il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

Amicus Plato, sed magis amica veritas



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domenica 5 gennaio 2014

La Mafia è una montagna di merda

sessantasei anni fa a Cinisi nasceva Peppino Impastato, ucciso dalla mafia a 30 anni il 9 maggio 1978 perchè contro la mafia e la sua cultura.









trent'anni fa il 5 gennaio 1984, a Catania veniva ucciso dalla mafia Giuseppe Fava perchè contro la mafia e la sua cultura










Peppino Impastato
CSD Giuseppe Impastato

Giuseppe Fava


mercoledì 1 maggio 2013

Buon 1 Maggio - Al lavoro e alla lotta


...Sarebbe quasi imbarazzante "festeggiare" la festa dei lavoratori in un paese che manifesta attraverso la sua classe dirigente e i suoi governi la completa sudditanza al mercato della finanza globale e alla traccottanza del sistema bancario.
Resta pertanto una giornata di lotta, una coerente memoria che riafferma che non si può derogare dalla propria storia che è fatta si di lavoro ma anche di lotte per i diritti, per l'emancipazione per la costruzione di una società più giusta e più equa.
La costruzione della nostra democrazia passa attraverso pagine dolorose della nostra storia, dove pezzi dello Stato giocano inesorabilmente ruoli ambigui.
Non possiamo oggi, pertanto, non ricordare il 1 maggio del 1947 a Portella della Ginestra, col suo tributo di sangue e con i suoi intrecci politico-mafiosi, senza riportare la nostra memoria alla stagione delle stragi culminate con l'assassinio di Falcone e Borsellino e alla trattativa Stato-mafia su cui le volontà tombali dell'apparato politico sono sempre più evidenti e, queste si veramente imbarazzanti.
Buon primo maggio
Al lavoro e alla lotta
Loris


In questo filmato lo storico Francesco Renda spiega la strage di Portella della Ginestra



Il filmato seguente è estratto da "Segreti di Stato" che ha potuto usufruire della documentazione desecretata degli archivi dei servizi americani. I nomi pertanto non sono nomi di fantasia ma tutti riconducibili a protagonisti nel bene e nel male della storia italiana dal dopoguerra ad oggi.

martedì 30 aprile 2013

Pio La Torre 31 anni dopo - Contro il cancro della Mafia - la proposta di legge Ingroia-La Torre

Pio La Torre - Palermo, 24 dicembre 1927 – Palermo, 30 aprile 1982
Nei giorni dei grandi compromessi e dei minimi profili della politica e dell'arroganza del potere voglio ricordare una di quelle persone che ha pagato con la vita la sua onestà, la sua coerenza e la sua determinazione nella lotta per debellare il sistema mafioso.
Attraverso il fumetto viene raccontata la storia di Pio La Torre
cliccando sull'immagine si accede al fumetto







La proposta di legge Ingroia-La Torre


Nel nostro Paese sono circa 180 i miliardi di euro annui fatturati da mafie, grande evasione fiscale e corruzione. Il tempo medio che passa oggi tra il sequestro e la confisca di un bene, da parte della magistratura, è di 730 giorni, due anni. Con la nuova legge Ingroia-La Torre, che verrà proposta da Rivoluzione Civile in Parlamento, il tempo effettivo passerà a 120 giorni, quattro mesi. Per raggiungere questo obiettivo verrà creato l’Alto commissariato per l’acquisizione dei beni di provenienza criminale. L’Alto commissariato verrà istituito come sezione speciale della Procura generale della Suprema Corte di Cassazione, mentre l’Alto Commissario sarà nominato dal Consiglio Superiore della Magistratura, su proposta del ministro della Giustizia. Alle dirette dipendenze dell’Alto Commissario ci saranno: 38 Pubblici ministeri, in forza all’ufficio centrale e 52 dislocati invece presso le 26 Direzioni Distrettuali Antimafia, una task force composta da 600 agenti (divisi equamente fra Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza), con funzioni di polizia giudiziaria. Le stesse funzioni verranno estese anche ai dirigenti dell’Agenzia delle Entrate.

I pubblici ministeri dell’Alto Commissariato agiranno singolarmente e/o in coordinamento con i colleghi che operano nelle varie Direzioni Distrettuali Antimafia e anche in collaborazione con i Pm del resto del Paese. Qualora questi ultimi, nel corso di un’indagine, sospettino che ci siano beni o capitali riconducibili a un mafioso, grande evasore o corrotto-corruttore, dovranno trasmettere senza ritardo la comunicazione ai colleghi specializzati dell’Alto Commissariato presso le Direzioni Distrettuali Antimafia.

Il primo controllo sul provvedimento di sequestro dei beni spetterà al Tribunale per i patrimoni illeciti,che dovrà pronunciarsi entro 60 giorni. Tale tribunale andrà a sostituire l’attuale sezione di prevenzione antimafia. Il secondo e ultimo controllo sarà invece effettuato da 20 magistrati di una sezione giudicante specializzata della Corte Suprema di Cassazione. La sezione si pronuncerà sull’eventuale confisca definitiva entro 60 giorni.

I capitali confiscati confluiranno in un conto gestito dalla Banca d’Italia, mentre la gestione dei beni rimarrà di competenza della ANBFC, l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità.

Sarà poi compito della legge ridefinire le categorie dei destinatari (enti pubblici e privati nonché società pubbliche e altri soggetti collettivi) a cui affidare in proprietà e locazione i beni immobili confiscati. Le assegnazioni ai privati e le alienazioni dei beni confiscati devono essere effettuate dopo rigorose verifiche sul profilo di moralità, rettitudine e dei loro precedenti penali e giudiziari.

La novità rivoluzionaria di questa proposta di legge consiste nel destinare i beni e i capitali sottratti all’illegalità per politiche di interesse pubblico e sociale. Tali risorse verranno dirottate verso gli ospedali pubblici, le residenze sanitarie per i non autosufficienti, per il trattamento di patologie non coperte dal Servizio sanitario nazionale e per la messa in sicurezza delle scuole. Beneficiari saranno inoltre asili eludoteche, centri di accoglienza, case rifugio e alloggi per gli studenti fuori sede.

Le risorse recuperate con la legge Ingroia-La Torre verranno impiegate a favore del lavoro con l’accesso agli ammortizzatori sociali per i lavoratori che denunciano illegalità, con incentivi per i datori di lavoro che assumono gli ex dipendenti delle aziende confiscate e per il reinserimento nel lavoro di soggetti svantaggiati: donne e minori vittime di tratta, ex detenuti, persone con disabilità, ecc.

A godere dei benefici economici derivanti dalle confische operate dall’Alto Commissariato saranno anche gli interventi per le bonifiche dei siti industriali inquinati, i bacini idrogeologici compromessi dalla cementificazione e dall’abusivismo, la reindustrializzazione di aree dismesse.

Lo snodo istituzionale per la destinazione e l’utilizzo dei beni confiscati sarà la Conferenza Stato-Regioniche, entro 60 giorni dal conferimento di tali beni individuati dall’Alto Commissariato, indicherà i progetti operativi, le iniziative, i luoghi e i tempi entro cui devono svilupparsi.

Ulteriore compito dell’Alto Commissario sarà quello di vigilare sui tempi di realizzazione dei progetti operativi, sulle iniziative e i luoghi dove devono svilupparsi. Promuoverà inoltre l’azione penale in caso di inadempienze e inottemperanze. I pubblici funzionari, gli incaricati di pubblico servizio, gli amministratori pubblici che non ottemperino al loro dovere saranno considerati responsabili di omissione di atti d’ufficio, sospesi per due anni dai pubblici uffici con la perdita dello stipendio e passibili di ammenda fino a 250.000 euro.

A livello internazionale l’Alto Commissario sarà il referente italiano delle istituzioni europee di coordinamento nella lotta alla criminalità, costituite da EUROPOL, OLAF, RETE GIUDIZIARIA EUROPEA ed EUROJUST, in ciascuna delle quali designerà un proprio rappresentante. In accordo con il Procuratore Nazionale Antimafia, e in base alla Decisione Quadro del Consiglio Europeo n.2002/465/GAI/ del 13.06.2002, promuoverà la costituzione di Squadre investigative comuni sovranazionali per la lotta alla criminalità organizzata, alla corruzione, alle attività finanziarie illecite, nonché all’evasione fiscale.

Ma quanto peserà sulle casse dello Stato questa nuova lotta alle mafie, alla grande evasione fiscale e alla corruzione? I 600 uomini delle forze dell’ordine costeranno 60 milioni di euro, mentre per i 110 magistrati la spesa sarà di 80 milioni. Altri 6 milioni saranno necessari per una Banca dati centrale e 3 per la struttura. L’ammontare sarà quindi di 149 milioni di euro che saranno spalmati nei prossimi tre anni.

Se si pensa che un cacciabombardiere F-35 costa 159 milioni, l’operazione di recupero dei beni e dei capitali illeciti costerà ai cittadini italiani ben 10 milioni in meno di un solo aereo militare.




mercoledì 20 marzo 2013

RETE CENTO PASSI - petizione on line






sono uno dei firmatari di questa petizione, credo che la memoria su Peppino Impastato passi anche nella conservazione del luogo dove fu assassinato. Pure io invito non solo a firmare ma a diffondere attraverso i vostri contatti questa petizione on-line.
Copio e incollo il contenuto di una mail a me indirizzata.
Loris








Ciao, approfittiamo per ringraziare tutti coloro che stanno sostenendo l'iniziativa, siamo già ad oltre 21.000 adesioni, più quelle arrivate direttamente alla nostra mail. Un buon traguardo sarebbero le 100.000 firme. 

Aiutaci a raggiungere l'obiettiettivo. Fai girare il link tra i tuoi amici. GRAZIE. 
Rete 100 passi 
Danilo Sulis - Giovanni Impastato

mercoledì 23 maggio 2012

GIOVANNI FALCONE EROE DEL NOSTRO TEMPO

A Sinistra vuole rendere omaggio a Giovanni Falcone attraverso la sua voce, attraverso le sue parole.
Altro sarebbe superfluo.
 C'è però un dovere per chi non è perito a Capaci: la lotta al fine di estirpare qualsiasi forma di cultura mafiosa dall'Italia. 
E' un dovere di tutti Noi.
Loris


venerdì 4 maggio 2012

Moni Ovadia e Don Gallo a conclusione della campagna elettorale di Doria

...Ecco alcune immagini della serata conclusiva della campagna elettorale di Marco Doria.
Considerando che le condizioni metereologiche non sono al meglio consiglio a tutti i Genovesi di andare a votare, comunque e sempre resta un diritto al quale don dobbiamo rinunciare.
Come ho ricordato all'inizio di questa campagna elettorale, una delle parole d'ordine di Doria, presa da Don Primo Mazzolari è “A che serve avere le mani pulite, se si tengono in tasca?”.
Sarebbe un peccato per non aver tolto le mani di tasca precluderci anche la possibilità di sognare.
Buon voto a tutti i Genovesi, e un augurio ai Palermitani che sono stati offesi da un comico genovese, che, molto probabilmente la  mafia la conosce perchè ha visto i film di Francis Ford Coppola e,cresciuto nel brodo della cultura berlusconiana, da buon cabarettista le cazzate le sa sparare bene.





Se poi a qualche genovese venisse anche l'ispirazione di un voto all'amministratore di questo Blog....


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domenica 18 marzo 2012

Genova 17 marzo 2012 - Libera, Contro Tutte Le Mafie - Galleria di immagini

Reportage fotografico di "a sinistra" del corteo organizzato a Genova il 17 ottobre 2012 nell'ambito delle iniziative di "Libera, Contro tutte le mafie"



Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi
 parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola.
(Giovanni Falcone)






Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra o si mettono d'accordo.

(Paolo Borsellino)



La mafia uccide, il silenzio pure.
(Peppino Impastato)


La Mafia è una montagna di merda
(Peppino Impastato) 


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domenica 4 marzo 2012

La Libertà di Stampa



Contributo di un mio contatto fb

I giornalisti di La7 e di Rai News strillano contro il movimento NO TAV per essere stati allontanati dalle manifestazioni nonostante le loro irritanti insistenze. Lamentano comportamenti autoritari, antidemocratici e violenti, e su questo inzuppano la brioche tutti i mass media asserviti al regime, vale a dire oltre il 90%, per screditare il movimento NO TAV di fronte all'opinione pubblica. Tutte le parti politiche di maggioranza fanno eco e da cassa di risonanza per dimostrare la necessità di costruire questa opera faraonica, che comporterà costi enormi per in vite umane, danneggiamento irreversibile per l'ambiente, nessun vantaggio all'Italia, ma grandi guadagni alle imprese coinvolte nella realizzazione dell'opera, cooperative e grandi imprese nazionali con infiltrazioni malavitose certe. E questi campioni dell'informazione, che hanno relegato l'Italia oltre l'80° posto nella classifica dei paesi relativamente alla libertà di informazione, starnazzano e non si chiedono perché un movimento, che ha necessità di visibilità e dell'appoggio dell'opinione pubblica per avere possibilità di successo, assuma comportamenti ostili nei confronti dei giornalisti !! A questi eccelsi personaggi non viene neppure in mente che è il loro asservimento al potere, la loro scorrettezza e mancanza di professionalità nell'informare correttamente, che fa perdere loro dignità e credibilità ed inevitabilmente scatenano reazioni ostili? 
Quale giornalista ha riportato con onestà intellettuale gli studi di numerosissimi ingegneri del Politecnico di Torino che dimostrano l'inutilità economica ed il danno che comporterebbe questa opera, o le relazioni dei geologi sugli irreparabili danni ambientali per la Val di Susa? Quali giornalisti hanno riportato questa semplice tabella che mostra quante cose assai più utili della linea Torino Lione si potrebbero fare con: 
4 cm di Tav = 1 anno di pensione,
3 metri di Tav = 4 sezioni di scuola materna, 
500 metri di Tav = un ospedale da 1200 posti letto,226 ambulatori,38 sale operatorie 
1 km di Tav = 1 anno di tasse universitarie per 250mila studenti ,oppure 55 treni pendolari NO TAV. 
Cari giornalisti, un vecchio proverbio dice “Chi è causa del suo mal pianga se stesso”. Piuttosto sarebbe meglio che l’informazione riguadagni dignità ed autorevolezza svolgendo il ruolo che il sistema democratico impone loro e che finalmente la smettano di fare i pappagalli del Potere!!
Sassari 04.03.2012
Isidoro Aiello


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martedì 15 febbraio 2011

e ai pm milanesi urlò "siete solo chiacchiere e distintivo"


…Ieri era il 14 febbraio, San Valentino, festa degli innamorati, e perché no, quindi, anche la festa del partito dell’amore. 
Il 14 di febbraio, però è anche la ricorrenza della “strage di San Valentino” (1929) , ordinata e voluta da Al Capone per avere la supremazia sul mercato clandestino degli alcolici.
In quel periodo di grande crisi economica, si racconta che Al Capone, che oltre alla gestione di diverse attività criminali, aveva anche come paravento alcune attività legali, legate all’abbigliamento e alla ristorazione, in impeti demagoghi-populisti, facesse distribuire gratuitamente vestiti e generi alimentari a chi si era ridotto in stato di indigenza. 
Il percorso nella criminalità, da parte di Al Capone, fu in inarrestabile crescita, all’interno della microcriminalità in gioventù, con le più feroci organizzazioni criminali americane e italo-americane in età adulta.
Fu considerato “nemico pubblico n°1” dalle autorità di polizia americane ma non riuscendo ad attribuirgli crimini diretti, fu costituito un gruppo di esperti funzionari, incorruttibili, che misero sotto microscopio una rete di attività finanziarie che attraverso prestanome potevano ricondursi a lui. 
Un pizzino, come lo chiameremmo oggi, incastrò Al Capone e fu condannato per “evasione fiscale”. 
Entrato in carcere, per un certo periodo, continuò a gestire i suoi affari come oggi fanno molti boss mafiosi. Trasferito ad Alcatraz in regime di carcere duro, fu colpito da un processo di demenza progressivo causato quasi sicuramente dalla sifilide. 
Morì demente colpito da ictus nel 1947.

…Oggi è stato rinviato a giudizio con rito immediato Silvio Berlusconi. L’accusa è di concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile.

Per anni ci siamo interrogati sulla banca Rasini, su dell’Utri, Mangano sui finanziamenti a Milano 2 e sui rapporti con personaggi nazionali e internazionali dai profili quanto mai discutibili.

Corrotti senza corruttori, fondi neri all’estero, ville faraoniche in paradisi fiscali e ancora più inquietante l’ombra di stragi mafiose. 

Di fronte a tutti questi enormi interrogativi inevasi, la storia in qualche modo ci insegna che non c’è da stupirsi: E' una telefonata a compromettere la fortezza che si è costruito comprando coscienze. 

E’ scivolato sull’altra metà del mondo e, ironia della sorte, saranno tre giudici donna che lo giudicheranno. 
Se non ora quando?

Loris

                       WIKIPEDIA - BANCA RASINI
Per tutti gli altri riferimenti è sufficente togliersi le fette di prosciutto dagli occhi




venerdì 10 dicembre 2010

A lezione di meretricio parlamentare

…e ci stiamo sempre più avvicinando al fatidico 14 dicembre, giorno della “fiducia” al governo Berlusconi.
Alchimie e trattative, più consone al mercato delle vacche,sono in corso a vario titolo.
Splendore e morte dell’etica e dignità politica, parafrasando Neruda in “Splendore e morte di Joaquin Murieta” , è lo spettacolo messo in scena nel tempio della democrazia .
Ne più ne meno come nel tempio di Gerusalemme da dove Cristo scacciò i mercanti.
Ratzy però, non ce lo vedo proprio a rovesciare gli scranni di Montecitorio menando calcioni nel deretano a fedifraghi, corruttori, lussuriosi…ed aggiungete a piacere, perché sicuramente si rischia più il peccato di omissione che non quello di calunnia (l’importante è pensarlo e non scriverlo per non incorrere nelle querele).
L’oggetto di questo post però vuole essere ben diverso.
Da quando è iniziata la vicenda Wikileaks, questo blog ha voluto soffermarsi e sollecitare il ragionamento, non tanto sulle performance del cavaliere di Arcore, ma sugli inquietanti intrecci affaristici tra lo Stato Italiano e quello Russo, tra Putin e Berlusconi.
Quello che emerge giorno dopo giorno, risulta essere sempre più inquietante e dai contorni estremamente torbidi che porta, inevitabilmente, a chiedersi quali siano i reali soggetti implicati in questo intreccio affaristico.
Pensiamo a quella prima definizione trovata sui file di wikileaks di “stato virtuale della mafia” riferito alla Russia, e a portavoce di Putin riferito a Berlusconi.
Persino i nostri mass media ufficiali, iniziano, cautamente, a rivelare la reale entità e portata di questi legami, declassando il balletto intorno alla fiducia al governo, in una questione politicamente ignobile.
La sola ipotesi della poca trasparenza e della collusione con “altri interessi”, dimissiona d’ufficio Berlusconi e il suo governo.
Se solo per un attimo accostiamo due informazioni, apparentemente distanti tra loro, Banca Rasini e giornalisti uccisi in Russia ,otteniamo una miscela potenzialmente esplosiva, in grado di inquinare enormi aree del globo.
Anna Stepanovna Politkovskaja
E’ chiaro che, a questo punto, non sono più in gioco “solamente”la mancata attuazione di un programma di governo, o la mancata capacità ad affrontare una crisi come quella attuale.
La posta in gioco è decisamente più alta, è la credibilità e la fidabilità dello Stato stesso .
E’ giunto il momento di capire se chi, come Fini, è uscito allo scoperto, lo ha fatto perché convinto nel difendere lo Stato, o da spiccioli interessi di bottega.
E’ il momento da parte dell’opposizione tutta, di non dare ulteriori sponde a chi, minando il concetto stesso di Stato, sta trasformando il nostro Paese  in un bengodi di affaristi paragonabile forse alla Cuba di Batista.



Loris

lunedì 29 novembre 2010

Wikileaks - E' virtualmente uno Stato della mafia - Berlusconi, Putin e i lucrosi contratti in campo energetico

"E' virtualmente uno Stato della mafia''. Così i diplomatici americani, secondo i documenti di Wikileaks, descrivono la Russia. "La Russia e le sue agenzie usano i boss della mafia per effettuare le loro operazioni, la relazione è così stretta che il Paese è divenuto virtualmente uno stato della mafia", scrivono i diplomatici Usa a Washington. (fonte mediaset)
Secondo il documento, diffuso dal New York Times, il rapporto tra Berlusconi e Putin includeva 'generosi regali', lucrosi contratti in campo energetico e un 'oscuro intermediario italiano che parla russo". Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha chiesto all'inizio di quest'anno alle ambasciate americane a Roma e Mosca informazioni su eventuali "investimenti personali" dei premier Silvio Berlusconi e Vladimir Putin che possano condizionare le politiche estere o economiche dei rispettivi paesi. (fonte rainews24)



"Incapace, vanitoso e inefficace come moderno leader europeo". Il giudizio su Silvio Berlusconi dell'incaricato d'affari dell'ambasciata Usa a Roma, Elizabeth Dibble, reso noto da Wikileaks, non lascia spazio a interpretazioni. Così come non siamo certo dinanzi a giri di parole quando i diplomatici Usa, nei loro cablogrammi, 1 lo dipingono "fisicamente e politicamente debole", un politico le cui "frequenti nottate e l'inclinazione a festeggiare a tutto spiano significano che non si riposa a sufficienza".
Eppure, la prima reazione dell'interessato al fatto che viene dipinto come un semplice portavoce di Putin in Europa (e con la Clinton che chiede di conoscere i rapporti commerciali tra i due) e decisamente propenso ai festini, è una risata. Proprio così. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, scrive l'Ansa citando fonti autorevoli, quando gli è stato riferito il contenuto delle rivelazioni di Wikileaks sull'Italia si è fatto una risata.(fonte la Repubblica)
Delle prestazioni e perversioni sessuali del premier possiamo tranquillamente fregarcene, tranne quando ce le fa pagare a noi, come nel recentissimo caso che ha coinvolto il mini stro Bondi e l'attrice bulgara Michelle Bonev o fa scendere il discredito sul nostro paese (e questo è sistematico).
Dei rapporti che intrattiene con stati definiti virtualmente mafiosi credo invece che dobbiamo occuparcene con tutta la tempestività e urgenza che richiede la situazione.
Ancor più grave il fatto che lui sia quasi "accreditato" come portavoce dello stato definito "virtualmente mafioso".
Chi sono gli intermediari che intervengono nei rapporti Russo Italiani o ancor meglio quali sono gli affari che sono stati concretizzati tra Berlusconi e Putin.
Ritengo che a questo punto chi continuerà a sostenere Berlusconi alla guida del governo, di fatto si renda complice di tutto quanto oggi è evidente agli occhi di tutti, e la fellatio della Levinsky a Clinton è a confronto una marachella da oratorio parrocchiale.
L'attacco, contrariamente a quello che ha detto Frattini non è condotto da forze esterne a minare l'immagine dell'Italia, ma, è questo Premier e questo governo che sta facendo sprofondare nel discredito assoluto l'intero paese.
Loris

venerdì 26 novembre 2010

L’occhio più acuto della diplomazia italiana denuncia il “complotto” per colpire l’immagine dell’Italia.

…Con tutta onestà non volevo credere a ciò che i miei occhi, con occhiali, e comunque pur sempre un po miopi, stavano leggendo.
Il nostro ministro degli esteri F. Frattini ( quello che non difende i cittadini italiani, vittime dei pirati israeliani, o i pescatori siciliani, presi a colpi di mitra dalla marina libica, o, quello che rispetto al sequestro degli operatori di Emergency si mosse con una capacità incisiva paragonabile ad un bradipo), orbene , vede un complotto ai danni dell’immagine dell’Italia.
L’avere parlamentari condannati in secondo grado per aver concorso all’attività di “Cosa Nostra”, come Dell’Utri, forse secondo Frattini da lustro.
Che la suddetta attività di Dell’Utri sia stata fatta anche come tramite nei confronti dell’attuale presidente del consiglio, porta sicuramente ulteriore lustro all’immagine dell’Italia.
Se Frattini poi pensa che i diversi coinvolgimenti in scandali a vario titolo sui vizi o abitudini sessuali del premier dal punto di vista dell’immagine siano ininfluenti rispetto l’immagine dell’Italia a questo punto non mi meraviglia, come non mi meraviglia che non pensi a quale immagine italiana salti fuori per i coinvolgimenti di ministri che hanno case pagate a loro insaputa da imprenditori molto attivi in appalti vari sotto questo governo.
Sarei quasi disposto a fornire un paio di occhiali a Frattini, per consentirgli di vedere un po meglio, ma gli ultimi euro penso che se sarà il caso li spenderò per un po di carta igenica o fogli per fotocopie da investire in qualche scuola italiana…..per i ministri di questo governo premier in testa, investire nella cultura non da l’immagine adeguata dell’Italia.

Anche questo modo di fare giornalismo da lustro all'immagine dell'Italia

domenica 21 novembre 2010

Settimana italiana,dagli smarronamenti alle protesi del pene perduto

Maroni dopo averci scassato i maroni e finalmente riuscito a farsi invitare a “vieni via con me”. Ma perché per non romperci i maroni non cambiamo canale quando interviene Maroni?

Dopo aver appreso le motivazioni della sentenza che condanna Marcello Dell’Utri a sette anni, per concorso nelle attività della associazione di tipo mafioso denominata “Cosa Nostra”, e non vedendo la volontà a dimettersi dalla carica di Senatore della Repubblica, la nostra lotta dovrà indirizzarsi per un “via la mafia dello Stato?” o per “via lo Stato dalla mafia?”

 Di Mangano: sapeva che era un mafioso?, è stato chiesto a Dell’Utri. «Assolutamente no, non aveva un distintivo»....Anche Dell’Utri non ha distintivo,….ma due condanne ci stanno tutte…. e chissà cosa avrà da dire a “vieni via con me” Maroni su questi rapporti così stretti del suo presidente del consiglio.

Al vertice della NATO il Silvio nazionale è arrivato talmente in ritardo che hanno iniziato  senza di lui.
Ufficialmente il ritardo è stato imputato alla coda di attesa all’aeroporto di Lisbona (forse non avevano preso il numerino come dal salumiere) . Voci che corrono, affermano che l’ultimo prodotto “ritardante per lui” sia stata una telefonata con la ministra Carfagna intenzionata a non continuare un rapporto che si è logorato, evidenziato dalle accuse della Mussolini alla Carfagna di essere vicina al Bocchino. Anche i miti….perdono pezzi....(Ovviamente riferito ...al ritardante)


Test....e, autocelebrazione
prima e dopo la cura
In fondo è difficile cogliere la differenza.......sono tutte cose volute dal presidente del consiglio.....e sono tarocche.  Ma non esiste il reato di contraffazione? (della serie....quando anche un dio ha bisogno di qualcosa di posticcio)
Loris

domenica 5 settembre 2010

Se si contesta il Principe e i suoi cicisbei....a proposito di Torino e di Schifani

…Opportunità, buongusto, arroganza…e tanti altri elementi entrano in gioco nella riflessione della contestazione all’onorevole Schifani alla festa del PD di Torino.
Se alcuni dirigenti del PD reputano le feste del loro partito come il terreno dove tutto è permesso e concesso, insieme agli inviti ingombranti, si sobbarchino quindi anche le contestazioni agli stessi invitati.
Che alle feste del PD succedano, cose a dir poco, curiose, è noto. Un anno fa un lungo applauso accolse Fini che commentava parte della sentenza della Corte Europea sull’assoluzione di Placanica per legittima difesa nell’uccisione di Carlo Giuliani durante il G8 2001. L’altra parte della sentenza che condannava lo Stato italiano a un risarcimento nei confronti della famiglia Giuliani di 40.000 euro per come era stata condotta l’indagine su come non ci fosse chiarezza sulla più o meno pianificazione delle operazioni di PS nelle circostanze che portarono all’uccisione di Carlo Giuliani, a quella Festa del PD, a Genova, fu omesso .
 Poteva essere un buon momento perché Fini chiarisse il suo ruolo da vicepremier all’interno della caserma di San Giuliano da dove venivano coordinate le operazioni dei Carabinieri a Genova, e da dove uscivano “civili” con visi coperti e armati di spranghe.
Sui fatti di ieri a Torino non voglio spendere troppe parole, un articolo sull’Unità ci ricorda la legittima attività dell’avvocato Schifani, e i suoi clienti. Senza tirare sommari giudizi ritengo opportuno salvaguardare il concetto di “opportunità”. Il fatto che Schifani, sia stato nominato dall’”unto del signore” e ratificato dalla maggioranza, presidente del Senato, non sposta l’ago della bussola su un vento favorevole.
La dirigenza del PD dovrebbe mettersi l’animo in pace e dirci in modo chiaro quale vuole essere il suo percorso politico. Se la politica a detta di Bersani è stata portata in “fogna” dal berlusconismo, non possono essere considerati squadristi chi contesta gli uomini di Berlusconi all’interno dello Stato.
Che Fassino si sia mostrato assai confuso anche su temi come quelli messi in campo recentemente dalla Fiat, è concedere il beneficio del dubbio, e, insieme ad altri distruttori di processi politici importanti per la democrazia del nostro paese sarebbe il caso che, visto l’elevato numero di benefici che conseguono alla loro figura di parlamentari, si togliessero di torno.



credo che nessun Sestrese si sente in colpa per l'accoglienza riservata nel 2007 alla tessera 1816 della P2, a chi caldamente ospitava l'eroe mafioso Mangano, a chi continua la ricerca dell'immunità attraverso leggi ad personam o ad azienda. 

PS. A Grillo e ai grillini voglio però dire che fare politica non è solo ragionare con pancia e pene. Sicuramente coesistono anche altre responsabilità, ma nel Piemonte fassiniano se oggi il governo è affidato al peggio del centro-destra un grande contributo affinché succedesse questo è arrivato proprio da loro.

martedì 17 agosto 2010

MUSICA CONTRO IL POTERE - E a noi speriamo che non resti solo la musica.....





 

Litfiba dal palco attaccano Dell'Utri - L'assessore: "Mai più in Sicilia"




NEW YORK - Il fondatore dei Pink Floyd, Roger Waters, non si fa scrupolo di dare a una band canadese il permesso di armeggiare con il suo classico "Another Brick in the Wall" da utilizzare come un inno per i giovani iraniani. 




Con sede a Toronto la Blurred Vision band “visione offuscata”, composta da due fratelli esuli iraniani, ha rielaborato il testo per esprimere il risentimento da parte dei giovani nei confronti del governo dell'Iran, dove è illegale suonare musica rock. Un noto versetto è stato cambiato in "Ehi, l'ayatollah, lascia quei capretti soli!"  


 

Waters ha detto che incoraggia gli artisti ad utilizzare la canzone per resistere a tutte le forme di repressione. Ha inoltre dichiarato che vede la band come giocare una parte fondamentale nella "resistenza a un regime che è sia repressivo che brutale".
"Ho applaudito e sostenuto la resistenza degli scolari in Sud Africa a quel regime repressivo e brutale", ha detto, "e anche applaudo e sostengo la resistenza dei bambini palestinesi a Gaza e in Cisgiordania per il tipo di occupazione brutale che subiscono". 
Fonte – The washington post



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