il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

Amicus Plato, sed magis amica veritas



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martedì 13 novembre 2012

Sciopero generale e mobilitazione europea

14 NOVEMBRE 2012

Sciopero generale e mobilitazione europea




Diritti e Servizi Pubblici

Un futuro per l'Europa



PER IL LAVORO E LA SOLIDARIETA'
NO ALL'AUSTERITA'
L'AUSTERITA' NON FUNZIONA!


Da molti anni il movimento sindacale europeo deplora le misure di austerità. Esse trascinano l'Europa nella stagnazione economica, fino alla recessione. Il risultato: blocco della crescita e disoccupazione in continuo aumento. I tagli a salari e protezione sociale sono attacchi al modello sociale europeo e aggravano disuguaglianze ed ingiustizia sociale.

Gli “errori di valutazione” del Fondo monetario internazionale (FMI) hanno avuto un impatto incalcolabile sulla vita quotidiana dei lavoratori e cittadini europei. Tutto ciò rimette in gioco l'intera base delle politiche di austerità. Il FMI si deve scusare. La Troika deve rivedere le sue richieste.

L'Europa ha un debito sociale, non esclusivamente monetario. E' stata promessa una ripresa che non è mai avvenuta. 25 milioni di europei non hanno lavoro. In alcuni paesi il tasso di disoccupazione giovanile oltrepassa il 50%. Il senso di ingiustizia è diffuso e lo scontento sociale sta crescendo.

E' NECESSARIO UN CAMBIO DI ROTTA VERSO UN PATTO SOCIALE EUROPEO

I sindacati europei chiedono un cambiamento di rotta. Le misure applicate non stanno funzionando, stanno invece distruggendo I nostri lavori e il nostro patrimonio sociale.

La Ces chiede un patto sociale per l'Europa, con un vero dialogo sociale, una politica economica che stimoli occupazione di qualità, la solidarietà tra paesi e la giustizia sociale.

I lavoratori stanno pagando a caro prezzo crisi e misure di austerità, mentre il mondo della finanza e gli speculatori continuano a prosperare.

Poniamo fine alla frode fiscale, ai paradisi fiscali e alla competizione fiscale tra paesi. La tassa sulle transazioni finanziarie deve contribuire a riparare I danni del capitalismo senza regole.

PER IL LAVORO E LA SOLIDARIETA' NO ALLE DISUGUAGLIANZE SOCIALI

Noi rifiutiamo:

- lo smantellamento della protezione sociale;

- l'aumento della flessibilità del mercato del lavoro;

- la privatizzazione dei servizi pubblici;

- la pressione al ribasso sui salari;

- la diminuzione delle pensioni;

- la deregolamentazione degli standard sociali;

- l'esclusione sociale;

- la crescita delle disuguaglianze;

- l'attacco alla contrattazione collettiva e al dialogo sociale.

Noi proponiamo:

- una governance economica al servizio della crescita sostenibile e occupazione di qualità;

- giustizia economica e sociale attraverso politiche di redistribuzione, tassazione e protezione sociale;

- una garanzia occupazionale per i giovani;

- un'ambiziosa politica industriale europea orientata verso un'economia verde e a basse emissioni di carbonio e verso settori rivolti al futuro, con opportunità di occupazione e crescita;

- l'intensificazione della lotta contro il dumping sociale e salariale;

- la condivisione del debito attraverso gli Eurobond;

- l'effettiva applicazione di una tassa sulle transazioni finanziarie per combattere la speculazione e agevolare politiche di investimento;

- l'armonizzazione della base fiscale con un tasso minimo per le imprese in Europa;

- uno sforzo determinato per combattere l'evasione e la frode fiscale;

- il rispetto per la contrattazione collettiva e il dialogo sociale;

- il rispetto dei diritti sociali e sindacali fondamentali.










martedì 21 agosto 2012

Morte di Angelo Di Carlo, uno di noi.


Ci sono storie che hanno la capacità di attaccarsi alla pelle. La morte di Angelo Di Carlo, è una di queste storie. Un ulteriore assassinio consumato sull’altare di chi ha premeditatamente e costantemente precarizzato il nostro mercato del lavoro rapinandoci di un diritto al futuro per noi e per le generazioni a venire.
Angelo si è dato fuoco davanti Monte Citorio, stanco di un lavoro e una vita precaria.

In quei 160 euro che ha lasciato nello zainetto, quali eredità per il figlio, sta tutta la cifra del muro contro il quale Angelo è andato ad infrangere le proprie speranze.
E’ un altro tragico capitolo di quella che è una lotta di classe: da una parte i lavoratori impegnati a difendere il diritto al lavoro e dall’altra chi attraverso la precarizzazione cerca di guadagnare più possibile proprio sulla pelle degli altri, giocando o sulla pelle dei lavoratori o su quella dei loro familiari  come stiamo scoprendo in questi giorni a Taranto.

Ho apprezzato molto la proposta provocatoria di Checchino Antonini di cambiare nome a Piazza Monte Citorio per chiamarla “Piazza Angelo Di Carlo, uno di noi” e uscendo dalla provocazione credo che una risposta l’aspetti non solo Angelo Di Carlo ma tutti quei lavoratori che si sono sentiti e si sentono calpestati ormai quotidianamente nei più basilari diritti.


Rilancio la proposta del cambio di nome a piazza Monte Citorio, condividete, copiate, rilanciate a vostra volta la proposta. Non facciamo cadere nell'oblio il sacrificio di "Uno di Noi"

ps. Mi è stata segnalata da Checchino Antonini questa lettera che parla di Angelo e che è stata pubblicata sulla bacheca di fb di Checchino

Ciao Checchino.
Ho 30 anni e lavoro in un telegiornale. Ho saputo solo oggi della morte di ANGELO DI CARLO. Scrivo il suo nome in maiuscolo, perché credo che sia un esempio. Un esempio che si è spento per illuminare delle menti che, per la maggior parte dei casi, rimarranno al buio. Non ho mai scritto una mail di questo tipo ma sono rimasto veramente scioccato dal fatto che un evento del genere 
non abbia avuto una risonanza in questo paese di ‘tronisti e veline’ come lo definisce un mio amico. Tutti impegnati a comprare cose con soldi che non hanno, e io che mi sento felice per aver adottato un gattino. Un paese che viene dalla terra e che ora vive in aria, in mezzo a tanti sogni di ricchezza profumati di champagne e di Paco Rabanne.
Ebbene, per la prima volta voglio esprimere il mio schifo, verso tutto questo. E la mia ammirazione e le mie lacrime verso una persona che non conoscevo ma il cui gesto mi ha fatto riflettere molto. Un gesto di disperazione, di ribellione contro una casta che ci governa. Io provo, provo e riprovo sempre a slegarmi per quanto posso da questo mondo di ‘tecnici’, di esperti che riducono la gente sul lastrico.
Oggi voglio esprimere la mia opinione. Scrivo a te e spero VIVAMENTE che tu possa in qualche modo girare queste parole al figlio di Angelo. Io ho un padre, un lavoro e tutto quanto posso chiedere per la mia felicità. Ma se avessi avuto Angelo Di Carlo come padre ne sarei stato fiero. Quindi a te, figlio di Angelo, dedicherò i miei pensieri stasera. A te e a tuo padre, il cui gesto è stato visto da tanti, che come lui seguono un’altra strada.

Un abbraccio forte

Fabiano Franchitti 

link 
Piazza Angelo Di Carlo, uno di noi

l'incubo della nostra repubblica


sabato 7 luglio 2012

Ho trovato un miliardo e duecento milioni di euro (1.200.000.000) per garantire dei servizi




CON PIU’ DI UN MILIARDO E DUECENTO MILIONI DI EURO (1.200.000.000)


Quanti letti di ospedale si possono mantenere?

Quanti servizi sanitari si possono ancora erogare?

Quanto stato sociale può essere ancora mantenuto a tutela soprattutto delle categorie più deboli e bisognose di quell’intervento solidale privilegio di quei paesi definiti “CIVILI”?



Questa cifra sarebbe già disponibile e pronta ad intervenire evitando per lo meno una parte dei tagli previsti da quella sciagura della spending review del governo Monti.

Si tratta della quota dell’8 per mille che gli italiani già destinano forzatamente a soggetti diversi e in particolare : Stato, Chiesa Cattolica, Unione italiana delle Chiese avventiste del 7° giorno, Assemblee di Dio in Italia, Unione delle Chiese metodiste valdesi, Unione delle comunità ebraiche italiane, Chiesa Evangelica Luterana in Italia. 

Considerando che quella che è stata messa in campo dal governo è una vera e propria “Soluzione finale” dello Stato sociale, con la gasificazione di diritti, come quello alla salute o quello alla giustizia e la salvaguardia di una ristretta razza eletta di speculatori finanziari e bancari, non si comprende perché continuare a subire questo prelievo forzoso destinato alle confessioni formalmente per opere di “beneficenza” e emergenze umanitarie.


La cifra in realtà è allo stato attuale assai più consistente in quantto è stato preso a riferimento il dato dei redditi 2006, ripartiti nel 2010 (1.149.289.469 euro)(1). Anche in questo caso la considerazione che verosimilmente non si discosta dalla realtà è che l’8 per mille ha subito una lievitazione naturale aumentando progressivamente e costantemente.

Credo che a questo punto, ai soggetti beneficiari possa essere destinato, come alle ong e a tutti quegli organismi del terzo settore che si occupano di volontariato il 5 per mille su base volontaria.

In un paese civile, le tasse servono per garantire i servizi, servono per garantire lo “Stato sociale”. Non è accettabile sotto ogni profilo una maggiore imposizione e ulteriori tagli ai servizi.
La cura dei bisogni di tutti i cittadini indipendentemente dal credo viene prima della cura di qualsiasi anima, cattolica luterana o ebrea che sia.
Con la stessa voracità dimostrata nell'aggredire diritti, risparmi e guadagni degli italiani siano immediatamente rivisti gli accordi e le convenzioni con gli organismi religiosi.
Loris

domenica 1 luglio 2012

e l'Italia giocava alle carte e parlava di calcio nei bar....




…Non c’è cosa più amara di un flash, un deja vu, un…ma questa cosa si è già vista.



Era il 15 luglio 1948 e su tutto il territorio nazionale a seguito dell’attentato all’onorevole Togliatti era esploso più di un malcontento, era esplosa la rabbia della “Resistenza tradita” erano ricomparse le armi nascoste dai partigiani era insorto il movimento dei lavoratori.


Bartali al tour de France in due strepitose tappe , con la benedizione del papa e l’incoraggiamento di De Gasperi riconquista la maglia gialla sul francese Bobet. Il giornaleradio aprì i servizi con la vittoria di Bartali al tour de France…. Dell’occupazione delle fabbriche, dei tram saldati alle rotaie…. Dello scontro sociale e politico……. Ritornò la calma e la presunta “pace sociale”.

Sono passati pochi giorni dall’approvazione alla camera di quella riforma del lavoro così cara alle banche e ai poteri forti economici che si alimentano della macelleria sociale e del lavoro degli altri, tra pochi minuti inizierà la finale tra Spagna e Italia, ma già nella semifinale inconsapevolmente Balotelli ha provveduto ad edulcorare gli effetti negativi del voto alla Camera… 


Si è un deja vu... e gli italiani sono uno strano popolo.

La partita è iniziata...in fondo se domani avremo un po più di disoccupazione e un po di servizi in meno anche se non dovesse andar bene la finale..... resta una nazionale che è arrivata in finale. 








PS. Per onestà intellettuale e storica bisogna ricordare che furono gli stessi dirigenti Comunisti , Togliatti dal letto di ospedale, e dirigenti della CGIL (Di Vittorio) che si adoprarono affinche la situazione non degenerasse ulteriormente.

venerdì 29 giugno 2012

Strozzinaggio di Stato



Viviamo in uno Stato in cui è stato legiferato contro l’usura.
Viviamo in uno Stato in cui si sta legiferando affinchè lavoratori, si trovino nelle analoghe condizioni di chi cade vittima dell’ usura.
Nella riforma del lavoro voluta dal ministro Fornero , oltre ai più conosciuti attacchi alle tutele dei lavoratori come nel caso dell’art.18 , spicca per la sua iniquità e per le possibili ripercussioni, il trattamento riservato al popolo delle “Partite IVA”.
Negli ultimi anni a causa della perdita di posti di lavoro, e della mancanza di stabilizzazione, dovuta a tutte quelle forme contrattuali che determinano una precarietà a tempo indeterminato, molti soggetti hanno fatto la scelta dell’apertura di una Partita Iva nella speranza di poter, attraverso le proprie capacità, comporre un reddito che possa rispondere alle attuali esigenze di vita.
E’ inevitabile che più la massa di questi lavoratori si è allargata e più bassa risulta la capacità reddituale.
Prendiamo in esame chi ha una Partita IVA e non è iscritto a nessuna cassa previdenziale professionale , per cui, il riferimento contributivo è unicamente la “gestione cassa separata dell’INPS”.
Le contribuzioni sociali sono finalizzate prevalentemente al conseguimento, a fine lavoro di una pensione che accompagni nella vecchiaia un lavoratore.
Con l’attuale sistema il lavoratore autonomo, legato alla “gestione cassa separata” nell’ipotesi di un pensionamento “domani” percepirebbe poco più di 500 euro.
I versamenti contributivi servono anche per garantire una rete di ammortizzatori sociali che intervengano nei così detti momenti di crisi.
Per il lavoratore autonomo legato alla “gestione cassa separata” questi ammortizzatori sociali sono praticamente inesistenti. Non esiste neanche una indennità di malattia che intervenga nel caso in cui il lavoratore è impossibilitato a produrre reddito in quanto malato.
Se già risulta una enormità l’aumento che ci fu con la finanziaria del 2007 voluta dall’allora ministri Bersani e Visco da circa il 21 al 27% , il voler portare l’aliquota al 33% risulta un crimine contro i lavoratori e contro il lavoro, una autentica azione di sciacallaggio nei confronti di lavoratori.
La finalità rapace è evidente nel momento in cui non vengono resi i servizi che vengono corrisposti ad altri lavoratori con analoga aliquota contributiva e con maggiori garanzie di continuità nel lavoro.
Il sistema di strozzinaggio invece avviene direttamente attraverso il sistema degli acconti, per cui se io quest’anno ho una base di conteggio 10, l’anno prossimo non posso permettermi minori incassi di quel 10 perché l’acconto richiesto si insinuerà nel totale delle minori entrate, indebitando e rendendo spesso il contribuente moroso in quanto impossibilitato a far fronte di un onere che materialmente non ha. Di li alle cartelle di equitalia il passo è breve e i pignoramenti le aste e i fallimenti personali diventano una costante nei confronti di lavoratori che non hanno tutele ne sindacali ne lobbistiche.
Altro aspetto della riforma Fornero, sul tema specifico, è l’individuazione delle “finte partite IVA” che ha come discriminante il livello di “guadagno” dallo stesso committente nell’anno solare. E’ stomachevole riscontrare come, dopo che è stato precarizzato il mercato del lavoro, con la frammentazione delle professionalità, e l’abbattimento dei costi per i committenti nella marea di contratti dalla tipologia diversa, oggi si convogli centinaia di migliaia verso una zona di non lavoro perché il lavoro “NON E’ UN DIRITTO” ma un privilegio che macellai sociali dispensano, ma soprattutto tolgono ad intere generazioni di lavoratori.
Questa riforma se non interverranno fatti nuovi sarà un autentico genocidio sociale.

Loris

propongo di trovare forme di coordinamento per dare delle risposte nel più breve tempo possibile
per contatti   mail : indemocrazia@yahoo.it 

link utili : corriere della sera

giovedì 31 maggio 2012

16 Giugno la meglio gioventù in Piazza



E’ ancora il tempo di prendere la parola
Il comitato “Il nostro tempo è adesso” le reti, le associazioni, i movimenti, le singolarità che avevano organizzato e promosso il percorso di mobilitazione de “La meglio gioventù” scenderanno in piazza il prossimo sabato 16 Giugno.
La manifestazione si sarebbe dovuta tenere sabato 26 maggio, ma è stata posticipata per aderire e partecipare al corteo delle studentesse e degli studenti di Brindisi “IO NON HO PAURA”. Il 26 maggio volevamo essere e siamo stati a Brindisi: La meglio gioventù era nel capoluogo pugliese colpito dall’attentato alla scuola Morvillo-Falcone.
Annunciamo la manifestazione per il 16 Giungo proprio oggi che è stata approvata al Senato con soli 4 voti di fiducia la riforma del lavoro. Una riforma che truffa e offende i giovani e i precari.

Nessuna delle promesse che avevano accompagnato la riforma è stata mantenuta:
non c’è stata nessuna riduzione dei contratti precari mentre l’innalzamento delle aliquote per i parasubordinati ne determinerà un impoverimento di fatto;
non è stata prevista nessuna estensione dell’indennità di disoccupazione per i precari che si beccano invece la beffa dell’ “una tantum”, un’ammissione di colpevolezza che dice “dovrei, ma non voglio”.
E l’inganno continua con le dichiarazioni di queste ore.
Ancora, in nome dei giovani, il Presidente Monti rivendica una riforma che scaraventerà i professionisti con partita iva in un presente e un futuro di povertà e che lascia soli i circa 4 milioni di precari del nostro paese: per loro, se il contratto scade, nessun reddito né welfare ma solo, per chi può, l’aiuto delle famiglie, anche di quelle sempre più povere.
Tutto questo in un paese in cui sale al 36% la disoccupazione giovanile (Istat); in cui un ragazzo su 6 cade in povertà quando rimane senza lavoro (Banca d’Italia); in cui più giovani e istruiti lasciano il paese per cercare opportunità altrove ed il paese tutto è trascinato nella precarietà e nella povertà: nessuno si salva, né giovani né anziani, né precari né pensionati.
Il pomeriggio e la sera di sabato 16 Giugno, a partire dalle 18.00, racconteremo dei nostri talenti, dei mestieri, della creatività e della vita delle giovani generazioni e del nostro paese ma denunceremo anche la sistematica marginalizzazione e lo sfruttamento proprio di quelle risorse che potrebbero salvare l’Italia e il futuro di tutte e tutti noi.
 Racconteremo di come le politiche di austerity di questo Governo rappresentino un invito alla fuga, ma racconteremo anche che quelle politiche e quell’invito funesto noi lo respingiamo. Restiamo qui, per riprenderci la nostra vita e il notro paese. L’invito ad andarsene va rivolto non a chi potrebbe salvare l’Italia, ma a chi la sfrutta, la deprime e la impoverisce.

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giovedì 17 maggio 2012

La meglio gioventù del nostro tempo.

appello con le prime adesioni per manifestazione il 26 maggio.
Per aderire, la mail è lavitanonaspetta@gmail.com


La meglio gioventù del nostro tempo.


Sostiene questo Paese con idee, desideri, progetti, volontariato, azioni concrete, scopre nuovi mondi e inventa il futuro. Eppure è sempre disoccupata, in cerca di lavoro, precaria, senza stipendio.

Studia per dare il meglio di sé e migliorare le vite di tutti e di tutte, ma una volta laureata è costretta ad andarsene.

E' composta da giovani donne che vivono in un Paese ancora a misura di vecchi modelli maschili, giovani donne che non trovano alcuna opportunità.

Produce ricchezza e non ha niente in cambio: i giovani operai perdono il lavoro; i piccoli imprenditori sono costretti a chiudere l'attività.
Lavora ma in nero e sul lavoro rischia la propria vita e a volte la perde, perché non ci sono tutele e perché allo Stato e alle imprese spesso non interessa investire in sicurezza.
L'arricchiscono ragazzi nati in Italia da genitori immigrati in Italia e che non sanno se in futuro saranno riconosciuti italiani.

Questa è la meglio gioventù del nostro tempo, la gioventù che detiene in Europa il primato come Neet, l'acronimo in cui si ingabbia una generazione a cui non viene riconosciuto quel che già fa o che non può più

studiare, lavorare, che non ha mai avuto l'opportunità di contribuire al cambiamento del proprio Paese, mentre la disoccupazione giovanile sfiora il 36%.

In nome di questa generazione il Governo Monti propone una riforma sbagliata, una truffa per tutti e in primo luogo per i giovani. In nome di questa generazione le politiche di austerity del Governo e della BCE cancellano il futuro di tutti, perpetuando lo stesso modello che ha alimentato le disuguaglianze, che ci ha condotto alla crisi economica e al fallimento di un intero continente.
Il disegno di legge sul mercato del lavoro presentato dal governo non risponde ai problemi principali che affliggono la vita di una generazione intera:
- lascia intatta la giungla delle 46 forme contrattuali, comprese quelle che il Governo aveva annunciato di voler eliminare;
- non estende gli ammortizzatori sociali, visto che l'assicurazione per l'impiego lascerà fuori buona parte dei lavoratori precari;
- non prevede nessuna forma di reddito minimo;
- scarica l'aumento di costo dei contratti a progetto sulle buste paga dei collaboratori;
- rappresenta una beffa per le reali partite iva che dovranno pagare di tasca loro l'aumento dei contributi.

Le tante promesse del Governo non sono state mantenute, così i giovani sono diventati il pretesto per precarizzare chi ha ancora un contratto stabile, altro che tutelare i precari!

Si è cercato, in questi anni, di dividere i padri dai figli, le madri dalle figlie, i "garantiti" dai "non-garantiti". Noi pensiamo che ci siano oggi, come ieri, i ricchi e i poveri, chi vive di sfruttamento e speculazione e chi vive
di lavoro. Per questo vogliamo mobilitarci assieme ai nostri padri e alle nostri madri, perché vogliamo unire due generazioni nella difesa dei diritti e nella lotta contro la precarietà, perché non è vero che non c'è alternativa alla disperazione attuale. I suicidi di questi giorni ci parlano di questo: quando si parla di "salva Italia" bisognerebbe pensare a quelle vite spezzate e alle tante solitudini che la precarietà e le disuguaglianze hanno creato.
La precarietà non è un'emergenza del mercato del lavoro, è il più grande attacco alla democrazia italiana degli ultimi decenni. La precarietà significa essere costretti a sopravvivere e si manifesta nella fotografia del
diritto allo studio negato, delle scuole che crollano, dell'aumento delle tasse all'università, dell'impossibilità di scioperare o dire no di fronte a un sopruso sul lavoro, di non poter amare la nostra compagna o il nostro compagno, di pagare un affitto o comprarsi una lavatrice ed essere indipendenti, così come lo sono i giovani nel resto d'Europa.

Per noi la precarietà è il messaggio che da vent'anni una classe dirigente ci trasmette: andatevene. Noi vogliamo restare, cambiare le nostre vite e dare un presente al nostro Paese.

Vogliamo poter dire che il nostro problema è la precarietà e l'impossibilità di costruirci un futuro. Ancora prima del posto fisso e dell'articolo 18, ci interessa costruire un paradigma diverso, un altro modello di sviluppo e un welfare diverso, che ricomponga le sue basi sui principali diritti di cittadinanza.

Abbiamo proposte migliori di quelle del Governo. Noi chiediamo di investire su Università e Ricerca, di riconvertire ecologicamente il nostro sistema industriale per creare buoni e nuovi posti di lavoro.
Chiediamo un modello di welfare universale, finanziato dalla fiscalità generale e da una patrimoniale che colpisca chi finora non ha mai pagato la crisi: rendite parassitarie, profitti finanziari, grandi capitali. Un welfare che si faccia promotore e fattore di crescita, personale prima che economica, e insieme garanzia di diritti e tutele.


Chiediamo che venga bandita sul serio la truffa della precarietà.

Ad un lavoro stabile deve corrispondere un contratto stabile e i diritti fondamentali devono essere estesi a tutte le forme di lavoro: l'equo compenso, il diritto universale alla maternità/paternità e alla malattia, i diritti

sindacali, il diritto ad una pensione dignitosa, la continuità di reddito nei periodi di non lavoro, la formazione continua.



Chiediamo infine un reddito minimo, fatto di sussidi e servizi, per garantire la dignità della vita e del lavoro com'è in tutti i paesi europei (e come definito nella risoluzione del Parlamento europeo 2010/2039, approvata a larghissima maggioranza il 20 ottobre scorso).



E' necessaria una grande mobilitazione contro la precarietà, per il reddito, per i saperi e per l'estensione dei diritti e delle tutele: per un Paese diverso e per una nuova idea di cittadinanza, fuori e dentro il lavoro.
L'alternativa è il cambiamento, non il mantenimento di pochi diritti e o la versione soft ma non meno triste della precarietà.
Vogliamo un altro Paese e un'altra politica. E vogliamo dirlo noi, non lasciamo più che siano altri a farlo.

Scendiamo in piazza il 26 maggio.
 Per riprenderci il nostro Paese.

Noi, la meglio gioventù del nostro tempo precario.



Il nostro tempo è adesso. La vita non aspetta - www.ilnostrotempoeadesso.it
Errori di Stampa - erroridistamparm.blogspot.com
Diversamente occupate - diversamenteoccupate.blogspot.com
Associazione Nazionale Archeologi www.archeologi.org
Iva sei partita ivaseipartita.blogspot.com
VI Piano - Praticanti e giovani Avvocati
ADI - Associazione dottorandi e dottori di ricerca Italiani - www.dottorato.it
Associazione H2 - Soluzioni per il mondo che verrà - www.associazioneh2.it
TILT! - www.tiltcamp.it
Giovani non più disposti a tutto-CGIL - www.nonpiu.it
Rete della Conoscenza - www.retedellaconoscenza.it
LINK Coordinamento Universitario - www.coordinamentouniversitario.it
Unione degli Studenti - www.unionedeglistudenti.net
Unione degli Universitari - www.unionedegliuniversitari.it
Rete degli studenti medi - www.retedeglistudenti.it
CPU (Coordiamento Precari dell'Università) -coordinamentoprecariuniversita.wordpress.com
Popolo Viola - www.violapost.it
ARCI - www.arci.it
European Alternatives - www.euroalter.com/IT
Atipici Radio Rai
Associazione daSud - www.dasud.it
Nidil CGIL - www.nidil.cgil.it
Libertà è Partecipazione - libertaepartecipazione.tumblr.com
Donne che si fanno sentire - donnechesifannosentire.wordpress.com
Associazione 20 maggio - www.tutelareilavori.it
Coordinamento precari conoscenza FLC CGIL - www.flcgil.it
Associazione di promozione sociale SCOSSE
Agenquadri - www.agenquadri.it
Lavoro&Welfare
Giovani - www.lavorowelfare.it
Prismanews - www.prismanews.net
Giovani democratici - www.giovanidemocratici.net
Giovani di Valore - Idv - www.giovanidivalore.it
Giovani Comunisti - www.giovanicomunisti.it
Fgci - www.fgci.it
Sinistra Ecologia Libertà - www.sinistraecologialiberta.it

link utile http://lamegliogioventu.org/
a sinistra  ha aderito

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martedì 27 marzo 2012

Cina Italia 0 - 0

Zero diritti


"(AGI) - Seul, 27 mar. - Il presidente cinese, Hu Jintao, e' pronto a scommettere sulla 'nuova Italia'. Alla vigilia del viaggio in Cina del premier Mario Monti, Hu Jintao ha esortato la business community della Cina ad investire nel nostro paese."


Sarà forse che gli imprenditori cinesi improvvisamente trovano interesse per gli investimenti nel mercato italiano perchè il livello dei diritti dei lavoratori italiani si sta sempre più, grazie proprio a Monti e Fornero, avvicinando al livello dei diritti dei lavoratori cinesi?



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domenica 25 marzo 2012

Il prezzo dell’illegittimità.


La legge è uguale per tutti, ma per alcuni è più uguale degli altri
 …è da quando il cdm ha presentato quello che sarà un ddl sulla riforma del mercato del lavoro, e in particolare, la parte che riguarda l’art. 18, che con insistenza mi pongo un quesito : “quale potrà mai essere, se ci sarà mai, un limite al prezzo dell’illegittimità?”
Potrà sembrare una domanda ingenua, ignorante per chi del diritto non ha fatto il suo lavoro, ma penso che eticamente qualche fondamento l’abbia, si, direi proprio che ne ha pieno titolo.
Il disquisire sull’articolo 18 per la sua particolarità non ha mai trattato la legittimità del licenziamento, perché di questo l’aricolo 18, ovviamente non parla,  ma, il concetto sul quale si va  a legiferare è se considerata l’illegittimità del licenziamento si può risolvere il contenzioso con un indennizzo a fronte della comunque perdita del lavoro. Non voglio entrare nel tecnicismo di ciò che è stato elaborato da questo governo, in diritto il “principio” è quello che fa fede.
Altri sono stati i casi in cui era un prezzo a sanare l’illegittimità, i numerosi condoni, vertevano spesso e volentieri su questo principio, con la discriminante che della possibilità di usufruirne, normalmente erano tutti i cittadini interessati, mentre nel caso dell’art.18 la distinzione tra lavoratori e padroni è un dato di presa di coscienza imprescindibile.
Potranno quindi legittimarsi attraverso prezziario altri comportamenti ad oggi perseguiti per legge e magari sanzionati con il carcere? Se questi comportamenti poi, coinvolgono come nel caso dell’art. 18, poteri economici forti, potranno coinvolgere poteri economici molto forti come il crimine organizzato e quindi pagare un prezzo per i comportamenti illegittimi?
Bisogna riconoscere la particolarità Italiana, si legittima ciò che è illegittimo, i buoni diventeranno i cattivi e i pii diventeranno peccatori. Strano il concetto di “Stato”, ma prima ci voleva un Berlusconi per ridurre l’Italia nelle stesse condizioni di un pugile suonato, con i suoi ricorsi al tentativo di Leggi a personam e l’utilizzo della sua posizione per trarre benefici di varia natura, poi quando il pugile sonato non può più reggere, ecco il cavaliere della valle solitaria super-Mario,che legifera sulla base del consenso della BCE e dell’FMI calpestando insieme al coccodrillo di palazzo Chigi oltre mezzo secolo di lotte per i diritti della stragrande maggioranza dei lavoratori italiani.
Loris

ps. si stanno preparando per sottrarci la sovranità nazionale dandola in pasto ai banchieri e agli speculatori finanziari con la clausola del "pareggio di bilancio in Costituzione"




Certo bisogna farne di strada 
da una ginnastica d'obbedienza 
fino ad un gesto molto più umano 
che ti dia il senso della violenza 
però bisogna farne altrettanta 
per diventare così coglioni 
da non riuscire più a capire 
che non ci sono poteri buoni 
da non riuscire più a capire 
che non ci sono poteri buoni.

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lunedì 5 marzo 2012

Per il coccodrillo andate direttamente allo zoo








Sulla settimana enigmistica compariva spesso una vignetta con su scritto....



"SENZA PAROLE"

Anche se le parole potrebbero uscire a fiumi





















venerdì 24 febbraio 2012

30 anni e io...? Riflessioni di una giovane lavoratrice nel giorno del suo compleanno

…Capita che attraverso la rete ci accorgiamo del compleanno di qualche amico/a. Ieri sera mi sono soffermato sulle parole di una giovane amica nel giorno del suo trentesimo compleanno. 
In questi giorni di ministri incapaci di attivare il cervello prima di mettere in moto la lingua le parole di questa giovane lavoratrice, nella sua disarmante semplicità, sono arrivate come un pugno nello stomaco. 

Credo sia doveroso che trovino la massima pubblicità
 Al blog e al breve testo si accede ciccando sull’immagine sottostante .

Buon Compleanno Desirée

Loris

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mercoledì 22 febbraio 2012

Europe Rise Up - Che il lavoro difenda la democrazia


E’ di pochi giorni fa l’accorato appello di Mikis Theodorakis a sostegno del popolo greco, per la difesa della libertà e della democrazia contro la dittatura delle banche, dei politici corrotti e dell’euro, che diversi segnali ci rendono evidenti come questi cavalieri dell’apocalisse prendano sempre più forma e concretezza nei rappresentati dei governi europei che saccheggiano le risorse dei ceti più deboli mantenendo l’immunità nei confronti di banche e di evasori fiscali che hanno generato le voragini nei conti pubblici. 
L’assalto alla democrazia trova oggi, in alcune note di agenzia, la sublimazione nella possibilità che il voto in Grecia possa essere posticipato in quanto il popolo non sarebbe nel periodo attuale in grado di percepire i segni positivi di una manovra “lacrime e sangue”. Considerazione semplicemente infame! 
Privare il popolo di esprimere attraverso il voto la propria volontà. 
Che ciò poi avvenga in quella che fu la culla della democrazia è quanto di più riprovevole si possa manifestare cogliendo quanta ipocrisia alimenti dibattiti e valori su cui fondare le origini della cultura stessa europea. 
Ma se Atene piange Roma non può sicuramente ridere. 
Già le volgarità della rappresentante degli industriali italiani sarebbe sufficiente a risposte dure senza possibilità di replica, industriali che hanno utilizzato la cassa integrazione per tutelare i loro profitti a scapito di tutta la comunità, e non casualmente la Marcegalia si premura di non voler toccare per ora lo stato attuale della cassa integrazione, per voler continuare a infilare le mani in quell’istituto dando dei ladri e fannulloni a coloro che quel “capitale” ha materialmente prodotto, rompendosi il fondoschiena quotidianamente, versando sistematicamente i contributi vedendo allontanare sempre di più il meritato riposo a fine di una vita lavorativa. 
A prestare sponda al padronato (riappropriamoci del lessico corretto) interviene il ministro Fornero, che si permette un bieco aut-aut (prendere o lasciare) sul tema del mercato del lavoro e sulla liberalizzazione del licenziamento “ingiustificato” e discriminatorio. 
Se facciamo la semplice considerazione che questo governo non è espressione di libero voto, che nell’ipotesi che si potrà (se ce lo concederanno) andare a votare tra un anno, lo si farà con la probabile candidatura alla presidenza della Repubblica dell’attuale premier Monti, le ragioni per temere per la tenuta democratica del nostro paese ritengo sia reale e evidente. 
Nuovamente si sta movendo il movimento degli indignados prospettando una ulteriore giornata di lotta internazionale, nuovamente ribadisco che la soluzione non è più possibile ritrovarla negli ambiti nazionali, perché a livello internazionale vengono dettate le regole di questa politica capitalista. Sollecito, e invito tutti coloro che saranno in grado di farlo ad accompagnare questa sollecitazione, affinché sia il movimento dei lavoratori europei a manifestare contro queste politiche inique e antidemocratiche attraverso la rete dei sindacati europei.
Loris


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