il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

Amicus Plato, sed magis amica veritas



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domenica 25 settembre 2011

LEGA EVERSIVA E SQUADRISTA



Fonte Repubblica :  "Questo è un Paese che ha speso molto, perchè costa troppo il Sud", ha sostenuto il leader del Carroccio. Quelli che "mettono fuori i tricolori sono somari", ha poi attaccato il senatur, insistendo sul fatto che il "colossale" debito pubblico dell'Italia è dovuto ai "costi troppo elevati di una parte del Paese". Grazie al governo, ha garantito, "nel 2014 il debito sarà ridotto e si può dire che la casa è salva". "Anche se, per noi, è salva solo quando andremo 'fora di ball'", ha corretto, evocando ancora una volta la secessione. Infine ha ripetuto le sue minacce ai giornalisti: "Prima o poi prenderete un sacco di botte, non ci distruggerete con i vostri insulti".


Qualsiasi commento agli insulti di un eversivo spergiuro sarebbe superfluo.

Serve invocare legalità?
Serve invocare gli organi istituzionali preposti, alla tutela dei dettati costituzionali e dei suoi simboli?
Serve invocare la libertà di stampa e la libertà all'informazione?
A quando olio di ricino e confino?
Loris



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martedì 16 agosto 2011

A chi ha semplificato il ministro alla semplificazione con l’abolizione del SISTRI?


Si continua a parlare dei costi della politica: una o due province in meno, dimezziamo i parlamentari, aumentiamo il prezzo dello sfilatino alla camera e tante altre considerazioni in via di principio correttissime,, ma pragmaticamente irrilevanti e ininfluenti ai fini della salvaguardia del bilancio dello Stato.

Nel pacchetto dei provvedimenti leggiamo l’abolizione del SISTRI  (acronimo che indica il sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti ), provvedimento caldeggiato dal ministro Calderoli.

Le eco-mafie sicuramente oggi ringraziano per la semplificazione che questo provvedimento porta alle attività da loro praticate da anni spostando rifiuti di ogni genere in lungo e in largo per il nostro paese.

I costi di riqualificazione ambientale, di bonifica di interi territori, dei costi del sistema sanitario per cure di patologie gravi dovute a inquinamenti ambientali, sono di gran lunga maggiori di quelle dello sfilatino che può consumare Calderoli alla Camera o il suo stesso stipendio da parlamentare o ministro per quanto possiamo considerarlo a perdere.
Non voglio formulare un giudizio su “capacità”, “buona fede” o complicità, perché ritengo che il vero scoglio da superare è l’avere coscienza sui rappresentanti politici eletti.
Chi ha eletto Calderoli è perché ha deciso che la politica costava poco, e un eventuale aggravio era irrilevante.
Chi ha eletto Calderoli dovrebbe assumersi maggiori oneri per il pareggio di bilancio e per il rientro sulla spesa pubblica.


Si parla di lui….su questo blog

e questo è lui che parla di una sua legge



Quanto guadagnerebbe l'Italia a non avere di questi figuri a dirigere il paese?



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lunedì 13 giugno 2011

Calderoli commenta secco: "Ora siamo stufi di prendere sberle"....io aggiungo " e se iniziassimo con le pedate nel.....??




immagini di roma 13 giugno piazza Bocca della Verità
festa per la vittoria dei referendum























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venerdì 18 marzo 2011

Unità d'Italia: Giuliano Galletta racconta Mameli e la costituzione

Non amo, normalmente, fare il copia e incolla di cose scritte da altri, ma, su argomenti molto precisi, come nel caso dell'8 marzo, con l'estratto dall'autobiografia di Camilla Ravera, la ricerca di qualcosa di personale può rasentare la presunzione.
Mentre stavo cercando un po di documentazione per un post sulle celebrazioni dell'Unità d'Italia e sulle cialtronerie dei Ministri leghisti , spergiuri per gli obblighi di fedeltà alla Repubblica, mi sono imbattuto su questo scritto di Giuliano Galletta, lo stesso della citazione che troneggia in questo blog sul fascismo.
Altre considerazioni sono superflue, lascio quindi alla lettura del pezzo.
Loris

la fonte è http://genova.mentelocale.it



Unità d'Italia: Giuliano Galletta racconta Mameli e la costituzione



Quando ero bambino, mio nonno - che era un falegname, suonava la tromba in una banda e aveva fatto la prima guerra mondiale - mi aveva insegnato ad alzarmi in piedi quando sentivo l'inno di Mameli e io lo facevo, attirandomi gli sberleffi degli amichetti, ma quello che diceva il nonno per me era sacro.
Mentre crescevo, l'inno passava sempre più di moda, ma anche nel pieno degli anni Settanta, a me continuava a piacere; certo non era la Marsigliese e nemmeno l'Internazionale, ma non era per niente male. Così, pervicacemente, lo difendevo nei periodici dibattiti che ne proponevano l'abolizione, anche se non avrei mai pensato, nella vita, di dovere prendere la parola, in un'occasione come quella di oggi.
Un fatto comunque indiscutibile è che dietro a quell'inno ci sono stati uomini e donne che avevano delle idee, idee in cui credevano e a cui conformavano con entusiasmo, passione e coraggio la loro vita. Molti di loro erano giovani o giovanissimi, come furono giovani e giovanissimi i partigiani, i lavoratori dello sciopero generale del 1900, i portuali del 30 giugno, gli studenti del '68 e i ragazzi del 2001.
Naturalmente il Risorgimento non è stata una cosa sola, ci sono tanti risorgimenti diversi e a volte opposti tra loro, ma le idee migliori di quella stagione sono sopravvissute, attraversando le immani tragedie del Novecento, per confluire in quello straordinario documento che è la nostra Costituzione. Ce lo ricordava Piero Calamandrei in un celebre discorso tenuto ai giovani milanesi nel 1955. Sono parole che voi tutti ben conoscete, ma che mi sembra giusto ricordare qui oggi.
«In questa Costituzione c'è tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre glorie: son tutti sfociati qui negli articoli. E a sapere intendere dietro questi articoli, si sentono delle voci lontane. Quando leggo: nell'articolo 2: 'L'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà, politica, economica e sociale' o nell'articolo 11: 'L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà di altri popoli', questo è Mazzini. Questa è la voce di Mazzini. O quando leggo nell'articolo 8: 'Tutte le confessioni religiose, sono ugualmente libere davanti alla legge' questo è Cavour. O quando io leggo nell'articolo 5 'La Repubblica, una ed indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali' vedo Cattaneo. O quando nell'articolo 52 'L'ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica', l'esercito di popolo, e questo è Garibaldi. O quando leggo all'art. 27 'Non è ammessa la pena di morte' ma questo è Beccaria».
«Grandi voci lontane, grandi nomi lontani - proseguiva Calamandrei - Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti. Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa Costituzione. Dietro ogni articolo di questa Costituzione o giovani, voi dovete vedere giovani come voi, caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta.
«Questa Carta è un testamento, un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio, nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano, per riscattare la libertà e la dignità: andate lì, o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione».

Giuliano Galletta

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