il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

Amicus Plato, sed magis amica veritas



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venerdì 26 luglio 2013

Perchè ritrovarci in Piazza Alimonda il 20 luglio.

...Non ci ritroviamo in piazza Alimonda a celebrare un evento luttuoso. In piazza Alimonda ci ritroviamo per testimoniare che a uno "Stato" di poliziotti infedeli al giuramento prestato, di funzionari capaci di mentire e guidare alla "macelleria messicana" uomini mascherati per garantirsi l'impunità si contrappongono giovani e meno giovani che restano fedeli a quei valori espressi nella Resistenza Antifascista e sanciti dalla nostra Costituzione repubblicana.
Proprio nel momento in cui le larghe intese si sono allargate sino ad inglobare il programma eversivo del piduista Licio Gelli per stravolgere la nostra Costituzione, Piazza Alimonda diventa un presidio Antifascista e Resistente.
... e sarà opportuno che i presidi si estendano a tutto il paese in attesa della sentenza in Cassazione del piduista di Arcore e dei prossimi passaggi parlamentari della riforma Costituzionale da parte di un governo delegittimato da una legge elettorale passiva di incostituzionalità.

Loris

venerdì 20 luglio 2012

Oggi, ore 17.27 in Piazza Alimonda con la memoria a 11 anni fa ed il presente in piazza ad Atene e Madrid


…Sto per muovermi verso Piazza Alimonda, un appuntamento con la “memoria” , la memoria di un ragazzo ucciso, che insieme a centinaia di migliaia di altri giovani manifestavano affinchè un altro mondo fosse possibile.
Un mondo che in questi anni ha arrogantemente seguito le regole della globalizzazione, del mercato, della speculazione, dell’erosione dei diritti .

Sono stati quei grandi della terra che nelle politiche impostate portavano il cancro di una crisi che cercano di far pagare comunque a chi la crisi non l’ha generata ma la subisce a fronte di esigenze di salvaguardia degli interessi di pochi nelle cui mani si è accentrato il potere economico mondiale.

Guardare solidarmente a piazza Syintagma ad Atene, o alle piazze spagnole oggi vuol dire essere presenti nella piazza della memoria di Genova. Affinchè il sacrificio di Carlo e di tutti quelli che di Genova mantengo il ricordo per l’ingiusto sangue fatto versare da “pezzi” di questo Stato , dobbiamo trovare la possibilità di raccordare tutte le lotte dei lavoratori europei contro questo mercato assassino!

Loris





mercoledì 29 febbraio 2012

'Agenti non riconoscibili? Così si sospendono le regole'



25 febbraio 2012 — pagina 3 sezione: GENOVA 

L' IMPOSSIBILITÀ di perseguire i poliziotti picchiatori del G8 perché irriconoscibili anche per i loro comandanti; la rivoluzionaria proposta di imporre degli oneri di ripristino per limitare la cementificazione della Liguria; e poi ancora le indagini per danno alla salute pubblica degli avvelenatori della terra,i risarcimenti chiesti ai comuni che non fanno la raccolta differenziata o la clamorosa stima, 34 milioni di euro, del danno provocato dalle false pensioni per l' amianto. Sono alcuni dei temi affrontati ieri nel corso della cerimonia di apertura dell' anno giudiziario della Corte dei Conti dal procuratore regionale Ermete Bogetti e dal presidente della sezione giurisdizionale Andrea Russo. G8. Bogetti, nel ricordare che la procura ha avviatoi procedimenti con cui verranno chiesti i danni materiali e d' immagine ai poliziotti condannati per le violenze durante il G8 del 2001, ha spiegato che se da un lato si attendono i giudizi definitivi della Cassazione per procedere contro gli imputati della Diaz e di Bolzaneto, dall' altro si potrebbero già istruire dei processi per quei casi che in sede civile hanno visto il Ministero dell' Interno risarcire alcuni manifestati picchiati. Ma c' è un ostacolo. Nessuno è in grado di identificare gli agenti picchiatori. Bogetti ha così ricordato la sua esperienza torinese, quando indagò nei confronti di un funzionario - assolto penalmente - che aveva guidato una carica in Valsusa contro i manifestanti contrari alla Tav. «Ricordo - ha detto il procuratore - che ho dovuto constatare che gli stessi comandanti... oltre a non essere in grado di identificare gli operatori... neppure potevano precisare se fossero appartenuti al contingente da loro comandato... se si ammette che i singoli operatori non possano essere riconoscibili... vuol dire ammettere che si possa verificare una sospensione delle regole... che non può essere tollerata in uno Stato di diritto»...Leggi tutto >>





sabato 25 febbraio 2012

Marina Spaccini ci ha lasciato - "Quella manganellata mi ha fatto cadere lo Stato in testa"

Ricordi dalla rete di Marina Spaccini




Ciao Marina! 
Saluto con questa immagine una persona straordinaria: Marina Spaccini. E' lei che, come ricordano i compagni genovesi, porge un po' d'acqua ad un ragazzo sdraiato per terra ferito dopo che la cieca furia delle cosiddette "forze dell'ordine" aveva fatto scempio della piazza tematica del movimento pacifista a Manin il 20 luglio 2001. E' lei che, poco dopo essere stata ritratta, è finita con la testa spaccata per colpa di quelle stesse belve.
La ricordo quando nel luglio 2002 è tornata a Genova per raccontare la sua esperienza e quella del marito Giorgio di medici in Africa ed il loro percorso nel movimento dei "Bilanci di giustizia", per un'economia diversa. La ricordo, poi, ad un'udienza sugli scontri di quei giorni, raccogliere le idee con la testa tra le mani in un angolo del tribunale genovese, e vincere un risarcimento ridicolo da parte dello Stato senza perdere mai dolcezza e indignazione. E' una persona che, con umiltà e dignità, ha cercato di fare del suo meglio per farci tutti migliori. Grazie! 

Monica di Sisto





Marina SPACCINI se ne è andata, lasciandoci tanti ricordi. 
Ci ricordiamo la sua querelle con il sindaco Di Piazza, che voleva riappendere al muro del palazzo comunale il ritratto del Podesta fascista Pagnini: Marina chiese allora di togliere quello di suo padre, sindaco 
democristiano di Trieste, ma soprattutto convinto antifascista . 
Ci ricordiamo la determinazione e la forza con le quali partecipava al Movimento Altermondista e, nel locale, al Trieste Social Forum, in particolare durante le vicende legate alla guerra contro l'Iraq. 
Soprattutto però il nome di Marina SPACCINI rievoca tra coloro che parteciparono al cosiddetto movimento no global, i fatti nei quali fu coinvolta in occasione della grande manifestazione di Genova del 2001 .
Marina infatti venne aggredita da un appartenente alle forze dell'ordine e manganellata, nonostante fosse chiaro dal suo distintivo, che essa facesse parte del personale medico volontario della manifestazione e che stesse tentando di portar soccorso ad altri aggrediti dalle violenze della polizia. 
La sua foto - pubblicata in copertina dalla rivista Diario - e la sua storia fecero il giro del mondo. 
Solo dopo diversi anni Marina vinse la causa e potè dimostrare come andarono effettivamente le cose . 
Si sa che i marxisti - come noi ci consideriamo - hanno un solo lucido e cosciente atto di fede: la fiducia pressochè infinita nell''essere umano e nella sua volontà di cambiamento collettivo di questa società verso 
una società più giusta e solidale Marina era una di quelle compagne di strada che ci rafforzava in questa 
convinzione e per questo la sua scomparsa ci colpisce profondamente.

 Sinistra Critica TRIESTE



g8: lo Stato condannato a pagare

Marina Spaccini su "Vita Nuova" Trieste
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venerdì 22 luglio 2011

Una notte alla Diaz - breve reportage fotografico dieci anni dopo la macelleria messicana

ultime luci del giorno
via XX Settembre


...Quel sangue non
assolve nessuno


La lotta dei No Tav
è la lotta di Genova 2011


...é gia buio
si passa in piazza Alimonda


...davanti alla Diaz a migliaia


... lasciati fuori,
perchè la memoria e il ricordo non turbino i
residui di sangue raggrumato
nelle aule del sapere


...parlano le vittime
della macelleria messicana


...Mark Covell, giornalista, massacrato dai torturatori in divisa
oggi cittadino onorario di Genova..
......e De Gennaro di quale città potrebbe essere 
cittadino onorario?....


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domenica 10 luglio 2011

Calendario Eventi Genova2001 - 2011


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CALENDARIO EVENTI
Mese Giugno
Lun Mar Mer 1 Gio 2 Ven 3 Sab 4 Dom 5
Lun 6 Mar 7 Mer 8 Gio 9 Ven 10 Sab 11 Dom 12
Lun 13 Mar 14 Mer 15 Gio 16 Ven 17 Sab 18 Dom 19
Lun 20 Mar 21 Mer 22 Gio 23 Ven 24 Sab 25 Dom 26
Lun 27 Mar 28 Mer 29 Gio 30
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Mese Luglio
Ven 1 Sab 2 Dom 3
Lun 4 Mar 5 Mer 6 Gio 7 Ven 8 Sab 9 Dom 10
Lun 11 Mar 12 Mer 13 Gio 14 Ven 15 Sab 16 Dom 17
Lun 18 Mar 19 Mer 20 Gio 21 Ven 22 Sab 23 Dom 24
Lun 25 Mar 26 Mer 27 Gio 28 Ven 29 Sab 30 Dom 31
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ecco il programma delle iniziative per il decennale "Genova2001-2011  - Loro la Crisi. Noi la Speranza"
Un grazie speciale a Elena e Mauro (Solleviamoci's web log e Solleviamoci) , che sono stati fondamentali nel rendere fruibile a tutti il programma sul sito ufficiale di Genova2001-2011.
Loris
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lunedì 9 maggio 2011

“Contribuisci anche tu a far si che un altro mondo sia possibile”



A luglio, per tutto il mese, a Genova, si incontreranno movimenti associazione comitati e quanti hanno l’intenzione di attualizzare ciò che nel 2001 veniva contestato ai grandi del mondo lì riuniti. L’organizzazione di mostre, incontri, dibattiti, forum e concerto finale si sta sviluppando grazie al volontariato. Ciò nonostante, le spese da sostenere al fine di garantire al meglio lo svolgersi degli eventi ci sono e sono ingenti.
Per queste ragioni è stato aperto un conto corrente su cui poter sottoscrivere un contributo per finanziare gli eventi stessi.

Conto Corrente n.000000135993 presso Banca Etica-Filiale di Genova
intestato: Comitato Verso Genova 2011
coordinate bancarie da estero: BIC CCRTIT2T84A




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domenica 27 marzo 2011

Di superamento del lutto, di sentenze e di ordinaria ingiustizia.


Antefatto : Circa una settimana fa il Cardinale Bagnasco ha fatto visita pastorale nella chiesa di piazza Alimonda davanti la quale venne ucciso con un colpo di pistola alla testa Carlo Giuliani. Bagnasco, riferendosi agli eventi del 2001 dichiarava : "Certamente nella preghiera c'é il ricordo dei momenti del G8 di Genova che hanno visto luci ed ombre. Luci ed ombre che si stanno pian piano diradando - ha detto il porporato -. Speriamo che questa pagina possa essere superata ed affidiamo alla Misericordia del Signore quanti hanno perso la vita o sono stati danneggiati. Dobbiamo guardare con fiducia al futuro perché certe cose non si debbano più ripetere".
Gli fa immediatamente eco il Sindaco di Genova Marta Vincenti con la seguente dichiarazione: "Quello del cardinal Angelo Bagnasco è un messaggio importante di pacificazione e di speranza, ed è da sottoscrivere. Mi riconosco nel suo monito e spero che in questo decennale sia fatto un salto definitivo. Come Comune il superamento del lutto è qualcosa che ci siamo posti come obiettivo fin dall'inizio. E proprio perchè allora vennero calpestati i diritti di tutti, abbiamo dato vita alla 'Settimana dei diritti', con la volontà di rovesciare il lutto in una forte assunzione di responsabilità, lanciando come obiettivo i diritti di nuova generazione"

Il fatto : La Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, con sentenza definitiva, ha assolto l'Italia dalle accuse di aver responsabilità nella morte di Carlo Giuliani avvenuta durante gli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine nel corso del G8 di Genova.

Commento… a questo punto qualcuno potrebbe sostenere che il capitolo è chiuso, superato, che il lutto è metabolizzato e che non necessita più ne parlarne ne pensarci.
Mi suona un po’ stonata la campana che esorta a un superamento e nel contempo si parli di “diritti”, proprio in quel contesto dove l’etica dello stato ha mostrato non solo alcune lacune, ma autentiche degenerazioni.
La sentenza di Strasburgo di fatto non cancella le condanne di quei funzionari dello stato che sono stati prima inquisiti e poi condannati per il loro comportamento e per il tipo di ordini impartiti. E, se questi “galantuomini” erano in assoluto in testa nella catena di gestione e comando dell’ordine pubblico a Genova nei giorni del G8, le nebbie anziché diradarsi si intensificano paurosamente.
Brutta è quella navigazione a vista, quando ormai sei in mezzo agli scogli, o alla melma che ti circonda la barca e che si solidifica impedendoti di andare avanti. Vento di una normalizzazione pesante è quello che soffia e che tenta di rigettare nell’oblio chi volle quel maledetto G8 a Genova, chi gestì da forte San Giuliano politicamente le giornate genovesi e chi successivamente impedì l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta su quei giorni di sospensione a Genova dei diritti costituzionali.
Per queste ragioni è giusto quest’anno tornare a Genova. Dieci anni dal Luglio maledetto, da quel bellissimo slogan che migliaia di persone, giovani e meno giovani invocavano nella convinzione che un altro  mondo era possibile, e non sicuramente quello delle torri gemelle, dell’Iraq o dell’ Afghanistan, non quello dei satrapi del Maghreb ne quello dei disboscamenti e sfruttamento selvaggio degli uomini e dell’ambiente come in Cina o in India….o in Giappone a Fukushima.
Si torna a Genova perché non c’è da normalizzare ne il disastro globale ne la morte dei diritti .
Torniamo a Genova perché nelle loro sentenze e nei loro modelli di sviluppo continueranno ad essere loro la Crisi e noi la Speranza.
Loris

                   Il G8 secondo Bagnasco "Le ombre si diradano"


Ne stiamo parlando : Blog di Giuliano Giuliani STRASBURGO NON È BERLINO

                                La buona novella-di Don Andrea Gallo – I latitanti del G8

                                Attaccabottone  Saluti da Genova

                                Il Russo blog  Stai a vedere che si è suicidato?


(sito ufficiale)


mercoledì 16 marzo 2011

Rassegna stampa per Genova 2011 - Conferenza stampa - l'adesione della Fiom

Roma, 16 marzo 2011

 Per la conferenza stampa
Genova 16 marzo 2011

La Fiom parteciperà alle iniziative promosse dal coordinamento unitario in occasione del decennale di Genova 2001. 
A distanza di 10 anni dal Genoa Social Forum, tappa importante dei movimenti contro la globalizzazione, a livello internazionale, caratterizzata in Italia da una drammatica e violenta repressione di stato che causò la morte di Carlo Giuliani e tanta sofferenza, la Fiom intende ricordare quegli avvenimenti e riconfermare il proprio impegno per la verità e la giustizia, per una prospettiva di cambiamento e di democrazia. 
Per queste ragioni contribuirà al programma della settimana dal 19 al 24 luglio, partecipando insieme ad altre associazioni e movimenti alle attività su crisi e cambiamento del modello di sviluppo e promuoverà una propria iniziativa aperta, in cui siano protagoniste giovani delegate e delegati dalle fabbriche metalmeccaniche, in lotta contro la crisi, per la dignità del lavoro, per il contatto nazionale, per la democrazia. 
Il protagonismo dei giovani è particolarmente importante in questa occasione, perché è necessario che anche questa generazione sappia ciò che avvenne a Genova nel luglio del 2001, e perché porti il suo contributo decisivo alla costruzione di futuro. 
Intendiamo dare a questa iniziativa, a cui chiederemo anche la partecipazione di studenti e studentesse che hanno in questi mesi lottato per il diritto al sapere e alla scuola pubblica, un carattere internazionale invitando delegate e delegati da altri paesi europei e dal sud del Mediterraneo, come testimoni delle “rivoluzioni della dignità”, nuova speranza per il mondo. 


Il Segretario generale Fiom-Cgil
               Maurizio Landini







Genova chiama ancora. Tra giugno e luglio ci saranno trenta giorni di iniziative pubbliche per rilanciare e attualizzare la riflessione intorno a un diverso modello di società, alla luce degli avvenimenti di questi ultimi dieci anni, «con lo sguardo rivolto al futuro», spiega Rita Lavaggi, coordinatrice cittadina degli eventi del decennale. La contestualizzazione di quell'esperienza sta tutta dentro lo slogan scelto dai promotori: "Loro la crisi, noi la speranza"(clicca per l'articolo completo)

Genova chiama ancora. Tra giugno e luglio ci saranno trenta giorni di iniziative pubbliche per rilanciare e attualizzare la riflessione intorno a un diverso modello di società, alla luce degli avvenimenti di questi ultimi dieci anni, «con lo sguardo rivolto al futuro», spiega Rita Lavaggi, coordinatrice cittadina degli eventi del decennale. (clicca per l'articolo completo) gli articoli sono a pagina 8


link ai 3 file mp3 con la registrazione della conferenza stampa
http://www.genova2011.org/wp-content/uploads/2011/03/conferenza-stampa-01.mp3


domenica 13 marzo 2011

presentazione ai media “Genova 2001 Genova 2011 – Loro la Crisi Noi la Speranza”


mercoledì 16 marzo 2011 alle ore 11
 presso la “bouvettina” di Palazzo Tursi, via Garibaldi 9
presentazione ai media
“Genova 2001 Genova 2011   –  Loro la Crisi Noi la Speranza”


Genova ospiterà, tra giugno e luglio, 30 giorni di iniziative pubbliche per rilanciare e attualizzare la riflessione intorno ad “un diverso modello di società”, alla luce degli avvenimenti di questi ultimi 10 anni nel mondo, con lo sguardo rivolto al futuro.

Il Coordinamento Genovese per l’organizzazione del decennale del G8 illustrerà il progetto mercoledì 16 marzo 2011 ore 11, presso la “bouvettina” di Palazzo Tursi, insieme a soggetti locali e nazionali aderenti all’iniziativa “Verso Genova 2011” e ai rappresentanti istituzionali che hanno dato disponibilità a collaborare.

Dieci anni fa, uno dei più grandi movimenti sociali degli ultimi tempi aveva scelto la Genova del G8, per dimostrare l'inconsistenza e l'illegittimità di quelle ricette economiche, prevedendo con largo anticipo i disastri globali che quel tipo di globalizzazione avrebbe portato: una crisi sociale, con oltre un miliardo di persone che muoiono di fame; una crisi economica, causata da un sistema finanziario sganciato dalla vita reale; una crisi climatica, con un pianeta che sta drammaticamente cambiando. Questo ha portato a tensioni, violenze, oppressione: le insurrezioni popolari del Maghreb di questi giorni che ce lo ricordano, rappresentano, altresì, il riscatto, la speranza e la dignità di quelle popolazioni.

Quel movimento pacifico fece paura e fu stroncato a Genova con una repressione senza precedenti:

migliaia di persone pestate, 93 cittadini aggrediti nel sonno alla scuola Diaz, nella caserma di Bolzaneto molti furono torturati, Carlo Giuliani fu ucciso in Piazza Alimonda (e neppure un processo per tentare di fare chiarezza e rendere giustizia a questa morte) e i responsabili di tali violenze pur essendo stati condannati sono ancora al loro posto e molti sono stati promossi.

A Genova in quei giorni, come ci ricorda Amnesty International, fu sospesa la Costituzione.

Tornare a Genova per tutti noi, cittadine e cittadini di tutto il mondo, nasce dalla necessità di attualizzare, alla luce di questi 10 anni, quelle che furono le nostre ragioni.

Torniamo a Genova per continuare a lavorare per un nuovo mondo possibile, centrato sui diritti e non sui profitti; per richiedere verità e giustizia per quei giorni, per riaffermare attraverso workshop, seminari, eventi quelli che sono i nostri valori e i contenuti delle nostre proposte, perché la storia ha confermato e superato nella negatività, purtroppo, le previsioni che facemmo allora.

Perché:


LORO LA CRISI. NOI LA SPERANZA

http://www.genova2011.org/                                                                             info@genova2011.org

sabato 10 luglio 2010

Genova Piazza Alimonda 9 anni dopo - Programma iniziative



Quest’anno il luglio genovese del 2001 lo ricordiamo con un convegno su


 “Vittime di Stato, quale giustizia?”


Si svolge presso la Sala Incontri della Regione Liguria, in piazza De Ferrari, sabato 17 e domenica 18 luglio.

 

Sabato 17 luglio il programma prevede, con inizio alle ore 10.30, le Testimonianze di ieri, con il ricordo di Giuseppe Pinelli, Franco Serantini, Francesco Lorusso, Fausto e Iaio e la presenza di familiari e amici delle vittime.


Alle 16.30 le vittime del Carcere e degli Altri luoghi di detenzione, con il ricordo di Aldo Bianzino, Stefano Cucchi, Giuseppe Uva e la presenza dei familiari.


Alle 20.30 le Testimonianze di oggi: Carlo, la Scuola Diaz, Federico Aldrovandi, Bledar Vukaj, Francesco Mastrogiovanni, anche in questo caso con la presenza dei familiari.Alle testimonianze si alterneranno la lettura di brani da spettacolo teatrale, a cura di Enrico Agostino; le canzoni di Alessio Lega e Marco Rovelli; la lettura, fatta dall’autore, di brani di “Impìccati! Storie di morte nelle prigioni italiane”, di Luca Cardinalini.


Domenica 18 luglio, alle 10.30, “Dalla parte delle vittime”, tavola rotonda alla quale partecipano don Andrea Gallo, della Comunità di San Benedetto al Porto, Italo di Sabato, dell’Osservatorio repressione, Gilberto Pagani, di Avvocati Europei Democratici, Stefania Zuccari, delle Madri per Roma città aperta, Carlo Bachshmidt, della Segreteria del GLF, Francesco Barilli, si Reti In-visibili.


il 20 luglio saremo in Piazza Alimonda, dalle 15 alle 20, per ricordare Carlo con Musica e Teatro in Piazza. Suoneranno per noi Renato Franchi e l’Orchestrina del suonatore Jones, Alessio Lega, Luca Lanzi e la Casa del Vento. Reciterà per noi la Compagnia Teatro degli Zingari, che presenta “I luoghi del delitto”, con brani tratti da diversi testi, per l’adattamento di Franco Fuselli, e con le musiche del gruppo Nessuno schema.



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