il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

Amicus Plato, sed magis amica veritas



Visualizzazione post con etichetta globalizzazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta globalizzazione. Mostra tutti i post

venerdì 20 luglio 2012

Oggi, ore 17.27 in Piazza Alimonda con la memoria a 11 anni fa ed il presente in piazza ad Atene e Madrid


…Sto per muovermi verso Piazza Alimonda, un appuntamento con la “memoria” , la memoria di un ragazzo ucciso, che insieme a centinaia di migliaia di altri giovani manifestavano affinchè un altro mondo fosse possibile.
Un mondo che in questi anni ha arrogantemente seguito le regole della globalizzazione, del mercato, della speculazione, dell’erosione dei diritti .

Sono stati quei grandi della terra che nelle politiche impostate portavano il cancro di una crisi che cercano di far pagare comunque a chi la crisi non l’ha generata ma la subisce a fronte di esigenze di salvaguardia degli interessi di pochi nelle cui mani si è accentrato il potere economico mondiale.

Guardare solidarmente a piazza Syintagma ad Atene, o alle piazze spagnole oggi vuol dire essere presenti nella piazza della memoria di Genova. Affinchè il sacrificio di Carlo e di tutti quelli che di Genova mantengo il ricordo per l’ingiusto sangue fatto versare da “pezzi” di questo Stato , dobbiamo trovare la possibilità di raccordare tutte le lotte dei lavoratori europei contro questo mercato assassino!

Loris





domenica 27 novembre 2011

SENZA KYOTO NON C'E' FUTURO - ALLA VIGILIA DELLA CONFERENZA ONU SUL CLIMA IN SUDAFRICA



SENZA KYOTO NON C'E' FUTURO. 
ALLA VIGILIA DELLA 17a CONFERENZA ONU SUL CLIMA IN SUDAFRICA

FAIR, LEGAMBIENTE, ALTRECONOMIA, ARCI E CGIL:

"UN ACCORDO VINCOLANTE PER NON SUPERARE IL PUNTO DI NON RITORNO" 

Mancano pochi giorni al via della 17a Conferenza ONU delle Parti sul cambiamento climatico, che si terrà a Durban, in Sudafrica, dal 28 novembre al 9 dicembre. Un appuntamento delicato, dopo l'ultimo appuntamento di Cancun, nel dicembre 2010, dove si riuscì a rimettere in piedi un negoziato in crisi, ma a spese di un accordo concreto ed operativo sulla lotta al cambiamento climatico. Questo in un momento drammatico sia per la situazione economico finanziaria, che sta impattando pesantemente sulla vita delle persone, ma anche per l'impatto delle attività umane sul pianeta, se pensiamo che a livello globale le emissioni è aumentato nel 2010 di un +6% rispetto al 2009, superando le peggiori previsioni della comunità scientifica internazionale. Un impatto già tangibile, e che ha visto un incremento degli eventi meteorologici estremi che ha toccato la cifra di 14mila in tutto il mondo tra il 1990 ed il 2009 e che, anche nel nostro Paese, sta lasciando il segno, basti pensare alle alluvioni recenti in Liguria ed in Sicilia. Un accordo vincolante, che rilanci Kyoto aggiornato ai dati che provengono dall'IPCC, il Panel internazionale di scienziati sul clima, e che stanzi da subito le cifre necessarie per adattamento al cambiamento climatico e mitigazione delle emissioni, per evitare di superare il punto di non ritorno. E' quello che chiedono l'organizzazione dell'economia solidale Fair, Legambiente, Altreconomia, Arci e CGIL presenti a Durban per monitorare i negoziati, mobilitandosi a fianco delle reti internazionali. Altreconomia, in collaborazione con ReteClima, Equomercato, LiberoMondo, Palm e Fair, ha deciso di aprire una finestra quotidiana sui negoziati sul clima di Durban. Il blog Ri(e)voluzione (www.altreconomia.it/clima) sarà un filo diretto con la delegazione italiana a Durban con l'obiettivo di mantenere accesa l'attenzione su un vertice che dovrebbe porre le basi del cambiamento di rotta necessario.

Segui il vertice COP17 di Durban su: www.altreconomia.it/clima

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok . Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

lunedì 8 agosto 2011

Contro la crisi , Ripartiamo da Genova




Scrivo nuovamente di mio pugno, dopo un periodo in cui il blog ha voluto essere semplicemente uno strumento di servizio, limitando la sua attività a rimbalzare comunicati collettivi, comunicati stampa e poco più.
Per me è inevitabile, a 15 giorni dal termine degli eventi del decennale “Genova2001-2011” mettere in relazione i dibattiti, le presenze e le dinamiche di quei giorni con ciò che la cronaca economica e politica ci sbatte in faccia quotidianamente.
Se gia due anni fa ci rendevamo conto che la crisi che era in atto, era dovuta a una finanziarizzazione indiscriminata dell’economia, oggi sembrerebbe evidente che quel capitalismo è incapace di sopravvivere a se stesso. 
In un libro che raccontava l’epopea del grande nord era descritto come i lupi andando a leccare affilati coltelli , con il manico piantato nel ghiaccio e la lama intrisa di sangue di qualche animale, avidamente si ferivano fino a morire dissanguati, nello stesso tempo saziati dal loro stesso sangue. Questa è a mio parere l’allegoria dell’odierno capitalismo finanziario. 
E’ evidente che in questo delirio, molti sono i soggetti coinvolti e trascinati a fondo in questo autentico pozzo nero dell’economia.
Negherei però, quella che è una affermazione strumentale e falsa :”Siamo tutti sulla stessa barca”. Se io mi sentissi sulla barca di Marchionne, della Marcegaglia o di Berlusconi, vorrebbe dire che già sono affogato, o in subordine tenuto in vita artificialmente. 
Con molta presunzione riaffermo però ciò che già nell’appello di chiamata di quasi un anno fa, per il decennale, era stato scritto in modo chiaro. Quel movimento così duramente represso aveva ragione. La globalizzazione non era una strada percorribile. Quel modello di sviluppo, che gli “8 grandi” del mondo portavano a Genova nel 2001 non era comunque il nostro modello. 
In dieci anni la realtà ha superato in maniera abnorme qualsiasi previsione, che il più estremista dei movimenti “no global” del 2001 avrebbe ipotizzato.
L’aumento dei conflitti armati, le sollevazioni popolari spontanee e quelle pilotate per il controllo delle risorse naturali del pianeta, sono la cartina di tornasole sullo stato della giustizia sociale e ambientale su questo pianeta. 
Con questa economia, la centralità l’ha assunta la finanza, quindi, anche l’assioma del “mercato” cade per lasciare posto alle partite a poker delle borse con i suoi agenti e i suoi finanzieri. Lo scambio del denaro, con le sue speculazioni determina la vita e la morte di intere economie nazionali. Banche, mafie, sono oggi in grado di affamare intere popolazioni o a condizionare l’accesso a diritti fondamentali come quello alla salute in paesi definiti “avanzati”. 
In Italia in questi dieci anni il governo del paese, a parte una breve e insignificante parentesi, è stato di destra e con il preciso compito di destrutturare sia stato sociale che Stato istituzione . Le becere politiche atte a precarizzare sempre più il mercato del lavoro e i progressivi attacchi ai diritti dei lavoratori fanno si che oggi ai lavoratori non resta che una estenuante difesa di un potere d’acquisto dei salari reso vano dalle attuate e tentate privatizzazioni di “beni comuni” o politiche sindacali asservite al padronato.
Ripartiamo da Genova, dai diritti negati ad una economia che coniughi ambiente risorse e consumi in un bilanciamento che non lasci spazio alle speculazioni. Ripartiamo da Genova con la difesa non solo dello stato sociale, ma del lavoro e di tutti i diritti che vogliono e vorrebbero privarci.
Ripartiamo da Genova gestendo e non subendo i conflitti.

Loris







Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok . Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

martedì 2 agosto 2011

GRAZIE AI GENOVESI CHE CI HANNO SOSTENUTO

GRAZIE AI GENOVESI CHE CI HANNO SOSTENUTO, A QUANTI ERANO ALLA MANIFESTAZIONE DI SABATO 23 LUGLIO E ANCHE A CHI NON C'ERA

Il Coordinamento genovese di Genova 2011 ha portato a termine  il suo incarico, coronato da un risultato complessivamente molto soddisfacente. Di questo vogliamo ringraziare quanti ci hanno aiutato a realizzare e diffondere le numerose iniziative e quanti vi hanno partecipato.

Un ringraziamento particolare va a quanti hanno dato vita con noi alla grande manifestazione di sabato 23 luglio, per la fiducia dimostrataci e per non essersi fatti ingannare dalla campagna di allarmismo che purtroppo si é dovuta registrare. Vogliamo però ringraziare anche chi non é venuto: ci saranno future occasioni per essere di nuovo tutte e tutti insieme a manifestare.

Terminato questo faticoso percorso ognuno di noi torna ad operare nell'ambito consueto - importante, quale che ne sia la dimensione e la natura - avendo verificato che la strada per l'unità di chi lotta per un mondo diverso é faticosa, certo, ma é possibile ed é l'unica capace di incidere.

Ci ritroveremo presto insieme nella costruzione del Forum Sociale Mondiale del 2013 passando per i grandi appuntamenti che ci attendono, a partire dal G20 del prossimo autunno a Cannes. Saranno altrettante occasioni per consolidare la rete di movimenti che riunisce donne e uomini impegnati nella difesa del pianeta in cui viviamo e per garantire a tutte e tutti dignitose condizioni di vita.

Insieme all'unità serve però la memoria, e la nostra non si ferma a Genova 2001. Ventun anni prima di quella giornata nera della nostra democrazia, il 2 agosto 1980, una bomba fascista alla stazione di Bologna uccideva 85 persone provocando oltre duecento feriti. Anche in quel caso, come già per le altre stragi a partire da Piazza Fontana, lo sporco gioco dei depistaggi dei servizi segreti ha ostacolato in maniera decisiva la ricerca di verità e giustizia. Ricerca di verità e giustizia che é la stessa che ci ha mosso da subito per le drammatiche giornate del luglio 2001 e che ci muoverà ancora, certamente ancor più uniti e solidali.

Per questo abbiamo scelto la data del  2 agosto, alle 17.30, per trovarci  davanti alla Prefettura di Genova - in largo Lanfranco - per concludere questo ciclo di iniziative ricordando che per l'uccisione di Carlo Giuliani ad opera dei Carabinieri non c'é stato neppure un processo, mentre per il massacro della Diaz, delle violenze di strada e delle torture di Bolzaneto il faticoso cammino della giustizia é riuscito ad arrivare a significative condanne dei vertici - a cominciare dall'allora capo della polizia ed oggi a capo dei servizi segreti De Gennaro - che rischiano però di essere vanificate in tutto o in larghissima misura dall'incombente prescrizione.

Siete tutte/i invitati a partecipare.

Coordinamento Genova 2011
Galleria di immagini






Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok . Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

mercoledì 27 luglio 2011

DICHIARAZIONE FINALE COMUNE - GENOVA 2011 “Loro la crisi – Noi la speranza” Assemblea internazionale 24 luglio


DICHIARAZIONE FINALE COMUNE

GENOVA 2011 “Loro la crisi – Noi la speranza”
Assemblea internazionale 24 luglio

La rete italiana verso il FSM nel Maghreb-Mashrek si incontra il 4 settembre a Roma


Noi, partecipanti a Genova 2011 “Loro la crisi- Noi la speranza” riuniti nell’assemblea internazionale del 24 luglio, dopo la grande manifestazione di ieri, ci impegniamo a costruire insieme il percorso che ci porterà al Forum Sociale Mondiale del 2013 che si terrà nella regione Maghreb-Mashrek.
Per la prima volta, i movimenti, gli attori sociali, gli attivisti e le comunità di tutto il mondo si riuniranno nella nostra comune regione mediterranea, ospiti delle rivoluzioni della dignità.
Il Forum e il suo processo di costruzione ci offrono una straordinaria occasione di convergenza nazionale e internazionale per rafforzare il campo di forze e delle alleanze necessari a una vera alternativa alla crisi globale, fondata sulla radicalizzazione della democrazia e dei diritti, sul rifiuto di ogni guerra, su un altro modo di produrre, di vivere, di consumare, di convivere, capace di respingere al mittente le devastanti ricette anticrisi imposte dai poteri dominanti.
Ci impegniamo a costruire insieme due importanti appuntamenti internazionali in Italia:
-        Nei prossimi mesi, un seminario aperto per la ricostruzione di uno spazio pubblico europeo pubblico e partecipato dagli attori sociali che nel nostro continente fanno vivere le lotte, le vertenze, le alternative, le buone pratiche per una Europa diversa.
-        Nel 2012, decennale del FSE di Firenze del 2002, un evento Forum mediterraneo, un grande incontro dei movimenti europei con i protagonisti e le protagoniste delle rivoluzioni della dignità nella riva sud .
Organizzeremo la partecipazione alle manifestazioni contro il G20 a Nizza in novembre, per la giustizia climatica a Durban a dicembre e in Brasile in occasione della conferenza Onu sullo sviluppo sostenibile Rio+20, nel Forum Mondiale Alternativo per l’Acqua a marzo 2012 a Marsiglia. Ci mobiliteremo per la giornata di azione dei migranti il 18 dicembre del 2011.
La “rete italiana verso il FSM” sarà una rete orizzontale e partecipata, capace di socializzare e democratizzare al massimo le relazioni internazionali altermondialiste, e di assicurare la massima partecipazione degli attori sociali, delle comunità, dei territori.
L’Assemblea della Rete Italiana FSM si riunirà il 4 settembre ore 10.30 a Roma alla sede nazionale dell’Arci V. Monti di Pietralata 16 per programmare il proprio lavoro.
Sarà anche l’occasione per discutere le possibili convergenze di azione sul livello nazionale di mobilitazione, nell’autunno caldo di lotte e di resistenze che tutti e tutte stiamo preparando nel nostro paese.




Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok . Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

domenica 27 marzo 2011

Di superamento del lutto, di sentenze e di ordinaria ingiustizia.


Antefatto : Circa una settimana fa il Cardinale Bagnasco ha fatto visita pastorale nella chiesa di piazza Alimonda davanti la quale venne ucciso con un colpo di pistola alla testa Carlo Giuliani. Bagnasco, riferendosi agli eventi del 2001 dichiarava : "Certamente nella preghiera c'é il ricordo dei momenti del G8 di Genova che hanno visto luci ed ombre. Luci ed ombre che si stanno pian piano diradando - ha detto il porporato -. Speriamo che questa pagina possa essere superata ed affidiamo alla Misericordia del Signore quanti hanno perso la vita o sono stati danneggiati. Dobbiamo guardare con fiducia al futuro perché certe cose non si debbano più ripetere".
Gli fa immediatamente eco il Sindaco di Genova Marta Vincenti con la seguente dichiarazione: "Quello del cardinal Angelo Bagnasco è un messaggio importante di pacificazione e di speranza, ed è da sottoscrivere. Mi riconosco nel suo monito e spero che in questo decennale sia fatto un salto definitivo. Come Comune il superamento del lutto è qualcosa che ci siamo posti come obiettivo fin dall'inizio. E proprio perchè allora vennero calpestati i diritti di tutti, abbiamo dato vita alla 'Settimana dei diritti', con la volontà di rovesciare il lutto in una forte assunzione di responsabilità, lanciando come obiettivo i diritti di nuova generazione"

Il fatto : La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, con sentenza definitiva, ha assolto l'Italia dalle accuse di aver responsabilità nella morte di Carlo Giuliani avvenuta durante gli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine nel corso del G8 di Genova.

Commento… a questo punto qualcuno potrebbe sostenere che il capitolo è chiuso, superato, che il lutto è metabolizzato e che non necessita più ne parlarne ne pensarci.
Mi suona un po’ stonata la campana che esorta a un superamento e nel contempo si parli di “diritti”, proprio in quel contesto dove l’etica dello stato ha mostrato non solo alcune lacune, ma autentiche degenerazioni.
La sentenza di Strasburgo di fatto non cancella le condanne di quei funzionari dello stato che sono stati prima inquisiti e poi condannati per il loro comportamento e per il tipo di ordini impartiti. E, se questi “galantuomini” erano in assoluto in testa nella catena di gestione e comando dell’ordine pubblico a Genova nei giorni del G8, le nebbie anziché diradarsi si intensificano paurosamente.
Brutta è quella navigazione a vista, quando ormai sei in mezzo agli scogli, o alla melma che ti circonda la barca e che si solidifica impedendoti di andare avanti. Vento di una normalizzazione pesante è quello che soffia e che tenta di rigettare nell’oblio chi volle quel maledetto G8 a Genova, chi gestì da forte San Giuliano politicamente le giornate genovesi e chi successivamente impedì l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta su quei giorni di sospensione a Genova dei diritti costituzionali.
Per queste ragioni è giusto quest’anno tornare a Genova. Dieci anni dal Luglio maledetto, da quel bellissimo slogan che migliaia di persone, giovani e meno giovani invocavano nella convinzione che un altro  mondo era possibile, e non sicuramente quello delle torri gemelle, dell’Iraq o dell’ Afghanistan, non quello dei satrapi del Maghreb ne quello dei disboscamenti e sfruttamento selvaggio degli uomini e dell’ambiente come in Cina o in India….o in Giappone a Fukushima.
Si torna a Genova perché non c’è da normalizzare ne il disastro globale ne la morte dei diritti .
Torniamo a Genova perché nelle loro sentenze e nei loro modelli di sviluppo continueranno ad essere loro la Crisi e noi la Speranza.
Loris

                   Il G8 secondo Bagnasco "Le ombre si diradano"


Ne stiamo parlando : Blog di Giuliano Giuliani STRASBURGO NON È BERLINO

                                La buona novella-di Don Andrea Gallo – I latitanti del G8

                                Attaccabottone  Saluti da Genova

                                Il Russo blog  Stai a vedere che si è suicidato?


(sito ufficiale)


domenica 13 marzo 2011

presentazione ai media “Genova 2001 Genova 2011 – Loro la Crisi Noi la Speranza”


mercoledì 16 marzo 2011 alle ore 11
 presso la “bouvettina” di Palazzo Tursi, via Garibaldi 9
presentazione ai media
“Genova 2001 Genova 2011   –  Loro la Crisi Noi la Speranza”


Genova ospiterà, tra giugno e luglio, 30 giorni di iniziative pubbliche per rilanciare e attualizzare la riflessione intorno ad “un diverso modello di società”, alla luce degli avvenimenti di questi ultimi 10 anni nel mondo, con lo sguardo rivolto al futuro.

Il Coordinamento Genovese per l’organizzazione del decennale del G8 illustrerà il progetto mercoledì 16 marzo 2011 ore 11, presso la “bouvettina” di Palazzo Tursi, insieme a soggetti locali e nazionali aderenti all’iniziativa “Verso Genova 2011” e ai rappresentanti istituzionali che hanno dato disponibilità a collaborare.

Dieci anni fa, uno dei più grandi movimenti sociali degli ultimi tempi aveva scelto la Genova del G8, per dimostrare l'inconsistenza e l'illegittimità di quelle ricette economiche, prevedendo con largo anticipo i disastri globali che quel tipo di globalizzazione avrebbe portato: una crisi sociale, con oltre un miliardo di persone che muoiono di fame; una crisi economica, causata da un sistema finanziario sganciato dalla vita reale; una crisi climatica, con un pianeta che sta drammaticamente cambiando. Questo ha portato a tensioni, violenze, oppressione: le insurrezioni popolari del Maghreb di questi giorni che ce lo ricordano, rappresentano, altresì, il riscatto, la speranza e la dignità di quelle popolazioni.

Quel movimento pacifico fece paura e fu stroncato a Genova con una repressione senza precedenti:

migliaia di persone pestate, 93 cittadini aggrediti nel sonno alla scuola Diaz, nella caserma di Bolzaneto molti furono torturati, Carlo Giuliani fu ucciso in Piazza Alimonda (e neppure un processo per tentare di fare chiarezza e rendere giustizia a questa morte) e i responsabili di tali violenze pur essendo stati condannati sono ancora al loro posto e molti sono stati promossi.

A Genova in quei giorni, come ci ricorda Amnesty International, fu sospesa la Costituzione.

Tornare a Genova per tutti noi, cittadine e cittadini di tutto il mondo, nasce dalla necessità di attualizzare, alla luce di questi 10 anni, quelle che furono le nostre ragioni.

Torniamo a Genova per continuare a lavorare per un nuovo mondo possibile, centrato sui diritti e non sui profitti; per richiedere verità e giustizia per quei giorni, per riaffermare attraverso workshop, seminari, eventi quelli che sono i nostri valori e i contenuti delle nostre proposte, perché la storia ha confermato e superato nella negatività, purtroppo, le previsioni che facemmo allora.

Perché:


LORO LA CRISI. NOI LA SPERANZA

http://www.genova2011.org/                                                                             info@genova2011.org

giovedì 9 settembre 2010

GENOVA 2001 – GENOVA2011

















Appello luglio 2011


La crisi o la speranza



Dieci anni fa centinaia di migliaia di persone, giovani e adulti, donne ed uomini, di tutto il mondo si diedero appuntamento a Genova per denunciare i pericoli della globalizzazione neoliberista e per contestare i potenti del G8, intenti a convincere il mondo che trasformare tutto in merce avrebbe prodotto benessere per tutti.
Le persone che manifestavano a Genova erano parte di un grande movimento “per un mondo diverso possibile” diffuso in tutto il pianeta. Era nato a Seattle nel 1999 con una grande alleanza fra sindacati e movimenti sociali, e ancor prima nelle selve del Chiapas messicano. Nel gennaio 2001 si era incontrato nel grande Forum Sociale Mondiale a Porto Alegre in Brasile che aveva riunito la società civile, i movimenti, le organizzazioni democratiche di tutto il mondo.
Quel movimento diceva – e ancora oggi dice – che la religione del mercato senza regole avrebbe portato al mondo più ingiustizie, più sfruttamento, più guerre, più violenza. Che avrebbe distrutto la natura, messo a rischio la possibilità di convivenza e persino la vita nel pianeta. Che non ci sarebbe stata più ricchezza per tutti ma, piuttosto, nuovi muri, fisici e culturali, tra i nord ed i sud del mondo. Non la pacificazione, conseguenza della “fine della storia”, ma lo “scontro di civiltà”.
Avevamo ragione, e i fatti lo hanno ampiamente confermato. Ora lo sanno tutti. Ma dieci anni fa, per aver detto solo la verità, venimmo repressi in maniera brutale e spietata.




La città di Genova fu violentata fisicamente e moralmente. Le regole di una democrazia, che sempre prevede la possibilità del dissenso e della protesta, vennero sospese e calpestate. Un ragazzo fu ucciso. Migliaia vennero percossi, feriti, arrestati, torturati. Eravamo le vittime, ma per anni hanno tentato di farci passare per i colpevoli.
Oggi, le ragioni di allora sono ancora più evidenti.
Una minoranza di avidi privilegiati pare aver dichiarato una guerra totale al resto dell’umanità e all’intera madre Terra. Dopo aver creato una crisi mondiale mai vista cercano ancora di approfittarne, rapinando a più non posso le ultime risorse naturali disponibili e distruggendo i diritti e le garanzie sociali messe a protezione del resto dell’umanità in due secoli di lotte.


E’ un progetto distruttivo: ha prodotto la guerra globale permanente, l’attacco totale ai diritti (al lavoro e del lavoro, alla salute, all’istruzione, alla libertà di movimento, alle differenze culturali e di genere nonché alle scelte sessuali), la rapina dei beni comuni, la distruzione dell’ambiente, il cambiamento climatico e il saccheggio dei territori.
Ormai è chiaro a tanti e tante, a molti più di quanti erano a Genova dieci anni fa, che solo cambiando radicalmente direzione si può dare all’umanità una speranza di futuro, impedendo la catastrofe che i poteri dominanti, sia pure in crisi, stanno continuando a preparare.
Proponiamo a tutte/i coloro che da quei giorni non hanno mai smesso di portare avanti le ragioni di allora e a tutte/i coloro che, pur non avendo avuto la possibilità di partecipare a quelle elaborazioni, ogni giorno costruiscono elementi di un mondo diverso con le loro lotte, le loro rivendicazioni, le loro pratiche, di costruire insieme da oggi le condizioni per incontrarsi a Genova nel luglio del 2011, per tessere reti più forti di resistenza, di solidarietà, di costruzione di alternativa alla barbarie e di speranza.
Viviamo in un mondo che continua a non piacerci, un mondo che continua ad avere tutte le caratteristiche che abbiamo fortemente denunciato 10 anni fa, se possibile ancora più accentuate, attraversato da profonde crisi etiche, morali, democratiche che aggravano e rendono più pericolosa la crisi economica e finanziaria. Ma, allo stesso tempo, viviamo anche in un mondo che, a partire dal nuovo protagonismo dei popoli dell’America Latina, esprime un forte sentimento di cambiamento.
Ripensare, recuperare, allargare ed aggiornare lo “spirito di Genova” che ha segnato una generazione può aiutare. Non a guardare indietro, a quella che ormai è storia, ma a guardare avanti, al futuro che abbiamo tutti e tutte la responsabilità di costruire.
LORO LA CRISI. NOI LA SPERANZA.


Invitiamo pertanto tutte/i coloro che sono interessate/i a condividere questo percorso ad un primo incontro che si terrà il 9 ottobre prossimo a Genova alle ore 11 presso il Circolo Autorità Portuale e Società del Porto di Genova in via Albertazzi 3r (zona Terminal Traghetti/Caserma Vigili del Fuoco).
  
le adesioni sono raccolte attraverso il sito GENOVA 2001 – GENOVA2011       alla pagina  come aderire
Primi firmatari
Vittorio Agnoletto, Andrea Bagni, Monica Baracchini, Enrica Bartesaghi, Ugo Beiso, Norma Bertullacelli, Graziella Bevilacqua, Angela Brancati, Antonio Bruno, Laura Brusasco, Anna Bucca, Giacomo Casarino, Giovanna Caviglione, Angelo Chiaramonte, Paola Cirio, Giuseppe Coscione, Riccardo Cosmelli, Matteo Cresti, Massimo Dalla Giovanna, Maria De Barbieri, Lucia Deleo, Andrea De Lotto, Giuseppe De Marzo, Manlio Di Lorenzo, Miriam Formisano, Graziella Gaggero, Haidi Gaggio Giuliani, Maurizio Galeazzo, don Andrea Gallo, Angelo Gandolfi, Davide Ghiglione, Roberto Giannini, Giuliano Giuliani, Giuseppe Gonella, Santo Grammatico, Angelo Guarnieri, Carlo Gubitosa, Simohamed Kaabour, Fernanda La Camera, Mirella La Magna, Rita Lavaggi, Marcella Lelli, Philippe Lemoussu, Elena Lozzi, Aurelio Macciò, Edoardo Magnone, Roberto Mapelli, Annalisa Marinelli, Emanuela Massa, Walter Massa, Aleksandra Matikj, Roberta Mongiardini, Gianni Morando, Mariangela Mozzone, Giorgio Pagano, Bice Parodi, Paolo Palazzo, Martina Pignataro, Gianluca Reali, Cristiana Ricci, Stefania Ricci, Giorgio Riolo, Caterina Roseo, Dario Rossi, Gianni Russotto, Raffaele K. Salinari, Sonia Sander, Stefano Scagni, Rosanna Sirtori, Gabriele Taddeo, Sergio Tedeschi, Gianluca Trovati, Roberta Trucco, Nicola Vallinoto, Loris Viari, Matteo Viviano, Alberto Zoratti, Franco Zunino


Nota dell'amministratore del Blog:
A tutti gli amici e compagni Blogger chiedo di diffondere il più possibile questo appello al fine di raccogliere il maggior numero di adesioni di singoli e di associazioni raccomandandomi di lasciare ovviamente inalterati i link al sito ufficiale. Loris

BEGIN

Share |

Lettori fissi

networkedblogs

DISCLAIMER


Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.
L'autore del blog non è responsabile del contenuto dei commenti ai post, nè del contenuto dei siti "linkati".

Alcuni testi o immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo via E-mail. Saranno immediatamente rimosse.

Some text or image, in this blog, were obtained via internet and, for that reason, considered of public domain. I have no intention of infringing copyright. In the case, send me an E-mail and I will provide immediately.