il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

Amicus Plato, sed magis amica veritas



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venerdì 2 maggio 2014

Da dove vengono gli 80 euro di Renzi


La copertura degli 80 euro ce la mettono i precari.
Banalmente ma inesorabilmente quel bonus di 80 euro destinato a una parte di lavoratori lo sborseranno quelli che come me il lavoro lo hanno precario e generosamente definito atipico.
Ad oggi  ogni centesimo che andrà a coprire la cifra degli 80 euro e che verrà prelevato dai servizi, sanità per prima, vorrà dire prelevarla come mancato servizio o come rincaro del servizio, a quelle centinaia di migliaia di partite iva o a tutte quelle figure contrattuali che fanno riferimento alla “gestione cassa separata dell’INPS”.
Oltre a continuare ed alimentare la precarizzazione del lavoro si colpisce quindi chi è già debole e paga il prezzo più alto della crisi in atto.
Al coraggio di una vera patrimoniale che colpisca chi ha accumulato senza investire nel futuro di questo nostro Paese, si preferisce la vigliaccata del prelievo indiscriminato attraverso i tagli dei servizi.
Vogliamo lavoro e che non sia precario. Vogliamo che sia data piena attuazione alla nostra Costituzione e non che sia stravolta affidando il tutto a "la ruota della fortuna" . Vogliamo che le riforme istituzionali non vengano concordate con un delinquente!
Loris



giovedì 14 novembre 2013

Come farmi incazzare di prima mattina

Squilla il telefono….. siamo della ipsos di milano e vorremmo farle una intervista su temi di attualità. Ovviamente accetto il gentile invito anche perché di cose da dire ne avrei molte.
Dopo i dati sul titolo di studio e l’età la prima domanda:
…Lavora?  “sono un lavoratore autonomo, la mia partita iva è aperta ma non ho lavoro”
Come ha votato alle precedenti elezioni Sinistra dest…..?  “SINISTRA”
Come considera l’operato del Governo da 1 a 10?…”lo zero non c’è?”  No “1meno“
….è qua cominciano i balletti in quanto le domande non si comprendono che soggetto hanno.
Come giudica la lotta all’illegalità?…. “Nel momento in cui un delinquente continua a sedere nei banchi del Senato praticamente inesistente. Voto 1”
La proposta di indulto e amnistia?…… “ Dipende dai reati (ovviamente sto pensando che chi ha frodato il fisco col cazzo che debba usufruire di amnistie o indulti)….”
Sull’abolizione del reato di clandestinità?……”Il governo in questo senso non ha fatto niente!, ovvio che sono d’accordo ma il governo in questo da 1 a 10 è sottozero”
Sulla proposta di impedire che aziende straniere acquisiscano aziende italiane?…….

È qua inizia la rottura…..”…senta, nonostante il mio diploma trovo le vostre domande piuttosto capziose. Considerando l’operato del governo Letta trovo che state ponendo le domande in modo che le risposte esprimano il contrario del mio pensiero”……Interrompiamo…buongiorno click

Loris

martedì 17 settembre 2013

Lezioni sulla Costituzione - 2 (Calamandrei)


In questa Costituzione [...] c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre glorie: son tutti sfociati qui negli articoli.
Piero Calamandrei,


mercoledì 4 settembre 2013

8 settembre - si ricostruisce partendo dalla Costituzione

Settembre si apre con diversi appuntamenti politici e con grandi elementi di riflessione sul nostro futuro politico.

1) prima considerazione è sulle dinamiche che si stanno delineando in casa PD, dove, passate le buriane dei 101 infedeli, il governo col partito di proprietà di un pregiudicato per reati fiscali, le tensioni sul dilemma se anche chi delinque debba avere più o meno agibilità politica, orbene, il quadro dirigente di questo partito, evidentemente alle prese con la canna del gas, si ricompatta, quale salvifica soluzione condivisa, sulla figura di Matteo Renzi

2) Altro nodo cruciale, indipendentemente dal tipo di responso, quale sarà l'assetto di governo dopo che la giunta avrà esaminato il provvedimento di ineleggibilità del pregiudicato di Arcore.

3) Il bilancio del governo Letta, che porta a casa il provvedimento sull'IMU che scarica su tutta la collettività i tagli dei servizi voluti dal PDL e da quei settori del PD stesso che guardano più a tutelare i patrimoni che non i beni comuni.

4) Il delicato passaggio delle riforme istituzionali, dove l'attuale maggioranza manifesta una propensione a lavorare con l'accetta , sia sulle “modifiche Costituzionali” sia per la revisione di una legge elettorale maleodorante di incostituzionalità.

Da questa breve sintesi si evince che non siamo messi affatto bene. L'assenza di una “Sinistra” in grado di dare voce a quella maggioranza di italiani, e sottolineo maggioranza, che in questo paese non ha più voce è l'evidenza di una deriva che non è solo politica, ma anche morale ed etica.

Spogliati dall'identitarismi e dalle fughe di movimenti/partiti personali è con grande attenzione e speranza che lo sguardo viene rivolto alla sollecitazione di Landini, Rodotà (Assemblea 8 settembre a Roma) ed altri che partendo proprio da quello che è l'elemento trasversale e unificante per la Sinistra , la Costituzione, vuole porre le basi di un terreno comune di ricostruzione politica e culturale della sinistra italiana.
Questo processo dovrà, per aver successo attraversare e coinvolgere le parti “sane” della sinistra del PD, quella parte di SEL che non può rassegnare il proprio destino ad una sudditanza senza autonomia politica al PD e a tutta quella marea di sinistra alternativa e senza casa che non può più limitarsi nell'arroccamento minoritario testimoniale o all'astensionismo come risposta politica elettorale.
Porre le diversità al servizio di una crescita politica anziché come elemento di divisione resta la chiave per un nuovo dizionario che ponga tutta la sinistra quale propulsore alla crescita politica sociale del nostro paese.
Loris


sabato 27 aprile 2013

gli scariolanti - un secolo di Resistenza

In attesa della registrazione e pubblicazione della prima parte ecco la parte restante della narrazione musicale degli scariolanti






giovedì 6 dicembre 2012

THYSSENKRUPP 6 dicembre 2007

Morti in nome del profitto, per l'avidità padronale e sottoposti al ricatto del lavoro non sicuro.
Questi sono i nostri operai, i nostri lavoratori. 




Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo, Bruno Santino, Antonio Schiavone

RISPETTO!!!

martedì 13 novembre 2012

Sciopero generale e mobilitazione europea

14 NOVEMBRE 2012

Sciopero generale e mobilitazione europea




Diritti e Servizi Pubblici

Un futuro per l'Europa



PER IL LAVORO E LA SOLIDARIETA'
NO ALL'AUSTERITA'
L'AUSTERITA' NON FUNZIONA!


Da molti anni il movimento sindacale europeo deplora le misure di austerità. Esse trascinano l'Europa nella stagnazione economica, fino alla recessione. Il risultato: blocco della crescita e disoccupazione in continuo aumento. I tagli a salari e protezione sociale sono attacchi al modello sociale europeo e aggravano disuguaglianze ed ingiustizia sociale.

Gli “errori di valutazione” del Fondo monetario internazionale (FMI) hanno avuto un impatto incalcolabile sulla vita quotidiana dei lavoratori e cittadini europei. Tutto ciò rimette in gioco l'intera base delle politiche di austerità. Il FMI si deve scusare. La Troika deve rivedere le sue richieste.

L'Europa ha un debito sociale, non esclusivamente monetario. E' stata promessa una ripresa che non è mai avvenuta. 25 milioni di europei non hanno lavoro. In alcuni paesi il tasso di disoccupazione giovanile oltrepassa il 50%. Il senso di ingiustizia è diffuso e lo scontento sociale sta crescendo.

E' NECESSARIO UN CAMBIO DI ROTTA VERSO UN PATTO SOCIALE EUROPEO

I sindacati europei chiedono un cambiamento di rotta. Le misure applicate non stanno funzionando, stanno invece distruggendo I nostri lavori e il nostro patrimonio sociale.

La Ces chiede un patto sociale per l'Europa, con un vero dialogo sociale, una politica economica che stimoli occupazione di qualità, la solidarietà tra paesi e la giustizia sociale.

I lavoratori stanno pagando a caro prezzo crisi e misure di austerità, mentre il mondo della finanza e gli speculatori continuano a prosperare.

Poniamo fine alla frode fiscale, ai paradisi fiscali e alla competizione fiscale tra paesi. La tassa sulle transazioni finanziarie deve contribuire a riparare I danni del capitalismo senza regole.

PER IL LAVORO E LA SOLIDARIETA' NO ALLE DISUGUAGLIANZE SOCIALI

Noi rifiutiamo:

- lo smantellamento della protezione sociale;

- l'aumento della flessibilità del mercato del lavoro;

- la privatizzazione dei servizi pubblici;

- la pressione al ribasso sui salari;

- la diminuzione delle pensioni;

- la deregolamentazione degli standard sociali;

- l'esclusione sociale;

- la crescita delle disuguaglianze;

- l'attacco alla contrattazione collettiva e al dialogo sociale.

Noi proponiamo:

- una governance economica al servizio della crescita sostenibile e occupazione di qualità;

- giustizia economica e sociale attraverso politiche di redistribuzione, tassazione e protezione sociale;

- una garanzia occupazionale per i giovani;

- un'ambiziosa politica industriale europea orientata verso un'economia verde e a basse emissioni di carbonio e verso settori rivolti al futuro, con opportunità di occupazione e crescita;

- l'intensificazione della lotta contro il dumping sociale e salariale;

- la condivisione del debito attraverso gli Eurobond;

- l'effettiva applicazione di una tassa sulle transazioni finanziarie per combattere la speculazione e agevolare politiche di investimento;

- l'armonizzazione della base fiscale con un tasso minimo per le imprese in Europa;

- uno sforzo determinato per combattere l'evasione e la frode fiscale;

- il rispetto per la contrattazione collettiva e il dialogo sociale;

- il rispetto dei diritti sociali e sindacali fondamentali.










martedì 21 agosto 2012

Morte di Angelo Di Carlo, uno di noi.


Ci sono storie che hanno la capacità di attaccarsi alla pelle. La morte di Angelo Di Carlo, è una di queste storie. Un ulteriore assassinio consumato sull’altare di chi ha premeditatamente e costantemente precarizzato il nostro mercato del lavoro rapinandoci di un diritto al futuro per noi e per le generazioni a venire.
Angelo si è dato fuoco davanti Monte Citorio, stanco di un lavoro e una vita precaria.

In quei 160 euro che ha lasciato nello zainetto, quali eredità per il figlio, sta tutta la cifra del muro contro il quale Angelo è andato ad infrangere le proprie speranze.
E’ un altro tragico capitolo di quella che è una lotta di classe: da una parte i lavoratori impegnati a difendere il diritto al lavoro e dall’altra chi attraverso la precarizzazione cerca di guadagnare più possibile proprio sulla pelle degli altri, giocando o sulla pelle dei lavoratori o su quella dei loro familiari  come stiamo scoprendo in questi giorni a Taranto.

Ho apprezzato molto la proposta provocatoria di Checchino Antonini di cambiare nome a Piazza Monte Citorio per chiamarla “Piazza Angelo Di Carlo, uno di noi” e uscendo dalla provocazione credo che una risposta l’aspetti non solo Angelo Di Carlo ma tutti quei lavoratori che si sono sentiti e si sentono calpestati ormai quotidianamente nei più basilari diritti.


Rilancio la proposta del cambio di nome a piazza Monte Citorio, condividete, copiate, rilanciate a vostra volta la proposta. Non facciamo cadere nell'oblio il sacrificio di "Uno di Noi"

ps. Mi è stata segnalata da Checchino Antonini questa lettera che parla di Angelo e che è stata pubblicata sulla bacheca di fb di Checchino

Ciao Checchino.
Ho 30 anni e lavoro in un telegiornale. Ho saputo solo oggi della morte di ANGELO DI CARLO. Scrivo il suo nome in maiuscolo, perché credo che sia un esempio. Un esempio che si è spento per illuminare delle menti che, per la maggior parte dei casi, rimarranno al buio. Non ho mai scritto una mail di questo tipo ma sono rimasto veramente scioccato dal fatto che un evento del genere 
non abbia avuto una risonanza in questo paese di ‘tronisti e veline’ come lo definisce un mio amico. Tutti impegnati a comprare cose con soldi che non hanno, e io che mi sento felice per aver adottato un gattino. Un paese che viene dalla terra e che ora vive in aria, in mezzo a tanti sogni di ricchezza profumati di champagne e di Paco Rabanne.
Ebbene, per la prima volta voglio esprimere il mio schifo, verso tutto questo. E la mia ammirazione e le mie lacrime verso una persona che non conoscevo ma il cui gesto mi ha fatto riflettere molto. Un gesto di disperazione, di ribellione contro una casta che ci governa. Io provo, provo e riprovo sempre a slegarmi per quanto posso da questo mondo di ‘tecnici’, di esperti che riducono la gente sul lastrico.
Oggi voglio esprimere la mia opinione. Scrivo a te e spero VIVAMENTE che tu possa in qualche modo girare queste parole al figlio di Angelo. Io ho un padre, un lavoro e tutto quanto posso chiedere per la mia felicità. Ma se avessi avuto Angelo Di Carlo come padre ne sarei stato fiero. Quindi a te, figlio di Angelo, dedicherò i miei pensieri stasera. A te e a tuo padre, il cui gesto è stato visto da tanti, che come lui seguono un’altra strada.

Un abbraccio forte

Fabiano Franchitti 

link 
Piazza Angelo Di Carlo, uno di noi

l'incubo della nostra repubblica


martedì 14 agosto 2012

Ricordi d’infanzia e di acciaerie…

Solidarietà da una genovese ai tarantini che lottano per un ambiente sano

Non sono mai stata a Taranto, ma sono nata 40 anni fa a Cornigliano (Genova) e lì ho vissuto per oltre 20 anni, davanti alla mostruosa acciaieria, che ha distrutto per sempre un quartiere che all’inizio del secolo scorso era tra le più rinomate località balneari della Liguria.
Ero solo una bambina o un’adolescente poco consapevole, ma ricordo bene le lotte delle donne di Cornigliano per porre un limite al mostro che si mangiava le nostre vite. Ricordo i tanti giorni in cui si respirava una puzza acre e si dovevano tenere chiuse le finestre, ricordo la polvere nera, grigia, rossastra, che si posava ovunque, sulle persiane, sui vetri, sul bucato e i sui nostri polmoni. Per protesta si appendevano le lenzuola bianche alle finestre e in breve tempo diventavano grigie di veleno. Allora non c’era internet e se il benzene aveva sforato i limiti di decine di volte, si veniva a saperlo (mica sempre) dopo mesi e mesi che l’avevamo già respirato… Ricordo i botti delle esplosioni, e le nuvole di fumi che si levavano immense, illuminate dalla luce arancione industriale; mio padre mi spiegava che i fumi peggiori però erano quelli che non si vedevano, che uscivano di notte. Mio padre per un periodo aveva lavorato a quella che allora si chiamava Italsider (oggi Ilva): per sua fortuna lavorava negli uffici, ma qualche volta era entrato nella zona di lavorazione e raccontava che sembrava di essere arrivati all’inferno. Mio padre ogni estate cercava di portarci via per respirare un po’ di aria sana almeno qualche mese all’anno. Andavamo in affitto in un modesto appartamento in campagna in Piemonte e quando arrivava settembre e dovevamo tornare a casa io e mia sorella piangevamo. Mio padre è già stato operato per due tumori, magari il benzene non c’entra, ma chi lo saprà mai?…
Coi miei genitori abbiamo dovuto aspettare più di 20 anni per poterci permettere di scappare dall’inquinamento e cambiare casa, per trasferirci in un piccolo appartamento un po’ più lontano da quell’aria avvelenata contro la quale non c’era difesa. Eppure, senza le acciaierie invece saremmo stati ricchi: i miei nonni nel secolo scorso avevano costruito ed erano proprietari di interi palazzi a Cornigliano, in riva al mare. Poi la vista mare si è trasformata in vista altoforno e quei palazzi nel giro di pochi anni non valevano più nulla. Ma quando dico nulla intendo proprio nulla, li abbiamo venduti tutti per poche lire e tolti i debiti e le spese non c’è rimasto niente. Nessuno ha mai ripagato i corniglianesi di tutta quella loro ricchezza persa. Persa, perché qualcun altro si è voluto arricchire sulla nostra pelle. La famiglia Riva si è arricchita, producendo senza volere spendere il necessario per i filtri e la tutela dell’ambiente. Erano pochi spiccioli in confronto ai loro guadagni, ma chi è accecato dalla sete di profitto cerca di ridurre ogni spesa, anche se a scapito della salute della gente. La famiglia Riva si è arricchita, migliaia di operai hanno lavorato, certo, sebbene in condizioni disumane, ma dall’altra parte migliaia di famiglie a Cornigliano hanno perso, oltre che la salute, il valore delle loro case, dei loro negozi, delle loro attività imprenditoriali. Hanno dovuto scappare, chiudere, ammalarsi. I bei negozi della mia infanzia a Cornigliano non esistono più. Ora ci sono solo supermercati latinos, macellai halal e doner kebab… Cornigliano è diventata un ghetto per stranieri, per i vecchi e i più poveri che non possono scappare. Dal 2002 l’altoforno è stato finalmente spento, sono rimaste solo le lavorazioni a freddo, ma il quartiere non si è mai più ripreso.
Eppure come era bella Cornigliano prima delle acciaierie! Mio zio mi mostra le foto della spiaggia dove facevano il bagno con quei buffi costumi di settanta anni fa, sullo sfondo il maestoso castello Raggio, proteso in mezzo al mare. Hanno distrutto tutto, spiaggia e castello, in nome del progresso (?) e dell’industria. Lo zio, così come i miei, sono riluttanti a parlarne, sento che dentro di loro c’è ancora un dolore pungente, una rabbia forte per quello di cui sono stati derubati, per quello che è stato consentito, per uno stato che non li ha protetti e salvaguardato i loro interessi.
Vi chiedo allora: quei posti di lavoro in acciaieria valevano tanta distruzione? Senza neanche considerare il valore inestimabile della salute e dell’ambiente, se facessimo un bilancio tra la ricchezza guadagnata dalla popolazione (salari dei lavoratori) e quella persa da tutto il quartiere, dove starebbe l’ago della bilancia? Io la mia risposta me la sono già data…
E così quando oggi sento che il governo vuole fare ricorso contro il giudice che finalmente a Taranto ha avuto il coraggio di fare quello che altri avrebbero dovuto fare da anni … Ecco, mi sembra che il mondo vada a rovescio, mi pare che siamo tornati indietro di un secolo riguardo alla difesa dei diritti umani e dell’ambiente. Mi prende lo sconforto, mi sento una cittadina tradita e soffro come se a Taranto ci abitassi anche io…
Silvia Parodi
tre foto di Cornigliano quando c'era la spiaggia e poi l'acciaieria che si è mangiata tutto

Questo post Silvia l'ha scritto sulla sua bacheca fb e i commenti, oltre che alle condivisioni sono arrivati molto rapidamente. Oltre ad autocitarmi, ne riporto alcuni di sicuro interesse:


Altro link sulle "donne di Cornigliano"
clicca sull'immagine



martedì 7 agosto 2012

Comunicando, anche il nostro disagio per la lunga marcia verso le barbarie culturali





...Ci sono due cose sulle quali oggi per me è necessaria una riflessione profonda: la prima è una notizia di una gravità inaudita di cui sono venuto a conoscenza su facebook . La morte di un ragazzino quattordicenne che stava lavorando col padre in una si presume ristrutturazione di una casa a Lecce.

Dopo una non facile e immediata ricerca in rete, ecco la stringata notizia sulla Repubblica di Bari (leggi l'articolo).
Ho dovuto imbattermi casualmente su una cosa postata su fb, per sapere che in questo paese anche il diritto a crescere per un bambino può essere negato per l'esigenza del "profitto", lo stesso profitto che fa ritrovare il piombo nelle urine degli abitanti di Taranto e che scatena nel caso dell'Ilva stampa lavoratori e mondo imprenditoriale in una indignazione che può ruotare intorno alla tutela dell'ambiente, del lavoro e perdita di profitti. Il tutto e il contrario di tutto.

La morte del bambino è solo "il contrario di tutto", per lo meno nella reazione. 
Anche in questo caso e in maniera sicuramente più appropriata mi torna alla mente Banfield e il suo "familismo amorale", perchè non solo i media non si sono prestati a sottolineare quella tragedia, ma quelle stesse componenti sociali vicine alla realtà del quattordicenne, anche sul piano informativo e comunicativo si sono mostrate lacunose, al limite dell'omertà. Quasi a voler proteggere una comunità da una vergogna, autoproteggersi nei confronti dell'esterno. Omettere tutto cio che può essere la cifra della diversità morale rispetto ai valori espressi dalla nostra società.



da facebook - GOOOD MORNING VIETNAAAM

"Per giorni si è parlato di un 65 enne morto di infarto al Quirinale, si è visto il Presidente della Repubblica affranto, in lacrime, pronto ad accusare per questa morte "provocata" dalle illazioni...
Io però non ho sentito nemmeno una parola sul ragazzino di 14 anni deceduto ieri nel leccese in un cantiere edile, schiacciato da un masso...Non ho sentito una parola di tristezza, di rammarico, di indignazione, da nessuno. Si può lavorare a 14 anni, in maniera irregolare, senza le minime misure di sicurezza? No, non si può: la legge non lo consente...ma ci sono cose che hanno un diverso peso ed evidentemente, la vita di Marco non era tra le priorità."
(pinziah)



....La seconda cosa sulla quale riflettere me l'hanno data le parole del nostro Ministro per gli affari esteri Terzi che conversando alla televisione rispetto al problema dei rapimenti di cittadini italiani all'estero, ipotizzava la possibilità da parte dello Stato Italiano di una rivalsa economica a titolo di risarcimento per le spese sostenute dallo "Stato" per la tutela dei cittadini incappati in questa tipologia di inconveniente.
Potrei chiedere se lo Stato ha intenzione di chiedere il rimborso al carabiniere rapito in Yemen e liberato pochi giorni fa, ma, non possiamo far finta di ignorare che l'obbiettivo del ministro di questo governo è ben altro. E' una minaccia rivolta nei confronti di chi come Rossella Urru da se stessa per portare la solidarietà umana a chi su questo pianeta è destinato dai signori della guerra e dal potere delle banche a rimanere costantemente nell'accesso alla vita dignitosa tra gli ultimi. Non è un caso che queste illazioni escano in concomitanza anche dei provvedimenti sulla spending review e che il così detto "terzo settore" ne esca profondamente massacrato.
Questo governo non vuole limitarsi ai tagli economici, vuole decapitare anche il sentimento e volontà di solidarietà che è diffuso in tanta società civile e che in figure come Rossella Urru o Francesco Azzarà (operatore di Emergency) trovano le immagini più recenti, senza poterci scordare mai di figure come Vittorio Arrigoni.
Vergogna signor ministro, pensavo che avevamo toccato il fondo con il "maggiordomo" Frattini, ma anche lei sa proprio rendersi gradevole e chiaro nell'indicare da che parte vuole stare. Più volte col precedente ministro abbiamo dovuto ricordare i compiti del ministero per gli affari esteri nelle funzioni di tutela di cittadini italiani all'estero. Siamo noi, cittadini normali che chiediamo a voi professori e diplomatici di rimborsarci della missione militare in Afganistan o dell'acquisto degli F35. Come vede signor ministro, il disavanzo è purtroppo tutto a suo sfavore!


Loris


giovedì 31 maggio 2012

16 Giugno la meglio gioventù in Piazza



E’ ancora il tempo di prendere la parola
Il comitato “Il nostro tempo è adesso” le reti, le associazioni, i movimenti, le singolarità che avevano organizzato e promosso il percorso di mobilitazione de “La meglio gioventù” scenderanno in piazza il prossimo sabato 16 Giugno.
La manifestazione si sarebbe dovuta tenere sabato 26 maggio, ma è stata posticipata per aderire e partecipare al corteo delle studentesse e degli studenti di Brindisi “IO NON HO PAURA”. Il 26 maggio volevamo essere e siamo stati a Brindisi: La meglio gioventù era nel capoluogo pugliese colpito dall’attentato alla scuola Morvillo-Falcone.
Annunciamo la manifestazione per il 16 Giungo proprio oggi che è stata approvata al Senato con soli 4 voti di fiducia la riforma del lavoro. Una riforma che truffa e offende i giovani e i precari.

Nessuna delle promesse che avevano accompagnato la riforma è stata mantenuta:
non c’è stata nessuna riduzione dei contratti precari mentre l’innalzamento delle aliquote per i parasubordinati ne determinerà un impoverimento di fatto;
non è stata prevista nessuna estensione dell’indennità di disoccupazione per i precari che si beccano invece la beffa dell’ “una tantum”, un’ammissione di colpevolezza che dice “dovrei, ma non voglio”.
E l’inganno continua con le dichiarazioni di queste ore.
Ancora, in nome dei giovani, il Presidente Monti rivendica una riforma che scaraventerà i professionisti con partita iva in un presente e un futuro di povertà e che lascia soli i circa 4 milioni di precari del nostro paese: per loro, se il contratto scade, nessun reddito né welfare ma solo, per chi può, l’aiuto delle famiglie, anche di quelle sempre più povere.
Tutto questo in un paese in cui sale al 36% la disoccupazione giovanile (Istat); in cui un ragazzo su 6 cade in povertà quando rimane senza lavoro (Banca d’Italia); in cui più giovani e istruiti lasciano il paese per cercare opportunità altrove ed il paese tutto è trascinato nella precarietà e nella povertà: nessuno si salva, né giovani né anziani, né precari né pensionati.
Il pomeriggio e la sera di sabato 16 Giugno, a partire dalle 18.00, racconteremo dei nostri talenti, dei mestieri, della creatività e della vita delle giovani generazioni e del nostro paese ma denunceremo anche la sistematica marginalizzazione e lo sfruttamento proprio di quelle risorse che potrebbero salvare l’Italia e il futuro di tutte e tutti noi.
 Racconteremo di come le politiche di austerity di questo Governo rappresentino un invito alla fuga, ma racconteremo anche che quelle politiche e quell’invito funesto noi lo respingiamo. Restiamo qui, per riprenderci la nostra vita e il notro paese. L’invito ad andarsene va rivolto non a chi potrebbe salvare l’Italia, ma a chi la sfrutta, la deprime e la impoverisce.

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giovedì 17 maggio 2012

La meglio gioventù del nostro tempo.

appello con le prime adesioni per manifestazione il 26 maggio.
Per aderire, la mail è lavitanonaspetta@gmail.com


La meglio gioventù del nostro tempo.


Sostiene questo Paese con idee, desideri, progetti, volontariato, azioni concrete, scopre nuovi mondi e inventa il futuro. Eppure è sempre disoccupata, in cerca di lavoro, precaria, senza stipendio.

Studia per dare il meglio di sé e migliorare le vite di tutti e di tutte, ma una volta laureata è costretta ad andarsene.

E' composta da giovani donne che vivono in un Paese ancora a misura di vecchi modelli maschili, giovani donne che non trovano alcuna opportunità.

Produce ricchezza e non ha niente in cambio: i giovani operai perdono il lavoro; i piccoli imprenditori sono costretti a chiudere l'attività.
Lavora ma in nero e sul lavoro rischia la propria vita e a volte la perde, perché non ci sono tutele e perché allo Stato e alle imprese spesso non interessa investire in sicurezza.
L'arricchiscono ragazzi nati in Italia da genitori immigrati in Italia e che non sanno se in futuro saranno riconosciuti italiani.

Questa è la meglio gioventù del nostro tempo, la gioventù che detiene in Europa il primato come Neet, l'acronimo in cui si ingabbia una generazione a cui non viene riconosciuto quel che già fa o che non può più

studiare, lavorare, che non ha mai avuto l'opportunità di contribuire al cambiamento del proprio Paese, mentre la disoccupazione giovanile sfiora il 36%.

In nome di questa generazione il Governo Monti propone una riforma sbagliata, una truffa per tutti e in primo luogo per i giovani. In nome di questa generazione le politiche di austerity del Governo e della BCE cancellano il futuro di tutti, perpetuando lo stesso modello che ha alimentato le disuguaglianze, che ci ha condotto alla crisi economica e al fallimento di un intero continente.
Il disegno di legge sul mercato del lavoro presentato dal governo non risponde ai problemi principali che affliggono la vita di una generazione intera:
- lascia intatta la giungla delle 46 forme contrattuali, comprese quelle che il Governo aveva annunciato di voler eliminare;
- non estende gli ammortizzatori sociali, visto che l'assicurazione per l'impiego lascerà fuori buona parte dei lavoratori precari;
- non prevede nessuna forma di reddito minimo;
- scarica l'aumento di costo dei contratti a progetto sulle buste paga dei collaboratori;
- rappresenta una beffa per le reali partite iva che dovranno pagare di tasca loro l'aumento dei contributi.

Le tante promesse del Governo non sono state mantenute, così i giovani sono diventati il pretesto per precarizzare chi ha ancora un contratto stabile, altro che tutelare i precari!

Si è cercato, in questi anni, di dividere i padri dai figli, le madri dalle figlie, i "garantiti" dai "non-garantiti". Noi pensiamo che ci siano oggi, come ieri, i ricchi e i poveri, chi vive di sfruttamento e speculazione e chi vive
di lavoro. Per questo vogliamo mobilitarci assieme ai nostri padri e alle nostri madri, perché vogliamo unire due generazioni nella difesa dei diritti e nella lotta contro la precarietà, perché non è vero che non c'è alternativa alla disperazione attuale. I suicidi di questi giorni ci parlano di questo: quando si parla di "salva Italia" bisognerebbe pensare a quelle vite spezzate e alle tante solitudini che la precarietà e le disuguaglianze hanno creato.
La precarietà non è un'emergenza del mercato del lavoro, è il più grande attacco alla democrazia italiana degli ultimi decenni. La precarietà significa essere costretti a sopravvivere e si manifesta nella fotografia del
diritto allo studio negato, delle scuole che crollano, dell'aumento delle tasse all'università, dell'impossibilità di scioperare o dire no di fronte a un sopruso sul lavoro, di non poter amare la nostra compagna o il nostro compagno, di pagare un affitto o comprarsi una lavatrice ed essere indipendenti, così come lo sono i giovani nel resto d'Europa.

Per noi la precarietà è il messaggio che da vent'anni una classe dirigente ci trasmette: andatevene. Noi vogliamo restare, cambiare le nostre vite e dare un presente al nostro Paese.

Vogliamo poter dire che il nostro problema è la precarietà e l'impossibilità di costruirci un futuro. Ancora prima del posto fisso e dell'articolo 18, ci interessa costruire un paradigma diverso, un altro modello di sviluppo e un welfare diverso, che ricomponga le sue basi sui principali diritti di cittadinanza.

Abbiamo proposte migliori di quelle del Governo. Noi chiediamo di investire su Università e Ricerca, di riconvertire ecologicamente il nostro sistema industriale per creare buoni e nuovi posti di lavoro.
Chiediamo un modello di welfare universale, finanziato dalla fiscalità generale e da una patrimoniale che colpisca chi finora non ha mai pagato la crisi: rendite parassitarie, profitti finanziari, grandi capitali. Un welfare che si faccia promotore e fattore di crescita, personale prima che economica, e insieme garanzia di diritti e tutele.


Chiediamo che venga bandita sul serio la truffa della precarietà.

Ad un lavoro stabile deve corrispondere un contratto stabile e i diritti fondamentali devono essere estesi a tutte le forme di lavoro: l'equo compenso, il diritto universale alla maternità/paternità e alla malattia, i diritti

sindacali, il diritto ad una pensione dignitosa, la continuità di reddito nei periodi di non lavoro, la formazione continua.



Chiediamo infine un reddito minimo, fatto di sussidi e servizi, per garantire la dignità della vita e del lavoro com'è in tutti i paesi europei (e come definito nella risoluzione del Parlamento europeo 2010/2039, approvata a larghissima maggioranza il 20 ottobre scorso).



E' necessaria una grande mobilitazione contro la precarietà, per il reddito, per i saperi e per l'estensione dei diritti e delle tutele: per un Paese diverso e per una nuova idea di cittadinanza, fuori e dentro il lavoro.
L'alternativa è il cambiamento, non il mantenimento di pochi diritti e o la versione soft ma non meno triste della precarietà.
Vogliamo un altro Paese e un'altra politica. E vogliamo dirlo noi, non lasciamo più che siano altri a farlo.

Scendiamo in piazza il 26 maggio.
 Per riprenderci il nostro Paese.

Noi, la meglio gioventù del nostro tempo precario.



Il nostro tempo è adesso. La vita non aspetta - www.ilnostrotempoeadesso.it
Errori di Stampa - erroridistamparm.blogspot.com
Diversamente occupate - diversamenteoccupate.blogspot.com
Associazione Nazionale Archeologi www.archeologi.org
Iva sei partita ivaseipartita.blogspot.com
VI Piano - Praticanti e giovani Avvocati
ADI - Associazione dottorandi e dottori di ricerca Italiani - www.dottorato.it
Associazione H2 - Soluzioni per il mondo che verrà - www.associazioneh2.it
TILT! - www.tiltcamp.it
Giovani non più disposti a tutto-CGIL - www.nonpiu.it
Rete della Conoscenza - www.retedellaconoscenza.it
LINK Coordinamento Universitario - www.coordinamentouniversitario.it
Unione degli Studenti - www.unionedeglistudenti.net
Unione degli Universitari - www.unionedegliuniversitari.it
Rete degli studenti medi - www.retedeglistudenti.it
CPU (Coordiamento Precari dell'Università) -coordinamentoprecariuniversita.wordpress.com
Popolo Viola - www.violapost.it
ARCI - www.arci.it
European Alternatives - www.euroalter.com/IT
Atipici Radio Rai
Associazione daSud - www.dasud.it
Nidil CGIL - www.nidil.cgil.it
Libertà è Partecipazione - libertaepartecipazione.tumblr.com
Donne che si fanno sentire - donnechesifannosentire.wordpress.com
Associazione 20 maggio - www.tutelareilavori.it
Coordinamento precari conoscenza FLC CGIL - www.flcgil.it
Associazione di promozione sociale SCOSSE
Agenquadri - www.agenquadri.it
Lavoro&Welfare
Giovani - www.lavorowelfare.it
Prismanews - www.prismanews.net
Giovani democratici - www.giovanidemocratici.net
Giovani di Valore - Idv - www.giovanidivalore.it
Giovani Comunisti - www.giovanicomunisti.it
Fgci - www.fgci.it
Sinistra Ecologia Libertà - www.sinistraecologialiberta.it

link utile http://lamegliogioventu.org/
a sinistra  ha aderito

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venerdì 20 aprile 2012

verso il 25 aprile - La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare



Oltre all'attacco dell'art.18 dello Statuto dei Lavoratori, questo Governo con l'ABC della politica (Alfano Bersani e Casini), indirizza l'aggressione direttamente alla Carta Costituzionale con la modifica dell'art.81, con l'introduzione del pareggio di bilancio.
Non credo che il sacrificio di chi è caduto durante la Resistenza mirasse a rendere schiavo il nostro paese alle leggi di mercato dettate dalle banche e dagli speculatori.
Non credo che il sacrificio dei partigiani greci o dei repubblicani spagnoli avesse la finalità di lasciare all'Europa delle banche il potere di garrotare i lavoratori europei.
Per citare Calamandrei, credo che il senso di asfissia stia sempre più attanagliando gli italiani.
Loris

"..la libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai. E vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perchè questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, vigilare dando il proprio contributo alla vita politica…" (Piero Calamandrei - ai giovani 1955)



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domenica 25 marzo 2012

al binario 21 la lotta continua sull'articolo 18 non è mai finita

Milano 24 marzo 2012
...é impossibile per me passare per la stazione centrale di Milano e non fare almeno una breve sosta a portare la solidarietà personale e di questo blog, ai lavoratori dei treni notte che continuano la difesa del posto di lavoro.


...una testimonianza fotografica di chi continua a lottare, di chi non solo difende il proprio lavoro,ma difende la dignità di tutti i lavoratori e del loro diritto al lavoro, quale strumento fondante del nostro sistema sociale e politico.


....si suona sotto la torre del  binario 21, e non solo la chitarra, il fischio dei treni che salutano i lavoratori sulle torre e il presidio a terra sono il segnale che questi lavoratori non sono soli...



Ed infine un saluto,prima di uscire dalla stazione.


La lotta continua!

PS. 24 Marzo, dieci anni fa...... sempre in treno rientravo da Roma a Genova dopo la manifestazione della CGIL a difesa dell'art.18 

23 marzo 2002 Circo Massimo (Roma)

lunedì 12 marzo 2012

Cara Camussso, il nostro compito è quello di combattere le ingiustizie sociali e ambientali e non quello di crearle.


Ormai ho imparato a non stupirmi più di niente, ma un certo dolore l’ho percepito con quella tua affermazione : ''Nessuna forma d'iniziativa legittima puo' prevaricare la vita degli altri e sconfinare nella violenza. Penso che la Cgil debbe avere un giudizio netto. Del resto la nostra posizione favorevole alla Tav l'abbiamo espressa al congresso: il Paese ha un disperato bisogno di investimenti''
Recentemente un operaio della Fincantieri si Sestri Ponente mostrava contrarietà nei confronti di un eventuale sindaco non favorevole alla “Gronda di Ponente” a Genova perché, secondo lui, non realizzando la quest'opera sarebbe venuto a mancare il materiale di riempimento per il ribaltamento a mare del cantiere, impedendone quindi il rilancio. 
Il giudizio va ben oltre la giustezza o meno dell’opera, e stravolge in tutto e per tutto il ruolo che si è voluto dare al sindacato in questi ultimi quarant’anni. 

La prima considerazione è che il diritto al lavoro non può prescindere dalla buona amministrazione e conservazione del territorio. Se questo poi vuol dire disgregazione sociale e amplificazione del disagio sociale di intere popolazioni, l’attenzione è quanto meno necessaria. Nel caso della “Gronda” genovese, per rispondere all’operaio di fincantieri, si parla di almeno 15 anni di cantierizzazione di interi quartieri . Che i quartieri siano quelli tradizionalmente popolari e operai sarà un caso? Si parla di movimentazione di materiale amiantifero, quindi all’interno della città, si parla di quel territorio ormai tristemente noto per la sua reazione ad eventi metereologici che troppo frequentemente si trasformano in tragedie.
Non abbiamo forse proprio a Genova un esempio di come una produzione, quella siderurgica, si sia impossessata di uno dei più belli quartieri della città, Cornigliano, lo abbia privato del suo sbocco a mare e nel giro di cinquant'anni con le politiche di deindustrializzazione, delocalizzazione ed esternalizzazione abbia reso al territorio disoccupazione, terreni da bonificare e un quartiere intero stuprato e abbandonato dal punto di vista ambientale?
Con l’applicazione dello Statuto dei diritti dei lavoratori si è assunto il principio che la salute non è monetizzabile. 
Potremmo, alla luce di ciò che ormai conosciamo tutti, pensare che vale la pena mettere a repentaglio la nostra salute e quella dei nostri figli, visti i tempi di rilascio, maneggiando, per quanto con cura, amianto, sia per i lavoratori interessati che per le popolazioni circostanti i cantieri? 
Sicuramente necessitano investimenti che rilancino lavoro e occupazione, allora, considerando che parliamo di trasporti, perché non investire in un piano complessivo della mobilità che tolga dal medio evo sia rete ferroviaria interna sia traffici merci in sicurezza? 
E’ così disdicevole pensare che città come Perugia, Siena o Campobasso, per citarne tre a caso, debbano avere possibilità di comunicazione più efficienti? 
Altra considerazione fondamentale: è vero che gli investimenti servono per rilanciare il lavoro e il paese, ma è anche necessario trovare, prima di avviare gli investimenti pubblici, creare gli anticorpi opportuni perché con questi investimenti non si finanzi cattiva politica e malaffare. 
Il lavoro non potrà mai essere il ricatto per farci peggiorare un già precario sistema di vita. 
E alla CGIL credo di poter chiedere di ritrovare quella capacità di autonomia tanto auspicato ai tempi di Novella e Lama, che in categorie come i metalmeccanici ritrovava l’avanguardia culturale che ha fatto della CGIL un grande sindacato. 
Se cattiva politica e perdita di autonomia stanno minando la natura stessa del sindacato, non è una buona ragione per non cercare di riconquistare spazi di effettiva contrattazione per i lavoratori, per il territorio dove vivono i lavoratori e per la democrazia che i lavoratori riescono a declinare. 
Loris

ps.ormai diversi anni fa contribuii assieme ad altri italiani, dopo il disastro di Chernobyl a rifiutare per l'Italia l'avventura nucleare. A quel tempo ero un dipendente e mi occupavo di logiche statiche applicate alla tecnologia nucleare. La mia vita cambiò radicalmente, l'azienda per conto della quale lavoravo, anche grazie ad una certa disinvoltura nell'acquisire i lavori, fallì e io mi ritrovai a precarizzare la mia esistenza lavorativa.
Non mi sono mai pentito di quel voto dato in quel referendum contro il nucleare, nel frattempo ho avuto un figlio al quale sicuramente sto dando una vita di precarietà lavorativa per questa montagna di guano prodotto dal sistema finanziario bancario e dal prof. Monti , ma con serenità so che non ho precarizzato la sua esistenza di uomo e dell'ambiente che lo circonda, la sua possibilità di diventare a sua volta padre e di consegnare l'ambiente che lo circonda a sua volta a suo figlio.
Potessi rivotare 100 volte, per cento volte rivoterei per il mio, per il suo e per il futuro di coloro che verranno.(L.V)


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mercoledì 7 marzo 2012

8 marzo - Giornata Internazionale della Donna - non è una festa

La tradizione popolare racconta che l'8 marzo 1908 Mr. Johnson , proprietario dell’industria “Cotton” chiude a chiave all’interno della sua azienda le lavoratrici impegnate in una rivendicazione sindacale e che un incendio farà perire, arse vive, 129 lavoratrici.Ricerche negli archivi di quel tempo non avvalorano questa storia.Alcuni anni dopo, il 25 marzo 1911, alla Triangle Shirtwaist Company, situata nel cuore di Manhattan, che produce abbigliamento, un incendio causa la morte di 146 operai della Triangle, in gran parte giovani donne immigrate di origini italiane ed ebree, perlo più di età compresa fra i 13 e i 22 anni.In diversi paesi, ci furono in quegli anni iniziative che cercavano di mettere al centro la questione femminile ma in date diverse dall'8 marzo a secondo dei paesi e dai gruppi organizzati femminili. L'8 marzo 1917 a San Pietroburgo una grande manifestazione di donne chiedeva con forza la fine della guerra. Quella manifestazione e successive determineranno il crollo del regime zarista. Per questo motivo, il 14 giugno 1921, la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste, tenuta a Mosca, su proposta di Rosa Luxemburg fissò all’8 marzo la «Giornata internazionale dell’operaia», trasformata in:"La Giornata Internazionale della Donna."


...Non troverete nessuna festa in queste pagine, una filo ininterrotto da quel marzo 1908 vede le donne in prima linea nelle lotte per l'emancipazione, per i diritti, per il lavoro e per la libertà.
Per queste ragioni voglio in occasione di questo 8 marzo ricordare alcune di queste donne, solo alcune perchè sarebbe impossibile ricordarle tutte anche se ogni giorno dell'anno dalle mura domestiche ai più diversi luoghi di lavoro e nei più diversi ruoli nella società c'è sempre una donna impegnata nell'emancipazione.

Operaie Tacconi Sud - Fabbrica occupata di Latina, settore tessile come era quella  che andò a fuoco a Chicago nel 1908. Da oltre un anno occupano la loro azienda nel tentativo di difendere il posto del lavoro. link di approfondimento  Impossibile per me non accostare a queste operaie Tea Benedetti , figura storica del movimento operaio genovese, che guido l'occupazione della  "Pettinatura Biella" , negli anni 70, per 464 giorni, per difendere il posto di lavoro.
Alle donne della Val di Susa, che in questi giorni sono impegnate nella difesa della democrazia e dell'ambiente.
Vorrei ricordare donne che sono state protagoniste della costruzione politica di questo paese come Camilla Ravera o Teresa Noce.

Infine un ricordo per Maria Teresa che ieri ci ha lasciato  con la quale, insieme agli altri compagni/e della FGCI mi ritrovai a manifestare per la libertà di Angela Davis, per la fine della guerra in Vietnam e per tutte quelle battaglie che hanno contribuito alla nostra formazione ed educazione  politica.
Loris


sullo stesso argomento : 

Camilla Ravera racconta - 8 marzo - Giornata Internazionale della Donna - Perché non è una festa


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