il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

Amicus Plato, sed magis amica veritas



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domenica 22 luglio 2012

Caro Letta, se tu senti la mancanza di Cossiga, noi sentiamo ancor di più la mancanza di Giorgiana

Caro Letta, se tu senti la mancanza di Cossiga, noi sentiamo ancor di più la mancanza di Giorgiana


...e pensare che la responsabilità politica di quella morte, sta in colui di cui tu senti la mancanza, da lo spessore morale tra chi credeva nei valori della partecipazione, della rivendicazione dei diritti civili e chi si arrabatta nelle trame di potere, vive nei giochi di partito e giustifica anche le nefandezze di un passato mai stato così presente dopo questi due giorni trascorsi in una Genova che mantiene memoria dei biechi calcoli di una destra politica che mai ha rinunciato alla violenza pur di imporre la propria linea politica.
Giorgiana.....sino a Carlo una lunga scia di sangue le cui responsabilità politiche sono davanti a tutti.
Loris


domenica 17 aprile 2011

Attacco al cuore dello Stato (prima parte) - Aspettando un 25 Aprile


«È stato operato il tentativo forse più pericoloso che la destra reazionaria abbia tentato e portato avanti dalla Liberazione a oggi.Questo tentativo disgregante, che è stato portato avanti con una trama che ha radici organizzative e finanziarie consistenti, che ha trovato delle solidarietà probabilmente non soltanto di ordine interno ma anche di ordine internazionale, questo tentativo non è finito: sappiamo, in modo documentato e sul terreno della nostra responsabilità, che questo tentativo è ancora in corso»
Queste parole furono pronunciate da Arnaldo Forlani a La Spezia il 5 novembre 1972 durante un comizio. Il 6 novembre tutta la stampa riportò la notizia .
Sul piano politico, le dichiarazioni di Forlani, rappresentarono una svolta: per la prima volta, dalla fine della guerra, il segretario politico del principale partito di governo (democrazia cristiana) dichiarava pubblicamente che il pericolo eversivo in Italia trovava origine in ambienti legati alla destra neofascista e agli apparati interni dello Stato, e non al Partito Comunista, ed alle aeree ad esso contigue, permanentemente relegato, dopo la rottura del patto della Resistenza, all’opposizione.
Sul piano giudiziario, dopo le parole di Forlani, iniziarono una serie di inchieste che portarono ad indagare sui tentativi di colpo di stato come quello del “principe nero” Junio Valerio Borghese, sull’organizzazione eversiva “la rosa dei venti” e su organizzazioni parallele sempre legate comunque a doppio filo con i “servizi”, ambienti della destra fascista massonica e imprenditoriale. 
I depistaggi e le complicità di “servitori” dello Stato ritardarono in alcuni casi l’accertamento delle verità sulle inchieste delle stragi, impedendo di consegnare gli esecutori alla giustizia lasciando indisturbati i mandanti politici ed economici.
E’ un dato di fatto che in quel periodo le infiltrazioni di elementi “anomali” all’interno di organizzazioni come le brigate rosse, facilitano la distrazione nei confronti degli eversori all’interno dei servizi e della destra fascio-massonica. Ottimi insabbiatori provvederanno a sigillare con la formula del “segreto di stato” le verità scomode e sono in molti che nel corso degli eventi transitano indisturbati da rosa dei venti a gladio, da logge massoniche coperte a logge massoniche eversive come la “propaganda 2” P2, di cui la tessera 1816 è bene ricordare appartiene all’attuale presidente del consiglio Silvio Berlusconi.
Come ho già scritto precedentemente sul blog una disinfestazione in Italia non è mai stata effettuata seriamente. Cellule malate come metastasi spesso sono rimaste ferme per esplodere in modo random, quando le condizioni erano particolarmente favorevoli a destabilizzare il sistema democratico.
L’evolversi politico degli anni ottanta e novanta hanno di fatto spostato l’asse dell’intervento di questi elementi eversivi dalle azioni dimostrative, come le stragi e la richiesta di legiferazioni speciali a quella meno sanguinaria ma di persuasione occulta avendo preso il controllo dei sistemi di informazione.
Le stragi mafiose, sono state pertanto, un necessario passaggio per occultare il livello di connessione tra livello finanziario, massonico e politico. L’opera di magistrati come Falcone e Borsellino che sicuramente oggi subirebbero l’onta di essere considerati sovversivi, doveva essere in quegli anni assolutamente tacitata.
Loris 


Ps. Questo è un post in progress che vuole sottolineare come la politica eversiva e destrutturante nel nostro Stato non è cosa nuova e inaspettata, mentre sicuramente rende basiti l’incapacità odierna a reagire a tale situazione eversiva.
Inutile dire quanto saranno graditi contributi che alzino il livello di conoscenza e di condivisione nell’auspicio che questo diventi un elemento di Resistenza militante alla deriva populista peronista, del nostro paese.

 il post sarà integrato prossimamente con link utili all'approfondimento

mercoledì 6 aprile 2011

Allarme...son fascisti!

…Non c’è quindi da stupirsi se loschi personaggi che si sono introdotti nell’apparato democratico, oggi sfacciatamente tentino di legittimarsi politicamente proponendo un ddl costituzionale per l'abolizione della norma transitoria e finale che vieta la "riorganizzazione del disciolto partito fascista".
…Nera camicia nera, che noi abbiam lavata, non sei di marca buona, ti sei ritirata; si sa, la moda cambia quasi ogni mese….
L’antica saggezza popolare dice che il lupo perde il pelo, ma non il vizio, pertanto è inevitabile che sinchè restano nella vita politica attiva odierna  residui della cultura fascista del “regime”, rigurgiti sono destinati a svilupparsi nelle metodiche e nelle ritualità di una becera destra filo mussoliniana ben diversa da quella che è una destra liberale, assimilabile al gaullismo francese.
Non è un caso che dopo la fine del conflitto mondiale e della cacciata democratica dei Savoia alcuni ravvisarono nella ristrutturazione dello Stato Repubblicano le contraddizioni di una “Resistenza tradita”. Non è cosa segreta  che molti funzionari del disciolto regime fascista furono riesumati dalle frange clerico fasciste della democrazia cristiana per ricollocarli negli organismi dirigenti del neo Stato Repubblicano.
Uno dei paradossi più clamorosi fu quello del direttore del carcere di Ventotene durante il “regime”, che da persecutore di comunisti, anarchici ma più in genere di antifascisti, si ritrova il 12 dicembre del 1969 a dirigere la questura di Milano, quella stessa da dove pochi giorni dopo volerà giù dal quarto piano l’Anarchico Pinelli e da dove prese forma la presunta pista anarchica, creando per troppi anni una sorta di cordone di protezione nei confronti di quell’area della destra eversiva e fascista in cui, sarà poi accertato, maturò la strage.
Le gerarchie cattoliche in una visione profetica della globalizzazione si spinsero addirittura oltre, organizzando l’espatrio clandestino dei gerarchi nazisti verso l’America Latina, in quella che fu chiamata “operazione Odessa”.  Negli anni bui di quel continente poterono mettere a frutto le loro qualità “professionali” . Lo stesso Gelli collaborò con le dittature argentine dopo le sue esperienze al servizio del fascismo internazionale in Europa mentre forse stava prendendo corpo quella “perla” eversiva che in Italia sarà conosciuta come “Propaganda 2” o “P2” .
La lista è notorio, porta nomi assai conosciuti, Silvio Berlusconi è di fatto una delle presenze più inquietanti, ma in compagnia sua ci sono suoi attuali camerati di governo come l’ex socialista Cicchitto.
Per non essere troppo prolisso non mi soffermerò su personaggi come Caradonna, su Valerio Borghese, sulla tanto declamata da Cossiga “Gladio” e gli alterni “tintinnar di sciabole”.
Tutta la disamina precedente non è ovviamente casuale, ma per quanto limitata e sintetica è la sintomatologia di ciò che Galletta cita nell’intestazione di questo blog: “il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia “.

Il sistema democratico che funziona su delicati equilibri condivisi, nel momento in cui al governo vanno degli eversori che con una mano sinistra giurano fedeltà alla Costituzione e con la destra ed il cervello destrutturano moralmente ed eticamente sistematicamente il “sistema Stato”, in assenza di una ferma determinazione da parte dell’opposizione democratica, rischia di avere vita breve.

L’allarme per la tenuta del sistema democratico, è talmente evidente che se all’allarme non si dà una risposta determinata, seria e risolutiva, il rischio è la complicità nella degenerazione.

In questo caso forse si riesce comprendere l’elevato valore che rivestì la scelta politica e materiale del CLN nella lotta al nazifascismo.

Personalmente penso che di tempo non ce ne sia più molto.

Loris

 





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