il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

Amicus Plato, sed magis amica veritas



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giovedì 30 maggio 2013

Pussy Riot "Maria Alekhina in sciopero della fame.



Alcuni giorni fa Daniele mi postava su fb la seguente notizia sulle condizioni delle Pussy Riot

"Maria Alekhina da sei giorni in sciopero della fame. 

Qualche giorno fa ha ricevuto anche una lettera del cantante Paul McCartney dopo il sostegno pubblico di Madonna, Bjork e dei Red Hot Chili Peppers. Maria Alekhina fa parte delle PUSSY RIOT, un gruppo anonimo collettivo riot grrrl (sottogenere tematico del punk rock) femminista sovietico. Nel marzo del 2012 è stata arrestata, imprigionata e processata per un’esibizione pubblica non autorizzata contro Putin nella Cattedrale del Cristo Salvatore. Attualmente a Maria è negato qualsiasi contatto con il mondo esterno, può solo parlare con il suo avvocato. Il 22 maggio si è aperto un procedimento di scarcerazione anticipata a cui le è stato negato di partecipare evitando così qualsiasi suo intervento agli occhi della Stampa o di poter vedere almeno attraverso le sbarre sua figlia o la sua famiglia, per questa ragione e per protestare sulle nuove procedure di detenzione applicate alla colonia penale in cui è rinchiusa Maria non mangia da sei giorni." 
Daniele C.

...oggi direttamente dal sito per la liberazione delle Pussy Riot apprendiamo che Masha, altra ragazza in stato di detenzione appartenente al gruppo, è stata ricoverata in ospedale dopo che anche lei aveva intrapreso uno sciopero della fame.
Come accadde ai tempi del processo, questo blog vuole rimanere vicino alla ragazze incarcerate e non vuole far cadere l'attenzione sulle "malefatte" dell'amico di Berlusconi: Putin!


lunedì 20 agosto 2012

La primavera che terminò il 20 agosto 1968

Era il 20 agosto del 1968, quando le truppe del "Patto di Varsavia" invadevano la Cecoslovacchia mettendo fine a quella che era stata la "Primavera di Praga".
Il tentativo di Alexander Dubček e del gruppo dirigente del Partito Comunista Polacco di percorrere una strada di democraticizzazione nel Paese si infrangeva con quei carri armati che il 20 Agosto 1968 invasero le strade di Praga e della Cecoslovacchia.
Al "Socialismo dal volto umano" proposto da Dubcek, la nomenclatura sovietica rispondeva con la repressione.
Dopo 44 anni però, abbattuto un muro, cambiati i confini, demolita l'Unione Sovietica, un ex agente del kgb usa ancora la repressione per contrastare il dissenso. (la condanna delle Pussy Riot ne sono la testimonianza).


ecco come titolava il giorno dopo l'Unità

per protesta contro l'invasione sovietica, il 16 gennaio 1969 lo studente Jan Palach si diede fuoco in piazza Venceslao, divenendo un simbolo della ricerca della Libertà. Morirà il 19 gennaio.



venerdì 17 agosto 2012

FREEDOM



Certo bisogna farne di strada 
da una ginnastica d'obbedienza 
fino ad un gesto molto più umano 
che ti dia il senso della violenza 
però bisogna farne altrettanta 
per diventare così coglioni 
da non riuscire più a capire 
che non ci sono poteri buoni 
da non riuscire più a capire 
che non ci sono poteri buoni.

(F. De André)

giovedì 9 agosto 2012

...il Mio Canto Libero...


I prodromi c'erano tutti, la musica intesa come emancipazione, un modo di essere, di vivere la società, di contestare la società. La rottura con quel melodico che edulcorava i conflitti, la consapevolezza che “fuori” da quegli schemi tanto cari al potere c'erano i carcerati, c'erano di disoccupati, c'era chi con una cartolina in mano avrebbe dovuto raggiungere un “fronte” e forse non sarebbe neppure tornato.
Era stato il mio personale approccio alla politica, una chitarra, la voce stonata, provare Dylan e più caserecciamente Guccini di Auschwitz o il “C'era un ragazzo che...” di Marco Lusini.
Col 68 e dopo passare a Della Mea, Trincale o il Canzoniere delle Lame fu solo una logica conseguenza.
Cambiano i suoni, gli stili e cambiano anche gli strumenti, ma lo spirito resta sempre quello: attraverso la musica continuare ad esprimere da quale parte del mondo e con quali genti stiamo.
Non sono un estimatore della musica dark, forse per un problema generazionale, oggi però non posso che sentirla più vicina e soprattutto più mia perchè attraverso quella musica le PUSSY RIOThanno manifestato il loro personale dissenso all'”amico Putin”.
Una contestazione dal prezzo estremamente salato nella democratica e post-comunista Russia, dove le ragazze “Pussy Riot”, rischiano 7 anni di internamento in quei campi descritti nel passato da scrittori come Soljenitsyne o dagli eterni evocatori dal naso tappato di casa nostra che oggi non disdegano gli “affari” con l'ex funzionario del KGB : l' “amico Putin”.
Restiamo tutti con gli occhi pertanto rivolti verso Mosca, vicini a queste ragazze che consapevoli del prezzo della libertà hanno messo in gioco gli anni migliori della loro vita.
Loris

Liberta' Per Le Pussy Riot




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