il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

Amicus Plato, sed magis amica veritas



lunedì 2 febbraio 2009

IL PARTITO DEI CAPI-SCALA

Abbiamo evoluto il linguaggio in questi ultimi anni, abbiamo aggiunto al vocabolario autentiche perle di savoir faire e il caso forse più conosciuto penso sia quello dell’”operatore ecologico” in quanto il termine “spazzino” era considerato un po’ troppo riduttivo rispetto all’opera prestata. Non viene menzionata la parola “handicappato” ma “diversamente abili” .Mi domando se quelli che erano chiamati volgarmente “becchini” ora si chiamano “accompagnatori di diversamente vivi”.
Ma non voglio tediare su problemi lessicali perché in realtà vorrei parlare dei “capi-scala” che erano quelle figure che acquisivano un po di autorevolezza all’interno del condominio gestendo più o meno la vita del condominio senza però essere quella figura riconosciuta anche legalmente come l’amministratore. Anche i capi-scala avevano gli aiutanti che erano i “consiglieri” ma l’autorità comunque riconosciuta era il capo-scala che alla fine dei conti, nella pratica, contava come il due di picche quando briscola è cuori ma era pur sempre un CAPO-scala.
Personalmente da prima ma tanto per fissare una data conosciuta da tutti ricordo che dal 15 di aprile la sinistra è alla ricerca di una qualche ragione per ricomporsi al suo interno, per riacquistare autorevolezza per poter fare fronte alle nuove sfide al fianco degli ultimi.
La logica vorrebbe che fatta una seria analisi avrebbe dovuto su quella analisi essere ricomposta una proposta sociale e politica della società contemporanea. La consapevolezza che venendo da lontano vogliamo andare lontano salvaguardando i nostri valori e riempiendo di contenuti proprio le nostre proposte.
Nella realtà la sola cosa fatta è stata l’analisi, che dovrebbe servire per evidenziare errori e formulare le nuove proposte.
In realtà per i più (sto soffermandomi soprattutto su quelle che sono le figure dei presunti dirigenti) l’analisi è stata alla fine ritenuta la risposta stessa. Come se fosse sufficiente parlare del precariato per superarlo, parlare della guerra per esorcizzarla, parlare di spazzatura per superare l’emegenza Napoli , della Gelmini per risolvere il problema scuola…e purtroppo eccetera eccetera.
Una fetta della sinistra ha poi parlato molto di un soggetto unitario e ne ha parlato talmente tanto che allo stato attuale qualcuno ritiene che la differenza tra “sinistra europea” e “socialismo europeo” sia solo un problema di semantica. Nel voler caparbiamente percorrere la strada del soggetto unitario la cosa che sfugge maggiormente sono i contenuti che vengono mascherati sempre più con un orgasmo organizzativo. Anche qua le parole mutano: non c’è più il segretario di sezione o di circolo ma ci sono i coordinatori che coordinano l’organizzazione senza i contenuti .
I “capi-scala” possono chiamarsi oggi i coordinatori di condominio. Ecco il partito quindi dei capi-scala , tutti con un ruolo pronti , come nel film “Amarcord” a correre al passaggio fugace del proprio “Rex” o leader nazionali che dettano la linea alla faccia dei contenuti che partono dal basso.



questo post sicuramente contribuirà a coltivare qualche nuova inimicizia.

rispondo quindi con questa stupenda canzone di Bertoli. Mi sento molto in sintonia!!!

8 commenti:

il monticiano ha detto...

Niente di più azzeccato. Ci sarà una via di scampo? Io parlo per me è ovvio, ma ancora non ho capito dove stiamo andando e soprattutto se stiamo andando da qualche parte perchè per ora mi pare che si brancoli nel buio.
I "capi-scala" a me ricordano qualcosa di poco piacevole. Al tempo del fascismo e della II^guerra mondiale erano anche, in non pochi casi, i delatori per le autorità dell'epoca e non erano ben visti. Segnalavano anarchici, antifascisti, disfattisti, ebrei e
tutti quelli che la pensavano in maniera diversa da quel regime.

loris ha detto...

x Aldo - Per ragioni anagrafiche ovviamente non posso dire che "ricordo" pure io ma sono a conoscenza di quel ruolo dei capi-scala a cui ti riferisci. Infatti quello su cui mi volevo soffermare è proprio il "ruolo". Purtroppo spesso le persone si immedesimano talmente tanto in un ruolo da non comprendere neanche più le differenze tra contenuti, valori e analisi.

Gap ha detto...

Voglio essere anche io un capo-scala, non lo sono mai stato. Chi mi elegge? perchè Vendola si e io no? Che ho meno di Fava? O di Ferrero? O di tutti quelli che volete voi?
Gap for capo-scala!!!!!!!

NADIA ha detto...

Hola hai detto una cosa giustissima, della sinistra mi sono oscuri i contenuti, che cosa intendono fare, che cosa sono diventati, questo non si capisce, e dovevo vogliono andare!!
hasta siempre!!!!

La Mente Persa ha detto...

Il tuo post mi ha ricordato un intervento di Franca Rame, invitata da Augias a "Le Storie".
Franca ha parlato dell'unica motivazione che l'ha spinta ad abbandonare la sua carica di senatrice per l'IDV, ha lasciato questo incarico perché non si affrontavano mai i problemi concreti della popolazione italiana: lavoro precario, povertà, ambiente...
Gio

Elsa ha detto...

complimenti...un bel post!!!
penso come loris che alle volte il ruolo fa perdere il senso, oggi soprattuto...
un saluto
Elsa

Gatta bastarda ha detto...

concordo invece...a parte sul discorso handicappati diversalmente abili...
handicapp è il non poter fare qualcosa (perchè ti viene impedito sopratutto dalla società che non ti aiuta) la disabilità invece è più legata a fattori fisici... trovo tremendo diverabilità invece perchè allora ci si ferma sulle parole non sul problema... ma handicap e disbilità sono 2 cose diverse..

loris ha detto...

Ti ringrazio per la precisazione Gatta e faccio ammenda.

BEGIN

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