il problema attuale non è più la lotta della democrazia contro il fascismo ma quello del fascismo nella democrazia (G. Galletta)

Amicus Plato, sed magis amica veritas



lunedì 8 giugno 2009

SCONFITTI SI MA VINTI NO

Non l’ho mai fatto con mio figlio e non lo farò adesso ma il risultato elettorale era davanti agli occhi di tutti e ce lo siamo detto e ripetuto per oltre un anno mentre venivano recitati i mea culpa rispetto alla sconfitta elettorale di un anno fa. Ora chi ha cercato di egemonizzare i due schieramenti sarà contento, oltre a portare ad un ulteriore disastro la sinistra fa comprendere quali sponde possono essere date a tutti quelli che la crisi colpisce inesorabilmente per primi e che di una sinistra che perori la loro causa ne hanno la necessità. Non siamo uomini di culto che fanno testimonianza, siamo gente che lotta e che deve anche ritrovare nelle proprie organizzazioni gli strumenti e la solidarietà che ci abbisognano.
La cosa più infausta che ora si dovrebbe fare è rincorrere un’idea frettolosa arroccata all’interno di una delle organizzazioni come quella del “partito subito” che non essendo patrimonio condiviso risulterebbe una ulteriore conventicola che nulla porterebbe alla politica della sinistra se non la misera conservazione di qualche rendita di posizione.
Non c’è più posto per le indecorose dispute che si sono tenute in quest’ultimo periodo e in cui i dirigenti non hanno fatto niente per limitare i fiumi di parole usciti a sproposito su giornali web e quant’altro. Il tempo delle “ragazze pon-pon” è terminato per esaurimento delle squadre che dovevano sostenere. Non ci sono compagni più compagni di altri o più a sinistra. Ci sono posizioni diverse che comunque isolatamente non portano da nessuna parte e c’è una potenzialità che ci permetterebbe di poter dire la nostra e diventare un elemento determinante nelle scelte politiche del nostro paese.
Ripartiamo dai contenuti anziché dai contenitori la nostra assenza dal dibattito sulla crisi con una visione di sinistra sul come uscirne è disarmante. Come è stato disarmante che non si sia arrivati a una posizione unitaria e condivisa da tutta la sinistra sul tema della solidarietà e dei respingimenti degli “irregolari” nonostante molti dirigenti si fossero espressi positivamente.
Ripartiamo da dove ci siamo lasciati il 7 marzo a Firenze quando l’ottusità di una certa dirigenza irreggimentava i propri militanti ed elettori verso questa ulteriore sconfitta.
Propongo un primo incontro al più presto per verificare le disponibilità a intraprendere questo percorso che ha lo scopo di non dissolvere l’esperienza e la cultura della sinistra italiana.

10 commenti:

pia ha detto...

In linea di massima sono d'accordo.
La forza di pensare e di proporre secondo i propri intendimenti, recuperando il più possibile ciò che è stato frammentato. Sì, s'ha da fare...

il monticiano ha detto...

Partito subito no ma al più presto se possibile.
Vorrei esserci.

Anonimo ha detto...

Non pensate che il fatto che non sia stato possibile addivenire ad una posizione comune su immigrazioni, misure anti-crisi e via dicendo perche è pratica comune nella sinistra
dissociarsi da una cosa detta da un altro partito, anch'esso di sinistra, solo per campanile?
Non si rendono conto i ducetti da avanspettacolo di essere funzionali come null'altro al partito-azienda? Che ogni volta che si sputtanano a vicenda, nelle trasmissioni dove loro vanno per farsi vedere, ma li invitano per farli sputtanare, portano voti al biscione?
Ma come abbiamo potuto votare d'alema, bertinotti, mussi, ferrero,adesso niki ventola (e tanti altri da dimenticare) che sono buoni solo a collezionare sconfitte che loro definiranno poi con mille aggettivi e geniali affermazioni del tipo 'abbiamo perso meno voti del previsto'.
Questi non trovano le palle neanche col miglior cane da caccia

a me le hanno rotte assai

Marforio

DIANA B ha detto...

Abbiamo poco da recriminare, i primi ad avere dimenticato di essere di sinistra siamo stati proprio noi di sinistra!! Ci siamo divisi in rivoli e rivoletti!!! E tu, capirai se quelli non hanno cavalcato la tigre!!! Ci siamo fatti umiliare, offendere, ci hanno tacciato di ogmi misfatto...e noi? Non abbiamo battuto ciglia, perchè noi siamo "bravini". Ho votato, ma credimi, ero frastornata. Ciao Diana B

Rouge ha detto...

Come non essere d'accordo?

Crocco1830 ha detto...

E' incredibile come la sinistra riesca sempre a esaltare le divergenze e a non dare valore alle cose in comune.

Matteo ha detto...

La sinistra deve tornare alla propria storia e ai propri ideali. Un migliorameto c'è stato, anche se non è servito a superare lo sbarramento. L'unità la si costruisce con le forze d'alternativa vera, certo non con i socialisti di Bobo Craxi e De Michelis che vanno assieme al PD appassionatamente.

pia ha detto...

Non sono d'accordo su questo "darsi addosso". Ci soffro, sono critica se la sinistra perde, ma guardo a quel che si può maturare. Nella mia vita, nella mia mente continuo a coltivare questa appartenenza, senza particolari eccessi nè denigrazioni, fedele ad una linea che vuole proporre e proporsi coerentemente.
Si deve ricominciare sempre da zero, con piccole cose per dimostrare ai maniaci della grandezza e dell'ingordigia che si può vivere, fare e pensare in un altro modo.

Aride ha detto...

La mia fiducia e il mio rispetto per il popolo scema ogni giorno (purtroppo).
Ormai ci abbiamo fatto il callo... Rimbocchiamoci le maniche e ripartiamo, ancora una volta, essendo consapevoli che la strada sarà ripida e lunghissima.
Venceremos

elena ha detto...

Loris, ti faccio notare che entrambe le formazioni di sinistra da sole (lasciamo perdere gli irriducibili dl PCML, che però in un progetto comune, se usciamo dalla logica tu-hai-detto però-tu-hai-fatto, ci potrebbero pure entrare, almeno così ho sentito in FB) hanno preso di più del totale accumulato dall'Arcobaleno, che li vedeva tutti insieme. Lo so, il progetto è stato gestito in modo verticistico, in molti non ci riconoscevamo e quello che vuoi. E oggi, pur volendo rifare il cammino, temo che gli ostacoli sarebbero gli stessi. Mettiamo pure che PRC-PdCI-Socialisti2000 siano gli eredi del PCI e SeL del PSI: quando mai sono andati d'amore e d'accordo, i due? E non voglio neppure pensare alla segreteria Craxi... insomma, io la vedo molto molto dura. Un partito socialista e un partito comunista ci possono stare - anche se il recupero dei voti non può e non deve andare a discapito dell'altro, semmai va fatto ritrovando il contatto con i lavoratori tutti. Un partito unico temo di no. Piuttosto una coalizione su punti imprescindibili (ma non troppo allargata stile Ulivo, che i radicali e IdV vanno bene per tante cose ma non per la politica economica, direi, e se il PD non la smette di svegliarsi barricadero solo in campagna elettorale... e invece questo progetto è già stato ventilato su FB, come se non sapessimo come è finito e perché, e per fortuna Mastella è passato di là così c'è una mina vagante in meno!): diritti civili e del lavoro, sviluppo ecocompatibile, giustizia, libertà, pace, istruzione decisamente no razzismo!
Parliamone.

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