il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

Amicus Plato, sed magis amica veritas



martedì 4 agosto 2009

Su quella gru ci sono le nostre speranze

SIAMO TUTTI SULLA GRU A SOSTENERE LA LOTTA DEI LAVORATORI DELL'INNSE

la giornata è stata caratterizzata dall'uso dei manganelli. Sono in 49 i lavoratori della INNSE ma che non pensino i servitori dello Stato di trovarsi di fronte ai giovani che dormivano alla Diaz. Perdere il lavoro, specialmente a una certa età è la fine di ogni speranza, la perdita del futuro, la perdità della dignità.
Da oltre un anno questi lavoratori lottano non contro la crisi internazionale, No contro la mancanza di commesse, lottano contro uno speculatore che ha acquistato l'area per smantellare e riedificare in vista dell'expo.
Hanno dimostrato con l'autogestione di poter lavorare di poter essere produttivi.
Bravo Rinaldini !!!! fai assumere al presidente del consiglio le sue responsabilità.
Lui deve venire a trattare. Lui deve dire, prima di tutto ai lavoratori INNSE se il nostro Stato è fondato sul Lavoro, come recita la Costituzione o se sulla speculazione.

Sopra quella gru insieme ai quattro operai e al sindacalista c'è il meglio di quel movimento operaio che è stato fortemente minato in questi anni ma che ritrova la coesione e la forza nella lotta a difesa del lavoro, a difesa della dignità.

Rassegna stampa sulle ultime notizie dell'INNSE

AGI INNSE: IN 5 RESTANO SULLA GRU, FERMATO SMANTELLAMANTO IMPIANTI
IL GIORNALE Innse, cinque operai sulla gru
RASSEGNA.IT Innse: operai su gru, tafferugli a Milano
a sinistra INNSE - "la difesa del posto di lavoro"

1 commento:

Farfallaleggera ha detto...

Il manifesto di oggi dedica a questo probliema ben tre pagine...ma, a mio parere, il discorso rimane sempre lo stesso: manca la massa operaia, è l'unione che fa la forza. E' necessario che si muovano TUTTI gli operai, non solo quelli della innocenti. Per esempio gli operai della Fiat dove sono? Perchè non hanno rinunciato alle loro ferie per andare a dare una mano al presidio di questi operai.
Nella mia gioventù noi lo facevamo, andavamo a fare i picchetti davanti ai cancelli della Fiat, a portare da mangiare a quelli che erano lì, in attesa del cambio. Parlo degli anni '80, altri tempi ormai.
Oggi ognuno pensa solo la SUA fabbrica, al suo posto di lavoro, senza capire che il problema di perdee il posto di lavoro è di tutti.
Chi è che diceva? "Le rivoluzioni si fanno solo abbandonando l'io per il noi." Non mi ricordo, forse il Che. Come aveva ragione...bacio giò

BEGIN

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