il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

Amicus Plato, sed magis amica veritas



mercoledì 6 maggio 2009

ADDIO A BERLUSCONI ? PROVIAMO QUESTA CHIAVE DI LETTURA

Pongo alcuni elementi di riflessione.
Il Governo di Centro Destra si è insediato un anno fa. Un anno fa anche se forse le avvisaglie della crisi del capitalismo finanziario potevano esserci non era sicuramente delineato un fallimento su tutti i fronti di quella che era stata la stagione del liberismo selvaggio, della globalizzazione e delle grosse speculazioni finanziarie inaugurata a suo tempo in Europa dalla Thatcher e negli USA da Regan.
La struttura del governo Berlusconi è a mio parere rappresentativa di quel modello economico.
Quel modello economico cerca , sempre a mio parere, di sopravvivere a se stesso con gli stessi meccanismi che lo hanno portato allo sfacelo: consumi, consumi e consumi indipendentemente dall’avere il denaro per consumare.
Quello che è stato per la maggior parte del secolo scorso, e non solo, il motore economico mondiale, ossia il capitalismo industriale sta riappropriandosi del primato nella gestione economica.
I piani di sostegno all’industria di Obama, il muoversi con una autorevole disinvoltura, per parlare di casa nostra, della Fiat nella figura di Marchionne ritengo siano segnali di questa inversione di rotta.
La differenza tra i due sistemi riesco a banalizzarla affermando che fino a ieri era l’industria che andava col cappello in mano dal sistema bancario e finanziario per chiedere credito ed ora potrebbe succedere che è il sistema bancario e finanziario col cappello in mano a proporre servizi e piani di investimento alle industrie.
In questo contesto mi viene da pensare che un governo Berlusconi è decisamente fuori posto. Nella notte dell’imperatore è riuscito in tarda nottata a dire che chiederà agli imprenditori di investire in pubblicità. Persiste nei consumi e nel virtuale.
L’uscita, poi ieri dei vescovi, mi è suonata come il de profundis nei confronti del Premier. La chiesa ha un innato senso di solidarietà nei confronti dei vincitori.
Siamo alla vigilia di un cambio della guardia?


Indimenticabile Giorgio Gaber

14 commenti:

Anonimo ha detto...

La chiesa non dovrebbe essere di parte,il motivo perchè perde consensi lo dimostra il fatto del Papi,un divorziato che ha fatto abortire la moglie al settimo mese di gravidanza,non può essere considerato cattolico.

loris ha detto...

questo è un post dove il tentativo è quello di comprendere in termini politici ed economici cosa sta succedendo.
Gossip o notizie ad effetto non è che ci fanno crescere nella consapevolezza. Ritengo inoltre che il precedente commento che è anonimo vada ricondotto ad una intervista della signora Lario (http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2005/04_Aprile/08/veronica.shtml).
Quando si fanno queste affermazioni credo sarebbe opportuno non rimanere anonimi e dare i riferimenti di verifica.

NADIA ha detto...

hola Loris,
la tua analisi è decisamente giusta, credo che ci sia un inversione di marcia, nota bene anche il comportamento di chi secondo il mio modesto parere prenderà il posto del Berlusca, FINI, il suo non appoggiare delle decisioni Berlusconiane, il suo non volersi necessariamente allinearsi ai vari lecchini la dice lunga, nello stesso tempo trovo che la tendenza del mercato sia decisamente contraria alle idee virtuali e politiche dell'attuale presidente,vedi bene che parla ancora d'investitori a cui chiedere d'investire (scusa il gioco di parole) e che Dio la chiesa o Fini lo volesse, non piangerei se Silvio e la sua faccia non apparissero mai più!!!
hasta siempre!!!!

il monticiano ha detto...

Io attendo con fiducia che quello che noi tutti auspichiamo e che tu noti e fai notare con il de profundis, si verifichi al più presto. Per quello che egoisticamente mi riguarda pregherei un verificarsi del "felice evento" un po' più sollecito. La situazione anagrafica è quella che è.

ps. A prescindere. Non è carino assistere ad una tale diàtrìba tra due ragazzi come voi che vi volete così bene. Discutere per un pelo non va, non va proprio.

Tisbe ha detto...

Penso anche io che la struttura del centro destra sia obsoleta, ma non dimentichiamo che l'Italia viaggia indietro tutta di una decina di anni e forse più... e questo potrebbe garantire a Berlusconi ancora successo

Vincenzo Cucinotta ha detto...

Credo che Loris sollecitasse un confronto sulla plausibilità dell'ipotesi proposta in sè, piuttosto che sulle conseguenze o addirittura sul gradimento...
Io ho scritto un post sul dopo-Berlusconi, ma lo affidavo tutto amotivi anagrafici. Che all'interno del gruppo di potere economico-finanziario ci sia una continua lotta è cosa ovvia, ma io credo che oggi si sia raggiunto un punto di equilibrio che sembra piuttosto soddisfacente per tutti gli attori in campo. Questo equilibrio è stato raggiunto faticosamente, perchè per decenni il duo Mediobanca-Fiat allora imperante, ha tenuto fuori dalle stanze decisive B., ma alla fine ha dovuto cedere. Poprio per la sua doppia veste di premier e di capo di un impero aziendale, B. è molto potente e non credo che oggi neanche Marchionne se la senta di combatterlo apertamente. Se qualcuno può insidiarlo, questi deve venire dall'estero, avere l'appoggio di gente potente come Obama, oppure qualche gruppo potentissimo della UE. Oggi come oggi, devo confessare che questa prospettiva mi pare del tutto remota.

Guernica ha detto...

Ciao Loris,
interessante questa tua analisi e chiave di lettura.
Mi rendo conto che ci sono parecchie inversioni di tendenza in atto, ma non sono molto sicura che poi condurranno ad una sostituzione di Berlusconi.
Mi pare manchi un personaggio forte abbastanza e tutto sommato la situazione mi pare ancora stagnante.
Vedremo nei prossimi mesi cosa succederà.

Un saluto!

pierprandi ha detto...

Sebbene solo all'idea mi si illuminano gli occhi, temo sia ancora molto prematuro recitare il "de profundi" del terribile Nano...In effetti qualcosa nel suo giocattolino si è rotto(vedi Fini che spesso e volentieri alza la testa...) , ma la struttura alla base è ancora solida.E a sorreggerla non sono i suoi compagni di merende, ma la stragrande maggioranza degli italiani...Ancora troppo affascinati dal "sogno americano"... Se poi aggiungiamo che onestamente le alternative di spessore mancano, si arriva alla conclusione che (salvo scherzi dell'età...), dovremo sciropparci l'imperatore ancora per un po'...Sta perdendo consensi dall'alto e dal basso, ma vale anche per le altre forze politiche, servono facce nuove (vere!) per far riavvicinare gli italiani alla politica... A presto

Audrey ha detto...

Sinceramente non sono così ottimista. Nemmeno in prospettiva.

Tu scrivi:
affermando che fino a ieri era l’industria che andava col cappello in mano dal sistema bancario e finanziario per chiedere credito ed ora potrebbe succedere che è il sistema bancario e finanziario col cappello in mano a proporre servizi e piani di investimento alle industrie.
In realtà la situazione non è affatto questa.
la stretta creditizia da parte del sistema bancario nei confronti di quello imprenditoriale è stata fortissima.
Per le imprese, in questo momento, sopratutto per quelle di dimensioni medio/piccole (spina dorsale del sistema produttivo italiano)è difficilissimo ottenere credito, anche se ampiamento garantito.
Non voglio entrare qui nel merito delle regole del cosiddetto Basilea2 (sistema di regolamentazione di accesso al credito e valutazione del rischio) ma, è indubbio, accedere al credito sta diventando sempre più complicato.

Secondo motivo del mio pessimismo:
oggi ho sentito una frase, efficace ma terribile.
Silvio Berlusconi ha successo perchè è lo specchio di questo paese.

loris ha detto...

Per ragioni di tempo faccio alcune considerazioni sinteticamente riproponendomi di essere più completo successivamente. Al di la dell'evidenza che questo, attuale modello economico ha fallito non ho dato un giudizio di merito sull'ottimismo per l'inizio di un nuovo ciclo. Può essere un Fini, nella riproposizione di un centro destra, può essere un Bersani nell'eventualità di un cambio di fronte dal punto di vista elettorale, è a mio parere irrilevante credo oggettivamente che i danni fatti dai precedenti governi di centro sinistra siano comunque evidenti e pesanti. I Governi degli anni 90 e del 2000 sono assolutamente organici al tipo di egemonia economica attiva in quel momento.
Personalmente ritengo Berlusconi un rappresentante di interessi di tipo finanziario ma gli interessi finanziari non sono Berlusconi.
Non penso che l'avvicendamento ci sarà domani ma questo non vuol dire che il ciclo non sia terminato.

ps chiedo scusa ma commenterò ulteriormente più tardi.

luly ha detto...

Alla vigilia di un cambio della guardia, dici?
Io me lo auguro e lo auguro a tutti voi, ogni giorno, in ogni momento. Ma anch'io, riguardo questa questione, non riesco ad essere ottimista. Vedo ancora troppo lontana la possibilità di poter liberamente pensare di essere in un paese democratico, un paese libero dalle porcate (..e passatemi questo termine volgare) del nano.
A presto.

moltitudini ha detto...

non sono d'accordo su questa dialettica che tu vedi ribaltata tra economia reale/industriale e finanziaria.

L'operazione fiat-USA di cui parli, supervisionata da Obama, è di natura prettamente finanziaria (vedi anche tutta la questioni delle azioni chrysler date ai "lavoratori").
Certo è che il meccanismo sul quale si è basta l'estrazione di plusvalore nelle ultima decadi, la leva finanziaria, è esploso determinando la bolla che conosciamo. Ma il cappello "in mano" mi pare rivolto agli stati.
Discorsi complessi.

Sono invece quasi in accordo col tuo ultimo commento.
@nadia
Fini leader?

Fini è finito. Non è seguito nemmeno più dai suoi, se non da una piccolissima nicchia (fare futuro e contorno).



Evidentemente sedersi alla presidenza di montecitorio negli ultimi anni non porta bene.

il cuoco ha detto...

Ho paura che tutte le Uscite da Berlusconi , alla Lario e della chiesa non siano altro che propaganda politica per riportare in auge un Imperatore in declino.
Non diimentichiamoci che qualsiasi investimento bancario pubblicitario o induistriale ha sempre a che fare con delle attività del maggior conflitto di interessi della nostra Italia, per questo ho paura che ne esca di nuovo vincitore.
Ciao

loris ha detto...

Provo a continuare il ragionamento di prima partendo da Vincenzo che a mio parere ha colto gli elementi necessari per un ragionamento su questa questione. Il fatto poi che non concordiamo per il tipo di risoluzione che diamo è a mio parere perché, come abbiamo già evidenziato precedentemente, l’approccio è un po diverso. Come giustamente ha rilevato non credo ci sia da domandarsi in caso di defenestrazione di B. chi ci aggrada di più, ma, soprattutto di quali interessi è portatore. Mediobanca di via filodrammatici è stata la cassaforte del capitalismo industriale italiano. Non a caso la sua missione era quella col concetto del prestito a medio termine nella ripresa post bellica dare il sostegno alla ricostruzione e rilancio dell’industria. La nascita di questa banca sotto la direzione di Enrico Cuccia ha a mio parere raggiunto quel punto di equilibrio di cui parla Vincenzo, ma le altre banche no e come scriveva Audrey la stretta creditizia che si è generata per effetto di speculazioni di tipo finanziario non appartiene alla cultura di quel tipo di industria che ha avuto voce da protagonista per buona parte del secolo scorso . E’ la così detta generazione dei manager che altera quel tipo di equilibrio. Intere aziende con programmi di espansione sul territorio e soprattutto con commesse in mano in grado di sviluppare ulteriore lavoro si sono ritrovate in condizioni liquidatorie per effetto di scelte suicide alla ricerca di guadagni facili nel giro di pochi giorni , grazie ad una dirigenza più avezza al gratta e vinci della speculazione borsistica che non la produzione.
L’eccesso di utile delle banche (Corriere della sera di ieri) al di la delle giustificazioni è l’evidenza di un sistema che ha remato contro corrente, e, Obama che dichiara (Repubblica di oggi) “mai più ostaggi di wall street” è la risposta al tipo di modello economico.
E’ vero che nelle operazioni di questi giorni della Fiat c’è movimento di azioni. E’ inevitabile. La qualità dell’operazione sta che le variazioni di assetti societari vanno nella direzione di strategie produttive e non che nel rigiro di azioni possano arrivare (anche se benvenute) delle plusvalenze.
La conclusione politica di questa situazione è che B. è inadeguato per ciò che rappresenta a livello economico a rappresentare questo nuovo sistema.
Se non mi pronuncio sulla gradevolezza dell’eventuale cambio di guardia è perché la cura potrebbe addirittura essere peggiore della malattia.
L’accordo con i sindacati alla Chrysler è emblematico. Se questo modello dovesse essere riproposto in Italia vorrebbe dire a mio parere la definitiva uscita di scena del sindacato e della capacità e possibilità a trattare dei lavoratori. Credo che un’operazione del genere con un B. al governo non sarebbe possibile. Con altri soggetti forse l’amara medicina di una pace sociale i cui costi ricadrebbero sui lavoratori dipendenti, forse potrebbe anche passare.
Credo che se iniziamo, se non altro a pensare a queste cose, che non mi sembrano troppo fantapolitica, in quanto fanno parte della cronaca di questi giorni, forse saremo in grado di evitare ulteriori scivolamenti di sudditanza dovuta alla mancanza di una Sinistra forte nel nostro paese in grado di contrastare le scelte del capitalismo nostrano.

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