il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

Amicus Plato, sed magis amica veritas



martedì 24 agosto 2010

FIAT capitalismo all’italiana – come fare pagare i debiti a tutti , intascare da soli i ricavi e pretendere di disporre sopra ogni cosa dei lavoratori..

Sono convinto che quando le dichiarazioni pubbliche hanno valenza politica, le ambiguità e il galleggiamento fine a se stesso non possono avere spazio.
A tale riguardo, la vicenda dei tre lavoratori di Melfi, licenziati e riammessi per via giudiziaria al lavoro e successivamente impediti materialmente dalla Fiat di svolgere le loro mansioni è emblematica.
Un’azienda come la Fiat, che da decenni riesce ad evitare il fallimento solo grazie all’accattonaggio di incentivi e di continue immissioni di soldi pubblici non può permettersi di dettare regole inderogabili nel campo delle relazioni industriali, così come farebbe qualunque “padronato” forte della propria posizione.

I quattrini gestiti da Marchionne (ricordiamocelo!) sono in larga parte quattrini di noi tutti!
Al signor ministro del lavoro, e ai segretari di quei sindacati che si son mostrati assai accomodanti con la Fiat, credo bisogna ricordarlo.
Visto che, in una operazione di onanismo mentale, ci si sta dovunque domandando se sia giusto o meno che un “lavoratore blocchi…..” , una domanda, forse un po’ più pertinente, io credo, potrebbe essere:
Può un Marchionne qualsiasi o un CDA di una qualsiasi azienda italiana che ha ricevuto in maniera e misura continua e sostenuta, aiuti  da NOI TUTTI (in quanto Stato Italiano) permettersi di scappare col malloppo (delocalizzare) o disattendere gli esiti di una sentenza in materia di “lavoro”?


Certo che con un premier , leader indiscusso delle leggi ad personam o ad azienda anche altri rischiano di montarsi la testa.

Loris

Forse Marchionne, il Ministro del lavoro Sacconi e Bonanni della CISL pensano di essere ancora ai tempi di 
"Riso Amaro"

5 commenti:

rita ha detto...

Finalmente, qualcuno scrive ciò che penso da molti anni: la fiat, ha massimizzato il principio, secondo cui, i profitti sono privati, le perdite pubbliche. Questa, non è però un economia di libero mercato! Da decenni sono sovvenzionati dallo Stato, da noi, talchè la s.p.a. fiat, lo Stato, avrebbe potuto comprarla, almeno tre o quattro volte!!!!! Scrivete anche questo, diciamo che il nostro è un sistema ipocrita, anche sotto questo profilo. Rita R. Questo, è un capitalismo di straccioni!!!!

Annamaria ha detto...

Oggi si è permesso di dire che non siamo più negli anni '60: "Basta conflitti tra operai e padroni..."
Dobbiamo lasciarli fare allora???

Ernest ha detto...

Sono anni che questo paese mantiene la famiglia agnelli, anni che gli operai si prendo sulle spalle tutti i problemi della Fiat!

La Mente Persa ha detto...

Noto che questo è scritto con la pancia.
Noto inoltre un'altra cosa, una grande incapacità di questi succhia soldi pubblici (famiglia Agnelli in primis) di produrre in attivo. Se siete nati incapaci come bravi imprenditori non vergognatevi, vi diamo una bella zappa o una portineria in una palazzo... quel che volete, farete meno danni e la vostra erre moscia sarà ugualmente chic.

loris ha detto...

vista la mia circonferenza ho dovuto censurarmi... :-)
Ho seguito frammentariamente a causa di spostamenti anche le dichiarazioni fatte al meeting di Rimini di confusione e disperazione. In altre epoche avremmo imputato a cattivi pusher le esternazioni sul tema "lavoro e soggetti attivamente interessati".
Non penso esistano piani di trattativa con quel tipo di imprenditoria e partendo da quelle valutazioni......
Bentornata a scrivere Gio :-)!!!

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