il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

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venerdì 29 giugno 2012

Strozzinaggio di Stato



Viviamo in uno Stato in cui è stato legiferato contro l’usura.
Viviamo in uno Stato in cui si sta legiferando affinchè lavoratori, si trovino nelle analoghe condizioni di chi cade vittima dell’ usura.
Nella riforma del lavoro voluta dal ministro Fornero , oltre ai più conosciuti attacchi alle tutele dei lavoratori come nel caso dell’art.18 , spicca per la sua iniquità e per le possibili ripercussioni, il trattamento riservato al popolo delle “Partite IVA”.
Negli ultimi anni a causa della perdita di posti di lavoro, e della mancanza di stabilizzazione, dovuta a tutte quelle forme contrattuali che determinano una precarietà a tempo indeterminato, molti soggetti hanno fatto la scelta dell’apertura di una Partita Iva nella speranza di poter, attraverso le proprie capacità, comporre un reddito che possa rispondere alle attuali esigenze di vita.
E’ inevitabile che più la massa di questi lavoratori si è allargata e più bassa risulta la capacità reddituale.
Prendiamo in esame chi ha una Partita IVA e non è iscritto a nessuna cassa previdenziale professionale , per cui, il riferimento contributivo è unicamente la “gestione cassa separata dell’INPS”.
Le contribuzioni sociali sono finalizzate prevalentemente al conseguimento, a fine lavoro di una pensione che accompagni nella vecchiaia un lavoratore.
Con l’attuale sistema il lavoratore autonomo, legato alla “gestione cassa separata” nell’ipotesi di un pensionamento “domani” percepirebbe poco più di 500 euro.
I versamenti contributivi servono anche per garantire una rete di ammortizzatori sociali che intervengano nei così detti momenti di crisi.
Per il lavoratore autonomo legato alla “gestione cassa separata” questi ammortizzatori sociali sono praticamente inesistenti. Non esiste neanche una indennità di malattia che intervenga nel caso in cui il lavoratore è impossibilitato a produrre reddito in quanto malato.
Se già risulta una enormità l’aumento che ci fu con la finanziaria del 2007 voluta dall’allora ministri Bersani e Visco da circa il 21 al 27% , il voler portare l’aliquota al 33% risulta un crimine contro i lavoratori e contro il lavoro, una autentica azione di sciacallaggio nei confronti di lavoratori.
La finalità rapace è evidente nel momento in cui non vengono resi i servizi che vengono corrisposti ad altri lavoratori con analoga aliquota contributiva e con maggiori garanzie di continuità nel lavoro.
Il sistema di strozzinaggio invece avviene direttamente attraverso il sistema degli acconti, per cui se io quest’anno ho una base di conteggio 10, l’anno prossimo non posso permettermi minori incassi di quel 10 perché l’acconto richiesto si insinuerà nel totale delle minori entrate, indebitando e rendendo spesso il contribuente moroso in quanto impossibilitato a far fronte di un onere che materialmente non ha. Di li alle cartelle di equitalia il passo è breve e i pignoramenti le aste e i fallimenti personali diventano una costante nei confronti di lavoratori che non hanno tutele ne sindacali ne lobbistiche.
Altro aspetto della riforma Fornero, sul tema specifico, è l’individuazione delle “finte partite IVA” che ha come discriminante il livello di “guadagno” dallo stesso committente nell’anno solare. E’ stomachevole riscontrare come, dopo che è stato precarizzato il mercato del lavoro, con la frammentazione delle professionalità, e l’abbattimento dei costi per i committenti nella marea di contratti dalla tipologia diversa, oggi si convogli centinaia di migliaia verso una zona di non lavoro perché il lavoro “NON E’ UN DIRITTO” ma un privilegio che macellai sociali dispensano, ma soprattutto tolgono ad intere generazioni di lavoratori.
Questa riforma se non interverranno fatti nuovi sarà un autentico genocidio sociale.

Loris

propongo di trovare forme di coordinamento per dare delle risposte nel più breve tempo possibile
per contatti   mail : indemocrazia@yahoo.it 

link utili : corriere della sera

giovedì 2 febbraio 2012

Caro Professor Monti, e il suo noioso posto fisso: "Chi sa fa e chi non sa insegna"

...avevo inserito il post sull'aumento dell'1% dei contributi della gestione cassa separata che il Prof. Monti non aveva ancora fatto la passerella in TV dove per sembrare simpatico parlava di perniciosità dell'art.18 e di monotonia del posto fisso.Personalmente io appartengo alla categoria, di coloro, secondo Monti, che non si annoiano, facendo parte del così detto "popolo delle partite Iva". Ho pensato pertanto di condividere alcune delle ragioni per cui la noia non può attanagliarmi auspicando che lo stesso Prof. Monti o la Fornero, munita di fazzolettini per le lacrime, possano leggerlo.
Per invogliare alla lettura ho riportato le immagini che riportano i titoli di alcuni post che si trovano in rete e che sin dal titolo danno la dimensione di usi ed abusi fatti soprattutto sulle giovani generazioni.
All'arrogante supponenza di Monti, ricordando che al succo di tutto ci sta quel "professore", mi viene da ricordare solo una cosa: "Chi sa fa e chi non sa insegna".
Peccato che a chi insegna sia stato dato da fare. Ma quanti danni sulla vita , di centinaia di migliaia di lavoratori.









Ho pure deciso di spiegare perchè nella grande maggioranza dei lavoratori atipici non ci annoiamo e per semplificare vi lascio alle immagini seguenti :



Ecco, molti di noi stanno facendo la stessa lotta per la sopravvivenza, chi cerca un contratto a progetto, un co.co.co., o chi come me cerca un cliente che gli affidi un lavoro, che soprattutto lo paghi alle scadenze pattuite ed essere in grado di onorare le scadenze fiscali e contributive e aver la fortuna di non incorrere in malattie perchè non potremmo lavorare, quindi fatturare e quindi....non riusciremmo ad arrivare ai bordi di quel campo dove cadono le frecce e ...... metteteci voi il finale che preferite.
A me rimane la consapevolezza che, come anche nel filmato, le cose possono cambiare ed è solo una questione di volontà ....o di sopravvivenza.
Loris

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mercoledì 1 febbraio 2012

E se il "furto con destrezza" lo subiscono i lavoratori precari?


Una delle ultime porcate del governo del piduista di Arcore la si trova nella legge di stabilità (ex legge finanziaria) per il 2012 e riguarda la contribuzione di tutti quei soggetti iscritti alla “gestione cassa separata dell’Inps” che ha subito un ulteriore aumento dell’1%.

Stiamo parlando dei contributi di tutti quei lavoratori precari che usufruiscono di quelle forme contrattuali come i contratti a progetto o i co.co.co. Stiamo parlando di quello che viene identificato come gran parte del mondo delle partite IVA . Stiamo parlando comunque in tutto e per tutto di lavoro precario, e di lavoro, magari iniziato con le prerogative del “lavoro autonomo” e trasformato per effetto della degenerazione del mercato del lavoro in lavoro ancor più precario che quello regolarizzato dai contratti previsti dalle diverse legislazioni sul lavoro.

Voglio essere estremamente chiaro, i contributi sociali stanno alla base della costruzione del Welfare sia nella parte che va a comporre le “pensioni” sia in quella degli ammortizzatori sociali. Quindi i contributi sociali vanno pagati perché è un dovere di tutti compartecipare a quella che dovrebbe essere la garanzia alla vecchia e la solidarietà verso lavoratori che possono trovarsi in difficoltà (Cassa Integrazione). 

Perché quindi scrivo di una porcata ? perché per queste categorie di lavoratori quei servizi che dovrebbero essere resi , per buona parte sono inesistenti e per altri sono comunque estremamente condizionati e di difficile acquisizione.

Il contributo da versare è del 27,72% contro il circa 33% dei lavoratori dipendenti, ma guardando i dati sulle tabelle nei link si può notare una differenza sostanziale rispetto alla proiezione della pensioni erogata. Se guardiamo poi la comparazione sull’erogazione di ammortizzatori sociali ci rendiamo conto che la forbice è destinata ad aprirsi all’infinito.

La triste realtà è che con i lavoratori “atipici” si fa cassa. La smodata precarizzazione dei lavoratori fa si che l’inps incameri dei soldi che non renderà mai in termini di pensione. Potrebbe sembrare una esagerazione ma sui lavoratori atipici e sugli emigrati sottopagati L’INPS garantisce il pagamento delle pensioni attuali. Non è un mistero infatti che in quella che è la parte pensionistica l’istituto sia in attivo, e non è un mistero che per gli stessi lavoratori atipici, vista l’inconsistenza della pensione erogata il lavoro diventi come un ergastolo “fine pena MAI”

Per queste ragioni il prelievo dai redditi di questi lavoratori risulta un autentico ladrocinio legalizzato da chi si vuole difendere da patrimoniali e imposizioni fiscali su rendite finanziarie.
Considerando la frammentarietà di questi lavoratori all'interno del mercato del lavoro, pur essendo in questo momento considerati avanguardie, nella logica liberista globalizzata, da parte dei governi che si sono succeduti negli ultimi anni è stato gioco facile esercitare quello che può essere paragonato ad un autentico "furto con destrezza"
Loris (lavoratore atipico)


link assolutamente utili ai fini della comprensione:


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