il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

Amicus Plato, sed magis amica veritas



giovedì 27 novembre 2008

Caro Paolo ti scrivo così mi distraggo un po'

Caro Paolo,

la tua proposta su un coordinamento delle forze di sinistra per rilanciare l'iniziativa delle opposizioni vede noi di Sinistra Democratica disponibili. Si tratta di dare ascolto a un'opposizione sociale che ha ritrovato passione e protagonismo; ma c'è soprattutto l'urgenza di farsi carico dell'offensiva che il governo Berlusconi sta lanciando sui temi più vitali per la salute di una democrazia: lavoro e sapere su tutti. So che questo coordinamento non risolve e non esaurisce le significative differenze di orizzonte strategico che oggi attraversano la sinistra: ci sono, e tenerne conto è anche un fatto di onestà politica.Ciò non ci sottrae all'urgenza di trovare terreni operativi di lavoro comune.Credo, in questo senso, che l'invito vada rivolto a tutte le forze d'opposizione del centrosinistra: e dunque anche al Partito Democratico, all'Italia dei Valori e al Partito Socialista. Esiste un terreno di proposta sociale ed economica che non sempre ci vedrà insieme con loro, ma ci sono vertenze politiche e democratiche che non possiamo che condividere con tutti i partiti del centrosinistra. Come insegna l'impegno della sinistra per il referendum abrogativo del lodo Alfano.
Un caro saluto e a presto
Claudio Fava
segretario nazionale di Sinistra Democratica
Roma, 26 novembre 2008




Questa lettera di Fava a Ferrero ritengo abbia il merito di manifestare lo stato dell’opera della costruzione del nuovo soggetto unitario e, in quanto tale non è da manifestare se si è in accordo o meno ma sicuramente ringraziare per la chiarezza che viene enunciata.
Come per la manifestazione dell’11 ottobre la sinistra (tout-court) vuole manifestare il proprio protagonismo attraverso un coordinamento delle opposizioni che vede tutte le componenti dell’11 riproporsi in una opposizione compatta. Ritengo che la forza di qualsivoglia componente politica si misura sempre e comunque non tanto su quello a cui si oppone quanto sul tipo di proposta articolata che propone. Il mese e mezzo che è trascorso dall’11 ottobre mi fa serenamente affermare che a parte la conta autoreferenziale delle bandiere, una proposta che eventualmente andasse leggermente al di la della propria posizione non mi sembra proprio ci sia stata. Anche sul problema scuola che tanto è stato caro alla nostra sinistra non ha sicuramente amalgamato le componenti politiche della sinistra in quella che poteva essere una proposta condivisa. Ci siamo limitati alla difesa senza se e senza ma.
Posso rendermi conto che i tempi della politica sono lunghi ma considerando che dalla precedente campagna elettorale passando attraverso i congressi dei partiti e contando le aree di appartenenza di politica se n’è fatta realmente poca forse è il momento che decidiamo cosa fare da grandi.
Viste le tensioni degli ultimi giorni con un certo defilamento dell’area vendoliana qualcuno potrebbe pensare che la lettera possa essere il gentile e delicato tentativo di riallacciare dei rapporti che portino verso un accordo tipo la sinistra arcobaleno in vista delle prossime scadenze elettorali. Cosa questa che potrebbe rassicurare chi è preso dalla sindrome della mancanza di rappresentatività autorevole.
La riflessione però si impone all’estensione dell’appello al coordinamento dell’opposizione, con un ragionamento che ha in assoluto la sua logica, all’IDV e al PD. Anche su questo non necessita un giudizio ma una presa d’atto che per alcune componenti della nostra sinistra tale estensione è irricevibile perché altrimenti non si comprenderebbe come mai precedentemente di manifestazioni ne sono state fatte addirittura 3: due il giorno 11 ottobre, sinistra in una piazza e IDV in un’altra piazza e una il 25 ottobre del PD.
E’ apprezzabile questa lettera perché esprime volontà e intenti che difficilmente troverà chi manifesterà apertamente il suo disaccordo e quindi unificante, ma nella presumibile realtà troverà un Ferrero che per l’appunto non vorrà coordinarsi con il PD in quanto moderato e il PD non vorrà coordinarsi con il PDC o Rifondazione perché protestatari (anche contro il governo in cui erano).
Dunque una buona visibilità anche se uno scarso follow-up politico.
Non avrà forse ragione Ferrero a questo punto che vuole candidare Luxuria perché per lo meno lei “l’isola dei famosi” l’ha vinta e l’audience era alto?


8 commenti:

articolo21 ha detto...

A mio modo di vedere l'unità di tutti i soggetti che si pongono a sinistra nel panorama politico italiano è l'unico modo per salvarsi dall'estinzione, che già si è palesata drammaticamente nelle scorse elezioni politiche. Quanto a Luxuria, non la ritengo più un personaggio politico o potenzialmente valido per un rilancio della sinistra in Italia. In questo momento è solo un fenomeno prodotto dall'audience e dalla Ventura. Quindi ogni commento sarebbe inutile a riguardo.

XPX ha detto...

Per la sinistra sono tempi difficili: l'unione è obbligata ma è una medicina che potrebbe non essere sufficiente.

Punzy ha detto...

Concordo sulla necwessita' dell'unione delle sinistre ma un'unione che non sia un cartello elettorale ma la presa di coscienza che, se si e' a sinistra non si puo' e non si deve fare sconto alcuno a berlusconi e alla destra cattolica. Finche' le sinistre dissssentono da queste posizioni non sono sinistre e, se pur unite, non incontreranno il favore del popolo

La Mente Persa ha detto...

Negli ultimi anni ho maturato una visione fortemente pessimistica dei partiti: li vedo come macchine mediatiche cattura voti.
Si, la sinistra dovrebbe mostrarsi UNITA contro Silvio & Comp. e DECISA a lottare contro il conflitto degli interessi e la legalità in Italia.

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Io invece più che unione delle sinistre trovo nel tuo post la soluzione della crisi: iniziare a lavorare per creare alternative e non solo contro qualcuno come può essere Berlusconi.Alla fine c'è da ricostruire una cultura di sinistra anninetata da trent'anni di illusioni e falso benessere generalizzato.Berlusconi è solo lo specchio dell'operaio che crede di poter fare il proprio interesse disinteressandosi di tutti gli altri.

Angelo D'Amore ha detto...

scusate l'intrusione

ARBUSTUM: LA CASAL DI PRINCIPE MENO CONOSCIUTA

la mia zienda agrituristica compie 5 anni.
e' stato un lungo periodo di silenzioso impegno sul territorio.
spero che anche grazie a voi, il mio messaggio riesca a trovare maggiore visibilita'.

l'incarcerato ha detto...

Io ho paura che qui ci risbagliamo tutti, la politica non è come la matematica. Uno più uno non fa due. La somma di tutti i partiti(come arcobaleno)non è detto che che ci si possa salvare dall'estinzione.

E poi qui ha ragione Schiavi o Liberi, ma la volgiamo far finita di ridurre la politica attaccando solo Berlusconi? Ma è politica questa? E quando un giorno creperà, mi dite che cosa facciamo? Se essere di sinistra vuol dire essere antiberlusconiani, io giuro che divento qualunquista!

Sai, secondo me rifondazione ancora non ha capito che deve parlare di nuovo con gli operai, lavorare molto localmente. Io purtroppo ho potuto vedere la realtà della mia cittadina(io vivo a Roma ma sono nato in ABRUZZO) e mi dicono che la sezione di rifondazione sta sempre chiusa, e si ricorda di fare qualcosa solo alla vigilia delle elezioni.

Ancora non abbiamo capito che dobbiamo farla finire di far gli snob. Noi non possiamo permettercelo.

Gap ha detto...

Non volevo intervenire, scrivere con una sola mano mi rompe, ma non posso farne a meno.

Caro Loris ti scrivo così m'incazzo un altro po', perchè dalle ultime volte che ho scritto non è cambiato nulla. Sono sempre tutti li a difendere il loro strapuntino e a fare i portavoce di se stessi. Sono li a teorizzare mentre si/ci stanno scavano la terra sotto i piedi. E noi non siamo capaci de fermarli, di pretendere da loro di capire lo spirito dei partecipanti alla manifestazione dell'11 ottobre. Non un'accozzaglia di partitini che si accordano con un fine elettorale, noi vogliamo un progetto serio in cui credere per rilanciare un'idea politica aggregante. Perchè io, uscito da Rc a sinistra, e te possiamo parlare e trovarci in sintonia su percorsi da condividere e fine ultimo, pur con le nostre differenze, e loro, presunte menti pensani (solo ai propri interessi) no?
Scusa/te se mi cito ancora una volta (come dice Luz ho il delirio d'onnipotenza) la colpa è anche nostra perchè non riusciamo a pensare di poter fare qualcosa senza un partito che ci dia la linea, lo considero un errore, un grave errore, invertiamo i ruoli e tentiamo di dare noi la linea al/ai partito/i.
E, nel mio piccolo, tentero di farlo cercando di coinvolgere più persone possibili.
Resistete se potete

BEGIN

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