il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

Amicus Plato, sed magis amica veritas



giovedì 8 luglio 2010

"nel momento giusto nel posto giusto"

Genova 8 luglio 2010
Una giornata quasi “profetica”, quella di ieri 7 luglio 2010.
Mi riesce persino difficile riannodare tutti gli elementi che concorrono nel comporre una istantanea della quotidianità politica italiana dai toni foschi.
Nelle prime ore del pomeriggio ho saputo degli scontri a Roma che hanno coinvolto i terremotati dell’Aquila. Non l’ho saputo ne in diretta ne con le tempistiche di internet perché ero a Reggio Emilia a seguire le manifestazioni del 50esimo anniversario dei fatti del 7 luglio 1960 dove polizia e carabinieri alle dipendenze politiche del governo retto da Tambroni con l’appoggio dei fascisti dell’MSI Assassinavano cinque lavoratori disarmati rei di partecipare allo sciopero generale indetto dalla CGIL.
Una strage che avrebbe potuto avere cifre assai più tragiche, visto che furono raccolti successivamente 500 bossoli sparati dalle forze di polizia, per lo più ad altezza uomo, considerando che i manifestanti furono sottoposti ad un fuoco incrociato avendo gli agenti chiuso anche con nidi di mitragliarici i diversi accessi, quindi anche vie di fuga, della piazza.
Fu la vendetta preordinata e vigliacca di quel governo alla sconfitta che aveva subito pochi giorni prima a Genova, dove fu impedita dai lavoratori e antifascisti genovesi, la celebrazione del congresso dell’MSI, con il possibile ritorno nella città medaglia d’oro della resistenza, del torturatore e deportatore nei campi tedeschi di migliaia di lavoratori genovesi Basile.
Nonostante i servi di regime si siano prodigati nell’ultimo anno a fornire una immagine degli interventi nelle zone terremotate d’Abruzzo da parte del governo quasi miracolistiche, oggi che, grazie anche alle intercettazioni esce fuori un vergognoso connubio tra allegri affaristi e strutture dello stato, la risposta che lo Stato da a chi vuole andare a chieder conto della reale inefficienza e incuria all’Aquila, la risposta che viene data è il manganello. Per l’olio di ricino è lecito pensare che sia solo questione di tempo.
Scrivevo di difficoltà a riannodare perché ieri volendo dare il suo contributo, il nostro Ministro degli esteri affermava : “Francamente si sentivano solo un po’ di fischietti, niente di più.” Parli degli Eritrei signor Ministro! Non vagheggi, le liste degli aventi diritto, se i suoi funzionari non sono in grado di redigerla, come ben sa le può essere fornita da chi la ha con la dovuta riservatezza, a tutela dei famigliari degli aventi diritto all’asilo politico. Le risposte inoltre non deve a questo punto darle solo agli italiani ma allo stesso commissario al consiglio d’Europa per i diritti umani.
Erano passati pochi mesi da quando era stato aperto il blog “a sinistra” che l’Unità mi menzionava, insieme ad altri blogger, in merito ad una mia preoccupazione sull’esautorazione del Parlamento di questo governo. Il mio pensiero era rivolto alle numerose richieste di fiducia da parte del governo. Della mancanza quindi di confronto parlamentare. Sono passati circa due anni e la situazione è decisamente peggiorata. Sulla manovra “anticrisi” che colpisce in maniera unilaterale servizi e fasce economicamente deboli sarà posta la doppia fiducia, alla camera e al senato. L’importante per questo governo è che sia soddisfatta la Marcegaglia e ciò che rappresenta. Non è un caso che a Reggio Emilia ieri ci fosse una delegazione di lavoratori genovesi e che tra gli interventi anche quello di un delegato di Pomigliano. Uno di quelli che ha votato No per difendere prima di ogni altra cosa la dignità del lavoro. Quel lavoro del nostro articolo 1 della Costituzione.
Tambroni rassegnò le dimissioni il 9 luglio 1960 e il 26 luglio un nuovo Primo Ministro fu insediato e ufficialmente si aprì una nuova stagione politica.
Domani 9 luglio la FNSI ha proclamato sciopero con manifestazioni ed iniziative in tutta Italia contro quella che ormai viene definita “legge bavaglio” in quanto attacca violentemente la libertà di stampa e di espressione oltre a togliere importanti strumenti di indagine nei casi di criminalità organizzata e di corruzione.
Non a caso ieri a Reggio Emilia era presente Roberto Natale presidente della Federazione Nazionale della Stampa.
Non so se il 9 luglio Berlusconi rassegnerà le dimissioni. So che i danni al tessuto democratico che sta arrecando sono notevoli. Cinquant’anni fa furono i lavoratori e i giovani dalle magliette a strisce a difendere a caro prezzo la nostra Democrazia lasciando un contributo di sangue da Reggio Emilia fino in Sicilia.
Furono nel momento giusto nel posto giusto.
Loris 
Ps. Ero a Reggio Emilia con G. Giuliani, perché nel 2001 a Genova la democrazia fu “sospesa” dal precedente governo Berlusconi e nelle giornate del G8, il 20 luglio in Piazza Alimonda Carlo Giuliani veniva ucciso dai carabinieri. Ero a Reggio Emilia perché in quel contesto Giuliano Giuliani rappresentava le vittime del G8 del 2001 dove importanti funzionari dello Stato come il capo della Polizia hanno subito condanne per i loro comportamenti.
Sarò il 20 luglio a Genova in piazza Alimonda non solo a ricordare la morte di Carlo Giuliani e l’offesa procurata alla città di Genova, sarò il 20 luglio in piazza Alimonda perché è il momento giusto nel posto giusto.



6 commenti:

Ernest ha detto...

Ciao loris
quello che è successo ieri è terribile. Il regime è talmente convinto di essere intoccabile che tranquillamente davanti a tutti va a colpire cittadini che chiedevano solo il diritto all'esistenza. La lotta per i nostri diritti deve coinvolgerci tutti, su tutti gli argomenti, non c'è alcuna differenza tra le richieste degli operai, con quelle dei disabili, e quelle dei precari dovremmo essere tutti uniti e lottare contro un potere fascista che non ha mai lasciato il paese
un saluto

Ross ha detto...

Terribili ma necessari da portare alla luce, i diversi parallelismi fra la storia e il presente di questi giorni di luglio.
Ti ringrazio molto per aver segnalato il mio post.

elena ha detto...

grazie Loris, ti ho copiato... :)
e ti ho citato qui: http://solleviamoci.wordpress.com/2010/07/08/milano-tensione-al-corteo-degli-operai-feriti-in-cinque-per-le-manganellate/

sto avendo degli scambi di vedute con qualche poliziotto - sindacalista - che difende l'operato della polizia perché i percorsi vanno rispettati... son d'accordo, ma a quanto pare ieri come a Genova il comando era "misto"... e qualcuno parla anche di provocatori.
Tutto ci può stare, a mio avviso: certo è che l'esito pare essere un'ennesima lotta tra poveri mentre gli sbruffoni si abbuffano e calpestano la Costituzione.
Scusa il macello, spero di essermi spiegata... in caso sai dove trovarmi. ti abbraccio.

La Mente Persa ha detto...

Si usa la violenza quando le parole non bastano, meglio, dovrei dire 'quando le menzogne non bastano'.
Eppure, questo male viene tollerato dal mio paese che si accontenta di deboli scuse difronte a fatti gravi ed è questo silenzio/assenso della massa il mio grande lutto.

Alessandro Tauro ha detto...

Le tragiche immagini del G8 di Genova del 2001, le proteste di piazza contro il governo demofascista di Tambroni e, per ultimo, le proteste degli aquilani a Roma accolti da blocchi, spintoni e cariche della polizia.

Sono fatti che seguono un unico comun denominatore che tu hai estratto a dovere...

PS: grazie per la citazione del mio ultimo articolo!

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie

BEGIN

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