il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

Amicus Plato, sed magis amica veritas



Visualizzazione post con etichetta Bersani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bersani. Mostra tutti i post

mercoledì 10 aprile 2013

a proposito delle larghe intese di Napolitano ricordando Chiaromonte al Senato

a proposito delle larghe intese di Napolitano ricordando Chiaromonte al Senato...


Ricordavo perché a quel tempo ero iscritto al PCI quegli anni. Ricordo il golpe cileno e la proposta di Berlinguer del “compromesso storico” e di tutta la discussione che sollevò all’interno del Partito. Ricordo poi gli anni di piombo, il terrorismo, l’allarme NATO del 75 nell’eventualità che i comunisti avessero conquistato la maggioranza alle elezioni. Ricordo il governo di solidarietà nazionale, le leggi speciali, la vittoria per il divorzio ricordo moro e il suo rapimento…… Ricordo i miglioristi all’interno del PCI e vedo che il “migliorista” per eccellenza ricorda Chiaromonte e pensa alle larghe intese come scelta coraggiosa…. 
Loris
 ecco cosa scrive di quel periodo Giuseppe Chiarante,

la rivista

Giuseppe Chiarante "  ...Dirigente comunista legato alla corrente di Enrico Berlinguer, nel congresso del PCI del 1989 si oppose alla Svolta della Bolognina intrapresa dal segretario Achille Occhetto, il quale si proponeva di abbandonare il comunismo, sottoscrivendo la 'mozione 2' diAlessandro Natta, Pietro Ingrao e Aldo Tortorella. Ciò nonostante, Chiarante è rimasto nel partito erede del PCI, il Partito Democratico della Sinistra (PDS), rappresentando con l'amico Tortorella la componente dei comunisti democratici. Ha anche presieduto il gruppo del PDS al Senato tra il 1992 e il 1994. Il 1º aprile 1999, mentre il governo di Massimo D'Alema (presidente dei DS, già PDS) decide di sostenere la guerra del Kosovo, Chiarante abbandona i DS assieme a Tortorella, condannando l'azione militare...) Wikipedia

martedì 19 febbraio 2013

Con i Partigiani della Costituzione

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani..."

Questo blog iniziava le pubblicazioni poco dopo la sconfitta della “sinistra arcobaleno”. Cinque anni non sono pochi, e in questi cinque anni non è mai venuto meno un impegno politico che ha voluto guardare soprattutto ad una ricostruzione, prima culturale e conseguentemente politica della sinistra in Italia.
Cinque anni in salita, a cercare di arginare le derive liberiste e le conseguenti emarginazioni di interi ceti sociali schiacciati da una crisi economica e finanziaria che come nelle migliori tradizioni del liberismo scarica nel “pubblico” le perdite accumulate per essere pronti ad incamerare nel “privato” delle banche e di holding finanziarie i profitti.

Cinque anni a cercare di difendere conquiste democratiche come lo statuto dei diritti dei lavoratori e il suo articolo 18 o la sacrosanta rivendicazione di uno stato sociale che ci siamo pagati e che oggi ci vogliono espropriare in virtù di una modernizzazione o di una presunta aspettativa di vita; in realtà anche in questo caso, uno scaricare le perdite di una mancanza di piani industriali sui lavoratori, dopo che hanno incamerato i profitti generati dalla produzione, dal consumo e dalla ridistribuzione.
Cinque anni a difesa dell’ambiente, contro la politica delle cementificazioni selvagge con i conseguenti dissesti e le tragedie come alluvioni e frane o la difesa della salute come a Taranto, che deve comunque coniugarsi con la difesa del lavoro. Contro la politica delle grandi opere, di cui dimostrata l’inutilità resta il quesito di chi ci guadagna.
Cinque anni fa, attraverso il blog, esternavo la preoccupazione di una esautorazione del Parlamento, per il continuo ricorso al voto di fiducia da parte di Berlusconi. Oggi denuncio il forte pericolo di tenuta di un sistema politico che ha fatto dello sperpero del denaro pubblico una religione, e dell’autoimmunità una ragione di sopravvivenza.
Dopo aver sentito un comico per due ore urlare, non posso non pensare ad un imbianchino, che oltre ai suoi di urli ha portato ad un urlo di massa, talmente assordante da sembrare muto  tra le ceneri di milioni di uomini e donne rei di essere diversi: sessualmente, politicamente o di razza.
L’emergenza democratica ed economica non è una mia invenzione e la riprova sono le conflittualità che nascono e si generano all’interno dei sempre più radi posti di lavoro, o nelle aule che dovrebbero dispensare cultura ed invece nella propria condizione di subalternità alimentano la mancanza di un progetto ed anche l’assenza completa di una prospettiva per i nostri figli.

Per queste ragioni oggi sostengo senza esitazione la lista di Rivoluzione Civile e Ingroia che è il suo candidato Premier.
Essere “Partigiani della Costituzione” vuol dire riaffermare il valore fondante di una comunità che nel lavoro, la pace e nella capacità di rappresentanza politica ha ricostruito una Nazione.
Essere “Partigiani della Costituzione” vuol dire impedire di sacrificare la propria sovranità per soddisfare gli appetiti di banchieri vari e/o società finanziarie.
Il mio invito al voto, attraverso le pagine di questo blog va a Rivoluzione Civile e ai suoi Partigiani della Costituzione”

Loris
admin “a sinistra”

venerdì 14 dicembre 2012

Ognuno è il prodotto della propria cultura, della propria educazione e della propria formazione. Io sono figlio di mio padre


"Ognuno è il prodotto della propria cultura, della propria educazione e della propria formazione. Io sono figlio di mio padre, della sua cultura, della sua educazione e della sua formazione. Sono anche figlio del dolore che l’interruzione traumatica di questo flusso di concetti ha richiesto per ricomporre quella cultura, quella educazione e quella formazione.
(15 dicembre 1964 – 15 dicembre 2012)"

Ieri sono comparse le cifre sulla stima della ricchezza in Italia. Fonte dei dati è la Banca d’Italia, quindi , dati definibili attendibili.
La metà più povera delle famiglie italiane detiene il 9,4% della ricchezza totale mentre il 10% più ricco detiene il 45,9. Se non fosse la Banca d’Italia uno potrebbe dire che è uno slogan dei No-global.
Un altro dato sempre fornito dall’istituto di Via Nazionale è l’ammontare del debito pubblico, che a ottobre ha sfondato i duemila miliardi di euro.
La chicca dei numeri però arriva nel momento in cui qualcuno scrive che il debito per famiglia è di 82.000 euro. Ovviamente gli 82.000 sono uguali sia per coloro che detengono il 9,4 di ricchezza sia per coloro che hanno il 45,9.

Dopo un anno di governo Monti non siamo sicuramente diventati degli economisti, ma sicuramente siamo in grado di comprendere qual è il livello delle nostre tasche e riusciamo sempre più a comprendere perché in un anno si è voluto massacrare lo stato sociale attraverso il taglio alle pensioni e alla sanità, violare i diritti acquisiti dei lavoratori (art.18), precarizzare ulteriormente il lavoro, elargire sovvenzioni alla scuola privata a scapito di quella pubblica e infine (solo per una questione di sintesi) mantenere i privilegi alla chiesa cattolica tassando indiscriminatamente il 90% degli italiani.

Si comprende fin troppo bene perché non è stata fatta una patrimoniale, e si comprende, perché la si vive che i segni di una ripresa sono al di la da venire. Non solo, ma nel momento in cui ci dovesse essere, i primi a sentirla saranno il 10 % più ricco.

Due dichiarazioni una di ieri di Bersani, e una di oggi di D'Alema credo vadano lette con la logica dei numeri della Banca d’Italia. Il desiderio di aprire al centro e al professore dopo l’eventuale vittoria da parte del PD è la conferma che il 10% continuerà ad essere tutelato mentre il restante 90 % sarà quello che continuerà con le lacrime e il sangue, con i posti di lavoro che saltano, con gli indebitamenti personali che crescono e lo stato attraverso i suoi tentacoli (Equitalia) potrà pignorare e depredare ulteriormente .
D'Alema invece ha affermato che non sarebbe “morale” una candidatura del professore. Tradotto in volgare dovrebbe significare che lo hanno sponsorizzato, gli hanno fatto fare tutto ciò che voleva rendendosi complici del furto di futuro alla maggioranza degli italiani e ora, dopo che hanno dato rassicurazioni che non si modificherà niente di ciò che Monti aveva già deciso, lui non vuole mollare il giocattolo al PD, a Bersani e al suo mentore D'Alema. La domanda è: - ma cosa cambia?

Conclusione: grazie per aver avuto una cultura, una educazione, una formazione che mi permette di comprendere le ingiustizie e le iniquità e mi schiera dalla parte di chi lavora e lotta. Ognuno ha i propri maestri, altri invece spezzano volutamente il proprio fusto dalle radici che alimentano delle proprie origini. Restano in vita ma di fatto sono dei mostri.

Loris




lunedì 5 novembre 2012

Caro Bersani, ......

Un mio post su facebook di questa mattina a commento di un articolo su Repubblica di una lettera di Pier Luigi Bersani al Sindaco Doria ha suscitato diversi commenti, pertanto ritengo giusto replicare la mia lettera aperta a Bersani sul Blog, allargando il pubblico dei possibili lettori. Il testo è leggermente modificato per renderlo più consono al blog rispetto al social network. 




Caro Bersani,
Ho apprezzato questa pregevole lettera indirizzata al Nostro Sindaco Marco Doria ad un anno dai morti e dai disastri dell’ennesima alluvione che ha colpito la mia città. Credo che la missiva, a fronte anche della discussione politica in Consiglio Comunale, sulla Gronda, con le sue implicazioni in Regione dovrebbe essere inviata, per lo meno “per conoscenza” al tuo segretario provinciale, al Presidente della Regione Liguria, all’assessore regionale alle Infrastrutture al vice Sindaco di Genova e...insomma a tutto il PD genovese e ligure perchè forse qualcuno non ha ancora compreso l'entità del dissesto idrogeologico che è in atto su tutto il territorio.
Non voglio aggiungere altro perché voglio leggere nelle poche significative righe della lettera a Marco Doria un'inversione di rotta della politica del cemento a Genova e in Liguria.
Loris

cliccando sull'immagine si va al testo della lettera di Bersani a Doria

il post su fb è stato condiviso anche sulla pagina di Pier Luigi Bersani


per approfondire può interessare : 
Gronda, Burlando a Doria: «Rischi la fine di Prodi»
Conclusioni della commissione del "Dibattito Pubblico"

sabato 27 novembre 2010

Ecchè cazzo!!! Forse è pure giunto il momento di non farsi prendere più per il culo.

…In questo periodo in cui “di notte tutti gatti son bigi”la notizia che proviene da Lecce è senza dubbio degna di attenzione.
Onorevole Fini, il giochetto dell’elastico è destinato ad interrompersi. Il sostenere la “riforma Gelmini” vuol solo dire che il lavoro sporco lo fa il pdl e la Lega e che il suo gruppo nasconde prontamente la mano dopo aver tirato il sasso. Già sulla sfiducia a Bondi, il suo gruppo è orientato sulla fiducia, ritenendo evidentemente ininfluenti, dopo il crollo della casa dei gladiatori a Pompei la vicenda dell’attrice bulgara Michelle Bonev, del premio farlocco voluto dal mini stro Bondi e dei 400 mila euro di conto costata all’Italia l’intera operazione (fonte Repubblica). Oppure dei casi umani che lo stesso Bondi ha pensato di risolvere, sistemando anche l’ex marito della compagna (fonte il fatto quotidiano).
E se il tempo delle ambiguità è finito vorrei sottolineare come troppi facili entusiasmi vengono esternati da parte di un elettorato, che sicuramente non è di centro destra, nei confronti di personaggi, come ad esempio la Carfagna, che sono pronte a genuflettere se stesse e le posizioni esternate pochi istanti prima, rimettendosi al volere del Dux, e ovviamente in cascata di….Cosentino al primo richiamo del padre padrone.

“Molto rumore per nulla “ direbbe William Shakespeare o sicuramente più vicino alla nostra cultura “cambiare tutto per non cambiare niente” dal Gattopardo di Tomasi di Lampedusa.

Se parlo della destra è solo perché questo chiedere permesso da parte del centro sinistra e della sinistra ha aspetti quasi fantozziani.

Non credo sia cosa utile fare Free Climbing per portare solidarietà a ricercatori e studenti in lotta contro la Riforma Gelmini o a lavoratori su torri o gru.

Sarebbe sicuramente più importante e incisivo prospettare quali sono le proprie proposte sulla scuola e università, perché al mutamento sociale e produttivo della società necessita comunque un adeguamento culturale e professionale per chi quei mutamenti deve gestire e dire senza narrazioni poesie o decasillabi quali sono le risposte al mercato del lavoro per la cancellazione della precarietà, autentico cancro sociale che coinvolge sempre più larghi strati sociali, negando progettualità alla propria vita e a quelli con cui si ha l’ambizione di condividerne il percorso.
Loris
ps.
Come tutte le volte che ho avuto occasione di parlare di Fini anche in questo post ribadisco che comunque, la prima cosa che a noi genovesi deve dire è che cosa faceva alla caserma di forte san Giuliano sede del comando dei carabinieri a Genova nelle ore dei massacri del G8 nel 2001.

C'è un quarto che si è arrampicato per portare solidarietà.... peccato che ha fatto una scalata a vuoto.
Riprova...sarai più fortunato

BEGIN

Share |

Lettori fissi

networkedblogs

DISCLAIMER


Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.
L'autore del blog non è responsabile del contenuto dei commenti ai post, nè del contenuto dei siti "linkati".

Alcuni testi o immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore, vogliate comunicarlo via E-mail. Saranno immediatamente rimosse.

Some text or image, in this blog, were obtained via internet and, for that reason, considered of public domain. I have no intention of infringing copyright. In the case, send me an E-mail and I will provide immediately.