il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

Amicus Plato, sed magis amica veritas



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domenica 24 maggio 2015

APPELLO - i “giovani” della FGCI genovese anni ’70, ma non solo.


Questo appello è di un gruppo di persone che è stata iscritta alla FGCI ed è rivolto a chi è stato iscritto alla FGCI, Federazione Giovanile Comunista Italiana, negli anni ’70, persone che oggi hanno 50-60 anni.

Non solo a loro, però: alle loro figlie e figli e ai tanti che sono cresciuti in una cultura politica, quella della tradizione comunista e democratica italiana.

Ci sono alcuni i valori che, propri di quel mondo, sono ancora fondanti una visione del far politica: la solidarietà, l’attenzione ai problemi delle persone più sfruttate e svantaggiate, la tensione ideale che guarda ad un mondo più giusto e a lottare per ottenerlo, l’internazionalismo, l’antifascismo, il rispetto della Costituzione nata dalla Resistenza, della Repubblica e delle sue Istituzioni.

Questi sono i valori che a vent’anni hanno caratterizzato l’agire dei firmatari e che, con modi e coinvolgimenti differenti, hanno caratterizzato il loro agire sino ad oggi.

C’è un elemento di unità significativo in questi percorsi differenti, quello di considerare la politica con uno spirito di servizio per la collettività, senza tornaconti e arricchimenti personali, un modo per interrogare e cambiare sé stessi e il mondo attorno.

Pensiamo che oggi il mondo lo si debba cambiare partendo da valori quali il rispetto del territorio, la tutela dei beni comuni e dei servizi essenziali che devono essere e rimanere pubblici, la difesa del pluralismo e l’ampliamento della democrazia partecipativa. Valori propri della sinistra e ripresi fortemente dai movimenti giovanili e no global contemporanei.

Siamo coscienti che le grandi trasformazioni hanno tempi lunghi e che richiedono movimenti e coinvolgimenti ampi, ma pensiamo anche che il nostro vivere quotidiano e la quotidiana amministrazione pubblica, espressa nei suoi livelli istituzionali debba cambiare profondamente, riportando i cittadini al centro del discorso amministrativo e politico.

Ecco perché ci sentiamo coinvolti e ci sentiamo “partigiani” di fronte all’imminente scadenza elettorale per l’elezione del Presidente della Regione Liguria.

Il nostro coinvolgimento, che non può che essere anche nell’espressione di voto e nel contributo alle discussioni ed elaborazioni di linee di buona politica, si indirizzerà a sostenere Luca Pastorino e le liste a lui collegate che attualizzano e rendono contemporanei quei valori che negli anni ’70 condividemmo e che ancora oggi sono fondamentali per lasciare ai nostri figli un mondo più giusto, equo e solidale di quello che si sta delineando e che si prova a imporre.

Primi firmatari
Nello Agosta, Pietro Alfano, Liviana Benedetti, Patrizia Bigatti, Massimo Bisca, Mariuccia Cadenasso, Angelo Casali, Marzia Chiantore, Paolo Cortigiani, Pasquale Costa, Danilo Costanzo, Gian Paolo Di Salvo, Giuseppe Fragalà, Monica Gatti, Adriana Gazzola, Agostino Gianelli, Roberto Grassi, Mara Lai, Nello Locci, Gianluca Lombardi, Edmea Mariotti, Paola Marsullo, Giovanni Massone, Fulvio Moscatelli, Iole Murruni, Massimo Orsi, Lucio Ottino, Alberto Panetta, Domenico Parisi, Bice Parodi, G.B. Pastorino, Sandro Pederzolli, Enrico Pedrazzi, Ernesto Podeschi, Benedetto Portale, Maurizio Pozzobon, Paola Repetto, Wilma Ricci, Patrizia Salvan, Patrizia Salvatori, Roberto Tafuro, Vittoria Traverso, Daniele Turatti, Carlo Viano, Loris Viari, Rita Zuccolini

L'appello si firma a questo link : APPELLO

venerdì 22 maggio 2015

Elezioni regionali liguri e compagni in direzione ostinata e contraria



...Da un pò di tempo il blog segna il passo. Non mancano sicuramente gli elementi su cui intervenire, anzi, forse è il sovrannumero di avvenimenti e di evoluzioni politiche che creano problemi sulla riflessione. Dal Jobs-act all'Italicum, dalla "buona scuola" ai rimborsi ai pensionati, dalle primarie agli impresentabili. E' la politica renziana della "velocità" che sembrerebbe dettare l'agenda, quasi non si volesse dar modo alle persone dei cambiamenti sostanziali che ci vengono imposti.

Mi soffermerò pertanto, sulle cose che sono a me più vicine, con sentimento di partigianeria, per non lasciare adito ad equivoci e con l'intento di riattivare pure attraverso il blog la "missione" del blog stesso, ovvero il tentativo di ricostruzione di uno spazio a sinistra.

Inizio con una lettera aperta di una coppia di compagni con i quali in epoca giovanile condivisi parte del mio percorso politico e che a circa quarant’anni di distanza ci ritroviamo a condividere una ipotesi di futuro politico a sinistra
Loris


Sono un semplice elettore di sinistra, non sono un personaggio di rilievo, ma vista la discussione in atto nella sinistra chiedo un po’ di spazio in considerazione del fatto che noi elettori diventiamo importanti e contesi solo al momento del voto. Vorrei allora poter esprimere la mia modesta opinione se me lo consentite.
Nel P.D. Ligure volano gli stracci e la colpa di chi è? Di chi dissente, di chi non nasconde la testa sotto la sabbia? Di chi non si vuole turare il naso?

Anch’io, come Gambolato e Macaluso, ero migliorista ma non sono mai stato iscritto né ai D.S. né al P.D.. Avevo pensato di aderire al P.D. ma quando Rutelli, opponendosi alla richiesta di D’Alema di far aderire il Partito al gruppo del P.S. Europeo, ha liquidato l’ipotesi con uno sferzante:” non voglio morire socialista” ho pensato bene di lasciar perdere. Io non sarei morto Democristiano.

Non venite a dirmi che mi sbagliavo perché il P.D. è altra cosa!

Parole come “tradimento”, “cosa incredibile” e frasi del tipo “ votando Pastorino si aiuta Toti” o peggio “per votare Pastorino tanto vale votare Toti” segnano un livello del dibattito politico sceso a livelli infimi, a proposito, mai raggiunto nella D.C..

L’unica frase che mi sento di condividere è: “si usano le elezioni regionali sulla testa dei Liguri”. La condivido perché è vera, vera non per Pastorino, ma per tutti coloro che usano le elezioni per propri scopi di potere e non per tutelare gli interessi dei cittadini dei quali, appunto, ci si ricorda solo al momento delle campagne elettorali.

Per quanto riguarda poi il “salvarsi la coscienza” mi fa piacere che qualcuno si ricordi di avere una coscienza, ma mi preferirei che avessero anche un po’ di memoria. Soprattutto coloro che un attimo prima erano Bersaniani e subito dopo sono diventati Renziani. I malevoli potrebbero interpretare questo come trasformismo, ma io, riconoscendo la folgorazione sulla via di Damasco, voglio credere all’adesione ad un progetto di tipo riformista.

Vorrei solo capire di quale progetto si sta parlando e, soprattutto, di quale riformismo: quello dell’Italia che cambia verso? Ecco il verso che ha preso proprio non mi piace! E’ una direzione contraria a quella nella quale ho sempre creduto e per la quale ho lottato. I più ( mi sembrano un po’ meno) la sembrano condividere, io no! Sbaglierò, mi è già successo, ma voterò Pastorino.

Non ritengo che se la sig.ra Paita ed il P.D. dovessero perdere la responsabilità debba essere scaricata su quanti la pensano come me. Forse farebbero meglio ad interrogarsi sulle proprie responsabilità, ai tanti errori commessi, al livello di dibattito e di democrazia del P.D. – di cui il “modello” di primarie è figlio – al tipo di democrazia che si sta per dare al Paese, dove i corpi sociali (tranne Confindustria) sono ignorati.

Cari compagni io non sono un traditore piuttosto mi sento un tradito!

Silvio Fassone

P.S. Questa lettera è sottoscritta anche da mia moglie che pur essendo stata iscritta al PCI-PDS-DS e fino al 2009 al PD, ne condivide i contenuti.

Laura Ceravolo

sabato 28 marzo 2015

Non siamo nel 1956, ma soprattutto il segretario non è Togliatti.


...è stato con un certo stupore che ho appreso a mezzo stampa dell’anatema lanciato dal presidente della commissione di garanzia del PD nei confronti degli iscritti che non appoggiano la candidatura di Raffaella Paita o “ancor peggio” sono intenzionati ad appoggiare candidati alternativi.
Da non iscritto la cosa potrebbe anche non interessarmi, ma un’osservazione, da vecchio militante del PCI non posso esimermi dal farla: in un partito “leggero”, dove le diverse anime dovrebbero poter coesistere, richiamarsi a un “centralismo democratico bulgaro” non rappresenta forse una contraddizione, nonché un fallimento di una politica che nella regia delle correnti o zefiri ne esalta la modernità e l’adeguatezza nei tempi?
Vorrei ricordare a codesti notabili piddini, che non siamo nel 1956, ma soprattutto che il segretario non è Togliatti.
Da non iscritto del PD, ma come votante nelle primarie e quindi iscritto al registro dei votanti alle primarie del centro-sinistra, considerando che il presidente del comitato di garanzia, in questo ruolo mi coinvolge al pari di un iscritto, qualche osservazione mi permetto e anche se non fosse concesso la faccio.
Come vi siete permessi di accumunare il mio voto dando pari dignità al voto di esponenti della destra, estranei non solo alla cultura di sinistra, ma anche del centro-sinistra?
Perché non cacciate con infamia chi ha permesso questo tipo di commistione, che non è evidentemente solo un incidente ligure, avendo partecipato e vinto alle primarie di Agrigento un esponente di Forza Italia allievo politico di Dell’Utri?
Non voglio entrare nel merito delle polemiche in cui in 13 seggi per irregolarità è stato annullato il voto delle primarie in Liguria, perché il problema non risiede nella conta degli abusi consumati nel corso delle primarie, ma nella più evidente indecente disinvoltura con cui il PD ritiene di doversi rivolgere al proprio elettorato.
Se nella nostra Carta Costituzionale « Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato » (art 67) al fine di garantire la libertà di espressione ai parlamentari, ancor di più la libertà di espressione va garantita all’elettore iscritto o no a un partito.
Rigetto pertanto ogni tipo di anatema, invitando a rifiutare sciocchi e arroganti ricatti al fine di garantire chi ha deciso di rinnegare, pur nelle diversità, una storia comune che proviene da lontano e che un qualsiasi “presidente di commissione di garanzia” del PD non potrà cancellare con la caccia alle streghe e conseguenti roghi.
Loris

martedì 12 novembre 2013

Larghe intese a palazzo Tursi usando “le donne”?


Sono iniziate le prove generali per il salto della quaglia.
Una Mozione, vergognosa per la sua strumentalità, è stata presentata dal consigliere Balleari (PDL) e Lodi (PD) : “Iniziative a sostegno della maternità”.
In un paese dove è disattesa l'applicazione della legge sull'interruzione di gravidanza, e dove l'obiezione di coscienza è stata troppe volte una ritorsione di chi praticava privatamente e illegalmente l'aborto, la presentazione di quell'ordine del giorno è una offesa alla dignità delle donne e alla loro libera e sofferta scelta nel momento in cui decidono di interrompere la gravidanza.
Su parere favorevole della Giunta PD e destra hanno votato compatti a favore mentre Lista Doria, SEL e Federazione della Sinistra che sono in maggioranza hanno votato contro insieme al M5S.
Più che l'effettiva incidenza della mozione che subordina ad una “compatibilità di bilancio” risulta evidente il segnale inviato in prossimità della discussione sulla vendita di quote delle società partecipate (privatizzazioni) e il pressing per l'avvio della grande opera inutile per Genova della Gronda di Ponente.

Forse, anche per questa ragione la mozione diventa ancor di più uno schiaffo dato alle donne e alla loro dignità. Un vero successo della Giunta e del PD.
Loris

giovedì 24 ottobre 2013

Lettera ai Senatori e Deputati del Partito Democratico Ligure

Ai Senatori liguri del PD
ALBANO Donatella, CALEO Massimo, GUERRIERI PALEOTTI Paolo , PINOTTI Roberta,  VATTUONE Vito



Ai Deputati liguri del PD
BASSO Lorenzo, CAROCCI Mara, GIACOBBE Anna, MARIANI Raffaella, MELONI Marco, ORLANDO Andrea, PASTORINO Luca, TULLO Mario, VAZIO Franco

Furono circa 45.000 i caduti tra gli uomini e le donne della Resistenza nella lotta al nazifascismo. La loro provenienza sociale e politica era assolutamente trasversale. Cattolici, comunisti, liberali e molti altri. Ebbero il solo obbiettivo di restituirci un Paese diverso e per questo sacrificarono la loro vita. Chi fu protagonista del 25 aprile 1945 raccolse quel testimone e attraverso l'assemblea Costituente, che rappresentava tutti gli italiani, scrisse un patto tra i cittadini e la neo Repubblica che parla di Lavoro, di Pace di Equità sociale e di Solidarietà; di quali sono i nostri Doveri e come esercitare i nostri Diritti attraverso le rappresentanze parlamentari, lasciando comunque ai cittadini la possibilità dell' ultima parola su quelle che sono le modifiche a questo patto tra Cittadini e Stato.
Fu un atto di grande generosità e di altissimo senso civico.
Voi Senatori e Deputati liguri, provenite da una terra che questa storia l'ha scritta alla Benedicta, al Turchino a Portofino a Cravasco e in tanti altri luoghi tristemente noti. Per molti di voi è stato fondamentale l'apporto elettorale dei famigliari di quei ragazzi perchè nel partito che vi ha inserito nelle liste elettorali hanno pensato di rivedere gli stessi valori dei loro Padri,nonni o zii.
Se al Senato non si è voluto rispettare quella volontà di democrazia che ha ispirato i Padri Costituenti chiediamo che ciò accada alla Camera. Quei ragazzi non possono essere traditi. Lasciate ai cittadini la possibilità di poter decidere del futuro del proprio Paese esattamente come Pieragostini, Jori o Longhi hanno voluto prima di cadere sotto i colpi nazifascisti.

Non viene chiesto un voto “contro” ma molto più semplicemente il non raggiungere quei due terzi che se avevano un senso in un sistema “proporzionale” oggi sono un atto di arroganza in un sistema con premio di maggioranza e sbarramenti che esproprierebbe la partecipazione di tutti gli italiani a decidere del destino dello Stato in cui vivono lavorano e danno futuro con i loro figli.

Loris
tessera ANPI 20094

mercoledì 4 settembre 2013

8 settembre - si ricostruisce partendo dalla Costituzione

Settembre si apre con diversi appuntamenti politici e con grandi elementi di riflessione sul nostro futuro politico.

1) prima considerazione è sulle dinamiche che si stanno delineando in casa PD, dove, passate le buriane dei 101 infedeli, il governo col partito di proprietà di un pregiudicato per reati fiscali, le tensioni sul dilemma se anche chi delinque debba avere più o meno agibilità politica, orbene, il quadro dirigente di questo partito, evidentemente alle prese con la canna del gas, si ricompatta, quale salvifica soluzione condivisa, sulla figura di Matteo Renzi

2) Altro nodo cruciale, indipendentemente dal tipo di responso, quale sarà l'assetto di governo dopo che la giunta avrà esaminato il provvedimento di ineleggibilità del pregiudicato di Arcore.

3) Il bilancio del governo Letta, che porta a casa il provvedimento sull'IMU che scarica su tutta la collettività i tagli dei servizi voluti dal PDL e da quei settori del PD stesso che guardano più a tutelare i patrimoni che non i beni comuni.

4) Il delicato passaggio delle riforme istituzionali, dove l'attuale maggioranza manifesta una propensione a lavorare con l'accetta , sia sulle “modifiche Costituzionali” sia per la revisione di una legge elettorale maleodorante di incostituzionalità.

Da questa breve sintesi si evince che non siamo messi affatto bene. L'assenza di una “Sinistra” in grado di dare voce a quella maggioranza di italiani, e sottolineo maggioranza, che in questo paese non ha più voce è l'evidenza di una deriva che non è solo politica, ma anche morale ed etica.

Spogliati dall'identitarismi e dalle fughe di movimenti/partiti personali è con grande attenzione e speranza che lo sguardo viene rivolto alla sollecitazione di Landini, Rodotà (Assemblea 8 settembre a Roma) ed altri che partendo proprio da quello che è l'elemento trasversale e unificante per la Sinistra , la Costituzione, vuole porre le basi di un terreno comune di ricostruzione politica e culturale della sinistra italiana.
Questo processo dovrà, per aver successo attraversare e coinvolgere le parti “sane” della sinistra del PD, quella parte di SEL che non può rassegnare il proprio destino ad una sudditanza senza autonomia politica al PD e a tutta quella marea di sinistra alternativa e senza casa che non può più limitarsi nell'arroccamento minoritario testimoniale o all'astensionismo come risposta politica elettorale.
Porre le diversità al servizio di una crescita politica anziché come elemento di divisione resta la chiave per un nuovo dizionario che ponga tutta la sinistra quale propulsore alla crescita politica sociale del nostro paese.
Loris


domenica 1 settembre 2013

DON PAOLO FARINELLA – Pd servo di Berlusconi, ti disprezzo. Lettera a Epifani »

Sig. Segretario del fu Pd – Roma,
Chi mi conosce sa quanto mi sono impegnato per aiutare la Sinistra a governare questo sventurato Paese che come la monaca di Monza risponde sempre ai corrotti, corruttori, ladri e assassini di Costituzione e Legalità. Mi sono impegnato a fare eleggere Marco Doria a Genova, ho stimato il Prof. Prodi, ecc. ecc.
Da quando però il Pd si è votato, perinde ac cadaver, a salvare Berlusconi con scuse ignobili, ammantate di senso delle Istituzioni, ho abbandonato il Pd a se stesso e alla sua inevitabile autodistruzione. La decadenza è ormai ad un livello di non ritorno. Attorno a me, i sentimenti dei militanti sono uguali a quelli del Prof. Farina che restituisce la tessera. Ho ancora le ricevute delle primarie con Prodi, che conservo come reliquia e segno di insipienza di un partito che non sa più vedere oltre l’interesse di parte, sacrificando il bene sommo della nazione che è la Giustizia, la Legalità, il Diritto e lo Stato di Diritto.
Ancora una volta, il Pd corre a fare la crocerossina di Berlusconi che ringrazia e colpisce con la menzogna, la protervia e la delinquenza tipica dei corrotti endemici fin dalla nascita.
Il Pd e il presidente del consiglio che trascorre tre ore a discutere con il servo di B. per trovare una via istituzionale per salvare B., è un insulto alle migliaia di carcerati che vivono nei lager italiani e uno sputo in faccia agli onesti che pagano da sempre le tasse anche per chi ruba come la maggior parte dei politicanti con a capo B, capo e protettore degli evasori e dei ladri di Stato.
Continuate su questa strada che è la via larga per scomparire dalla scena politica e dal calendario degli Italiani.
Io vi disprezzo dal profondo del cuore perché mai avrei pensato che il partito di Berlinguer e di Moro, di Iotti e De Gasperi, sarebbe arrivato a questo degrado istituzionale e che per salvare un delinquente nato, il più corrotto tra i corrotti, l’avvelenatore dei pozzi della democrazia e della decenza, avrebbe impegnato tutto se stesso a salvarlo dalla galera dove merita di andare e dopo averlo rinchiuso, buttare via la chiave nel profondo oceano sconfinato.
Se voi andrete dietro a Violante, il folgorato sulla via di Arcore e della demenza senile, voi non avete più il diritto di rappresentarci per cui io e molti, molti, moltissimi altri vi espelliamo dal nostro orizzonte e dalla nostra vita.
Voi, servi aggiunti del depravato di Arcore, meritate solo di stare con lui e i suoi lanzichenecchi, predatori del Diritto e della Morale.
Togliete il mio nome dai vostri elenchi perché non voglio più ricevere alcuna comunicazione da voi sia come organizzazione partitica, succursale di Mediaset, sia come singoli. Voi non mi appartenete e rimpiango le forze, le energie, il tempo e la passione che vi ho regalato “gratis” per migliorare l’Italia e deberlusconizzarla. Invece, “a mia insaputa” ho collaborato con voi, cavallini di Troia, a raffozzarlo e a istituzionalizzarlo. Rinnegando voi, recupero la mia dignità e la mia onorabilità.
Con amarezza, ma non rassegnato
Paolo Farinella, prete
 (30 agosto 2013)

>> fonte>> DON PAOLO FARINELLA – Pd servo di Berlusconi, ti disprezzo. Lettera a Epifani » LA PAGINA DEI BLOG - MicroMega.

giovedì 18 aprile 2013

Sinistra per il cambiamento



La candidatura di Marini alla Presidenza della Repubblica, indipendentemente dall’esito del voto, richiama con forza l’ inadeguatezza dell’attuale sistema politico a fornire le risposte ad una crisi di sistema che ha abbondantemente contribuito a generare.
Non sono evidentemente stati sufficienti gli “tsunami” dell’antipolitica per riportare alla ragionevolezza, come e tanto più resta distante e “irraggiungibile” un qualsiasi ragionamento che tenda a ridare rappresentatività ai cittadini contestualizzati nei loro ambiti sociali.
Il tutto e il contrario di tutto vengono rappresentati con una disinvoltura arrogante e all’interno di una cornice di decadimento del sistema Stato.
E’ significativo che una candidatura come quella di Stefano Rodotà sia stata solo appoggiata e non formulata da una sinistra presente oggi in parlamento, ed è significativo come una candidatura come quella di Stefano Rodotà abbia risvegliato aspettative non solo nel popolo della sinistra considerando il suo alto profilo.
Se alcuni segnali come l’elezione della Boldrini alla presidenza della Camera o gli otto punti di Bersani che di fatto invertivano il percorso rispetto  “l’agenda Monti” erano vissuti con attenzione e positivamente, le scelte delle ultime ore evidenzia come la cultura gattopardesca del cambiare tutto per non cambiare niente, resta egemone.
Mai come in questi frangenti la mancanza di una forte Sinistra parlamentare pesa sulle scelte per un futuro del nostro paese.
L’urgenza di un polo di Sinistra alternativo alla deriva democristiana e liberista del PD, interno al centro sinistra, è diventata una emergenza politica e sociale davanti agli occhi di tutti. La costruzione di questo soggetto politico non può più attendere gli equilibrismi e i veti di chi ormai da troppo tempo ha deciso di difendere gli interessi dei “poteri forti”.
Senza peccati di primogeniture o volontà di egemonie il momento della costruzione di una Sinistra per il cambiamento è arrivato.
Loris

domenica 10 marzo 2013

Numeri per pensare, Numeri a cui rispondere

Da una analisi sui risultati del voto, da parte del PD genovese, emergeva un dato, assolutamente preoccupante , del voto giovanile.
Il dato viene estrapolato facendo semplicemente la differenza tra voto alla camera, dove votano i diciottenni e il voto al senato dove votano dai 25 anni in su. Ovviamente il dato non ha la presunzione della precisione assoluta per effetto delle alchimie del voto disgiunto ma sicuramente sono un indicatore di una tendenza che trascurarla sarebbe politicamente un grave errore.
Tralasciando il dato locale ho voluto fare il raffronto sui dati nazionali, in particolare di quelli del PD, di SEL, di Rivoluzione Civile, e del M5S.


I giovani come evidenziano i numeri hanno scarsamente votato il PD (circa il 2,5%).
SEL, (circa il 18%) considerando il carattere giovane del partito ha pagato a caro prezzo lo schiacciamento sulle posizioni del PD. Sono stati considerati evidentemente "vecchi" e poco corrispondenti alle aspettative dei giovani che comunque nella politica hanno ancora dei riferimenti. Il popolo delle fabbriche di Nichi molto probabilmente ha guardato altrove.
Rivoluzione Civile, nonostante il dato complessivo non premiante sul fronte giovani si avvicina al dato assoluto del PD (circa 25%) surclassando il dato di SEL, diventando di fatto un punto di riferimento del voto giovanile. Un'ottimo spunto di riflessione da cui partire.

Il dato del M5S credo rappresenti la risposta sociale alla precarietà (anche se percentualmente il dato è analogo a quello di SEL). Il riversare in un non o anti partito la propria scelta, è di fatto il trionfo della cultura nichilista che pensa alla sopravvivenza quotidiana ma soprattutto non ha la progettualità della propria vita. E' di fatto una vittoria della cultura berlusconiana, uno specchio del prodotto di tutti questi ultimi anni.
Loris

venerdì 14 dicembre 2012

Ognuno è il prodotto della propria cultura, della propria educazione e della propria formazione. Io sono figlio di mio padre


"Ognuno è il prodotto della propria cultura, della propria educazione e della propria formazione. Io sono figlio di mio padre, della sua cultura, della sua educazione e della sua formazione. Sono anche figlio del dolore che l’interruzione traumatica di questo flusso di concetti ha richiesto per ricomporre quella cultura, quella educazione e quella formazione.
(15 dicembre 1964 – 15 dicembre 2012)"

Ieri sono comparse le cifre sulla stima della ricchezza in Italia. Fonte dei dati è la Banca d’Italia, quindi , dati definibili attendibili.
La metà più povera delle famiglie italiane detiene il 9,4% della ricchezza totale mentre il 10% più ricco detiene il 45,9. Se non fosse la Banca d’Italia uno potrebbe dire che è uno slogan dei No-global.
Un altro dato sempre fornito dall’istituto di Via Nazionale è l’ammontare del debito pubblico, che a ottobre ha sfondato i duemila miliardi di euro.
La chicca dei numeri però arriva nel momento in cui qualcuno scrive che il debito per famiglia è di 82.000 euro. Ovviamente gli 82.000 sono uguali sia per coloro che detengono il 9,4 di ricchezza sia per coloro che hanno il 45,9.

Dopo un anno di governo Monti non siamo sicuramente diventati degli economisti, ma sicuramente siamo in grado di comprendere qual è il livello delle nostre tasche e riusciamo sempre più a comprendere perché in un anno si è voluto massacrare lo stato sociale attraverso il taglio alle pensioni e alla sanità, violare i diritti acquisiti dei lavoratori (art.18), precarizzare ulteriormente il lavoro, elargire sovvenzioni alla scuola privata a scapito di quella pubblica e infine (solo per una questione di sintesi) mantenere i privilegi alla chiesa cattolica tassando indiscriminatamente il 90% degli italiani.

Si comprende fin troppo bene perché non è stata fatta una patrimoniale, e si comprende, perché la si vive che i segni di una ripresa sono al di la da venire. Non solo, ma nel momento in cui ci dovesse essere, i primi a sentirla saranno il 10 % più ricco.

Due dichiarazioni una di ieri di Bersani, e una di oggi di D'Alema credo vadano lette con la logica dei numeri della Banca d’Italia. Il desiderio di aprire al centro e al professore dopo l’eventuale vittoria da parte del PD è la conferma che il 10% continuerà ad essere tutelato mentre il restante 90 % sarà quello che continuerà con le lacrime e il sangue, con i posti di lavoro che saltano, con gli indebitamenti personali che crescono e lo stato attraverso i suoi tentacoli (Equitalia) potrà pignorare e depredare ulteriormente .
D'Alema invece ha affermato che non sarebbe “morale” una candidatura del professore. Tradotto in volgare dovrebbe significare che lo hanno sponsorizzato, gli hanno fatto fare tutto ciò che voleva rendendosi complici del furto di futuro alla maggioranza degli italiani e ora, dopo che hanno dato rassicurazioni che non si modificherà niente di ciò che Monti aveva già deciso, lui non vuole mollare il giocattolo al PD, a Bersani e al suo mentore D'Alema. La domanda è: - ma cosa cambia?

Conclusione: grazie per aver avuto una cultura, una educazione, una formazione che mi permette di comprendere le ingiustizie e le iniquità e mi schiera dalla parte di chi lavora e lotta. Ognuno ha i propri maestri, altri invece spezzano volutamente il proprio fusto dalle radici che alimentano delle proprie origini. Restano in vita ma di fatto sono dei mostri.

Loris




martedì 11 dicembre 2012

"Arancione" per rispondere al pensiero unico



L’evolversi della situazione politica ci impone delle riflessioni che investono inevitabilmente anche la politica locale, e credo che mai come in questo momento sia evidente come scelte importanti per Genova rischiano di essere prese in altri luoghi.
Il successo delle “primarie”, anche se giocato sull’equivoco “desiderio di partecipare” e “partecipazione” è comunque evidente, come è pure evidente che non sono uscite mai da una logica di “primarie del PD” senza mai entrare in una logica di “primarie di coalizione”, relegando la candidatura di Vendola ad una comprimarietà inadeguata, insufficiente e fortemente riduttiva delle aspettative di chi guarda ad una “sinistra arancione” fatta di cittadinanza attiva, associazionismo e mondo del volontariato.
Qualcosa più di un semplice rischio è che al termine della tornata elettorale nella sfera di influenza del “centrosinistra” ci si trovi di fronte ad un “pensiero unico” con una affermazione (salvo imprevisti di percorso) del PD importante ed una rosa di presenze di seconda fila relegati a frustranti quanto inutili testimonianze.
Localmente la depotenzializzazione dei risultati ottenuti alle precedenti amministrative diventerebbe evidente, e scelte e obiettivi importanti che hanno caratterizzato l’ala sinistra all’interno dell’attuale maggioranza cittadina difficilmente troverebbero sponda e sostenibilità. A rischio quindi, qualsiasi discussione su Gronda, mobilità cittadina privatizzazioni o ciclo dei rifiuti.
Genova, ancor più delle altre città come Milano o Napoli ha dato un segnale preciso verso la volontà di quell’ “arancione” all’interno del centro sinistra che possa determinare un cambio di marcia nel fare e concepire la politica. All’interno, e non alternativo al centrosinistra in quanto non l’ambizione ma il dovere è quello di governare. Governare per poter dare delle risposte a coloro che sono stati estromessi dai cicli produttivi o che hanno subito la precarizzazione del lavoro, risposte per la scuola che urla una dispnea culturale e risposte per tutti coloro che hanno visto tagliare sanità, pensioni e diritti ben oltre il limite di un paese che vuole definirsi civile.

Credo pertanto che il tentativo di unificare questo percorso da parte di tutte quelle componenti che sono già oggi presenti nel centrosinistra, includendo ulteriormente quelle realtà associative e di volontariato che fondano i valori e la propria azione nell’ambientalismo, nella solidarietà e nel pacifismo debba essere un dovere da percorrere per dare voce a coloro ai quali le politiche prima berlusconiane e poi di Monti, hanno tolto la possibilità di futuro, a Genova come al resto del paese.
Loris

lunedì 5 novembre 2012

Caro Bersani, ......

Un mio post su facebook di questa mattina a commento di un articolo su Repubblica di una lettera di Pier Luigi Bersani al Sindaco Doria ha suscitato diversi commenti, pertanto ritengo giusto replicare la mia lettera aperta a Bersani sul Blog, allargando il pubblico dei possibili lettori. Il testo è leggermente modificato per renderlo più consono al blog rispetto al social network. 




Caro Bersani,
Ho apprezzato questa pregevole lettera indirizzata al Nostro Sindaco Marco Doria ad un anno dai morti e dai disastri dell’ennesima alluvione che ha colpito la mia città. Credo che la missiva, a fronte anche della discussione politica in Consiglio Comunale, sulla Gronda, con le sue implicazioni in Regione dovrebbe essere inviata, per lo meno “per conoscenza” al tuo segretario provinciale, al Presidente della Regione Liguria, all’assessore regionale alle Infrastrutture al vice Sindaco di Genova e...insomma a tutto il PD genovese e ligure perchè forse qualcuno non ha ancora compreso l'entità del dissesto idrogeologico che è in atto su tutto il territorio.
Non voglio aggiungere altro perché voglio leggere nelle poche significative righe della lettera a Marco Doria un'inversione di rotta della politica del cemento a Genova e in Liguria.
Loris

cliccando sull'immagine si va al testo della lettera di Bersani a Doria

il post su fb è stato condiviso anche sulla pagina di Pier Luigi Bersani


per approfondire può interessare : 
Gronda, Burlando a Doria: «Rischi la fine di Prodi»
Conclusioni della commissione del "Dibattito Pubblico"

giovedì 30 agosto 2012

Bersani, quando il saggio indica la luna lo stolto guarda il dito


A fine aprile del 2009 su questo blog veniva postato il pezzo “Cara Marta, hai Toppato.” . La vicenda stigmatizzava una esternazione dell’allora sindaco di Genova Marta Vincenzi, che rivolta, al termine di una assemblea sul tema “gronda di ponente”, ad alcuni contestatori dei comitati, li apostrofava come fascisti!
A più di tre anni da quello scritto, chi si dichiarava allora “peones” della politica ha dimostrato doti di sicura chiaroveggenza, non essendo il sindaco  stato confermato, ed avendo perso il PD lo scettro della conduzione amministrativa della città.
Non sarei tornato sull’argomento se non sollecitato dalle analoghe parole di Bersani rivolte a Grillo e al movimento dei grillini.
E’ proprio vero, a volte i mostri ritornano, e, con una visione che ricorda l'inquietante video di “Another brick in the wall” dei Pink Floyd, la marcia è metodicamente e ritmicamente scandita verso il tritacarne della Democrazia, della politica e del nostro Paese.
La Vincenzi è proprio in quel bacino elettorale di “comitati” di cultura operaia e di una cultura di difesa del territorio dagli stupri delle opere infrastrutturali inutili e di democrazia partecipata tradita che ha perso la possibilità di presentare una sua candidatura. Di li alla disfatta per sindrome da capponi manzoniani del PD il passo è stato brevissimo: altro che fascisti, su Marte, nella politica e sul web.
E se oggi iniziamo a redarre un bilancio dell’operato del PD in questi ultimi anni da partito non di governo, non si può non evidenziare come la complicità nell’affossamento dell’articolo 18 con ulteriore precarizzazione del lavoro, nella macelleria sociale della Fornero, nella spogliazione economica del popolo delle partite iva e nella mancanza di difesa nel diritto a percepire ed ad andare in pensione, sia stata la costante e inappellabile strada intrapresa.
L’unica volontà che si percepisce è la difesa di gruppi di potere economici che dalle opere infrastrutturali trae i propri profitti, incuranti della più o meno utilità, ma soprattutto dannosità, delle opere stesse.
Altro che imputare ad altri di fascismo, sia in azioni che in linguaggio, guardatevi in casa a quali ospiti aprite porte portoni e sicuramente anche la vostra credibilità politica.

“Come italiano sono stato felice che la Corte Europea abbia detto in modo inequivocabile che Placanica abbia agito per legittima difesa. Mi fa piacere che applaudiate perchè ci ricordiamo quante polemiche ci furono”. È il commento di Fini sulla sentenza che ha assolto il carabiniere che uccise Carlo Giuliani (Genova – festa democratica agosto 2009) 


Credo sia giunto il momento perché ci si riappropri della politica, quella con la P maiuscola, quella dell’assunzione delle responsabilità, quella degli eletti e non dei nominati o coptati. Di smacchiatori di giaguari e pettinatori di bambole non se ne può più in assoluto. L’esortazione non è solo a livello nazionale, ma anche nei livelli locali dove l’autoreferenzialità si è sostituita ferocemente e ottusamente al consenso.
Loris

ps. per non essere solo protestatario ricordo questo post di circa un mese fa "Partecipazione, La Nostra “Rivoluzione Democratica"

venerdì 4 novembre 2011

Ciarpam-Populismo – dalla Leopolda passare alla Bernarda in fondo non è impossibile.



Un personaggio dello spettacolo di basso profilo e di statura, un giorno parlò del teatrino della politica e non è un caso che il suo mentore amasse circondarsi di nani clown e ballerine. 

Oggi a disposizione abbiamo delle gallerie non indifferenti di rappresentazioni per tutti i generi di commedia o di tragedia. 

Considerando la letteratura digitale che si è generata in questi giorni sulla convention “Big Bang” del sindaco PD(senza la L ma non si sa per quanto) Matteo Renzi, aggiunte o ulteriori considerazioni risulterebbero superflue ininfluenti e ripetitive. 

Casualmente ho avuto modo di rovinarmi la digestione seguendo in diretta qualche sera fa il programma otto e mezzo con ospite l’ex sindaco di Torino Chiamparino che aveva partecipato al meeting alla Leopolda invitato da Renzi. 

Liberalizzazioni, mercato del lavoro privatizzazioni pensioni ecc.. sono stati i temi trattati. 

Contrariamente a quanto molti dei miei esimi colleghi blogger sostengono facendo riferimento ai voti ottenuti da Grillo in Piemonte, sulla distrazione di voti dal centrosinistra al movimento cinque stelle e del conseguente favoreggiamento e vittoria del centrodestra, penso che il solo ipotizzare dirigenti politici o amministratori come Chiamparino con i suoi programmi politici ed economici, possa provocare una idiosincrasia insanabile nei confronti di movimenti partiti o coalizioni che lo includano al suo interno. ….per chi ne ha voglia, ecco la puntata di “otto e mezzo”




Ma se Renzi è il sindaco che la destra ci invidia......

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mercoledì 26 gennaio 2011

Dalla caduta del Sultanato di Arcore ai nuovi orizzonti della sinistra

Chiedo scusa se il blog non porta nuovi post in un momento in cui elementi di discussione ce ne sarebbero a sufficienza da non lasciare la tastiera in pace.
Un sentimento di sgomento e di sincero disagio mi ha colpito più del dovuto.
Scrivere delle storie sulle avventure goderecce, e forse impotenti, del premier non me ne catafotte niente. Sufficiente letteratura la si trova sia sui media ufficiali sia sui blog.
Che il sultanato di Arcore stia per avviarsi al post-Berlusconi è cosa acclarata per i più. Non si sa i danni che potranno essere, ancora, causati al sistema Italia.
Il cavaliere, come alcuni pesci presi all'amo, si agita, trascinando sempre più nel discredito se stesso e soprattutto il paese che dovrebbe rappresentare, 
Credo che sarebbe necessaria una class-action nei suoi confronti, per una richiesta danni da parte di chi, in questi anni, ha perso il posto di lavoro, ha perso potere d’acquisto nel salario e, soprattutto, ha perso diritti che erano costati, in certe occasioni, anche il sangue.
Lo sgomento però non mi prende solo pensando al piduista di Arcore.
Leggo delle performance in casa PD, dalle esternazioni del rottamatore Renzi, gradito turista ad Arcore e rottamatore dei diritti dei lavoratori di Mirafiori, rottamatore in realtà dei diritti di tutti i lavoratori, alla stregua di un Fassino o un Chiamparino. Assisto al ritorno di un Veltroni, che tanto ha fatto per distruggere ciò che rimaneva di una tradizione che nella difesa dei più deboli aveva costruito un grande partito e nella “Questione Morale” aveva caratterizzato la sua diversità. Vedo, anzi per essere precisi non vedo, quella che dovrebbe essere una inequivocabile posizione del segretario Bersani (tecnica del passare inosservati).
La gestione delle primarie a Bologna e Napoli non sono, a mio parere, commentabili.
In tutto questo non trovo, in ciò che è rimasto a sinistra, risposte all’altezza del momento politico, capaci di dare rappresentanza a quel blocco sociale che è andato sempre più configurandosi nelle giornate di lotta dei metalmeccanici della FIOM  o dei cittadini dell’Aquila o studenti e precari della scuola. Non trovo risposta a quella che è stata la progressiva precarizzazione del lavoro e della vita di milioni di giovani.
Ovviamente non sto parlando di slogan, che hanno lo spazio di una eventuale tornata elettorale, ma di una risposta progettuale in grado di incidere sui bisogni della gente, in grado di incidere sulle nostre abitudini, dando un senso del nostro essere all’interno di un contesto ambientale e lavorativo compatibile.
Credo che la ricerca spasmodica di un leader, dal fiato più o meno lungo, riproponga il modello culturale tipico di ciò da cui affannosamente, forse, ci stiamo liberando.
Credo che i contenuti e i valori sono ciò di cui dobbiamo alimentarci e su cui costruire il progetto.
Durante il fascismo una generazione si sacrificò al di la degli schieramenti, perché sognava e progettava un’Italia repubblicana e democratica, negli anni 60 milioni di lavoratori lottavano per l’affermazione di uno stato sociale e di diritti nel mondo del lavoro, negli anni 70 le lotte per i diritti civili attraversarono tutta la penisola per sancire eguaglianza nei generi nella diversità  e per sancire il diritto alla gestione del proprio corpo.
La semplice difesa dei diritti acquisiti non può essere una risposta adeguata. Solo ridisegnando e proponendo un nuovo modello di società, saremo in grado di garantire un futuro a noi, ai nostri figli e all’ambiente che ci circonda.
Loris

lunedì 20 settembre 2010

Veltroni, Rosy Bindi e...Lombroso

...e' da quando ieri ho letto la notizia e visto questa foto su Repubblica.it che il dubbio mi logora...

La Bindi scommette che "il litigio" all'interno dei democratici "finirà presto", perché "chi ha iniziato, ha capito di aver sbagliato".

Senza necessariamente andare a scomodare le teorie del Lombroso Quanti guardando questa foto potrebbero affermare che ha capito?
.......ma solo di aver sbagliato?


domenica 5 settembre 2010

Se si contesta il Principe e i suoi cicisbei....a proposito di Torino e di Schifani

…Opportunità, buongusto, arroganza…e tanti altri elementi entrano in gioco nella riflessione della contestazione all’onorevole Schifani alla festa del PD di Torino.
Se alcuni dirigenti del PD reputano le feste del loro partito come il terreno dove tutto è permesso e concesso, insieme agli inviti ingombranti, si sobbarchino quindi anche le contestazioni agli stessi invitati.
Che alle feste del PD succedano, cose a dir poco, curiose, è noto. Un anno fa un lungo applauso accolse Fini che commentava parte della sentenza della Corte Europea sull’assoluzione di Placanica per legittima difesa nell’uccisione di Carlo Giuliani durante il G8 2001. L’altra parte della sentenza che condannava lo Stato italiano a un risarcimento nei confronti della famiglia Giuliani di 40.000 euro per come era stata condotta l’indagine su come non ci fosse chiarezza sulla più o meno pianificazione delle operazioni di PS nelle circostanze che portarono all’uccisione di Carlo Giuliani, a quella Festa del PD, a Genova, fu omesso .
 Poteva essere un buon momento perché Fini chiarisse il suo ruolo da vicepremier all’interno della caserma di San Giuliano da dove venivano coordinate le operazioni dei Carabinieri a Genova, e da dove uscivano “civili” con visi coperti e armati di spranghe.
Sui fatti di ieri a Torino non voglio spendere troppe parole, un articolo sull’Unità ci ricorda la legittima attività dell’avvocato Schifani, e i suoi clienti. Senza tirare sommari giudizi ritengo opportuno salvaguardare il concetto di “opportunità”. Il fatto che Schifani, sia stato nominato dall’”unto del signore” e ratificato dalla maggioranza, presidente del Senato, non sposta l’ago della bussola su un vento favorevole.
La dirigenza del PD dovrebbe mettersi l’animo in pace e dirci in modo chiaro quale vuole essere il suo percorso politico. Se la politica a detta di Bersani è stata portata in “fogna” dal berlusconismo, non possono essere considerati squadristi chi contesta gli uomini di Berlusconi all’interno dello Stato.
Che Fassino si sia mostrato assai confuso anche su temi come quelli messi in campo recentemente dalla Fiat, è concedere il beneficio del dubbio, e, insieme ad altri distruttori di processi politici importanti per la democrazia del nostro paese sarebbe il caso che, visto l’elevato numero di benefici che conseguono alla loro figura di parlamentari, si togliessero di torno.



credo che nessun Sestrese si sente in colpa per l'accoglienza riservata nel 2007 alla tessera 1816 della P2, a chi caldamente ospitava l'eroe mafioso Mangano, a chi continua la ricerca dell'immunità attraverso leggi ad personam o ad azienda. 

PS. A Grillo e ai grillini voglio però dire che fare politica non è solo ragionare con pancia e pene. Sicuramente coesistono anche altre responsabilità, ma nel Piemonte fassiniano se oggi il governo è affidato al peggio del centro-destra un grande contributo affinché succedesse questo è arrivato proprio da loro.

martedì 30 marzo 2010

Sarà una rossa primavera?

…Riprendo la parola.
Se dovessi sintetizzare il risultato elettorale direi che è andata meglio di quanto ipotizzavo un mese fa e peggio di quanto mi aspettassi alle 15 di ieri pomeriggio. Con la schizofrenia però non si fa politica e soprattutto non si può pretendere di ottenere risultati apprezzabili a meno di non appartenere allo schieramento tout-court di destra.
Continuo a reputarmi di sinistra, per cui, alcune considerazioni, che non risultano essere novità nel mio pensiero, necessitano.
Il grande assente sulla scena politica italiana, risulta essere un “progetto politico”. Se alla destra questa assenza è congeniale a fare, in maniera estemporanea gli interessi di una sua dirigenza pronta a fare e a negare contemporaneamente, nei confronti della sinistra tale assenza comporta la stessa mancanza della funzione storica della sinistra al fianco dei ceti produttivi e dei così-detti “ultimi”.
La necessità della speranza in una propria emancipazione, in una propria cultura egemone, della necessità di gestire in maniera attiva i conflitti rientrano a tutto tondo nel rapporto tra sinistra politica e blocco sociale di riferimento.
Se nei giorni scorsi ho preferito astenermi dal proferire commenti tra i tanti supporters sia di SEL sia della FED era perché la sterile perpetrazione del rituale elettorale non poteva che portare al risultato odierno. Su tutto il territorio nazionale siamo in presenza di scelte strategiche diverse sul piano delle alleanze.Risulta difficile comprendere come in alcuni casi, ad esempio, il centro sinistra sia allargato all’UDC per poi trovare l'UDC stesso autonomamente presente in altre regioni correre da solo con un proprio candidato o addirittura alleato col centro-destra. Stessa cosa avviene con i Radicali, capaci di esprimere un candidato unitario in Lazio, ma corridori solitari, quindi antagonisti in altre regioni. Infine la sinistra extraparlamentare che nella consapevolezza da parte della sua dirigenza di contare tanto quanto zero, ha fatto di tutto pur di plasmarsi subalternamente, a parte alcuni casi, alle parole d’ordine del PD cercando di guadagnare più spazi possibili più nell’intento di incamerare i proventi dovuti al ruolo che non l’effettiva volontà di incidere rispetto alle scelte politiche.del PD stesso.
A dirigenze assimilabili a saprofiti ha purtroppo risposto una “militanza” e un elettorato disposto a diventare elemento nutrizionale per pochi “eletti”. L’atavica mancanza di contenuti o i contenuti posticci dell’ultima ora non possono considerarsi discriminanti.
Il danno arrecato con questo modo di far politica ha come effetto immediato la perdita della Regione Piemonte dove gli spazi lasciati dalla sinistra elettorale sono stati presi dai “grillini” che correndo da soli hanno fatto mancare quella quota di consenso indispensabile al centro-sinistra per tornare a governare.
Anche sulle così-dette vittorie necessita andare cauti, onde evitare ulteriori delusioni o cadute.
In Puglia il centro-sinistra può ringraziare che la destra ha deciso di partecipare alla competizione elettorale con due liste, con l’inevitabile dispersione di voti. Vendola governa col 48% contro il 51% della destra se si fosse presentata con lista unica.
In Liguria la maggioranza che conferma Burlando Presidente lamenta un salasso di circa 70mila voti rispetto alle regionali precedenti e una cifra assai più alta rispetto alle politiche del 2008. L’esigua presenza della sinistra extraparlamentare ne nasconde la subalternità al PD e la mancanza di un progetto autonomo sul quale confrontarsi sui temi della Regione.
…Come ogni risultato elettorale, in un contesto di degrado culturale, le prospettive che si possono aprire aprono interrogativi di difficile soluzione.
Personalmente sono due le ipotesi sulle quali amo soffermarmi e paradossalmente sembrano assai lontane tra di loro.
La prima , che trova già elementi di concretezza nel percorso iniziato dopo le elezioni europee è quella della rete@sinistra per la costruzione (sottolineo costruzione e non unificazione) di un soggetto politico a sinistra partendo dalle pratiche nuove della democrazia interna al soggetto e che faccia riferimento alla rete dell’associazionismo, sensibile alle tematiche della produzione e dei consumi per uno sviluppo sostenibile.
La seconda è recitare un de profundis nei confronti della così detta sinistra extraparlamentare che ha avuto il pregio di ambire “la fantasia al potere” nel 68 ma all’immobilismo conservativo negli ultimi 9 anni e entrare in massa nel PD cercando di condizionarne le scelte politiche. In fondo anche la Serracchiani ieri sera è arrivata alla conclusione che forse era giunto il momento di pensare ai contenuti (finchè c'è vita c'è speranza).

Loris


altre elezioni...altra musica.... solo i concertisti sembrano essere immutati, ma non suonano la chitarra

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