere negato per l'esigenza del "profitto", lo stesso profitto che fa ritrovare il piombo nelle urine degli abitanti di Taranto e che scatena nel caso dell'Ilva stampa lavoratori e mondo imprenditoriale in una indignazione che può ruotare intorno alla tutela dell'ambiente, del lavoro e perdita di profitti. Il tutto e il contrario di tutto.

La morte del bambino è solo "il contrario di tutto", per lo meno nella reazione. 
Anche in questo caso e in maniera sicuramente più appropriata mi torna alla mente Banfield e il suo "familismo amorale", perchè non solo i media non si sono prestati a sottolineare quella tragedia, ma quelle stesse componenti sociali vicine alla realtà del quattordicenne, anche sul piano informativo e comunicativo si sono mostrate lacunose, al limite dell'omertà. Quasi a voler proteggere una comunità da una vergogna, autoproteggersi nei confronti dell'esterno. Omettere tutto cio che può essere la cifra della diversità morale rispetto ai valori espressi dalla nostra società.



da facebook - GOOOD MORNING VIETNAAAM

"Per giorni si è parlato di un 65 enne morto di infarto al Quirinale, si è visto il Presidente della Repubblica affranto, in lacrime, pronto ad accusare per questa morte "provocata" dalle illazioni...
Io però non ho sentito nemmeno una parola sul ragazzino di 14 anni deceduto ieri nel leccese in un cantiere edile, schiacciato da un masso...Non ho sentito una parola di tristezza, di rammarico, di indignazione, da nessuno. Si può lavorare a 14 anni, in maniera irregolare, senza le minime misure di sicurezza? No, non si può: la legge non lo consente...ma ci sono cose che hanno un diverso peso ed evidentemente, la vita di Marco non era tra le priorità."
(pinziah)



....La seconda cosa sulla quale riflettere me l'hanno data le parole del nostro Ministro per gli affari esteri Terzi che conversando alla televisione rispetto al problema dei rapimenti di cittadini italiani all'estero, ipotizzava la possibilità da parte dello Stato Italiano di una rivalsa economica a titolo di risarcimento per le spese sostenute dallo "Stato" per la tutela dei cittadini incappati in questa tipologia di inconveniente.
Potrei chiedere se lo Stato ha intenzione di chiedere il rimborso al carabiniere rapito in Yemen e liberato pochi giorni fa, ma, non possiamo far finta di ignorare che l'obbiettivo del ministro di questo governo è ben altro. E' una minaccia rivolta nei confronti di chi come Rossella Urru da se stessa per portare la solidarietà umana a chi su questo pianeta è destinato dai signori della guerra e dal potere delle banche a rimanere costantemente nell'accesso alla vita dignitosa tra gli ultimi. Non è un caso che queste illazioni escano in concomitanza anche dei provvedimenti sulla spending review e che il così detto "terzo settore" ne esca profondamente massacrato.
Questo governo non vuole limitarsi ai tagli economici, vuole decapitare anche il sentimento e volontà di solidarietà che è diffuso in tanta società civile e che in figure come Rossella Urru o Francesco Azzarà (operatore di Emergency) trovano le immagini più recenti, senza poterci scordare mai di figure come Vittorio Arrigoni.
Vergogna signor ministro, pensavo che avevamo toccato il fondo con il "maggiordomo" Frattini, ma anche lei sa proprio rendersi gradevole e chiaro nell'indicare da che parte vuole stare. Più volte col precedente ministro abbiamo dovuto ricordare i compiti del ministero per gli affari esteri nelle funzioni di tutela di cittadini italiani all'estero. Siamo noi, cittadini normali che chiediamo a voi professori e diplomatici di rimborsarci della missione militare in Afganistan o dell'acquisto degli F35. Come vede signor ministro, il disavanzo è purtroppo tutto a suo sfavore!


Loris


venerdì 22 ottobre 2010

L'INCONTRO DI TEANO - L'unità d'Italia la facciamo noi









Da questa sera parte a Teano l'incontro nazionale per rilanciare l'Unità d'Italia a 150 anni dallo storico incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II. La manifestazione terminerà il 26 mattina, che è il giorno dell'incontro storico che sancì l'annessione del Mezzogiorno. Non si tratta di una delle tante celebrazioni che si terranno per ricordare il 150° anno della nascita dell'Italia. Si tratta di una scommessa, di una sfida che ha una serie di obiettivi ambiziosi. Non è un caso che questa grande manifestazione che mette insieme tante realtà sociali e culturali del nord e del sud del nostro paese non abbia ricevuto un euro da Giuliano Amato, coordinatore nazionale del Comitato per i 150 anni dell'Unità d'Italia, che gestisce 16 milioni di euro per i festeggiamenti. In fondo, a pensarci bene è un riconoscimento al valore politico e culturale di questo incontro. Vorremmo invece ringraziare i tanti che ci hanno sostenuto, le decine di volontari, reti municipali (da Recosol ad Assiso Pubblico alla Rete dei Comuni Virtuosi,all'Ancip), associazioni grandi e piccole (da Libera a l'Arci a tante altre) , diverse ed importanti categorie sindacali della Cgil e della Cisl, la Banca Etica di Padova, last but not least , il comune di Teano che ci ha ospitato con grande generosità e l'Anci che ha patrocinato l'iniziativa. Una iniziativa unica nel suo genere, complessa per la etereogenità dei soggetti coinvolti, che ha diversi obiettivi che in estrema sintesi possiamo qui ricordare. 
Il primo: fare i conti con la nostra storia, a partire dalle ferite profonde inflitte alle popolazioni meridionali, per restituire agli italiani una memoria condivisa, una visione della nostra storia ben diversa da quella che ci viene ancora oggi propinata nei testi scolastici. Non per suscitare una voglia di rivalsa, ma per collocare nella giusta luce la storia del Mezzogiorno all'interno della storia nazionale. Una memoria condivisa per costruire un futuro comune. 



Il secondo: prendere coscienza del fatto che questo nostro paese rischia di dividersi, di spaccarsi tra leghe del nord e partiti del sud, con il pericolo reale di rimettere indietro le lancette della storia. A rimetterci sarebbero innanzitutto i lavoratori ed i cittadini tutti, schierati gli uni contro gli altri, un film che abbiamo già visto in anni recenti (la ex Jugoslavia docet). 


Il terzo: l'Unità d'Italia non si ricostruisce con le belle parole, ma con un Progetto-paese che ci faccia uscire insieme dalla crisi economica-sociale e morale più pesante della storia repubblicana. Dentro l'attuale modello di sviluppo il Mezzogiorno non ha spazio, non ha ruolo, è diventato solo un costo. In un altro modello economico e sociale il Mezzogiorno può divenire una variabile strategica per tutta l'Italia. È questo progetto che nelle prime due giornate di Teano cercheremo di disegnare per grandi linee, a partire dalla scelta strategica della sovranità energetica ed alimentare che riduce la nostra dipendenza dall'esterno ed abbisogna delle grandi potenzialità del Mezzogiorno in questi settori vitali. 


Il quarto: promuovere sinergie, dialogo, convergenze tra forze sociali, economiche e culturali diverse. Partendo dal presupposto che solo una vasta unità di forze sociali e culturali ci può produrre una più ampia unità territoriale nel nostro paese. Per questo a Teano si incontreranno sindacalisti della Cgil e della Cisl e Uil, operatori economici e sindaci, esponenti del mondo del volontariato e dell'associazionismo di cui è tanto ricco questo paese. 


Il quinto: sottoscrivere un patto ideale e concreto a partire dai sindaci, espressione primaria della democrazia. Il Patto di Teano verrà presentato domenica mattina e per ognuno dei dieci punti ci sarà una testimonianza concreta delle amministrazioni locali che già lavorano in quella direzione. Obiettivi di lungo periodo che si coniugano con obiettivi immediati, su quello che ognuno può fare hic et nunc. 


Il sesto: fare a Teano i primi passi di un cammino di rinnovata unità nazionale fondata su diritti di cittadinanza irrinunciabili - dalla sanità alla scuola al lavoro - che devono costituire limiti e paletti di qualunque forma di federalismo. Diritti che vanno estesi ai nostri nuovi concittadini, figli di immigrati nati in Italia, che vivono da sempre in Italia, ma sono considerati stranieri per un assurdo ed arcaico ius sanguinis. 


Il settimo: la festa. A Teano tanti artisti di fama nazionale si esibiranno nella tre serate dando all'incontro di Teano il calore della festa, dell'incontro tra culture diverse unite da ideali comuni. 


Questo ci aspettiamo dalle giornate di Teano e rivolgiamo un appello a tutti: chi può partecipi. La Nuova Unità d'Italia si costruisce dal basso, con il concorso di tutti gli uomini e le donne che amano questo paese.

Tonino Perna

giovedì 21 ottobre 2010

Italiani brava gente


La Finanziaria 2011 licenziata ieri dal Consiglio dei Ministri pone la definitiva pietra tombale sulla cooperazione italiana. Questo è quanto emerge dalle prime reazioni raccolte tra gli operatori del settore che, per l'ennesima volta, si trovano a denunciare il mancato rispetto degli impegni internazionali presi dal nostro paese.

Infatti, meno di un mese dopo l'Assemblea Generale dell'ONU dedicata agli obiettivi del millennio, il Governo ha deciso di tagliare del 45% i fondi dedicati alla cooperazione allo sviluppo dal nostro paese, raggiungendo il record negativo di 179 milioni di euro per il 2011. Una cifra - la più bassa degli ultimi 20 anni - cui devono essere ulteriormente sottratti circa 80 milioni di euro per le spese di gestione, lasciando meno di 90 milioni per le nuove operazioni sul terreno. Per dare una proporzione, l'Italia contribuisce alla lotta alla povertà per meno di un sesto  dei fondi annuali della famiglia internazionale Medici Senza Frontiere….."Di fatto il governo italiano con questa scelta si assume la responsabilità di lasciare milioni di persone a un futuro di fame povertà, pandemie come l’AIDS e la tubercolosi"
(articolo completo su Repubblica)


Pressato dalle esigenze di bilancio per lanciare il federalismo e dalla procedura per aiuti di Stato della Commissione Ue, il governo si appresta a cancellare parte delle esenzioni fiscali concesse alla Chiesa. La porzione più corposa, ovvero quella che ogni anno permette agli enti ecclesiastici di non pagare l'Ici per circa un miliardo di euro.(articolo completo su Repubblica)

Nota dell’amministratore del Blog: la regalia sarebbe dal 2005 al 2014 non meno di nove miliardi di euro, oltre le gia note regalie di cui parlai nel novembre 2009 (leggi il post).
Acclarata l’illegittimità di questi “aiuti di stato” alla chiesa, ritengo un atto di assoluta arroganza non interrompere immediatamente il privilegio da parte di questo governo, e un atto di sciaccallaggio chi continua ad usufruirne.

Ior, nuove verifiche dei magistrati Accertamenti su 2 operazioni sospette

Il tribunale del Riesame ha confermato oggi il sequestro preventivo dei 23 milioni di euro depositati su un conto del Credito Artigiano. "Stupore" del Vaticano per la decisione dei giudici. (articolo completo su Repubblica)

 

Conclusione : considerando che questo è il governo del “fare” direi che quanto sopra riportato di cose fatte o omesse ce ne sono e non hanno bisogno di miei ulteriori aggettivi.

 

Una citazione del Sub comandante Marcos recita..”siamo un popolo di sognatori e per questo siamo invincibili”.

Ieri ho ricevuto un SMS che diceva così: “ EMERGENCY e (*) ti ringraziano per il tuo prezioso sostegno a favore dell’ospedale di Goderich in Sierra Leone.  Aiutaci a promuovere l’iniziativa”


Manda un SMS al 45506




Loro la crisi
Noi la speranza

lunedì 11 maggio 2009

RESTIAMO UMANI

A tutti i dirigenti della Sinistra Italiana

Un secondo barcone di sventurati è stato respinto e ricondotto in Libia. Quanti erano? Non è importante. 100,… 20… ,…1, non ha importanza. sono stati violati dei diritti e a violarli è stato il governo del nostro paese. Questi diritti violati costeranno a povera gente che sfuggiva a guerre massacri e fame in alcuni casi tortura e morte. Ho fatto una carellata veloce e più o meno tutti i dirigenti della sinistra , con toni più o meno diversi, hanno parlato, scritto, condannato.
Non Basta!!! A fronte di questa infamia c’è un’esigenza precisa, ineludibile, che la sinistra dia una risposta unica e compatta antirazzista . Non possono esserci distinguo e non può essere una campagna elettorale che spegne il nostro sdegno.
Chiedo che questo appello venga raccolto e si concretizzi nel giro di poco tempo nella risposta della Sinistra italiana contro al razzismo, contro l’intolleranza e per ristabilire i diritti di asilo e di accoglienza.



PS. Chi condivide questa richiesta copi e incolli sul proprio blog il post senza aggiungere o togliere nulla. E’una richiesta minima ma di enorme significato. Facciamoci sentire tutti insieme in un’unica manifestazione o in cento città contemporaneamente.
Loris

Da Repubblica - (Audio) il dramma dalle carceri libiche

Da Repubblica - testimone nigeriano

Dall'Unità - Le leggi razziali ci sono gia

Dall'Unità - Berlusconi : no all'italia multietnica

Da La Stampa - La Cei: l'Italia è già multietnica
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Aggiornamenti

Ha aderito all'appello e rilanciato sul proprio blog Socialismo 2000 Cesare Salvi

Caro Loris, per quanto mi riguarda sulla pelle il sudore ha lo stesso colore. E non importa se il lavoratore sia bianco, nero o giallo lo sfruttamento che lo riduce schiavo è lo stesso, per questo sosterrò ogni iniziativa antirazzista.
Un caro saluto.
Oliviero Diliberto

Il sito di Nichi Vendola ha aderito e rilanciato l'appello

Il sito dei Socialisti Per la Rosa nel Pugno ha aderito e rilanciato l'appello


Caro Loris,condivido pienamente il tuo appello: i diritti umani sono universali e indivisibili; il nostro governo tratta queste persone peggio delle merci: paga la Libia per seppellirle nei Cpt in mezzo al deserto, strutture dalle quali in molti non sono mia più' usciti. Queste battaglie vanno condotte a prescindere dal consenso immediato che possono procurare: sono in gioco le ragioni stesse del nostro fare politica e la nostra stessa appartenenza al genere umano.
Un caro saluto,
Vittorio Agnoletto
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Ecco due momenti del presidio davanti la Prefettura di Genova promosso dall'Arci e da CGIL

martedì 24 febbraio 2009

PER GAZA

Ai primi di gennaio insieme ad altri blogger durante il massacro di civili a Gaza abbiamo lanciato la proposta di un gemellaggio tra Genova e Gaza. Più che un riconoscimento da un punto di vista formale la proposta partiva dall'esigenza di portare una sentita solidarietà alla popolazione di Gaza duramente colpita, in quei giorni, dall'invasione israeliana.
In questo periodo c'è stato un tessere di iniziative, un rapportarsi con le istituzioni e un individuare priorità e progetti più a lungo termine.
Esattamente con lo spirito con cui era nato in rete il "gemellaggio" oggi assume una caratteristica più calata sul territorio e dalla rete passa al mondo dell'associazionismo e del volontariato.
Cercherò di aggiornare sulle iniziative consapevole che questo sforzo è stato di tutti noi internauti.
Ecco la base sulla quale opereranno alcune realtà.
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“L'« Australe», la nave dell' amicizia fra i lavoratori italiani e il popolo del Vietnam è partita ieri da Ponte dei Mille per il porto di Haiphong. La giornata è stata dedicata a questa partenza. I lavoratori portuali hanno continuato la loro opera per tutta la mattinata, terminando d'imbarcare sulla nave, messa a disposizione dalla Cooperativa Garibaldi, il materiale offerto da numerose ditte italiane.”
Così iniziava il resoconto nella pagina della cronaca di Genova “IL LAVORO” domenica 18 novembre 1973.
Sulla nave Australe con le merci stipate per un Vietnam da ricostruire viaggiava il senso più profondo della solidarietà che parte dal basso che ha coinvolto oltre le ditte i lavoratori, gli studenti in maniera più ampia i cittadini non soltanto genovesi ma di tutta l’Italia che volevano dare un senso di vicinanza a un popolo che dopo anni di guerra tentava la strada di una ricostruzione.
Per molti della nostra generazione essere coinvolti in quella esperienza di solidarietà ha rappresentato al di la dell’appartenenza politica o religiosa un tangibile momento di protagonismo su quella che era allora la scena mondiale.
La fine del 2008 e l’inizio del 2009 ci hanno sbattuto in faccia una realtà che sicuramente va avanti da anni ma diventa sempre più intollerabile rimanere alla finestra facendo finta di niente. Il dramma della popolazione della striscia di Gaza.
Gli oltre 1000 morti di cui più di 300 bambini dell’ultimo scontro non saranno paragonabili come numero di vittime a ciò che succede o è successo in altre parti del mondo come in Congo e in Ruanda ma deve sicuramente essere un inizio per riprendere quelle fila di dignità che passano attraverso una condivisa e partecipata solidarietà.
L’associazione Franco Sartori, Il Circolo Autorità Portuale e Società del Porto, il circolo Tinacci e il circolo Lo Zenzero,tutte aderenti all’ARCI con la collaborazione della Onlus Music for Peace hanno deciso di patrocinare l’iniziativa nata in rete nei giorni del conflitto del gemellaggio tra Genova e Gaza promuovendo iniziative atte alla divulgazione del problema della striscia di Gaza e organizzando raccolte di materiali per un immediato sostegno agli abitanti di quelle zone.
L’auspicio più ampio è ovviamente quello di un percorso verso una pace giusta e duratura in quei territori che riesca a superare integralismi politici e religiosi mettendo in primo piano gli abitanti di quei territori quali protagonisti di un futuro di pace.
Le associazioni e circoli promotori di questa iniziativa inizieranno con delle iniziative territoriali aperte alla collaborazione di tutte le componenti politiche, religiose, associative dei territori che vorranno cimentarsi in questo che sarà soprattutto un processo partecipativo.
Nostra intenzione è quella di collaborare con gli enti pubblici che hanno già dimostrato sensibilità nei confronti di questo specifico problema e vogliamo ricordare in tal senso il Sindaco Vincenzi (la telefonata con la Morgantini) e la Regione Liguria che ha fatto un primo stanziamento di 50mila euro e facilitato la possibilità di aprire le strutture sanitarie, e in particolare il Gaslini a ricoveri per la cura soprattutto dei bambini così duramente colpiti nei giorni della guerra.
Un appello particolare sarà rivolto ai giovani e non tanto perché portino un contributo ma perché portino il contributo del loro coinvolgimento attivo al progetto della solidarietà e della Pace.

Associazione Culturale Franco Sartori
Circolo Arci Tinacci -
Circolo Arci Lo Zenzero
Circolo Autorità Portuale e Società del Porto
Unione Degli Studenti – Genova

In coordinamento con Music for Peace - Onlus

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