il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

Amicus Plato, sed magis amica veritas



lunedì 3 novembre 2008

ORDINE PUBBLICO

"COSÌ VOLEVANO INSABBIARE IL PROCESSO"...
Alessandra Pieracci per "La Stampa"
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«Siamo qui a prendere insulti perché non abbiamo fatto patti con nessuno.
Eppure ce ne sono stati proposti». Le parole cadono come un macigno nell'aula
dove si celebra il processo per la sanguinosa irruzione alla scuola
Diaz-Pascoli, la notte del 21 luglio 2001, durante il G8 genovese. A
pronunciarle, nella replica alle arringhe dei difensori, è il pm Enrico Zucca,
il magistrato che ha portato sul banco degli imputati i vertici della polizia,
chiedendo il rinvio a giudizio (per istigazione alla falsa testimonianza) per
l'ex numero uno, Giovanni De Gennaro. Zucca denuncia la condizione difficile in
cui si è trovato «da solo» a fronteggiare «l'arroganza della polizia» e gli
«attacchi personali dei legali che sono violenti come i loro assistiti»…..
continua



Perché lo Stato non mi ha difeso
da repubblica.it
Sono uno studente del liceo Tasso che il 29/10/08 si trovava a manifestare a piazza
Navona contro la riforma Gelmini, una manifestazione pacifica con cori simpatici
assolutamente non violenta quand'ecco che si avvicina un camioncino con musica a
tutto volume che vuole raggiungere la testa del corteo, ma non c'è posto per
avanzare gli studenti sono troppi non possono smaterializzarsi, allora ecco che
la tensione cresce, inizia una discussione con questi nuovi venuti, tutti
ventenni di Blocco Studentesco, capisco che aria tira e mi metto ad osservare la
scena in una postazione più defilata anche se mi sembra assurdo che si possa
arrivare ad uno scontro violento…..continua



Ero fuori Genova e ho letto oggi sia la lettera dello studente del Tasso su Repubblica con i commenti sul blog del Russo, sempre molto attento a postare argomenti molto partecipati, e i resoconti della Stampa su dagospia sul processo ai poliziotti che durante il G8 di Genova offrirono un’immagine molto indelebile sulle “forze dell’ordine”.

Se chiedevate negli anni 50 e 60 a un operaio o a un bracciante da che parte stava la polizia non vi erano dubbi o incertezze: dalla parte del Governo e dei padroni.
Sono mai state sanate le ferite dei morti del luglio 60 a Reggio Emilia? O dei morti di Avola e Battipaglia? O per citare il blog di “gap” l’uccisione di Giorgiana Masi e Francesco Lorusso?

Pasolini apparentemente ci fece la reprimenda all’indomani degli scontri di Valle Giulia nella poesia “Il PCI ai giovani” anche se forse la corretta interpretazione la ritroviamo proprio a commento dei morti di Avola e Battipaglia.

Ravvedo nella meraviglia di questi giorni qualche elemento di ingenuità e quasi di incredulità,
la stessa incredulità che mi sono personalmente trovato a riscontrare dopo il G8 di Genova raccontando cosa era successo a gente che non c’era.
Circa 30 anni di normalizzazione, di concertazione e di quant’altro han fatto si che si stemperassero le memorie collettive. All’indomani del G8 una funzionaria della questura di Genova affermava che erano stati buttati anni di ricomposizione di un rapporto tra forze dell’ordine e città. Forse però questa ricomposizione avveniva solamente la dove le piazze erano fortemente caratterizzate da una coscienza collettiva, perché era proprio durante i giorni del G8 che dalla zona fiera dove erano acquartierati i reparti giunti da fuori venivano eseguiti canti e slogan che forse poco avevano a spartire con i difensori dello stato repubblicano. Ricordiamo inoltre come è emerso dalle inchieste le telefonate tra colleghi e la considerazione nei confronti dell’uccisione di Carlo Giuliani.
Tutta questa considerazione non vuole arrivare ad individuare un “nemico”, sarebbe un errore imperdonabile e devierebbe profondamente sulle responsabilità politiche. Quelle responsabilità che per il G8 di Genova non si sono volute accertare a mezzo di una commissione parlamentare grazie anche (all’ingenuità?) dell’IDV .
E’ necessario che tutto il movimento che si svilupperà mantenga alta una vigilanza democratica.
Dalle nostre manifestazioni non ci possiamo permettere che provocatori inneschino pericolose derive.


2 commenti:

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Siamo sicuri che quella dell'IDV sia stata ingenuità?
Resta come canta Guccini la traccia aperta di una ferita.

Gatta bastarda ha detto...

chi ha visto genova qualche giorno prima del g8 come me si è spaventata...ad ogni angolo di strada e stradine (e genova ne è piena) c'erano 5 o 6 poliziotti ... si capiva da subito che erano pronti alla guerra... i fatti della diaz ecc... una ferita più che aperta perchè nessuno ha ancora pagato!

per quanto riguarda le manifestazioni c'è da dire che in una di queste fatte a genova per la riforma gelmini a fare casino sono stati i ragazzi di lotta comunista che volevano per forza politicizzare la manifestazione e stare in testa al corteo quando glie è stato detto di no hanno fatto il giro dall'estrema sinistra sono passati a metodi squadristi fascisti e hanno cominciato a riunirsi in un gruppo grande per venire alle mani... fortunatamente dopo un pò gli altri studenti sono riuscit a fermarli.

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